Impariamo in questo articolo a coltivare i cavoli nell’orto. I cavoli (brassica oleracea), ovvero numerosi ortaggi della famiglia delle brassicacee, sono dei toccasana per la nostra salute. Sono ricchi di nutrienti, soprattutto minerali e vitamine, e offrono vari benefici al nostro organismo, perciò coltivarli in orto senza utilizzare sostanze nocive ci permette di usufruire di tutto il meglio che queste piante possono offrire. 

In questo articolo ci concentriamo, invece, sulle esigenze dei cavoli e sulle cure di cui hanno bisogno per avere successo nei nostri orti.

Quando è il periodo per piantare i cavoli

Il mese di agosto è un buon periodo per trapiantare numerose varietà di cavoli. Non si tratta dell’unico periodo dell’anno, perché abbiamo varietà da far crescere anche in altri periodi, così da avere sempre qualche buona brassicacea da portare in tavola. A fine agosto sarà più facile iniziare la coltivazione dei cavoli.

I cavoli si prestano ad essere coltivati nei periodi freddi dell’anno. Infatti le piante messe a dimora in estate ci accompagneranno per tutto l’autunno e in alcuni casi per tutto l’inverno e oltre. Alcune varietà sopportano anche gelate intense, mentre altre più delicate, vanno raccolte in tempo o protette dal gelo. 

Una buona strategia per avere sempre cavoli nell’orto è quella di seminare o trapiantare varietà diverse, che abbiano un diverso ciclo di crescita. In questo modo la raccolta sarà scalare. Per esempio per i cavolfiori possiamo scegliere varietà precocissime da raccogliere già ad ottobre, varietà precoci che saranno pronte tra novembre e dicembre, ma anche varietà invernali da raccogliere tra gennaio e febbraio e varietà tardive da consumare da  marzo a maggio. Il ciclo di maturazione dei cavoli va dai 90 ai 210 giorni

Quando si acquistano piantine al vivaio troveremo, in genere, sono quelle più idonee al periodo. Controllare la varietà per conoscere la durata del ciclo di crescita e chiedere, eventualmente, al venditore le caratteristiche dell’ortaggio che state acquistando. Se si provvede in proprio alla riproduzione dei cavoli bisognerà conoscere le caratteristiche del seme che andiamo a far germinare.

trapianto di cavoli

trapianto di cavoli

Sesto d’impianto dei cavoli

La maggior parte dei cavoli hanno uno sviluppo notevole di cui tenere conto al momento del trapianto. Non lasciare sufficiente spazio porterà ad un minore sviluppo delle piante e a possibili problematiche di salute. Ecco alcune distanze standard da tenere per le principali varietà.

  • Cavolfiore:  file distanti 60/80 cm, lungo la fila lasciare 50-60 cm
  • Cavolo broccolo: file distanti 50/70 cm, lungo la fila lasciare 40-60 cm
  • Cavolo cappuccio: file distanti 50/70 cm, lungo la fila lasciare 40-50 cm
  • Cavolo verza: file distanti 60/70 cm, lungo la fila lasciare 30-60 cm
  • Cavolino di Bruxelles: file distanti 60/70 cm, lungo la fila lasciare 50 cm
  • Cavolo nero: file distanti 50/60 cm, lungo la fila lasciare 30-40 cm 

Lavorazione del terreno per i cavoli

Per coltivare i cavoli dobbiamo nutrirli. Sono infatti grandi consumatori, hanno cioè bisogno di azoto e altri elementi come zolfo e calcio per svilupparsi bene. Il terreno su cui coltiviamo i cavoli deve essere perciò arricchito utilizzando compost, vermicompost o letame maturo. Anche una aggiunta di microrganismi non guasta, si può ad esempio mescolare al compost un accumulatore di microrganismi catturati attraverso le foglie in decomposizione e moltiplicati con della crusca. 

Questi materiali vanno integrati alla terra, ma lasciati nei primi centimetri del suolo perché è fondamentale che possano continuare a respirare. Hanno bisogno di ossigeno per raggiungere una forma assimilabile dalle piante. Per integrare il tutto nel terreno è molto utile un frangizolle.

I cavoli hanno anche bisogno di un terreno soffice. Non riescono assolutamente a crescere quando il suolo è compatto. Perciò la terra va preparata, a meno che non si disponga già di un substrato soffice e ricco di humus.

lavorazione del terreno per i cavoli

lavorazione del terreno per i cavoli. Si integra il compost con l’aeratore stellare

Al momento della lavorazione vanno sempre rispettati gli strati del terreno. È sconsigliato utilizzare uno strumento che capovolge le zolle, come la vanga. Per la lavorazione del suolo meglio usare una grelinette o una forca vanga, attrezzi agricoli manuali adatti a muovere la terra per far entrare ossigeno.  Se l’orto è di grandi dimensioni, naturalmente si ricorre a mezzi meccanici continuando a rispettare l’imperativo di non girare la terra, per tutelare la vita microbica e fungina del suolo.

I cavoli hanno particolarmente bisogno di trovare nutrienti con le proprie radici perché non sono in grado di creare simbiosi micorriziche. Le simbiosi tra radici di ortaggi e alcuni funghi migliorano le possibilità delle piante di accedere ai nutrienti che si trovano  ad una certa distanza. In loro mancanza le piante devono fare tutto da sole. 

Per approfondire: micorrize, cosa sono e come utilizzarle

Varietà di cavoli

  • Cavolfiore
  • Cavolo broccolo
  • Cavolo cappuccio
  • Cavolo verza
  • Cavolino di Bruxelles
  • Cavolo nero
  • Cavolo riccio
  • Broccolo cinese
  • Cavolo rapa
  • Cavolo rosso
  • Cavolo portoghese
  • Broccolo romanesco 

Trapiantare i cavoli

Le piantine di cavolo non sono semplici da far crescere in un semenzaio domestico, bisogna avere una certa esperienza. Probabilmente si dovrà ricorrere a piantine di vivaio. Prima di acquistarle sarebbe buona pratica verificare lo stato delle radici, che non devono aver assunto un andamento a spirale intorno al vaso. Se questo è accaduto, al momento del trapianto le radici in basso vanno rotte e la zolla un po’ aperta per stimolare la crescita di nuove radici. Lungo lo stelo, dove sono presenti le intersezioni delle foglie, i cavoli possono emettere nuove radici, quindi possiamo interrare anche ben oltre il colletto eliminando eventuali foglie già ingiallite. 

Se possibile tenere conto, al momento dell’interramento della piantina, della posizione dei fori dell’impianto di irrigazione. Se il giovane cavolo si trova nei pressi di uno dei fori dell’impianto a goccia riceverà più facilmente l’acqua di cui necessita. 

Cure colturali e avversità

Visto il periodo dell’anno in cui vengono messi a dimora i cavoli hanno la necessità di essere annaffiati. Per coltivare bene i cavoli è importante che non rimangano a secco, altrimenti per lo stress potrebbero  avviare una fioritura precoce

Bisogna accertarsi che la terra resti sempre umida e quindi le operazioni di irrigazione vanno ripetute indicativamente ogni due o tre giorni. Un impianto a goccia resta il più efficace per fornire la giusta umidità senza disturbare la parte fogliare e limitando anche il nostro lavoro. Fondamentale anche coprire la terra con una abbondante pacciamatura

La crescita dei cavoli, soprattutto nel primo periodo di sviluppo, può essere sostenuta con l’utilizzo di fertilizzanti fogliari. Dopo un mese circa di irrigazioni, prevedendo anche che siamo entrati nella fase autunnale e quindi piovosa, non avranno quasi più bisogno di niente. 

Nel frattempo, però, li avremo dovuti proteggere da diversi insetti e altri animali, che trovano le tenere foglie dei cavoli di loro gradimento. Al  primo posto nella classifica dei disturbatori dei cavoli mettiamo la cavolaia, la bellissima farfalla bianca che depone le uova sotto le foglie dei cavoli, che diventano un cibo per i suoi bruchi quando queste si schiudono. 

Contro la cavolaia sono disponibili diversi trattamenti. Il più semplice lo possiamo fare in casa utilizzando foglie di pomodoro da lasciar macerare in acqua per qualche giorno. Il macerato di foglie di pomodoro è un efficace deterrente per le cavolaie. Resta il fatto che le piante vanno controllate spesso per notare eventuali danni sulle foglie. Uova e larve possono essere rimosse anche manualmente. Un’operazione poco gradevole, ma efficace e non dannosa per l’ambiente. Un altro possibile trattamento contro la cavolaia è quello a base di bacillus thuringiensis

Un altro insetto dannoso per i cavoli e l’altica, un piccolo coleottero attivo soprattutto quando il meteo è asciutto. Da questi e altri predatori (vari nottuidi, la cecidomia del cavolo) possiamo difenderci anche utilizzando delle reti anti insetto. Creare un tunnel sopra all’aiuola dei cavoli con una rete anti insetto ha molteplici funzioni: oltre alla difesa dagli insetti abbiamo un effetto ombreggiante, una protezione in caso di grandine e, andando avanti nel tempo, anche una difesa dal freddo. 

I teli hanno uno scarso effetto nei confronti di un’altra categoria di mangiatori di cavoli, ovvero le lumache e le limacce. Sui metodi per difendersi da questi gasteropodi vi rimando all’articolo lumache e limacce nell’orto, cosa fare?

macerato di pomodoro

macerato di pomodoro

Come raccogliere i cavoli

Ogni cavolo si raccoglie in modo diverso in base alle sue caratteristiche. Il cavolo nero può essere munto, ovvero si possono raccogliere le foglie partendo dal basso man mano che ci occorrono. La pianta continua a crescere e a sviluppare nuove foglie, quindi potremo proseguire a lungo la nostra raccolta.

Per i cavoli di cui consumiamo l’infiorescenza è molto importante essere tempestivi. Dobbiamo attendere che il fiore del cavolfiore o del broccolo abbia esaurito la sua crescita, ma tagliarlo prima che i fiori inizino a schiudersi. Se ci accorgiamo che l’infiorescenza sta per aprirsi raccogliamo e consumiamo immediatamente, altrimenti avremo perduto il  raccolto. Ricordiamoci che anche le foglie dei cavolfiori possono essere cucinate.

Per avere un cavolfiore candido, qualche settimana prima della raccolta copriamo il fiore con le stesse foglie della pianta. Si possono raccogliere sulla sua sommità e legare insieme. 

La verza invece può rimanere in campo per tutto l’inverno anche quando ci appare già matura. Non teme il gelo, anzi il suo sapore migliora con il freddo. Raccogliamo ogni verza al momento dell’utilizzo per avere questo ortaggio sempre fresco. 

Alcune varietà sono rifiorenti. Il broccolo, per esempio, dopo che abbiamo tagliato il fiore centrale, produrrà nuove infiorescenze più piccole nelle ascelle laterali delle foglie. Questi piccoli broccoli sono altrettanto buoni di quelli grandi raccolti per primi.

Francesca Della Giovampaola


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La cura della Terra, di Francesca Della Giovampaola. Mondadori
Agricoltura organica e rigenerativa, di Matteo Mancini. Ed. Terra Nuova
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