La farfalla cavolaia (Pieris brassicae) è capace di provocare molti danni alle coltivazioni. Nel mese di settembre siamo ancora nel pieno del problema. In questo articolo vediamo sei rimendi naturali molto efficaci per difenderci dalla cavolaia. Si tratta di un lepidottero della famiglia dei pieridi che raggruppa 100 specie diverse. Ha delle belle ali bianche e gialle con punti e bordure nere. La vediamo volare nei mesi estivi e sembra che non sappia mai decidersi su quale foglia posarsi.

Le sue piante preferite sono quelle della famiglia delle brassicacee. La farfalla non cerca queste piante per se stessa, visto che vive solo quattro settimane e si nutre di nettare, ma per deporre le uova. Ne depone dalle 20 alle 50, una vicina all’altra, dalle quali usciranno piccoli bruchi che per crescere si nutriranno proprio delle foglie dei cavoli. Dopo quattro mute e una pausa come crisalide, dalla metamorfosi usciranno le farfalle.

Quali danni fa la cavolaia nell’orto

Il volo delle cavolaie è affascinante e la loro presenza in un prato trasmette un’idea di bellezza. Per gli ortolani vederle volare fa suonare un campanello di allarme. I bruchi sono dei grandi mangiatori e le foglie su cui si aggrappano possono scomparire per intero nell’arco di qualche ora. 

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I danni che la cavolaia porta nell’orto possono essere ingenti, fino al danneggiamento completo della pianta che non sarà più appetibile o non avrà più la forza di completare il ciclo produttivo fino alla fioritura. La presenza della cavolaia si fa notare perché le foglie colpite risultano mangiucchiate, fino a scomparire quasi del tutto. In alcuni casi a memoria della foglia rimangono solo le nervature più grandi. 

bruco della cavolaia

bruco della cavolaia

Di cosa si nutre la cavolaia

Alla cavolaia piacciono praticamente tutte le piante della famiglia delle brassicacee, più qualche altra pianta di famiglia diverse. I cavoli coltivati, con le foglie grandi e spesse sono particolarmente gradite, perciò per portare a casa un raccolto è necessario proteggerli. 

Oltre che sui diversi cavoli questi bruchi possono deporre le uova su colza, rafano, rape, ravanelli,  ravizzone, senape, capperi, nasturzi e così via. Conoscere i gusti alimentari della cavolaia ci è utile anche per ridurre i danni. Abbiamo sempre la possibilità di seminare qualcosa a loro gradito mentre ci impegniamo a proteggere le piante di cui vogliamo nutrirci noi.

Rimedi naturali contro la cavolaia

La cavolaia può fare grandi danni, ma non dobbiamo preoccuparci troppo di lei perché, con un po’ di cure, è possibile combatterla

I rimedi che vi propongo sono tutti semplici da applicare e con pochi effetti dannosi su altre specie, a parte le ricadute sugli animali che si nutrono proprio della cavolaia. Infatti questo insetto ha un ruolo nella catena alimentare e sono in tanti  a considerarlo un buon nutrimento. Perciò, nell’applicare i nostri rimedi, manteniamo sempre un atteggiamento equilibrato. 

L’obiettivo è difendere le piante di cui ci nutriamo e non far scomparire questa specie dall’ambiente naturale

Le reti antinsetto

Per prima cosa si può prevenire la deposizione delle uova sulle piante che ci interessano utilizzando delle reti anti insetto. Le reti devono essere chiuse da tutti i lati per impedire l’ingresso della farfalla, che cercherà comunque un varco per raggiungere il suo obiettivo. Le reti vanno, quindi, tenute per tutto il periodo di presenza della cavolaia, che va dalla primavera all’autunno inoltrato. Il volo delle farfalle cessa soltanto con l’arrivo del freddo. 

Comunque quando le piante sono sviluppate anche i danni sono più contenuti e  possiamo anche decidere di togliere la rete e applicare il metodo successivo.

uova di cavolaia

uova di cavolaia. Si nota la presenza di altri insetti per i quali sono nutrimento

La  rimozione manuale

Sia le uova che le larve sono facili da individuare e riconoscere, basta avere un po’ di pazienza perché le piante dei cavoli vanno controllate una ad una. Le uova sono molto piccole, ma di colore arancione che spicca bene sul verde della foglia. Dal momento che vengono deposte a gruppi, noteremo una macchiolina arancione. Il controllo deve essere fatto sia nella pagina superiore che in quella inferiore delle foglie di cavolo e questo rende il lavoro un po’ più lungo.

Individuati i gruppi di uova non resta che schiacciarle, direttamente con le dita o usando un pezzo di carta o, semplicemente, un pezzetto di foglia già appassita. 

Durante il controllo potremo trovare anche delle larve. Appena nate sono di colore arancione brillante come le uova e hanno la testa di colore nero. Quindi nella fase di schiusa noteremo che le macchie arancioni sulle foglie hanno qualche puntino nero. 

I bruchi attraversano quattro stadi di sviluppo con altrettante mute. Periodicamente abbandonano la vecchia pelle per poi continuare a mangiare e crescere. Alla fine dello sviluppo hanno raggiunto i 4 cm di lunghezza e sono di colore verde e giallo con puntini neri.  Presentano anche dei peli, che non sono urticanti. 

Quando troviamo i bruchi dobbiamo rimuoverli. Inizialmente sarà facile perché li troveremo concentrati sulla stessa foglia. Man mano che crescono  si estenderanno anche alle foglie vicine. La strategia di difesa dei bruchi e la caduta libera. Quando andremo a disturbarli una parte di loro si lascerà cadere e sarà più difficile recuperarli tutti.

La presenza delle larve è evidenziata non solo dalle foglie danneggiate, ma anche dagli escrementi di colore verde che si notano generalmente all’ascella delle foglie.

farfalla di cavolaia in volo

farfalla di cavolaia in volo

L’uso dei repellenti

Un’altra strategia preventiva è quella di irrorare le foglie con sostanze odorose sgradite alle farfalle. Sono di derivazione vegetale e la più famosa è il macerato di foglie di pomodoro,  che si prepara tenendo le foglie a bagno in acqua per circa una settimana.  Il macerato va diluito e spruzzato sopra e sotto ai cavoli.

Il trattamento si fa al tramonto e va periodicamente ripetuto.

Le polveri di roccia

Anche la zeolite cubana e altre polveri di roccia ci aiutano in questa difesa. In questo caso L’obiettivo è rendere impossibile il pasto dei bruchi per la presenza delle polveri, che risultano difficili da masticare per loro.

La pioggia laverà queste polveri, quindi il trattamento va ripetuto dopo una precipitazione. 

Il bacillus thuringiensis contro la cavolaia

Quando la presenza dei bruchi è, ormai, massiccia e il controllo manuale impossibile, c’è un altro rimedio molto efficace che si trova in commercio. Si tratta del bacillus thuringiensis, soprattutto la specie kurstaki, disponibile in libera vendita senza la necessità di presentare il patentino per l’utilizzo dei trattamenti fitosanitari. 

Va distribuito al tramonto perché è sensibile ai raggi del sole. Si tratta di un batterio che viene ingerito dai bruchi e ne provoca la morte in pochi giorni. È un prodotto selettivo  completamente innocuo per  la maggior parte degli altri insetti.

L’equilibrio ecologico

Questo è sempre il miglior rimedio, ovvero il controllo di una specie da parte delle altre. La farfalla cavolaia e i suoi bruchi sono un pasto prelibato per animali di diverse taglie, perciò eliminando interamente la presenza di questa specie andremo a danneggiare l’ecosistema.   Tra i cacciatori della cavolaia abbiamo diversi ragni, la mantide religiosa, le bisce, alcuni  uccelli e insetti parassiti. Tra questi ci sono il Trichogramma evanescens, l’Apanteles glomeratus e la Phryxe vulgaris. Anche tra le piccole larve dei miei cavoli ho trovato degli insetti al lavoro, probabilmente appartenenti a queste specie.

schiusa uova do cavolaia

La schiusa delle uova di cavolaia

Farfalle in declino

Questa specie, come molte altre farfalle, è in declino. In giro se ne trovano molte meno di un tempo, anche se per gli agricoltori sono ancora troppe. La salvaguardia dei raccolti non deve andare in conflitto con la salvaguardia della specie. Per aiutare la sopravvivenza di queste belle farfalle possiamo decidere di sacrificare una piccola parte del raccolto e lasciare spazio ad altre piante che rientrano nella dieta della Pieris brassicae. 

Ai coltivatori potrebbe apparentemente sembrare più giusto che la presenza della cavolaia si riduca sempre di più. In realtà anche la scomparsa di una specie dannosa può portare a conseguenze negative per le coltivazioni. Quando una nicchia ecologica si libera, qualche altro essere vivente ne prenderà il posto e potrebbe trattarsi di una specie più dannosa e difficile da controllare. 

Con pazienza mettiamoci al lavoro per salvare cavoli e cavolaie. 

Francesca Della Giovampaola

Salva i tuoi cavoli. Rimedi per la cavolaia (video)

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Libri e altre fonti
Strategie anti-parassiti per il giardino, di Joahann Gis, ed Il Castello
Il mio orto biologico
di Francesco Beldì, Enrico Accorsi. Ed. Terra Nuova
Difendere l’Orto con i Rimedi Naturali, di Francesco Beldì. Ed. Terra Nuova
La cura della Terra,di Francesca Della Giovampaola. Mondadori
Agricoltura organica e rigenerativa,
di Matteo Mancini. Ed. Terra Nuova
Coltivare bio con successo
di Jean-Martin Fortier. Ed. Terra Nuova

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