I pomodori sono uno degli ortaggi più amati. In Italia la rossa (o gialla) bacca del Solanum lycopersicum si coltiva in molte regioni ed è utilizzata nelle ricette più famose della nostra cucina, dalla pizza margherita, alla pasta alla amatriciana, dalle polpette al sugo alla caprese. Lo usiamo fresco in estate e conservato in inverno (produzioni in serra a parte) e, per questo, difficilmente negli orti amatoriali estivi mancherà qualche pianta di pomodoro. Ne esistono tantissime varietà, soprattutto se si attinge alle cultivar delle diverse aree del Paese, che hanno selezionato i pomodori più adatti ad ogni clima e terreno. Anche l’industria dei semi ne propone diversi tipi, ma in realtà il pomodoro non è così semplice da coltivare nell’orto. Vediamo in questo articolo quali sono le fasi più critiche e importanti della coltivazione.

Le caratteristiche della pianta del pomodoro

Il pomodoro è originario del centro e del Sud America, in Europa è arrivato solo nel sedicesimo secolo e ha impiegato ancora un altro secolo per affermarsi come alimento. Anche oggi, che è diventato uno degli ingredienti più comuni in cucina, c’è chi ci ricorda la sua tossicità, per cui non dovremmo esagerare con il suo consumo. Le parti verdi della pianta sono in effetti tossiche, il frutto (che in realtà è un bacca) contiene piccole quantità di solanina (sostanza tossica tipica delle solanacee) che si riduce con la maturazione, ma anche sostanze nutritive interessanti come il licopene, che è un antiossidante.

pianta di pomodoro

pianta di pomodoro (Solanum lycopersicum) pronta per il trapianto

Temperature ideali per coltivare pomodori

Il pomodoro è una pianta perenne, che da noi viene trattata come annuale, dal momento che necessita di temperature alte per prosperare, con il freddo invernale muore inevitabilmente. Il trapianto in campo dovrebbe avvenire quando le temperature diurne sono stabili almeno tra i 18° e i 20° C. La notte può sopportare i 5 gradi, ma per un breve periodo. Le escursioni termiche, tipiche della primavera, non sono gradite da questa pianta, originaria di paesi più caldi. Le varietà hanno diversa resistenza al freddo, ma in linea generale i pomodori danno il meglio con 22°-25° C durante il giorno e temperature che non vanno sotto ai 18° di notte. Importante è anche la temperatura della terra, in cui vivono le radici. All’inizio della bella stagione la terra deve scaldarsi e può impiegare qualche giorno in più dell’aria, soprattutto se è coperta dalla pacciamatura

La semina in semenzaio 

Alle nostre latitudini il pomodoro va seminato ogni anno, per fortuna è relativamente facile conservare i semi da utilizzare nella stagione successiva, senza doverli acquistare, purché non si abbia a che fare con piante ibride. Affinché la pianta possa svilupparsi e portare a maturazione i pomodori occorre anticipare la semina in semenzai (febbraio, marzo) protetti ed eventualmente riscaldati. Anche le serre di crescita sono molto utilizzate per anticipare il loro arrivo sul mercato. Negli orti familiari, a parte qualche territorio più caldo, i pomodori non sono pronti da mangiare prima di luglio. Le piantine si trasferiscono in campo a maggio, quando le temperature sono abbastanza stabili. Può comunque accadere una annata fresca o qualche brusco abbassamento delle temperature anche a maggio e giugno e questo può compromettere o ritardare il raccolto. 

Coltivare pomodori in tunnel coperti 

Per garantire ai pomodori condizioni climatiche più stabili senza disporre di una serra è possibile realizzare dei tunnel in materiale traspirante, che diano una parziale protezione dal freddo e che tornino utili anche in piena estate come ombreggianti. Se il caldo è eccessivo, infatti, le piante si auto-proteggono chiudendo gli stomi, le aperture sui tessuti vegetali da cui entra l’anidride carbonica necessaria per la fotosintesi e da cui escono ossigeno e vapore acqueo. Con gli stomi chiusi l’attività della pianta si ferma. Anche il freddo fa interrompere la crescita dei pomodori, per cui ridurre le oscillazioni termiche aiuta per un buon raccolto. Ricordiamo inoltre che, con le basse temperature, non si verifica l’impollinazione e le piante esposte a freddo e vento si indeboliscono e si ammalano più facilmente. 

La preparazione della struttura del tunnel

Per la preparazione di una struttura di protezione per pomodori o altri ortaggi si trovano in commercio tante proposte. L’acquisto di queste attrezzature richiede alcune riflessioni. La prima riguarda il costo da sostenere. Spendere troppo potrebbe rendere poco conveniente una autoproduzione alimentare, che dovrebbe servire anche a risparmiare sulla spesa. Per creare la struttura possiamo sempre ricorrere a materiali naturali (legno, canne), ma per avere qualcosa di più solido la fantasia e l’arte del riciclo ci possono aiutare ad ottenere un buon risultato senza spendere troppo. Un materiale piuttosto versatile sono i tondini di ferro che si utilizzano in edilizia. Si scelgono di un diametro ridotto (sezione 0,80 cm), perché siano facili da piegare, e della lunghezza di circa 2,5 metri (dipende da quanto alto vogliamo il tunnel). Uno o più tondini vanno utilizzati per collegare tra loro gli archetti sul vertice del tunnel, cosicché la struttura sia più stabile. Questo asse di collegamento potrebbe non essere necessario se il materiale di copertura che utilizziamo è abbastanza leggero. Gli archetti possono essere realizzati anche con tubi in plastica dura (possibilmente riciclati), ma abbastanza flessibile da assumere la forma desiderata. In questo caso è necessario legare un’asta al vertice per collegare gli archi e dare stabilità. Si possono utilizzare anche delle canne naturali, arundo donax o bambù. Al Bosco di Ogigia abbiamo usato tondini di circa 2 metri e 20 (vedi foto in basso), più lunghi saranno e più alta sarà la vostra struttura. Per pomodori a crescita indeterminata, che hanno invece bisogno di essere impalcati, serve una struttura più alta. Si può anche rimuove il telo quando questi crescono.

Materiali con cui si può creare la struttura per pomodori

  • bambù
  • tondini
  • canne naturali, arundo donax
  • pali riciclati
  • tubi d’irrigazione flessibili ad arco
  • potature di rami alti
struttura per pomodori

per i pomodori si possono usare canne, o dei tondini di ferro piegati dove appoggiare la copertura

Come coprire il tunnel

Più difficile è trovare materiali da riciclare per la copertura del tunnel. In questo caso consiglio l’acquisto di teli realizzati in materiali che possano durare per molti anni. Anche se inizialmente più costosi, sono più convenienti considerando il loro ammortamento negli anni. Oltre a risparmiare ridurremo l’impatto sull’ambiente producendo meno rifiuti. Al posto del classico film in plastica si può optare per una rete anti insetto, molto più resistente, che mantiene un effetto termico anche se non è impermeabile. Per i pomodori meglio scegliere un materiale di colore chiaro che non limiti troppo i raggi del sole, dal momento che le solanacee hanno bisogno di molta insolazione. Il telo si blocca ai lati con tavole o pali in legno, così da poter facilmente sollevare il tessuto all’occorrenza per fare entrare aria e insetti. Per rispondere ai cambiamenti climatici, oltre alle coperture artificiali, abbiamo un’altra possibilità: la coltivazione sotto agli alberi. Meglio se si tratta di alberi da frutto, che non proiettano un’ombra troppo intensa, ma sufficiente a salvare un po’ le erbacee dall’insolazione, soprattutto nelle calde ore pomeridiane. 

la delicata fase dei trapianti

la delicata fase dei trapianti, fase cruciale nel coltivare pomodori

Le altre funzioni del tunnel

La creazione di protezioni per i pomodori (o altri ortaggi) ha ulteriori funzioni. Abbiamo accennato all’effetto ombreggiante, utile in risposta al cambiamento climatico. Sempre in risposta a fattori climatici è da considerare la difesa da eventi estremi come le grandinate, che possono distruggere in pochi minuti interi raccolti o gli acquazzoni violenti che compattano il suolo. Infine ricordiamo il ruolo dei teli come difesa anti-insetto. In caso di grandi attacchi di insetti dannosi, come le cimici, il tunnel che abbiamo preparato in primavera per difendere i pomodori dal freddo, si trasforma in uno strumento strategico contro i loro attacchi. Altri effetti collaterali positivi dell’utilizzo del telo sono il risparmio d’acqua (si riduce l’evaporazione) e la difesa dal vento.

Vale la pena sottolineare che, anche se utili, i teli non sono la soluzione imprescindibile ai problemi accennati. Si può sempre ricorrere ad altri metodi, i materiali moderni e tecnologici possono sempre essere sostituiti da altre pratiche naturali, come la scelta di un luogo protetto con un microclima favorevole per far crescere i pomodori o da un ritardo nel trapianto. Non dimentichiamo poi di scoprire, anche parzialmente, il tunnel di giorno in periodo di fioritura, affinché gli insetti impollinatori possano svolgere le loro attività che permettono la fecondazione e quindi la crescita dei frutti. 

copertura per pomodori

come coltivare pomodori in un tunnel protetto

Sostegni per coltivare pomodori 

Fino a qui non abbiamo parlato dei sostegni di cui i pomodori potrebbero avere bisogno. Non tutte le varietà hanno questa esigenza, i pomodori a crescita determinata possono essere lasciati anche a terra, mentre per i pomodori a crescita indeterminata il sostegno è consigliato. Se vogliamo mantenere la copertura anche in estate potremmo, per esempio, fissare dei fili verticali tra il suolo e l’archetto, a cui legare i pomodori. Dovremmo in questo caso mediare sull’altezza che possono raggiungere le piante, limitate dalla dimensione della struttura di copertura. In alternativa, rinunciando ai benefici estivi, il telo verrà rimosso e sostituito da una struttura più alta su cui far salire le piante di pomodoro. Per l’ombreggiamento estivo possiamo provvedere a preparare una struttura che permetta di stendere teli appositi almeno a due metri di altezza. Per coltivare pomodori in questo modo lavoro e l’investimento sono importanti, ma ne varrà la pena per un bel raccolto. L’ammortamento dei costi del sistema di protezione andrà considerato in più annualità 

Francesca Della Giovampaola

Coltivare pomodori in struttura protetta (video)

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