Le patate sono una vera ghiottoneria nell’orto per questo che ci piace coltivarle. Da tradizione contadina si seminano il giorno di San Giuseppe, il 19 marzo. A noi piacciono ben cotte, trasformate in gnocchi oppure fritte, al forno, ripiene o sulle focacce. Ma c’è chi invece le mangia direttamente nell’orto, come i tassi, i cinghiali e i topi. A gradire questi tuberi ci sono anche insetti come la dorifora, la tignola delle patate, le nottue, gli elateridi e i nematodi. Tutti pazzi per le patate, quindi! Vista la competizione il raccolto non è sempre assicurato, ma le patate sanno anche essere molto generose. Vediamo quattro tecniche per coltivare le nostre patate

Storia della patata

Prima di cimentarsi con la loro coltivazione, bisogna conoscerle per evitare delusioni. Le patate provengono da molto lontano. Sono originarie dell’America meridionale, più precisamente della regione delle Ande. Quindi sono nate ad alta quota e conoscere questo particolare è importante per la loro coltivazione. In Europa, prima di diventare un alimento base nelle diete umane, sono state coltivate come pianta ornamentale e come alimento per gli animali. Questa pianta erbacea della famiglia delle solanaceae cresce da 50 cm a 1 m ed è una pianta perenne, in quanto i suoi stoloni si diffondono sotto terra, accumulando nutrienti nei tuberi, che noi mangiamo. Da noi si coltiva soprattutto come specie annuale. Il patataio viene creato ogni anno interrando le patate raccolte in estate e conservate fino al momento dell’emissione dei germogli. Ma chi vive ad alta quota può permettersi di lasciare il patataio nello stesso posto per molti anni, basterà non raccogliere tutti i tuberi e quelli rimasti a terra daranno vita a nuove piante. A basse quote però le patate sono facile preda di insetti e malattie, per questa ragione si preferisce ogni anno scegliere una posizione diversa, così da schivare i nemici. Esistono tante varietà e cultivar ed è divertente scoprire le patate tipiche di ogni territorio.

cassetta-patate

cassetta di patate, due varietà diverse

Cosa serve per coltivare patate

La patata si coltiva partendo dal tubero, e il periodo migliore è marzo. Da tradizione contadina le patate si piantano nel giorno di San Giuseppe, il 19 marzo. La coltivazione dal tubero non è l’unico modo perché potremmo farlo anche utilizzando i semi, ma in questo caso dovremmo avere pazienza perché le piante di patate impiegano anni per arrivare a produrre tuberi di buona pezzatura. Se siete pazienti potreste sviluppare, con questo metodo, una patata personalizzata adattata alle caratteristiche del vostro orto.

Crescono meglio a quote alte, vista la loro origine, ma sono diffuse ovunque. Il terreno che prediligono è sciolto e drenante e sono piuttosto esigenti in fatto di concimazione. Si possono integrare al suolo letame maturo o compost per nutrirle. Le patate hanno anche delle strategie proprie per procurarsi il nutrimento, in quanto sono piante protocarnivore. In pratica secernono sostanze capaci di avvelenare alcuni insetti per farli morire vicino a loro. A differenza delle piante carnivore non sono capaci di digerire le prede, ma attendono che la decomposizione avvenga per mezzo dei batteri, per poi nutrirsi dell’azoto reso disponibile. Dobbiamo ricordarci di rincalzarle più volte con la terra (ma anche con un materiale diverso, per esempio la paglia) intorno al fusto per evitare che il sole raggiunga i tuberi (in questo caso le patate diventano verdi e sono tossiche per via della solanina) e per stimolare lo sviluppo di altri stoloni dal fusto coperto. Non sono molto esigenti in termini di acqua, ma servono almeno 10 gradi per avviare la coltivazione e anche di notte non si deve scendere sotto gli 8 gradi.

Coltivazione tradizionale della patata

Il metodo più tradizionale per coltivare patate, usato anche dalla mia famiglia, prevede la preparazione di un solco e l’interramento dei tuberi a distanza di 25, 30 centimetri l’uno dall’altro e almeno il doppio tra le file. La patata si interra coprendola con almeno 10 centimetri di terra. Man mano che la pianta cresce si provvede a creare un cumulo di terra intorno al suo fusto prelevandola dall’aiuola di coltivazione. Per ogni ciclo colturale servono almeno due rincalzature, la prima più leggera quando la piantina ha solo 20 giorni, la seconda più alta da effettuarsi circa un mese dopo. Questa operazione apporta altri benefici: rompe l’eventuale crosta del terreno favorendo l’ossigenazione, contrasta le erbe spontanee e si può approfittare per aggiungere un altro po’ di nutrimento alla terra. È consuetudine tagliare le patate grandi in più pezzi (ciascuno provvisto di un paio di germogli) per creare diverse piante dallo stesso seme. Questa operazione non è consigliabile, perché si favorisce l’ingresso di patogeni. Se decidete di dividere le patate, dopo il taglio aspettate qualche giorno perché si asciughi prima di interrarle. Può convenire preparare il terreno in autunno, invece che in primavera, perché sarà più semplice averlo in tempera e fare meno danni con la lavorazione.

patata, distanza di coltivazione

tra una patata e l’altra è bene lasciare circa 30 centimetri

La coltivazione delle patate nel sacco  

Le patate si prestano a metodi di coltivazione inconsueti e divertenti. Ho raccontato in un video la coltivazione nel sacco, che permette di produrre patate anche in balcone. Si riempie un sacco di juta con uno strato di terra e compost (almeno 20 centimetri), si mettono a dimora le patate e si copre con altra terra. Il bordo del sacco resta arrotolato all’inizio, per poi farlo salire un po’ alla volta. Quando la pianta cresce si aggiungono altra terra o terriccio e via così per stimolare la crescita dei tuberi lungo il fusto. Se tutto va bene, al momento del raccolto, il sacco sarà pieno di patate per tutta la sua profondità. Si possono usare sacchi di altri materiali o bidoni, purché non si creino ristagni d’acqua e non manchi il sole alle foglie. 

Coltivazione patate sotto al cartone

Le patate si coltivano anche sotto cartone e paglia. Fabio Pinzi mi ha spiegato il suo metodo che prevede un letto permanente rialzato e ricco di buona terra da coprire con del cartone. Sopra al cartone si mette un altro strato, questa volta di paglia, bello spesso. Le patate si mettono sotto al cartone sul quale si effettua un taglio a croce. La piantina sarà capace di uscire attraverso il taglio, mentre i tuberi crescono al riparo. Se non si raccolgono tutte le patate, il patataio torna a produrre l’anno successivo. Un altro consiglio prezioso di Fabio è piantare patate più volte nella stagione giusta, a distanza di 15 giorni. In caso di freddo o altre avversità il rischio sarà distribuito e eventualmente perderemo solo una parte delle patate. Molti hanno evidenziato il problema delle colle: 

coltivazione della patata nel cartone

coltivazione delle patate nel cartone

Coltivazione delle patate con il metodo di Ruth Stout

Ruth Stout, una famosa coltivatrice e divulgatrice vissuta negli Stati Uniti nel secolo scorso, racconta il suo metodo anarchico di coltivare le patate. La sua tecnica prevede l’utilizzo di abbondante pacciamatura di fieno per tutti gli ortaggi. In particolare Ruth Stout racconta di spargere al suolo le patate, lanciandole a terra casualmente, per poi coprirle con il fieno. Per le patate quindi possiamo risparmiare la fatica di lavorare la terra e scegliere anche parti dell’orto non lavorate, facendo magari diventare le patate anche delle piante decorative per il giardino (come erano nei secoli dopo il loro arrivo dall’America). Per Ruth le patate si possono tagliare tranquillamente per ottenere più piante da un unico tubero e racconta che qualcuno riesce a far crescere patate persino dalle bucce. Un grande vantaggio della coltivazione sotto al fieno è di poter raccogliere le patate novelle senza danneggiare la pianta madre, che proseguirà a vivere per completare la crescita dei tuberi rimanenti. L’operazione di rincalzare le patate viene sostituita in questo caso da una periodica aggiunta di fieno: ricordiamo che perché le patate siano commestibili non devono prendere il sole.

Come e quando rincalzare le patate

La rincalzatura della patata è necessaria per evitare che il nostro tubero prenda troppo sole. Tenere le patate ben sottoterra infatti è fondamentale per poi ottenere un ortaggio commestibile. I raggi di sole sulle patate agevolano la produzione di solanina, rendendo la patata alla vista di colore verde e tossica per l’uomo. Questo può avvenire soprattutto se la produzione è molto importante e se avete più piante in poco spazio. Nel corso della crescita delle nostre patate è sempre bene controllare che la parte del colletto sia ben coperta con della terra.

rincalzare le patate

rincalzare le patate con fieno

Indicativamente possiamo fare questa operazione almeno due volte nel corso del ciclo colturale della pianta. Se si coltiva le patate nel metodo classico, con una zappa o zappetta si sposta la terra smossa verso il colletto della pianta, creando un piccolo cumulo. La rincalzatura ci permette anche di contenere le erbe spontanee. Mentre se abbiamo scelto gli altri due metodi, il metodo Ruth Stout o la coltivazione delle patate sotto al cartone, andremo semplicemente ad aggiungere abbondante pacciamatura. Si può usare sempre del fieno o il materiale che abbiamo a disposizione per tenere sempre bene al coperto le nostre patate.

Francesca Della Giovampaola

Coltivare patate. 4 metodi di coltivazione (video)

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Letture consigliate
L’Orto Senza Fatica di Ruth Stout (traduzione e introduzione Gian Carlo Cappello)

La Civiltà dell’Orto. La Coltivazione Elementare di Gian Carlo Cappello

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