L’acqua piovana rappresenta la fonte di irrigazione più naturale per l’orto. È generalmente povera di sali disciolti e leggermente acida e questo aiuta a preservare la struttura del suolo e a creare condizioni più favorevoli all’assorbimento dei nutrienti da parte delle radici.
Usare acqua piovana permette agli ortaggi di assimilare con maggiore facilità elementi essenziali come ferro, fosforo, potassio e numerosi microelementi, favorendo una crescita più vigorosa e produzioni di migliore qualità. L’acqua piovana è la migliore anche per trattamenti fogliari e la fertirrigazione.
Recuperare l’acqua piovana significa anche risparmiare acqua potabile, ridurre i costi di irrigazione e disporre di una riserva durante i periodi di siccità. Vediamo perché conviene usarla e quali sono i sistemi più efficaci per conservarla e distribuirla.
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recupero acqua piovana
Perché l’acqua piovana è migliore per gli ortaggi
L’acqua piovana è considerata la migliore per irrigare l’orto perché possiede caratteristiche molto vicine a quelle con cui le piante si sono evolute in natura. È generalmente povera di sali minerali disciolti e di calcare. L’uso continuativo di un’acqua ricca di sali può favorire, nel tempo, accumuli nel terreno (salinizzazione) e ridurre la disponibilità di alcuni elementi nutritivi. L’acqua piovana, invece, contribuisce a mantenere il suolo in condizioni più equilibrate, facilitando l’assorbimento dei nutrienti.
Un altro vantaggio è l’assenza di cloro e di altri disinfettanti impiegati nel trattamento dell’acqua potabile. L’acqua piovana non danneggia la comunità di microrganismi che vive nel terreno e che svolge un ruolo fondamentale nella trasformazione della sostanza organica e nella disponibilità dei nutrienti per le radici.
Infine, quando viene raccolta in un serbatoio, l’acqua piovana raggiunge una temperatura simile a quella dell’ambiente. Irrigare con acqua non troppo fredda riduce lo stress delle piante, soprattutto durante i mesi più caldi.

sistema di recupero acqua piovana
L’acidità della pioggia che piace alle piante
L’acqua piovana è naturalmente leggermente acida, con un pH intorno a 5 e 6,5, ed è povera di bicarbonati. Per questo motivo non favorisce l’alcalinizzazione del terreno e contribuisce a mantenere una buona disponibilità dei nutrienti.
Nei terreni troppo alcalini (pH superiore a 7,5), elementi come ferro, manganese, zinco e fosforo tendono a diventare meno disponibili, mentre una lieve acidificazione dell’ambiente intorno alle radici facilita la solubilizzazione di questi elementi e quindi il loro assorbimento.
Questa caratteristica non va confusa con le piogge acide causate dall’inquinamento, che hanno un’origine diversa e possono risultare dannose per gli ecosistemi.
Come raccogliere l’acqua piovana
La soluzione più semplice consiste nello sfruttare le grondaie del tetto di casa, del garage, di un capanno o di qualsiasi altra struttura per convogliare l’acqua in un serbatoio. Ma non occorrono estese coperture per attivare una riserva d’acqua. Una qualsiasi tettoia o una superficie impermeabile può diventare l’area di captazione dell’acqua piovana da far confluire nel serbatoio, che può essere composto anche da più contenitori di recupero sistemati in modo che, riempito il primo, l’acqua in eccesso confluisca nel secondo e così via.
Per ottenere acqua più pulita è consigliabile installare:
- un filtro per trattenere foglie e detriti
- un coperchio per evitare luce, insetti e foglie
- un deviatore della prima pioggia, che elimina l’acqua iniziale più ricca di impurità provenienti dal tetto
Per un impianto fai da te semplice da installare si può usare un tubo corrugato in plastica per creare una grondaia sotto una tettoia che ne è sprovvista . È sufficiente tagliarlo longitudinalmente, il tubo mantiene la forma semicilindrica e può essere infilato lungo il bordo inferiore della tettoia per raccogliere l’acqua piovana.
Il diametro del corrugato va scelto in base alla superficie della copertura e alla quantità d’acqua che si prevede di convogliare. Una volta installato, un’estremità della grondaia deve essere chiusa, mentre l’altra va raccordata a un imbocco che convogli l’acqua direttamente nel contenitore di raccolta. Come semplice filtro si può fissare all’estremità del corrugato una rete flessibile o inserire e legare in vecchio collant.

sistema di raccolta acqua piovana
Contenitori per raccogliere e conservare l’acqua piovana
La scelta del contenitore dipende dalla quantità d’acqua che si desidera immagazzinare, dallo spazio disponibile e dall’uso che se ne intende fare. In commercio sono disponibili serbatoi progettati appositamente per la raccolta dell’acqua piovana, ma è possibile ottenere ottimi risultati anche utilizzando contenitori di recupero, purché siano in buono stato e non abbiano contenuto sostanze pericolose.
Per piccoli orti o giardini possono essere sufficienti bidoni in plastica da 100 a 300 litri. Chi dispone di una superficie di raccolta più ampia può invece orientarsi su serbatoi da 500, 1.000 o più litri, che consentono di accumulare una riserva d’acqua utile anche durante periodi di scarse precipitazioni.
Qualunque sia il contenitore scelto, è importante che sia dotato di un coperchio. In questo modo si evita l’ingresso di foglie, polvere e insetti tra cui le zanzare e si riduce la formazione di alghe favorita dalla luce. Per lo stesso motivo sono preferibili contenitori opachi o di colore scuro.
Se si utilizzano contenitori di recupero, come vecchi bidoni alimentari o cisterne in plastica, è fondamentale verificarne la provenienza. Devono aver contenuto esclusivamente prodotti alimentari o sostanze non tossiche e vanno accuratamente puliti prima dell’uso. Sono invece da evitare contenitori che abbiano ospitato carburanti, solventi, pesticidi o altre sostanze chimiche, poiché potrebbero rilasciare residui nocivi nell’acqua destinata all’irrigazione.
I vecchi contenitori dismessi dalle cantine di vinificazione offrono diverse possibilità. Spesso le cantine hanno la necessità di sostituire i contenitori per l’invecchiamento del vino e i questi recipienti possono diventare serbatoi per l’acqua a basso costo.
Caratteristiche dei contenitori per l’acqua piovana
Il contenitore destinato alla raccolta dell’acqua piovana deve essere robusto, resistente agli agenti atmosferici e realizzato con materiali idonei al contatto prolungato con l’acqua.
Talvolta, anche se il contenitore è coperto, possono infilarsi all’interno delle zanzare per deporre le uova. Se si notano larve nell’acqua si possono utilizzare insetticidi biologici privi di sostanze tossiche a base di Bacillus thuringiensis . Si tratta di un batterio naturale che uccide le larve di zanzara ma è innocuo per persone, animali, piante e insetti utili.
Il contenitore dovrebbe essere inoltre opaco o schermato dalla luce. La luce solare favorisce infatti la crescita di alghe. Se si utilizza un serbatoio traslucido, è consigliabile rivestirlo con un materiale che impedisca il passaggio della luce o verniciarlo esternamente.
È inoltre importante prevedere uno scarico di troppo pieno in prossimità del bordo superiore del serbatoio, così da consentire la fuoriuscita controllata dell’acqua in eccesso durante le precipitazioni più intense. L’acqua scaricata potrebbe essere convogliata in un ulteriore contenitore. Se ne possono collocare diversi in serie.
Infine, per agevolare il prelievo dell’acqua raccolta, il serbatoio dovrebbe essere dotato di un rubinetto posizionato alla base.
Sfruttare la forza di gravità
Per distribuire l’acqua alle colture è sempre consigliabile sfruttare, quando possibile, la forza di gravità. Questo permette di ridurre o eliminare il consumo di energia elettrica, semplificando l’impianto e abbassando i costi.
L’ideale è posizionare il serbatoio a monte dell’orto oppure rialzarlo rispetto al terreno mediante un basamento. In questo modo l’acqua può defluire naturalmente per caduta, alimentando un tubo di irrigazione o un impianto a goccia.
Maggiore è il dislivello tra il serbatoio e la zona da irrigare, maggiore sarà la pressione disponibile. Anche un rialzo di uno o due metri è spesso sufficiente per garantire una distribuzione regolare dell’acqua in un piccolo orto.
Se, invece, il serbatoio è interrato oppure si trova a valle dell’area coltivata, una piccola pompa elettrica consente di portare l’acqua fino all’impianto di irrigazione. Una volta riportata in quota, l’acqua può essere distribuita tramite tubazioni, ali gocciolanti o manichette forate, garantendo un’irrigazione efficiente e limitando gli sprechi.

L’acqua piovana soprattutto in città, è più inquinata di quella del rubinetto,….
Purtroppo l’acqua piovana è inquinata un po’ ovunque.
L’acqua piovana soprattutto in città, è più inquinata dì quella del rubinetto..
Purtroppo viviamo in un mondo inquinato, ma non è immaginabile di usare l’acqua potabile per annaffiare. Inoltre le nuvole si muovono e non è direttamente collegato che l’acqua inquinata cada nello stesso luogo che ha generato l’inquinamento
Che bello! ci sono tanti modi per pulire, filtrare, tenere “viva” l’acqua come avviene in natura, dinamizzarla, ringraziarla, ossigenarla, inserire rame, inserire sfere di argento, filtri in sabbia, piante depuratrici e vitalizzanti, ceramiche EM, ecc ecc
E’ bello che sempre più persone sperimentino sistemi di raccolta, di utilizzo, di come portate questa “vita” nel sopra e nel sottosuolo..
i romani la trasportavano in alto, con forme precise ad arco, staccata dalle “geopatie del suolo” per essere solarizzata, i salti e la luce la mettevano in coerenza, si abbassa di temperatura quando “entra in coerenza”, e per questo non evapora, si dice che “cambia di stato” ma in realtà è come quando da goccia di pioggia “dura” entra in una foglia.. “cambia stato” e nutre..
forse ringraziarla è davvero il primo passo..
Grazie Francesca.
è vero! Ringraziamo l’acqua! Grazie