A maggio nell’orto si fanno tantissimi trapianti. Trapiantare gli ortaggi è un’operazione delicata e cruciale per la buona riuscita delle coltivazioni. Passare da uno spazio angusto, ma protetto, al campo aperto, per le piantine cresciute in semenzaio è un trauma non da poco. Commettere errori in questa fase può decretare la morte delle piantine, il blocco o un rallentamento della loro crescita. Il trapianto ha conseguenze, nel bene e nel male, sul futuro dell’ortaggio che coltiviamo, perciò bisogna prestare la massima attenzione a questa operazione. 

Come fare i trapianti

Cercando di imparare l’arte dell’orticoltura mi sono imbattuta in tanti approcci diversi al trapianto. Non esiste, come al solito, la ricetta perfetta per tutti. Ciascun metodo, probabilmente, fornisce vantaggi e svantaggi e sta, quindi, a noi scegliere il migliore per la nostra situazione, quello che si adatta alla nostra manualità, al nostro terreno, al metodo di coltivazione che adottiamo, alle piantine che stiamo trasferendo in campo. Ho raccolto in questo articolo qualche consiglio da tenere a mente per la messa a dimora degli ortaggi e tre metodi diversi di trapianto. 

come fare i trapianti nell'orto

fare i trapianti nell’orto non è banale

Trapianto con pane di terra

La prima importante distinzione che incontriamo in tema di trapianto è quella tra trapianto con pane di terra e trapianto a radice nuda. È meglio trapiantare con tutta la terra di crescita del semenzaio o liberando le radici? Il secondo metodo è sicuramente il più difficile e il meno utilizzato. La maggior parte delle piantine che andiamo a trapiantare provengono da un semenzaio professionale che utilizza un substrato ben composto e che favorisce la creazione di un pane compatto e facilmente trasportabile nel campo. Il trauma per la pianta è decisamente più contenuto perché potrà, per un po’, sfruttare il nutrimento concentrato che vi si trova e perché le radici delicatissime subiscono meno traumi e rotture. Va anche considerato, però, che spesso ci troviamo di fronte a piante che sono rimaste troppo a lungo in vaso e hanno iniziato a far crescere le radici in modo circolare. Questo vizio acquisito è difficile da perdere e il rischio è che lo sviluppo radicale ne rimanga condizionato per sempre. In questo caso sarebbe stato meglio avere una piantina a radice nuda.

Trapianto a radice nuda

Il trapianto a radice nuda (o quasi) è quasi inevitabile quando realizziamo un semenzaio in casa utilizzando un unico grande contenitore per più piantine, le cui radici non possono trasportare il substrato condiviso con le tante sorelle. L’operazione è decisamente delicata, ma non impossibile. Rischiamo di danneggiare l’apparato radicale, ma allo stesso tempo, come accade nel trapianto degli alberi a radice nuda, costringiamo la pianta a dare subito il massimo per ancorarsi e cercare nutrimento. Cerchiamo almeno di inserire le radici nude in un suolo in buone condizioni, non compatto, facile da penetrare e ricco di nutrienti.

panetto piantina, prima del trapianto

il panetto di terra delle piantine. C’è chi lo rompe liberando le radici, chi lo lascia così com’è

Come scegliere le piantine da trapiantare

Sarà di aiuto alla buona riuscita del trapianto anche la qualità della piantina. Prima di passare alla cassa dovremmo controllare che le radici nel vaso siano di colore bianco, abbiamo un buon odore e non emanino sentori di marcio o di muffa. La pianta non deve essere già in fioritura o con frutti già in formazione e non deve presentare segni di malattie. Se vediamo qualche foglia ingiallita in basso potrebbe dipendere dal fatto che le radici non trovano più nutrimento e spazio per svilupparsi e quindi stanno chiamando a sé un po’ di nutrienti dalle foglie per tirare avanti. 

Cosa fare durante il trapianto

Prima di trasferire a terra il nostro piccolo ortaggio controlliamo le sue condizioni di salute. Se presenta parassiti o malattie interveniamo prima del trapianto con dei trattamenti o rinunciamo ad usarlo per evitare che contagi le vicine. Controlliamo che il terreno sia in tempera, non sia cioè troppo bagnato o troppo asciutto, ma del giusto grado di umidità, tale da permetterci di aprire il suolo senza compattarlo e senza lasciare spazi vuoti tra panetto e terra di campo. Bagnare il panetto prima di trasferirlo per garantire una prima riserva d’acqua alle radici e innaffiare a trapianto compiuto. Prendiamo in considerazione anche il momento della giornata. Quando fa caldo il trapianto va fatto nel tardo pomeriggio per evitare ulteriori stress alla pianta, dopo l’inevitabile danneggiamento dell’apparato radicale. Se il sole è particolarmente forte, si può decidere di ombreggiare la pianta nelle ore più calde, con un vasetto rovesciato, solo nei primissimi giorni dopo il trasferimento. Maneggiamo le radici con cura, meglio con dei guanti, per evitare il più possibile di rovinare i peli radicali all’apice della radice. Alla fine del trapianto provvedere alla prima innaffiatura. 

le azioni del trapianto

il trapianto degli ortaggi è una operazione delicata

Cosa fare quando le radici sono aggrovigliate

Questo dubbio avrà assalito ogni nuovo orticoltore. Quando ci troviamo con un groviglio di radici con andamento a spirale cosa è meglio fare? Cercare di rompere l’intreccio per favorire un diverso sviluppo o interrare senza fare niente? La risposta è: meglio lasciar fare alla natura. Spezzare il panetto danneggia i peli radicali e la pianta si troverà subito affamata. 

Questa eventualità si presenta spesso quando ci serviamo di piantine già pronte acquistate nei negozi specializzati. Le piantine restano giorni e giorni ad aspettare il cliente e inevitabilmente superano il momento ideale di trapianto. Se abbiamo un grande orto conviene accordarci con un vivaio che ci prepari le piantine per il giorno esatto in cui abbiamo deciso di ritirarle per poi metterle a terra al più presto. 

Primo metodo: inserisci nel suolo e tira su

Questo metodo l’ho imparato da Carlo Cappelletti, orticoltore esperto che mi dà tanti consigli per migliorare il mio orto. Carlo, al contrario di quanto scritto poco sopra, interviene sul panetto di terra aprendolo leggermente nella parte inferiore. In questo campo è difficile trovare una regola che valga sempre. Carlo allarga, senza fare troppo danni, il fondo del panetto per liberare un po’ l’apparato radicale. A questo punto lo interra ad una profondità superiore al necessario, per poi tirare su di nuovo la piantina di qualche centimetro, tenendola con le dita su stelo e foglie, per permettere alle radici di assumere una posizione almeno orizzontale (anche meglio se verso il basso), invece che essere direzionate verso l’alto. Dopo aver tirato su la piantina, ricompatta il suolo premendo intorno al fusto perché non rimangano cavità sotterranee. 

Secondo metodo: Inserisci nel suolo e premi verso il basso 

Questo metodo prevede di non toccare il panetto di terra, ma di lasciarlo intatto, anche se ha radici spiralizzate. Si apre il suolo sotto alla pacciamatura con una paletta per il minimo indispensabile all’inserimento del pane di terra. Si inserisce la zolla sul fondo della buca e la si ricopre. A questo punto si spinge ancora il pane verso il basso unendo pollici e indici delle due mani intorno al colletto, dando una spinta molto forte. La pacciamatura viene richiusa intorno al colletto, schiacciandola per formare una forma concava, che non blocchi il passaggio dei raggi del sole. Per essere certi di aver effettuato bene l’operazione si può afferrare tutto il mazzetto di foglie e tirare verso l’alto delicatamente per verificare la tenuta della terra intorno alla pianta. Altro utile accorgimento è quello di proteggere la piantina con il palmo della mano a difesa della parte aerea durante il lavoro. Dopo il trapianto si annaffia al colletto con un innaffiatoio per pochi secondi  evitando di bagnare le foglie.

 

trapianti nell'orto elementare

come fare i trapianti nell’Orto Elementare

Terzo metodo: semina nel solco

Quando dobbiamo trapiantare lunghe aiuole di ortaggi, per velocizzare il lavoro possiamo creare uno o più solchi. Per un’aiuola più ordinata si possono stendere dei fili per andare diritti. Le piante si adagiano da un lato del solco alla distanza giusta l’una dall’altra. Ci si può anche aiutare con una canna o un palo in cui facciamo dei segni alla distanza desiderata da spostare lungo tutto il bancale. A questo punto l’interramento è velocissimo. Usando una zappa in un’unica operazione si sollevano le piantine e si rincalzano con la terra accumulata di lato durante la creazione del solco. Il lavoro si completa, anche qui, annaffiando.

Francesca Della Giovampaola

Come fare i trapianti. Tre metodi (video)

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