Per imparare a coltivare, la storia dell’agricoltura può esserci molto utile. Anche i racconti dei nostri nonni, o dei contadini di zona con più esperienza di noi, ci offrono indicazioni preziose sul lavoro da svolgere e le strategie da adottare. Spesso si tratta di conoscenze accumulate in tanti anni, con fondamenta nei secoli passati. Questo patrimonio di conoscenze, affinato nel tempo, possiamo chiamarlo “buon senso“.

Permacultura e buon senso contadino

Quando si cerca di spiegare cosa sia la permacultura si conclude proprio dicendo che si tratta in fondo di buon senso. Si intende il buonsenso di chi ha bisogno di andare al sodo, di fare la cosa più semplice ed efficace perché risorse, tempo ed energia non si possono sprecare quando c’è da portare la “pagnotta in tavola”.  La permacultura non è stata inventata da Bill Mollison negli anni ’70. La vera cultura permanente è quella dei contadini di tutto il mondo e di tutte le epoche, esclusa solo quella più recente drogata dal petrolio e dai suoi derivati. Quando si progetta in permacultura, tra i tanti approfondimenti da compiere c’è anche una ricerca sulle produzioni tradizionali del territorio e sulle tecniche usate in passato.

Storia dell’agricoltura. Racconti contadini toscani

Sono stata fortunata perché il mio babbo ha una buona memoria e, oltre a raccontarmi delle sue esperienze di bambino e ragazzo cresciuto in campagna, ha trascritto ciò che ricorda dei lavori che venivano svolti da tutta la famiglia realizzando pian piano una piccola enciclopedia della storia dell’agricoltura in Toscana, che raccogliamo sul sito del Bosco di Ogigia. Mio padre Vasco Della Giovampaola è nato nel 1944, pochi giorni prima del passaggio del fronte nelle campagne senesi, nel pieno della ritirata dell’esercito nazista in Italia. I suoi ricordi riguardano soprattutto le modalità di gestione di un podere toscano a mezzadria negli anni ’50, ovvero poco dopo la fine della seconda guerra mondiale fino allo spopolamento delle campagne, avvenuto da queste parti nei primi anni ’60. Ho raccolto tutti gli articoli pubblicati negli anni in questo sito per chi ha voglia di saperne di più su come si coltivava la terra con buon senso e ancora poche intrusioni della modernità.

L’orto di una volta

Un tempo la coltivazione degli ortaggi era solo una delle tante attività da svolgere e non era sicuramente la più importante. Prima degli ortaggi c’era da pensare al grano, per esempio, il cereale su cui si basava la sopravvivenza della famiglia per tutto l’anno. Fagioli, ceci, patate, pomodori, aglio e cipolle erano le colture immancabili nell’orto della Valdichiana nel secolo scorso. I pomodori venivano, poi, trasformati perché si conservassero tutto l’anno come base per molte ricette. Anche agli alberi da frutto non si dedicava molta attenzione e si prediligevano alberi rustici (come la susina di Montepulciano), forti e generosi nella produzione di frutti.

Antica seminatrice. Storia dell'agricoltura negli anni '50

Antica seminatrice per il grano

La coltivazione del grano e la storia dell’agricoltura

Per avere la farina con cui produrre il pane per tutto l’anno si cominciava ad arare la terra a fine estate, la semina si faceva tra la fine di ottobre e i primi di novembre. Per la mietitura e la trebbiatura si arrivava a giugno e luglio, poi il ciclo ricominciava, Mio padre ha trascritto ogni fase di lavoro da compiere nei diversi mesi dell’anno, aggiungendo qualche aneddoto di famiglia. L’ultimo capitolo è dedicato alla panificazione, prodotto ultimo di tanto lavoro.

Serie coltivazione del grano:

Coltivazione della vite e lavorazione del vino

Storia dell'agricoltura. Botte antica per il vino

Storia dell’agricoltura. Botte antica per il vino, museo famiglia Gallinella (Palazzone)

Anche l’autoproduzione del vino non poteva mancare tra i lavori dei contadini toscani e in questa rassegna dedicata alla storia dell’agricoltura. Come per le atre colture, la metà della produzione andava al padrone del podere, ma i contadini sapevano valorizzare anche l’ultima sciacquatura per godere del frutto della pianta di Bacco. Nel racconto di mio padre si trovano informazioni sia sulla coltivazione della vite, che un tempo non si faceva in vigneti in monocoltura, sia sulla produzione casalinga del vino.

Serie coltivazione della vite:

  1. Vendemmia di una volta
  2. Come si faceva il vino, gli attrezzi in cantina
  3. Coltivazione della vite. Potatura, legatura e rincolco
  4. Svinatura, torchiatura e produzione dell’acquato
  5. Preparazione del vinsanto, aceto e grappa
  6. Coltivazione della vite, i trattamenti con ramato, zolfo e vangatura
Attrezzi di lavoro di un tempo. Storia dell'agricoltura

I lavori più pesanti venivano svolti con l’aiuto degli animali. Storia dell’agricoltura

Il tabacco, coltivazione ed essicazione

La coltivazione del tabacco serviva soprattutto a far guadagnare il proprietario terriero. Ai contadini, per legge, visto il monopolio di stato, non doveva restare neppure un minimo quantitativo di tabacco da fumare in proprio. Anche i contadini ne traevano un profitto, forse il più alto tra tutte le colture del podere, ma la quantità di ore di lavoro che richiedeva la produzione del tabacco non era proporzionalmente ripagata dal denaro. Anche per il tabacco si lavorava tutto l’anno.

Coltivazione del tabacco:

  1. Semina del tabacco
  2. Piantagione del tabacco
  3. Sbranciatura e scacchiatura del tabacco
  4. Raccolta del tabacco
  5. Essicazione del tabacco
  6. Scelta del tabacco
  7. Lavorazione del tabacco
  8. Consumo di tabacco dai contadini

Barbabietola da zucchero

Tra le colture non destinate all’alimentazione della famiglia c’era la barbabietola da zucchero, o bietola da zucchero, che venivano vendute allo zuccherificio di zona. In realtà in attesa della maturazione della radice fittonante alcune foglie venivano via via prelevate per preparare contorni in cucina o per nutrire gli animali.

Coltivazione e trasformazione della canapa

C’è stato un tempo, non molto lontano, in cui l’Italia era il Paese che produceva la migliore canapa del mondo. Questa pianta aveva numerosi utilizzi, la produzione dell’omonimo tessuto era la più importante. Si trattava di un materiale molto richiesto e pregiato che ha sostenuto l’economia italiana per secoli. Ancora negli anni ’50 alla canapa veniva riservato un pezzetto di un campo per l’uso familiare. Vi si ricavavano tessuti da biancheria, corde e stoppa utile per sigillare tubi e contenitori vari.

Storia dell’agricoltura e uso della canapa:

lavorazione del suolo, anni '50. Storia dell'agricoltura

Lavorazione del suolo, anni ’50. Una foto storica dell’agricoltura italiana. Erpice di legno. Foto Giulio Oggioni

Storia dell’agricoltura: allevamento dei bovini

Gli animali più grandi allevati nei poderi erano i bovini di razza chianina. La Chianina è una razza molto ricercata, prende il nome dal nostro territorio, ma oggi viene allevata anche molto lontano da qui. Occuparsi di una stalla di bovini era molto impegnativo. Gli animali, oltre che per il latte e per la carne, erano molto utili per i lavori nei campi. Prima dei trattori erano loro la forza motrice con cui si effettuavano le arature e altre operazioni pesanti nei campi.

Serie allevamento dei bovini:

Allevamento dei maiali

Solo un maiale era destinato all’alimentazione della famiglia e veniva fatto ingrassare con cura. Gli altri, raggiunti i 20 kg di peso, venivano venduti in apposte fiere. Al tempo i maiali venivano fatti pascolare e a portarli al pascolo e ad assicurarsi che non si perdessero e tornassero nella stalla ogni sera ci pensavano i bambini di casa.

Allevamento di galline e altri piccoli animali

Le galline non potevano mancare in un podere (e neanche in questo racconto di storia dell’agricoltura) e il canto del gallo era un suono assai familiare in campagna. Le uova erano un alimento importante nella dieta contadina e venivano utilizzate anche per fare la pasta. Inoltre costituivano una vera  e propria moneta di scambio con cui fare acquisti nei negozi di alimentari che si trovavano in tutti i centri abitati. Oltre alle galline le aie erano abitate da oche, piccioni, anatre (dette nane), tacchini, faraone e nelle gabbie erano tenuti i conigli. Inoltre fino a circa gli anni ’30 del secolo scorso si allevavano anche i bachi da seta che venivano nutriti con foglie di gelso.

Serie galline e piccoli animali:

Storia dell’agricoltura: struttura della casa colonica

Tutti gli animali vivevano in stretto contatto con gli uomini. Le case dei contadini erano create per prendersi cura degli animali e per effettuare vicino a casa tutte le operazioni indispensabili all’autoproduzione. Ogni casa aveva stalle, inserite nello stesso edificio dell’abitazione e a poca distanza. Aveva depositi, forni e spazi aperti in cui mettere in pratica le attività necessarie. In casa ci si scaldava intorno ad un grande camino, mentre le altre stanze rimanevano fredde. Per trascorrere del tempo al caldo si andava nella stalla delle bestie.

Francesca Della Giovampaola

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