E’ arrivato febbraio nell’orto, siamo ancora in pieno inverno. Tuttavia le giornate si sono allungate e la primavera non è poi tanto lontana. Per i lavori dell’orto questo è un mese di grande attività.
Le verdure che si possono raccogliere sono varie. Abbiamo cavoli delle diverse qualità: verza, cappuccio, cavolo nero e cavolfiore nei vari colori, oltre a finocchi, insalata invernale e cardi.

Nell’orto troviamo cavoli e rape

Inoltre febbraio è il mese migliore per la raccolta delle cime di rapa. È in questo periodo, infatti, che le rape si allungano preparandosi per la fioritura. Raccoglieremo la parte più tenera del germoglio centrale, in seguito la pianta farà crescere nuovi germogli dalle gemme laterali ed entro circa una settimana potremo raccogliere di nuovo. La rapa è stimolata a ramificarsi e produrre nuove cime: la raccolta può proseguire settimanalmente per un periodo quantificabile in 30 o 40 giorni. le cime di rapa hanno notevoli qualità salutari. Contengono vitamine A e C, betacarotene, Sali minerali quali: fosforo calcio e ferro.

cavolo nero nell'orto di febbraio

cavolo nero nell’orto di febbraio, al Bosco di Ogigia

Il mese delle erbe spontanee

In questo mese, con la lenta salita delle temperature, inizia la crescita delle erbe. Pertanto è il miglior periodo per la ricerca ed il consumo delle spontanee commestibili in quanto ancora molto tenere. Al Bosco di Ogigia, in parti di terreno non coltivato, ne troviamo di varie qualità; per esempio borragine, viola mammola, pratolina, piantaggine, tarassaco, varie crepis, calendula e cicoria selvatica. Le troviamo anche tra le coltivazioni, visto che vi lasciamo crescere erba per favorire la biodiversità. Queste erbe sono buone e ricche di proprietà, superiori alle coltivate; alle quali comunque possono essere mischiate per ottenere insalate più varie e gustose.

Fiore di calendula

Fiore di calendula

Le semine di febbraio

Le semine che si possono fare a febbraio sono veramente tante. Direttamente sul campo si può seminare aglio, fave, piselli, bietole, patate, carote. In semenzaio riscaldato possiamo praticamente seminare tutte le verdure primaverili ed estive, ne citiamo solo alcune: cipolle, peperoni, melanzane, pomodori, zucchine (anche la zucchina spinosa come il chayote), cavoli, insalate. Quest’ultime durante il mese possiamo anche trapiantarle; se non ne abbiamo cresciute di nostre le acquisteremo presso i vivai. Febbraio è anche il mese in cui si iniziano a trapiantare i carciofi (sino a metà aprile).

Semine in campo

  • aglio
  • fave
  • piselli
  • bietole
  • patate
  • carote

Semine in semenzaio

  • cipolle
  • peperoni e peperoncini
  • melanzane
  • pomodori
  • aromatiche
  • cetrioli
  • zucchine

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La potatura degli alberi da frutto

A febbraio inizia il periodo buono per la potatura delle piante, sia da frutto che di altri generi, ed anche per la messa a dimora di nuove. Si possono fare trapianti per talea di quelle specie di arbusti che attecchiscono facilmente con questo metodo.

Le potature nell'orto a febbraio

Per la potatura si può usare anche uno svettatoio (Francesca all’opera)

Trattamenti preventivi agli alberi da frutto

Quando gli alberi sono spogli possiamo intervenire con alcuni trattamenti per prevenire lo sviluppo di malattie fungine o batteriche. L’obiettivo è tenere sotto controllo patologie delle piante come la bolla del pesco, la gommosi, la fumaggine, la peronospora, la monilia, la ticchiolatura, solo per citare le più conosciute.

Il trattamento forse più tradizionale e utilizzato è la poltiglia bordolese, un mix di solfato di rame e calce.  Anche se il suo uso è ammesso anche nel biologico, il rame ha effetti dannosi per l’ambiente, soprattutto se usato per tanti anni, perché va da accumularsi nel suolo. Il rame interferisce con i processi naturali. Pensiamo al fatto che è attivo contro i funghi che, però, non sono solo patogeni, ma abitanti fondamentali del suolo. Quando il rame finisce a terra li uccide, con l’effetto di rallentare la decomposizione della sostanza organica e di ridurre la capacità di assorbimento delle piante. Le alternative non tossiche sono numerose e, prima ci attiviamo, più saranno efficaci. Tra le sostanze che possiamo nebulizzare su tronchi e rami in inverno ricordo la propoli, la polvere di varie rocce, il decotto di equiseto, il bicarbonato di potassio e il distillato di legno. I trattamenti possono essere ripetuti più volte dall’autunno alla primavera come prevenzione. Se usiamo sostanze non tossiche potremo tranquillamente intervenire anche più avanti, senza paura di portare in tavola le sostanze tossiche che abbiamo sparso.

Fare la talea della vite

Vi consiglierei di provare a creare da talea anche delle piantine di vite. Essendo il periodo di potatura non sarà difficile reperire dei tralci. La procedura è abbastanza semplice: tagliamo il tralcio appena sotto la prima gemma, il secondo taglio lo faremo circa due centimetri sopra la quarta gemma; prendiamo un vasetto riempito di terriccio ed affondiamo la talea fino a che rimanga fuori terra solo l’ultima gemma, innaffiamo abbondantemente. Cerchiamo di farne più d’una, l’attecchimento non è garantito.

Esempio di talee di vite

Talee di vite. Foto Andrea Mangoni

In seguito occorre annaffiare frequentemente e tenere i vasetti in luogo non esposto a pieno sole. Nella parte interrata delle talee dovrebbero crescere le radici all’altezza della prima gemma. Ad attecchimento avvenuto vedremo spuntare un piccolo tralcio nell’occhio fuori terra. L’anno successivo possiamo trapiantare in un vaso più grande facendo crescere ancora. Oppure mettere direttamente a terra, sempre avendo cura di innaffiare costantemente, ma non con troppa abbondanza per evitare l’imputridimento delle radici. Le talee possono anche essere immerse nell’acqua, dentro a una bottiglia di plastica trasparente tagliata all’altezza del collo. In questo modo potremo vedere spuntare e crescere le radici.

Semine di febbraio (video)

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Vasco Della Giovampaola

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