Il vermicompost è un ammendante molto efficace da utilizzare sia a terra che nelle coltivazioni in vaso. Fornisce nutrienti al suolo e, di conseguenza, alle nostre piante facilmente assimilabili. Le aiuta a crescere, ne rafforza le difese immunitarie, migliora la maturazione dei frutti e utilizzandolo non si corrono rischi come la bruciatura delle radici, possibile con altri fertilizzanti. Lo si può acquistare o produrre in proprio. In questo articolo abbiamo raccolto i consigli di Marco Matassoni di Obiettivo Terra Viva per la creazione di una lettiera per la produzione di lombricompost, la sua gestione e l’uso del prodotto finale.

Lombricompostiera

Per fare una lombricompostiera abbiamo bisogno di letame, lombrichi e una rete di protezione

Come fare il vermicompost

Avviare una produzione di humus di lombrico è particolarmente semplice se si ha a possibilità di appoggiare la nostra lettiera direttamente sul suolo. Questo ci aiuterà a mantenere più facilmente le condizioni di vita ideali per il lombrichi e a garantire loro una via di fuga nel caso non sia possibile garantire temperatura, umidità e rifornimento di cibo sufficienti alla squadra di lombrichi che abbiamo messo al lavoro per il nostro compost

Cosa serve per realizzare una lombricompostiera

  1. Protezione dai predatori (reti e recinzioni)
  2. Rifornimento costante di cibo (soprattutto letame maturo)
  3. Mantenimento di una umidità di circa l’80%
  4. Difesa dagli sbalzi termici
Letame e rete per lombricompost

Per ottenere il vermicompost, serve realizzare una lettiera con una rete per proteggere i lombrichi dai predatori

La protezione dai predatori

Prima di creare una lettiera dobbiamo pensare a come proteggerla dai predatori. I lombrichi sono una facile e golosa preda per molti animali. Tassi e talpe sono i più pericolosi. Anche gli uccelli (come i merli) ne vanno ghiotti, ma i loro danni sono più contenuti. L’ideale sarebbe creare la lettiera in un terreno recintato. Inoltre per proteggere i lombrichi dagli assalti sotterranei va poggiata una rete o un telo robusto al suolo che non permetta ai predatori di raggiungere i lombrichi da sotto terra. Sulla rete o il telo va posto un primo strato di una decina di centimetri di letame per accogliere la prima colonia di lombrichi. 

Cosa mangiano i lombrichi

Il pasto dei lombrichi è composto di materia organica varia, di consistenza papposa facile da succhiare. Il loro cibo deve essere molto umido, anzi bagnato, ma non troppo altrimenti rischierebbero di annegare. Uno dei cibi ideali è letame equino, che deve provenire rigorosamente da allevamenti biologici, che non utilizzino sistematicamente antibiotici e altri farmaci. Ciò che mangiano i cavalli è ciò che ci restituiscono i lombrichi, che poi arriverà alle nostre piante attraverso l’humus. I lombrichi si cibano di qualsiasi sostanza organica, vanno perciò bene anche gli scarti di cucina e tutti i tipi di letame. L’importante è fornire loro questo cibo dopo un primo processo di maturazione nel quale si siano già compiute eventuali fermentazioni. Questo perché l’innalzamento della temperatura (che può raggiungere i 70°) sarebbe intollerabile per i lombrichi. Da evitare i letame dei carnivori con un solo stomaco, come i maiali, per scongiurare la presenza di patogeni pericolosi per l’uomo.

Quanto mangiano i lombrichi

Dopo aver preparato il primo strato della lettiera vi si trasferiscono i lombrichi da un cumulo di letame o compost che già abbiamo oppure li acquistiamo o aspettiamo che arrivino da soli dalla terra, in quanto sono bravi a scovare i luoghi dove c’è cibo in abbondanza (in questo caso ci sarà da attendere più tempo). In circa due settimane i lombrichi di adattano alla nuova casa ed è necessario cominciare ad alimentarli aggiungendo sempre uno strato di cibo sopra alla lettiera. Nel caso in cui il cumulo sia stato creato per una produzione professionale si provvederà ad aggiungere cibo ogni settimana. Per l’autoproduzione si può procedere con ritmi più rilassati, sapendo che, se facciamo terminare tutto il pasto disponibile ai lombrichi, loro andranno a cercarne altro altrove e abbandoneranno il nostro cumulo. Orientativamente un lombrico in un mese mangia 20 volte il suo peso. Quindi se metto nella mia lettiera un chilo di lombrichi dovrò fornire loro 20 chili al mese di materia organica.

Lombrico

Lombrico eisenia fetida

Specie di lombrico più adatte per fare il vermicompost

In commercio si trovano due specie di lombrichi in particolare: Eisenia Fetida e Eisenia Andrei. Sono le specie più performanti in quanto continuano a mangiare e a riprodursi in abbondanza anche con temperature rigide o molto elevate. Svolgono bene questo lavoro anche altre specie come il lumbricus terrestris. Ci vorrà solo più tempo. Nei suoli italiani si trovano tutte queste specie.

Il giusto grado di umidità per la vita dei lombrichi

I lombrichi hanno bisogno di molta acqua. Se vivono nel suolo si spostano in profondità, se abitano le nostre lettiere dobbiamo essere bravi a non farla mancare. L’umidità giusta parte da un minimo del 75%, l’ideale è l’80%. L’estate, quando piove poco o niente, è il periodo più critico. Si può dover annaffiare e sulle lettiere si possono collocare impianti di irrigazione a goccia. Per monitorare la situazione le nostre mani sono un strumento affidabile. Dalla materia organica che prendo in mano deve gocciolare acqua, ma non deve essere liquida perché altrimenti i lombrichi possono annegare.

La pacciamatura è indispensabile per umidità e temperatura

Sarà più facile mantenere la giusta umidità e anche la giusta temperatura utilizzando una consistente pacciamatura sopra al cumulo. A questo scopo possiamo usare fieno, per esempio quello non più buono per essere cibo per gli animali. Si possono usare foglie evitando quelle che contengono troppi tannini, che sono inibitori della crescita delle piante. Altri materiali facilmente reperibili sono gli sfalci d’erba o le cortecce di alberi. Questa coperta aiuta anche in inverno per non far scendere troppo le temperature. I lombrichi prosperano al meglio con temperature comprese tra 20 e 25 gradi. Restano comunque in attività fino a 10°C, ma cessano di alimentarsi e di riprodursi sotto i 4°C. La copertura può essere anche fatta anche di materiali artificiali. Sarà più costosa e meno efficiente, ma consente la protezione dei predatori dal cielo.

Pacciamatura per lettiera lombrichi

Per ottenere il vermicompost la pacciamatura è importante, in questo caso abbiamo usato fieno

Vagliare il vermicompost

Quando i lombrichi avranno creato, con il loro escrementi, un bello strato di vermicompost potremo passare alla raccolta. Ci accorgiamo che il compost è maturo quando odora di funghi, di geosmina ed è friabile. Prima di intervenire, però, dobbiamo fare allontanare i nostri collaboratori per spostarli in altri cumuli, soprattutto se vogliamo vagliare il vermicompost per un prodotto più raffinato. Non servono le cattive maniere, basta attaccare alla lettiera altra sostanza organica, un cibo più appetitoso. Prontamente si trasferiranno dove trovano nuove risorse. L’effetto sarà più rapido se al contempo cesseremo di annaffiare il cumulo da cui vogliamo farli allontanare.

Vagliatura del lombricompost

La vagliatura del vermicompost in questo caso usando pezzi di una vecchia lavatrice

Come si usa l’humus di lombrico

L’humus di lombrico è un prodotto meraviglioso, più ricco del compost termico. Le palline fecali del lombrico vengono attaccate dagli stessi microrganismi e dagli stessi funghi che abbiamo nel processo del compost termico, ma il processo di digestione del lombrico fa sì che questo compost venga impregnato di sostanze come i fitormoni (ad es. le auxine) fondamentali per le piante, enzimi, microelementi ecc. Il vermicompost si può utilizzare in mille modi diversi, ma senza eccedere. Nell’orto se ne può aggiungere il 20% nei primi centimetri del suolo, nei nostri vasetti è sufficiente il 15% di questa polvere magica miscelata con il resto del terriccio. Se eccediamo non diventa dannoso, ma inutile. Un altro uso che se ne può fare è per portare i nutrienti in profondità. Il vermicompost può essere collocato anche a 20 centimetri sotto la superficie, anche in assenza di ossigeno e a contatto con le radici delle piante. Non fa danni e dà una carica di nutriente alle radici, ne basta una manciata per lo sprint iniziale e poi si prosegue usandolo come ammendante. Un altro uso possibile è per fare del tè di compost, per uso fogliare. L’effetto nutriente sulle piante è immediato.

Vantaggi del vermicompost

Riassumendo: l’humus di lombrico ha funzione nutriente, funzione ammendante e funzione di miglioramento della struttura del suolo. Può essere usato in forma solida e in forma liquida. Può essere autoprodotto e trasforma i rifiuti in risorse. Una materia preziosa prodotta in maniera naturale veramente utile per produrre cibo buono e sano. 

Francesca Della Giovampaola

Come fare una lettiera per i lombrichi (video)

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