È sempre conveniente e salutare mangiare frutta di stagione e tra quella da gustare a novembre c’è ancora il melograno. Il nome della melagrana deriva dal latino malum e granatum, ovvero pomo con semi.

Proprietà del melograno

Il frutto ha un elevato contenuto di potassio, importante per un buon funzionamento del sistema nervoso ed è di aiuto per chi soffre di ipertensione. L’alto contenuto di vitamine consente di rafforzare le difese immunitarie e contrasta i radicali liberi che sono responsabili dell’invecchiamento. Il frutto di melograno è formato per l’80% di acqua, per il 13% da fruttosio, il resto sono fibre e proteine.

Benefici del melograno

Le foglie del melograno, sia fresche che secche, danno un decotto tonico, utilissimo per le debolezze di stomaco, nella mancanza di appetito, nell’anemia, nella clorosi e nella debolezza generale. Anche la scorza presa dai rami giovani in primavera ha gli stessi effetti. I fiori e la scorza del frutto sono astringenti e tonici. Il sugo del frutto (semi) è rinfrescante e diuretico, diluito nell’acqua, forma una bevanda acidula graditissima, molto conveniente nelle malattie infiammatorie, nella malattie biliari e in quelle delle vie urinarie. 

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Fonte: Le piante che ridanno la salute, di Giuseppe Antonelli. Azienda Libraria Cattolica Italiana.

Il frutto del melograno

Il frutto, chiamato anche melagrana, ha forma rotondeggiante di dimensioni leggermente più grandi della mela, variabili a seconda della varietà. Il colore esterno va dal verde molto chiaro al rosa pallido, fino al rosso intenso. Sulla cima possiede una specie di corona che è il punto dove si è generato il fiore.

frutto di melograno

frutto di melograno, si intravedono gli arilli e la corona

I semi di melograno (arilli)

I semi, chiamati arilli, sono incastonati all’interno in vari compartimenti separati da una consistente membrana, anche la buccia che racchiude il tutto è molto resistente. Per consumare il frutto il sistema più semplice è quello di estrarre il succo che è la sola parte commestibile che si trova negli arilli intorno ai semi veri e propri. Estrarre il succo, che ha un bel colore rosso rubino, non è complicato e può essere fatto con un semplice spremiagrumi. Se invece si vogliono estrarre tutti i semi integri, che possono essere conservati per alcuni giorni in frigorifero, l’operazione è più complicata. Occorre rompere il frutto in vari pezzi ed estrarre pazientemente i semi semplicemente con le dita oppure servendosi di un oggetto idoneo che può essere un cucchiaino o un coltello con la punta arrotondata. In questo modo riusciamo a evitare di rompere o disperdere i grani che potrebbero far apparire vistose macchie rosse sul tavolo o anche sul pavimento e, peggio ancora, sui vestiti. I grani possano essere utilizzati in vari modi: aggiungerli ad insalate, guarnire dei dolci, mangiarli così come sono, oppure nei modi suggeriti da varie e fantasiose ricette. Si possono anche gustare uno a uno, mangiando la polpa ricca di succo che ricopre il seme.

semi di melograno

semi di melograno

Conservare i semi di melograno

Il melograno è un albero molto facile da riprodurre da seme. Recuperiamo i semi dai grani che abbiamo mangiato e immergiamoli in acqua per 24-48 ore. La fermentazione aiuterà a pulire i semi e anche ad aumentarne la germinazione. Dopo questo primo passaggio usiamo uno scolino per sciacquare i semi e con cura poniamoli su un cartone, oppure su una carta assorbente per farli asciugare completamente. Dopo circa un giorno i semi saranno asciutti, controlliamo bene che non ci sia ancora umidità, in questo caso cambiamo la carta dove sono poggiati. Possiamo quindi toglierli dalla carta assorbente da cucina e conservare i semi in bustine o vasetti dove andremo a scrivere tipo di seme e anno di raccolta. I semi sono pronti da subito per essere seminati, pronti per far nascere un nuovo giovane alberello di melograno. Nella foto di seguito potete osservare tutte le fasi: dalla raccolta alla semina, fino alla germinazione del melograno.

Procedimento per raccogliere e conservare semi di melograno

  1. Raccogli i semi di melograno dai chicchi (arilli)
  2. Immergili in acqua per 48 ore per favorire la fermentazione
  3. Lavali per bene con uno scolino
  4. Falli asciugare su un panno, una carta assorbente
  5. Conservali in bustine o vasetti catalogando anno e nome pianta
  6. Semina e fai crescere nuovi melograni
raccogliere e conservare semi di melograno

raccogliere e conservare semi di melograno, tutte le fasi

Origine

L’albero di melograno è originario dell’Asia sud occidentale, della regione che si trova tra l’Iran e la catena himalayana, appartiene alla famiglia delle Lythraceae, ed è presente fin dall’antichità nel Caucaso e nella macchia mediterranea.

La pianta è rustica e non molto esigente, si adatta sia a terreni umidi che siccitosi, la crescita è lenta e l’altezza massima che può raggiungere è tra i 5 e i 6 metri, la longevità è alta, può andare oltre i cento anni. Per mezzo della potatura possiamo scegliere la forma della pianta: ad albero o cespuglio. La spinosità del melograno lo rende adatto per la realizzazione di siepi. Sarà però necessario utilizzare la specie più adatta a questo scopo, esiste anche una qualità nana. Gli stupendi fiori rossi del melograno permettono di avere una siepe veramente splendida. Le piantine sulla siepe andranno messe ad una distanza di circa un metro (eccetto che non vogliate fare una riforestazione in agricoltura sintropica dove le distanze sono molto ravvicinate).

Il melograno ha una grande capacità di ramificazione e una costante produzione di nuovi polloni, pertanto lo spazio tra le piante verrà rapidamente riempito. Il prezzo delle piantine  si aggira intorno ai dieci euro. Ma se volete risparmiare sappiate che il melograno si può riprodurre per talea o ancora meglio da seme.

Riprodurre il melograno da seme

La riproduzione da seme, come accennato sopra, è molto semplice. Una volta che abbiamo recuperato il nostro seme di melograno seminiamolo in un vaso con un buon terriccio, va bene anche un buon compost misto a terra. La germinabilità del seme di melograno non è altissima, quindi abbondiamo con i semi, consigliamo di metterne una decina, dodici per ogni vaso di medie dimensioni. Una volta seminato annaffiate per bene, magari con uno spruzzo leggero (se inondiamo con acqua rischiamo di spostare i semi e farli riaffiorare). Tenete sempre la terra umida, nel giro di pochi giorni vedrete nascere le nuove piantine. Se necessario potete effettuare un diserbo se tra i germogli di melograno trovate erbe spontanee. La piantina di melograno si riconosce perché genera subito due foglioline tondeggianti, al centro delle quali poi spunta il germoglio apicale con le caratteristiche foglie del melograno. Il frutto che uscirà da questa nuova piantina non sapremo mai se sarà uguale alla pianta madre o con caratteristiche diverse. Questo perché il melograno si impollina anche con altre piante vicine e quindi possiamo avere una variazione di sapore, di colorazione e anche di forma. Sarà una bella scoperta. Se vogliamo riprodurre esattamente la varietà di partenza, invece, possiamo procedere innestando un rametto della pianta che ci piace su quella che abbiamo fatto crescere da seme.

giovane piantina di melograno

giovane piantina di melograno nata da seme

Quando piantare i semi di melograno

Il periodo migliore per piantare i semi di melograno è quando non fa troppo freddo o non fa troppo caldo. Ovvero nel periodo autunnale, ottobre e novembre o ad inizio primavera, se seminate in autunno è bene che la semina avvenga in un luogo protetto, in un semenzaio o un posto riparato dai venti freddi del nord. Visto il clima sempre più arido e siccitoso è consigliabile seminare in autunno. In questo modo la piantina avrà modo di crescere e rafforzarsi e potremo pensare di trapiantare ad inizio primavera, quando avremo già una piantina robusta con alle spalle diversi mesi di crescita. Evitiamo di mettere a dimora la pianta quando fa troppo caldo.

Fare la talea

Il melograno si può riprodurre anche tramite talea legnosa. Si preleva un rametto per poi farlo radicare direttamente a terra o in acqua. Si può eseguire ad inizio primavera o subito prima quando la pianta inizia a vegetare.

Clima adatto al melograno

La pianta di melograno ama un clima mediterraneo, temperato-caldo. Cresce molto bene infatti nel sud Italia. Può subire danni da gelate e dovrebbe essere coltivato, se non si è al sud, in ambienti riparati dai venti freddi, patisce molto se la temperatura scende sotto i 10 gradi. Nella zona di Montepulciano, nel territorio del Bosco di Ogigia, si vedono piante di melograno nate e cresciute bene solo vicino alle case, questo perché beneficiano della protezione dei muri. Nei campi aperti la pianta soffre troppo l’ingerenza del vento e del freddo invernale. Per produrre i suoi fantastici frutti necessita di temperature che di giorno superano i 30 gradi. Esistono anche delle varietà più resistenti come il Melograno Wonderful. C’è da considerare che una pianta nata da seme in genere avrà più possibilità di adattarsi al clima e sopravvivere a situazioni avverse.

Cosa simboleggia il melograno

Il melograno, e in particolare la melagrana, è fra i frutti più carichi di simbolismo. È un frutto che matura in autunno, una stagione buia, con un clima piovoso e di una natura apparentemente in stasi, perciò si lega alla morte, ma anche alla rinascita e alla vita. Ha una forma rotondeggiante, che ricorda il grembo materno, o il grembo della madre terra intera, quindi è simbolo di maternità. Dentro nasconde tantissimi semi, e così ecco che simboleggia anche la fertilità, la ricchezza e l’abbondanza. Per di più questi semi sono di colore rosso, che ricorda subito il sangue, che rimanda all’energia vitale.

Melagrana nelle tradizioni del mondo

Non per niente ritroviamo la melagrana nei miti e nelle tradizioni di tante culture del mondo, proprio con queste simbologie. Nell’Antica Grecia è il frutto mangiato da Persefone, che la intrappola nell’Ade, ed è l’albero che nasce dal sangue di Agdistis. Nell’Ebraismo rappresenta le 613 prescrizioni della Torah, come 613 sono i semi che conterrebbe un albero di melograno, ed è anche uno dei sette frutti speciali che crescono nella Terra Promessa. Nell’Islam cresce nei due giardini del paradiso, mentre nel Cristianesimo compare spesso fra le mani di Maria e Gesù, come simbolo di sacrificio e resurrezione.

Ricette con i frutti del melograno

Insalata con melagrana e radicchio

Ingredienti

  •         1 cespo di radicchio
  •         1 mazzetto di rucola
  •         1 cuore di lattuga
  •         1 melagrana
  •         1 pera
  •         75 g di noci sgusciate
  •         olio extravergine di oliva
  •         succo e scorza di mezza arancia
  •         ½ cipolla tritata finemente
  •         Sale e pepe

Procedimento

Lavate radicchio, rucola e lattuga. Ricavate i semi della melagrana e tagliate le pere a cubetti. Preparate il condimento mescolando olio, succo di arancia, sale e pepe con la cipolla. Trasferite il tutto in una ciotola e mescolate.

Risotto con melagrana e mele

Ingredienti

  •         320 g di riso
  •         800 ml di brodo vegetale
  •         Olio extra vergine di oliva
  •         70 g di chicchi di melograno
  •         1 cipolla piccola
  •         2 mele
  •         4 cucchiai olio extravergine d’oliva
  •         1 cucchiaio di lievito alimentare
  •         Sale e pepe
  •         Qualche foglia di salvia
  •         1 manciata di noci

Procedimento

Affettate la cipolla e fatela stufare in un tegame. Unite il riso, fatelo tostare per un paio di minuti, poi iniziate a unire il brodo vegetale caldo, un mestolo alla volta. A circa metà cottura unite le mele.

Cotto il riso spegnete la fiamma, unite i chicchi di melagrana, le noci, del lievito alimentare a piacere e mescolate bene. Regolate di sale e pepe e servite.

Curiosità sul melograno

Il frutto di melograno per il suo colore rosso acceso da sempre è simbolo di abbondanza, fertilità e passione. Alcune leggende narrano che le donne ateniesi usassero mangiare il frutto per acquisire fertilità e che le spose romane avessero l’abitudine di usare rametti di melograno da intrecciare nei capelli adornati.  Per i Babilonesi invece il frutto era simbolo di invincibilità. Oggi la melagrana viene usata tra i fornelli soprattutto in ricette dolci, come elemento decorativo o per ottenere la granatina, uno sciroppo di succo di melegrana con l’aggiunta di miele e zucchero.

Filippo BellantoniVasco Della Giovampaola

 

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