Il melograno (Punica granatum) è un albero particolarmente decorativo e gli interventi di potatura, oltre che a migliorare la produzione, sono destinati a mantenere la sua chioma più ordinata e gradevole. Vediamo in questo articolo come potare il melograno: la pianta può essere allevata ad albero o a cespuglio, visto che ha portamento arbustivo e produce numerosi polloni. Il suo frutto, la melagrana, è ricco di proprietà ed è ottimo per preparare spremute e da utilizzare in numerose ricette anche salate. Anche i sui fiori sono molto belli, perciò può essere allevato anche a scopo esclusivamente decorativo.

Quando si pota il melograno

È una pianta mediterranea, adattata ad un clima mite. In Italia cresce meglio al sud e lungo le coste, ma si trova anche all’interno. Soffre le temperature invernali troppo rigide e questo può impedirne la fruttificazione. Essendo sensibile al freddo, bisogna tenerne conto anche in fase di potatura. 

Ci sono due periodi adatti alla sua potatura, la fine dell’inverno, nei mesi di febbraio e marzo e l’autunno, ad ottobre o novembre, dopo la raccolta dei suoi frutti. 

quando e come potare il melograno?

quando e come potare il melograno?

Quali sono i rami fruttiferi del melograno

Quando si pota un albero è molto importante conoscere quali sono i rami in cui verranno prodotti frutti. Senza questa informazione, il rischio è di andare a eliminare proprio quelle parti, perdendo il raccolto del tutto o in parte. Questo albero fruttifica alle estremità dei rami di due anni, perciò dobbiamo evitare di tagliare i rami giovani e di spuntare le loro cime. Un errore piuttosto comune da compiere quando si ha bisogno di contenere la dimensione di una pianta.

Come si pota il  melograno

La potatura del melograno ha lo scopo di mantenere la chioma in ordine e di rinnovare i rami. Il melograno tende a far crescere rami scomposti, questo danneggia la fruttificazione perché le melagrane hanno bisogno di sole per crescere e maturare bene. Bisogna dare aria e far raggiungere dal sole i rami fruttiferi. Dal momento che i frutti crescono solo su rami di due anni è necessario rinnovarli, quindi, gradualmente andranno eliminati i rami che hanno già fruttificato. 

Per sfoltire si utilizza la tecnica del taglio di ritorno, in modo da rispettare l’andamento della linfa e avere un apice produttivo. La struttura della pianta dovrebbe avere rami aperti che lasciano entrare la luce per far maturare meglio i frutti.

“La potatura migliore è quella che non si vede”

potare il melograno

potare il melograno, prima e dopo

Il taglio dei polloni basali e dei succhioni

L’albero del melograno ha la caratteristica di produrre molti polloni alla base. Se abbiamo deciso di coltivare il nostro melograno ad albero, questi andranno costantemente rimossi. Conviene effettuare la loro rimozione nel periodo estivo, man mano che si formano, così da avere tagli piccoli e facilmente rimarginabili. Inoltre la crescita dei polloni, che andrebbero comunque rimossi, non sottrarrà energia alla pianta inutilmente. 

Se teniamo una forma a cespuglio, andranno diradati e, quando qualche fusto sarà invecchiato o danneggiato, potrà essere sostituito con un giovane pollone. Dai polloni si possono ricavare anche nuove piantine per talea, mettendoli in acqua e aspettando che si formino nuove radici, per poi trasferirli in vaso o a terra.

Sui rami si formeranno invece molti succhioni, anche questi andranno in gran parte rimossi e conviene farlo nella stagione calda. Alcuni potranno essere tenuti e speronati (tagliati in parte in modo che possano formarsi vari rami dalle gemme latenti nella parte del ramo rimasta) per ringiovanire parti della chioma.

potare il melograno

potare il melograno

Come distinguere i fiori del melograno

Il melograno produce due tipi di fiori: quelli che porteranno al frutto e che crescono appunto nei rami di due anni e i brevistili, che crescono nei rami di un anno. I primi sono fiori ermafroditi e hanno una forma a vaso, i secondi hanno una forma a campana. Questi ultimi non producono frutti, ma aiutano l’impollinazione e poi cadono naturalmente. Contribuiscono anche a rendere bella la pianta con la loro colorazione rossa e non dobbiamo preoccuparci quando li vedremo cadere. Possono anche essere raccolti ed essiccati per preparare bevande fresche e tisane.

Francesca Della Giovampaola

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