Il pero è un albero molto comune che viene coltivato spesso negli orti. Potare il pero è importante per  mantenere delle dimensioni contenute, dal momento che questa pianta, se lasciata sviluppare naturalmente, raggiungerebbe l’altezza di 15 metri. La potatura serve ad aumentare la fruttificazione e a mantenere raggiungibili i frutti, ma se lo lasciassimo sviluppare spontaneamente sarebbe molto più longevo e bello da vedere.

Quando potare il pero

È una pianta resistente alle basse temperature per questo possiamo iniziare a potarlo anche in inverno, tra gennaio e febbraio. Teniamo presente che la potatura stimola e, quindi, anticipa il risveglio della pianta. 

Bisogna intervenire ogni anno, per rimuovere il legno considerato in eccesso quando la sezione del taglio è ancora piccola. In questo modo la ferita verrà rimarginata più rapidamente. Ancora meglio se i tagli si effettuano quando le gemme hanno già iniziato ad ingrossarsi, perché questo favorisce la cicatrizzazione. La gemma gonfia indica che la linfa è in movimento ed è pronta a proteggere e riparare i suoi tessuti. 

Quali sono i rami fruttiferi del pero

Il pero fruttifica sulle gemme miste che si trovano all’apice dei rami misti, delle lamburde e dei brindilli. Fruttifica maggiormente sui rami giovani, per questo è utile rinnovarli periodicamente. 

Le lamburde, rami molto corti, si trasformano in zampe di gallo. Con questo nome curioso si chiama una formazione di lamburde, cresciute l’una sull’altra e intervallate da borse, brevi rigonfiamenti di legno in cui il pero accumula nutrienti. Le zampe di gallo invecchiate (con tanti segmenti di diversi anni) vanno accorciate o rimosse.

Come potare il pero

Come potare il pero

Cosa sono i succhioni del pero

Come tante piante, anche il pero produce succhioni, ovvero rami che si sviluppano in verticale sul dorso di un ramo più grande, generalmente, in modo rapido. Le potature stimolano molto la produzione di succhioni, per evitarlo i nostri tagli non devono essere tanti.  Se è necessario riformare la pianta, bisogna farlo in più annate successive per non provocare una caotica crescita di queste formazioni.

La potatura è un evento traumatico per la pianta e lo sviluppo rapido di tanti succhioni è la reazione a questa situazione di stress. L’albero teme di morire e, quindi, dà fondo alle sue riserve per ricreare rapidamente la chioma che è stata rimossa. I peri ci appaiono spesso come alberi molto disordinati. Non lo sarebbero, se lasciati sviluppare naturalmente, ma i nostri interventi li costringono a stravolgere la struttura naturale. 

Come potare il pero

Impostato a vaso il pero va potato lasciando al centro delle diverse branche uno spazio che permetta una buona circolazione dell’aria e il passaggio del sole. Perciò si andranno a rimuovere i rami che si rivolgono verso l’interno o chiudono il centro della chioma. Ogni branca deve avere una sola punta, quindi vanno rimossi o accorciati eventuali rami concorrenti. 

Per avere rami giovani e produttivi, questi vanno rinnovati eliminando le parti più vecchie e dando spazio a quelle giovani. Eventuali parti secche si possono rimuovere adesso, ma anche in altri momenti dell’anno.

Quando una zona della pianta appare vuota si può sfruttare un succhione per creare una nuova branca. Questi rami sono flessibili e possono essere piegati per avere un andamento quasi orizzontale. Il ramo piegato deve, comunque, guardare verso l’alto perché la punta possa svettare sulle altre formazioni presenti lungo il ramo.

Per abbassare la pianta si effettuano tagli di ritorno, ovvero si interrompe il ramo principale all’altezza di un ramo secondario, che diventa la nuova punta. La linfa deve poter continuare a scorrere in linea continua. 

I polloni alla base, se presenti, vanno rimossi. Questa rimozione si fa anche in estate, quando i polloni sono ancora molto giovani.

potare il pero

potare l’albero di pero, ecco una foto prima e dopo la potatura.

Prima e dopo la potatura

Osserviamo la foto qui sopra che mette a confronto un pero prima e dopo la potatura. Il taglio più importante è stato fatto sulla branca centrale, che stava prevalendo sulle altre, riportando l’albero alla forma naturale con un unico asse centrale. Adesso le branche sono più equilibrate e con uno spazio al centro, che permette il passaggio dei raggi del sole e la circolazione d’aria. Un ramo è stato piegato perché possa occupare una zona vuota dell’albero, la corda con il picchetto verrà rimossa quando il ramo si sarà consolidato nella nuova posizione. Inoltre sono stati rimossi alcuni rametti verticali (succhioni) che salivano dai rami in posizione verticale. Sono stati tagliati i succhioni troppo vicini o che si intrecciavano con altri rami. In generale sono stati effettuati pochi tagli per non provocare la crescita disordinata di nuove parti legnose.

Disinfettare le lame e rispettare il collare di corteccia

I tagli sono ferite dalle quali possono entrare agenti patogeni. Le piante non sono, poi, così diverse da noi, per questo le lame vanno disinfettate ogni volta che si cambia esemplare, per evitare di trasmettere eventuali batteri, funghi o virus. Inoltre vanno effettuati in modo da favorire la cicatrizzazione e, quindi, va lasciato intatto il collare (o colletto) di corteccia che si espanderà per sigillare il taglio. Il collare di corteccia è ben visibile, si tratta di una zona con corteccia leggermente più spessa e corrugata, che si trova all’incrocio dei rami. Dopo la potatura, a scopo preventivo, si può passare un trattamento a base di propoli, o spennellandolo sulla ferita o spruzzandolo su tutta la pianta. 

consigli sulla potatura del pero

consigli sulla potatura del pero. Disinfetta sempre le lame quando cambi albero

Il pero naturale, senza potature 

Se non viene mai potato, il pero si svilupperà in maniera armoniosa, raggiungendo una discreta altezza. Otterremo in questo modo una pianta molto bella e più longeva. Questo risultato si ottiene se si fa crescere la pianta da seme, perché se ci rechiamo in vivaio è quasi certo che troveremo solo piante che hanno già ricevuto una potatura di allevamento. I frutti si troveranno in alto e sarà impossibile raccoglierli comodamente, dopo una certa età della pianta. Si potranno raccogliere una volta caduti a terra o usando apposite prolunghe. L’albero mai potato inizia la produzione dei frutti più avanti nel tempo, ma il ritardo sarà compensato dalla maggiore durata di vita. Inoltre una pianta sviluppata naturalmente tenderà ad avere una alternanza di fruttificazione, con annate più produttive e altre quasi vuote. In compenso non servirà prendersene cura e sarà più forte perché anche le radici risentono della potatura e se non tocchiamo i rami, anche l’apparato radicale sarà più profondo e armonioso

Francesca Della Giovampaola

Potare il pero, come e quando farlo (video)

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