È il momento di raccogliere erbe spontanee di primavera, ma le sai riconoscere? Tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, quando l’orto è più povero perché le coltivazioni invernali stanno finendo e le nuove non sono ancora pronte, le piante spontanee possono diventare le regine dei nostri piatti. Questo è un periodo davvero propizio per chi vuole aggiungere alla propria dieta le erbe spontanee. Molte piante sono commestibili proprio in questo periodo, prima che diventino troppo dure o amare o vadano in fioritura. Ancora abbiamo a disposizione alcune erbe che ci hanno accompagnato durante l’inverno e intanto tornano a prosperare le piante tipiche della primavera. Ecco qualche idea per fare la spesa nei prati senza spendere e senza fatica.

Centocchio (Stellaria media)

Il centocchio è un’erba molto generosa, ci ha sostenuto anche nei mesi più freddi e adesso ne possiamo trovare intere distese. Si riconosce abbastanza facilmente per le foglioline tenere di un verde chiaro, che si fanno notare in mezzo ad altre piante. Ha una consistenza tenera, perciò è meglio consumarlo crudo o dopo una leggera cottura a vapore. Produce dei bei fiorellini bianchi, ma quando sono presenti dobbiamo rinunciare a consumarlo perché la pianta, in questa fase, contiene molte saponine. Si presta particolarmente per le preparazioni cremose, con cui condire la pasta o da spalmare sul pane. 

È una pianta che si diffonde facilmente, per la grande quantità di semi che produce e per la capacità di adattarsi a diversi tipi di suolo. Si può coltivare anche nei vasi del balcone. 

Porro selvatico (Allium ampeloprasum, Allium polyanthum)

Sono finite le scorte delle cipolle? Anche i porri nell’orto sono terminati? È il momento di andare alla ricerca del porro selvatico o porraccio, parente stretto delle nostre piante coltivate e ricco di sapore e di proprietà benefiche. Si riconosce per l’odore di aglio e le foglie nastriformi simili al porro, che si abbracciano formando un falso fusto. Si riconosce per la presenza del bulbo, della forma della foglia a V e per il forte odore simile all’aglio.

porro selvatico

porro selvatico

In cucina si usa sia crudo che cotto. Da chi non ama troppo i sapori decisi di questo genere di piante potrà essere usato in piccole quantità come insaporitore, ma per gli amanti degli aromi tipici della piante del genere Allium, starà bene come condimento per la pizza, nella frittata, gratinato in forno e come ingrediente principale di una vellutata. 

Nell’estate del secondo anno produce un bellissimo fiore rosa sferico che si sviluppa sulla sommità di uno scapo fiorale alto circa un metro.

libro erbe spontanee

libro Erbe spontanee, ed. Gribaudo

Rovo (Rubus ulmifolius)

Il rovo non è un erba spontanea di primavera e con le sue spine aguzze non sembra un alimento invitante da portare in tavola. Eppure, oltre ai suoi buonissimi frutti, le more, i rovi ci regalano i giovani getti, le foglie tenere e i fiori. I turioni ricordano gli asparagi e, quando sono molto giovani e privi di spine si possono mangiare anche crudi. Le foglie si possono essiccare e utilizzare per tisane con proprietà fitoterapiche. Sono astringenti, emostatiche, diuretiche, antidiabetiche e usate esternamente anche cicatrizzanti. Le foglie fresche possono essere cotte ed entrare nelle misticanze. Vi si prepara anche un succedaneo del tè. Anche i fiori possono essere impiegati per fare tisane, ma vanno raccolti prima che si aprano completamente, altrimenti i petali si staccheranno al primo tocco. 

Questa pianta esuberante, che conquista rapidamente nuovi territori, è poco amata perché diventata sinonimo di abbandono e trascuratezza. Ma è giunto il momento di rivalutata, perché è sa rendersi utile in tanti modi diversi. Per contenerla in primavera possiamo approfittare per fare scorte di foglie tenere che ci torneranno utili durante l’anno, inoltre ricordiamoci che costituisce un passaggio fondamentale nella crescita del bosco. Infatti produce tanta materia organica che arricchisce il suolo e,  inoltre, grazie alle sue spine, difende i giovani alberi dalla predazione di animali erbivori. Invece con i piccoli animali e, in particolare, con gli uccelli è molto accogliente. E sono proprio loro a seminare ai suoi piedi i noccioli da cui nascerà il nuovo bosco.

rovo

Rovo, Rubus ulmifolius

Libro sulle erbe spontanee, come imparare a riconoscerle

Per imparare a riconoscere queste piante e molte altre noi del Bosco di Ogigia, insieme alla guida botanica Wateki Taliana Tobert e all’illustratrice Giada Ungredda, abbiamo lavorato al libro “Erbe spontanee. Riconoscerle, raccoglierle e conservarle”, ed. Gribaudo. Si tratta di un manuale che permette di arrivare al riconoscimento certo di 40 erbe commestibili, con tante informazioni sugli usi tradizionali, le ricette e le proprietà. Il libro sarà in tutte le librerie dal 29 di aprile 2025, ma può essere già ordinato nei negozi on-line e in quelli fisici: ecco dove preordinare il Erbe spontanee.

Francesca Della Giovampaola

Altre erbe spontanee da conoscere:

Come riconoscere erbe spontanee di primavera (video)

https://youtube.com/live/2EGfQqgOJmM


Libro Erbe spontanee
Erbe spontanee
di W.Taliana Tobert, F.Della Giovampaola, F.Bellantoni, ed Gribaudo

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Leggi anche
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Misticanza di erbe spontanee
Erbe spontanee commestibili
Erbe aromatiche nell’orto

Altre letture consigliate
La Cura della Terra,
di F.Della Giovampaola, ed Mondadori
Il prato in tavola, di Dafne Chanazed. Terra Nuova
Il Libro delle Libere Erbe, di Annalisa Malerba e Elisa Nicoli, Altraeconomia
Erbe Spontanee in Tavola, di Annalisa Malerba e Carla Leni, Sonda
Potatura facile, di Matteo Cereda e Pietro Isolan, Ed. Gribaudo
L’Agricoltura Naturale e l’Arte del Non Fare di Kutluhan Özdemir, Terranuova edizioni

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Corso erbe spontanee

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