Scommetto che l’avete vista spesso senza sapere fosse commestibile: è la saeppola canadese. Si trova facilmente anche in città e segue l’uomo dappertutto, ha un eccezionale sapore di peperone verde e quando si impara a riconoscerla è come avere il peperone tutto l’anno.

In questo articolo impariamo a riconoscere e a cucinare la saeppola canadese in una ricetta tutta vegetale.

Nomi della saeppola canadese

Le specie più comuni e di maggiore interesse di saeppola in Italia sono tre, utilizzate tutte e tre allo stesso modo: Erigeron canadensis, Erigeron sumatrensis e Erigeron bonariensis. Il nome generico, Erigeron, potrebbe derivare dal greco éri, presto e géron, vecchio, forse per la rapida fioritura e fruttificazione, oppure dal greco érion, pelo, lana, e dal latino gerĕre, portare, per la sua peluria.

Il nome specifico, canadensis, invece, si riferisce a uno dei territori di origine: il Canada o più in generale l’America settentrionale. Il nome della specie sumatrensis, significa letteralmente dell’Isola di Sumatra, in Indonesia, a sud della penisola malese. Il nome della specie bonariensis, invece, proviene, probabilmente, dal latino moderno Bonaria, cioè Buenos Aires, originario dei dintorni di Buenos Aires, in Argentina.

Ha diversi nomi dialettali in tutta Italia, qui divisi per regione:

  • Emilia-Romagna: spazzora salvadga
  • Lombardia: calistria, carestia
  • Veneto: scoa matta, scoa salvadega, sorgastrella, spazzadore salvadeghe
  • Piemonte: bocca d’ fee, erba panà, p’ nas de volp
  • Liguria: cua de lù, demistrelli, nina
  • Toscana: impia, saeppola

Per non incorrere in errore fate riferimento sempre al nome scientifico, più specifico ed internazionale di quelli popolari. Ricordiamo che le piante hanno sempre un nome e un cognome (genere, in questo caso Erigeron, e specie, in questo caso 3 di nostro interesse: canadensis, sumatrensis e bonariensis). Se conoscete altre denominazioni della saeppola canadese, potete segnalare lasciando un commento in fondo all’articolo.

Saeppola canadese nell’antichità

Sconosciuta in Europa fino al 1655, fu importata dal Nord America e trapiantata nell’orto botanico di Blois, in Francia, si diffuse in tutta Europa naturalizzandosi in Italia dal diciottesimo secolo.

Come riconoscere la saeppola canadese

Riconoscere la saeppola canadese è semplice: sono caratteristici i suoi ciuffi di foglie pelosette, per identificarla senza avere alcun dubbio vi consiglio di stropicciare bene la foglia e sentirne il suo profumo inconfondibile di peperone verde. Se l’odore richiama il peperone verde allora l’avrete trovata. Ricordate sempre di fare foto e prendere appunti da sottoporre ad un botanico esperto che vi aiuterà nella conferma dell’identificazione della pianta dandovi più sicurezza per le prime volte.

Saeppola canadese, erba spontanea

Saeppola canadese, erba spontanea dalle foglie pelose (Conyza canadensis o anche Erigeron canadensis)

Caratteristiche della saeppola canadese

Tutte e tre le specie citate, canadensis, sumatrensis e bonariensis sono presenti in tutte le regioni d’Italia. Sono molto comuni negli incolti, nelle aree antropizzate, margini di strade, suoli alterati, coltivi, dal livello del mare sino a 1200 metri circa. La descrizione seguente vale per Erigeron canadensis, ma successivamente vedremo in maniera sommaria le differenze tra le tre specie diverse.

Erigeron canadensis

È una pianta erbacea annuale o bienne, pelosa, ispida, con radice fittonante, che va giù dritta, alta fino ai 1 metro e 50 cm. Il fusto è cilindrico, eretto, semplice o ramificato all’infiorescenza, si eleva subito dopo la comparsa della rosetta basale costituita da foglie ovali, allungate e nettamente picciolate, intere o con qualche dente aguzzo. Le foglie cauline, cioè quelle lungo il fusto, sono lanceolate, vellutate con corti peli e con ciglia rade sul margine e sul picciolo che diventa sempre più piccolo e scompare andando sempre più in alto lungo il fusto. Nelle Asteracee o Composite, una delle famiglie botaniche che conta più specie, alla quale appartiene la saeppola canadese, ma anche il carciofo, il cardo, la calendula, il topinambur, la cicoria, l’insalata e via dicendo, quello che può sembrare un singolo fiore in realtà è un capolino, cioè l’infiorescenza tipica di tale famiglia, ossia un insieme di fiori, per l’appunto, da qui il nome della famiglia Composite.

saeppola canadensis, fioritura

saeppola canadensis, fioritura. Erigeron canadensis L. foto: actaplantorum.org

Fiore di saeppola canadese

Un capolino è formato dai fiori posti al centro, tubulosi, e quelli alla periferia, ligulati, quando presenti. La saeppola canadese produce numerosissimi fiori, fino a oltre 200 per capolino, i tubulosi centrali biancastri o giallognoli, quelli ligulati periferici, non presenti nelle altre due specie sumatrensis e bonariensis, poco più grandi dei tubolari di colore bianco o appena rosato, raggruppati in piccoli capolini cilindrici di 3,4 mm a formare una grossa pannocchia terminale, cioè un insieme di capolini, densa e ramificata.

Differenze tra le specie

Cercherò di riassumere le differenze tra le tre diverse specie di Erigeron, per identificare correttamente la specie. La specie sumatrensis è la specie più alta tra le 3 menzionate, raggiunge anche i due metri di altezza distinguendosi dalle altre anche per le foglie più larghe, con nervature laterali evidenti. L’unica specie, delle tre, ad avere fiori periferici ligulati è la canadensis.

Proprietà della saeppola canadese

La saeppola canadese è ricca di oli essenziali, quali citronellolo e limonene. In questa erba troviamo flavonoidi, fitosteroli, resine e tannini. Le sue proprietà antinfiammatorie e balsamiche per le vie respiratorie sono da attribuire alla presenza di oli essenziali che conferiscono alle tisane e decotti il caratteristico odore e il gusto amarognolo. È un’erba diuretica ottima per reumatici, artritici e gottosi, perché permette di eliminare le scorie azotate dell’organismo, mediante una maggiore secrezione di urina, mentre per uso esterno è ottima, sempre in decotto, per lenire le lievi ulcerazioni delle mucose di bocca e gola e le irritazioni della pelle. I nativi americani usavano molte preparazioni a base di foglie secche di saeppola canadese per il mal di gola e la dissenteria, questi sono solo alcuni degli innumerevoli utilizzi della saeppola canadese da parte di quel popolo.

foglie saeppola canadese

nervature di saeppola, erba spontanea

Come si coltiva la saeppola canadese

La pianta cresce bene in un suolo leggermente neutro o alcalino, ben drenato, in posizione soleggiata sebbene tolleri diverse condizioni climatiche. I semi riescono a germinare dai 5, 10 gradi ai 30 gradi con la più alta capacità di germinazione intorno 15 gradi. Va seminata in superficie, poiché i semi sono molto piccoli e non necessitano di andare troppo in profondità. Per la coltivazione, visto che è una specie a rapida crescita e sviluppo, non ci sono grandi accortezze e accorgimenti da tenere presente. Infatti è una erba spontanea che si propaga ovunque, in ogni situazione. Potete coltivarla davvero ovunque.

Usare la saeppola canadese in cucina

Tutte e tre le specie menzionate sino ad ora sono commestibili e si utilizzano allo stesso modo. Se dovete usarla in cucina raccoglietela quando è ancora giovane e non in piena fioritura così sarà più tenera e digeribile, anche quando fiorisce potete continuare a raccogliere le foglie che troverete lungo il fusto.

In erboristeria, siccome le parti utili della pianta sono le sommità fiorite, comprese di fusto e foglie, potete raccoglierla quando è appena iniziata la fioritura. Tutta la pianta è ricoperta di peli e da cruda potrebbe essere poco appetibile ed invitante, vi consiglio sempre di cuocerla, dandogli una sbollentata se la utilizzate nelle zuppe o ripassando le foglie in padella con uno spicchio d’aglio, le foglie sono molto buone in pastella e fritte.

Il sapore

La saeppola canadese è caratterizzata da un intenso sapore di peperone verde friggitello, jalapeño, a volte anche piccante. Una volta uno chef che voleva utilizzarla, mi chiese come potesse fare un olio che sapesse di peperone verde, gli consigliai di sbollentarla, metterla in acqua ghiacciata per fissare il bel colore verde e togliere un po’ del sapore amarognolo, che poteva essere molto forte e successivamente infonderla in un olio per diversi giorni, tenendo il tutto in frigo, il risultato fu uno straordinario olio molto aromatico al peperone verde, ma senza peperone! Personalmente l’ho cucinata insieme ai legumi come ceci e fagioli, per dare alle zuppe un bel tocco aromatico che sapesse di peperone, anche d’inverno. Se volete essiccarla, raccogliete le foglie e le infiorescenze appena spuntate, che non sono andate ancora a frutto e a seme, facendole essiccare rapidamente, in strato sottile affinché non si appiccichino tra loro e non anneriscano, in un luogo ombroso e ventilato o in essiccatore, conservando al riparo dalla luce e dall’umidità, ricordando però che da secco perde gran parte delle sue proprietà. Potete utilizzarla per un’ottima tisana antinfiammatoria, diuretica e balsamica.

Ricetta delle chips di foglie di saeppola canadese

Chips di foglie di saeppola canadese. Ricetta e foto di Emanuele Cavaiolo

Ricetta delle chips di foglie di saeppola canadese

Ingredienti

  • Foglie di saeppola canadese
  • Acqua
  • Farina di ceci
  • Olio di semi di girasole per friggere

Procedimento

  1. Preparate una pastella di farina di ceci e acqua, sciolta, non molto viscosa, dalla consistenza liscia, vi consiglio di mettere prima la farina di ceci nella ciotola e pian piano aggiungere, un po’ alla volta, l’acqua, così da non creare grumi, continuate sempre a girare
  2. Immergete le foglie una ad una nella pastella, lasciatele sgocciolare e poi tuffatele nell’olio ben caldo
  3. Togliete le chips dall’olio quando saranno ben dorate
  4. Poggiate le chips sulla carta assorbente per permettere all’olio di sgocciolare
  5. Gustate le chips con la vostra salsa preferita

Sono ottime appena fritte, non aspettate troppo, sgranocchiatele subito, magari in un bell’aperitivo selvatico insieme agli amici!

Emanuele Cavaiolo (La Capra Selvatica)

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Libri
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Erbario
Scarica l’erbario in pdf (a cura di Wateki Taliana Tobert)

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