Nelle vostre raccolte selvatiche fatevi inebriare dall’intenso profumo della mentuccia comune, detta anche nepeta. È fantastica non solo in cucina ma anche in cosmesi per via dei suoi oli essenziali.

Nomi della mentuccia

Il suo nome scientifico è Clinopodium nepeta (L.) Kuntze subsp. nepeta: il nome specifico della pianta, cioè nepeta, deriverebbe dal latino classico nepa, cioè scorpione, in quanto in passato si supponeva che le piante di questo genere possedessero proprietà curative contro le punture di tale animale. Ha diversi nomi dialettali in tutta Italia, come mentuccia (Lazio), mentascina e mentascena (Puglia), nepitella o nepetella (Campania), erba bona (Umbria), neputedda e niepita e nipitedda (Sicilia) solo per citarne alcuni. Per non incorrere in errore fate riferimento sempre al nome scientifico, più specifico ed internazionale di quelli popolari. Ricordiamo che le piante hanno sempre un nome e un cognome (genere, in questo caso Clinopodium, e specie, in questo caso nepeta).

Se conoscete altre denominazioni della nepeta, potete segnalare lasciando un commento in fondo all’articolo.

mentuccia, nepeta

mentuccia comune in fioritura. Nome scientifico: Clinopodium nepeta

Come riconoscere la mentuccia

Sarà facile riconoscere quest’erbetta, infatti non appena ci passerete vicino sfiorandola libererà il suo intenso aroma molto più forte ma simile alla sua cugina menta, inoltre sopporta molto meglio la siccità rispetto a quest’ultima. In questo articolo scopriremo tutte le sue proprietà e potrete provare una ricetta molto golosa.

Caratteristiche della mentuccia

La mentuccia è diffusa in tutto il territorio italiano fino a 1500 metri di quota, ed è molto comune nei prati aridi e sassosi, lungo i sentieri battuti, negli incolti, tra ruderi e vecchi muri, e nei pascoli aridi, soleggiati ed asciutti. È una pianta erbacea, perenne, con rizoma strisciante che produce numerosi stoloni. I fusti hanno sezione quadrangolare, arrivano fino a 60, 70 cm, nella porzione basale quasi lignificati e sdraiati, in quella superiore sono erbacei ed eretti verso l’alto. Le foglie, dal breve picciolo, sono pelose, opposte, inserite a due a due nei nodi, di forma ovale ed acute, a margine intero o debolmente dentellato. Tutta la pianta è fortemente aromatica.

La mentuccia è molto resistente al caldo, cresce molto bene anche in condizioni di estrema siccità, dove la sua cugina menta non riuscirebbe a sopravvivere ed essendo perenne non muore durante l’inverno.

mentuccia e menta a confronto

mentuccia e menta a confronto

Proprietà della mentuccia

La mentuccia (nepeta) ha proprietà antimicrobiche, antiossidanti e insetticide, si pensa che i navigatori la mettevano nelle scorte d’acqua imbarcate nella stiva affinché le disinfettasse. Le sue proprietà sono dovute principalmente ai suoi principi attivi, tra cui i più noti sono il mentolo e il borneolo, accumulati soprattutto nelle sommità fiorite. Mentre, per uso esterno, l’olio essenziale stimola la circolazione superficiale, favorendo i processi rigenerativi purificando i tessuti.

Mentuccia, cosa indica per il suolo

Secondo il francese Bernardin de Saint-Pierre, scrittore e botanico francese, la mentuccia cresce nei luoghi malsani per disinfettarli, riferendosi probabilmente ad un suo potere fitodepurante.

Come si coltiva la mentuccia

Questa pianta dagli aromi freschi e intensi produce piccoli semini castani che potete raccogliere e conservare, la raccolta avviene dalla fine della primavera fino all’inizio dell’autunno. I semi di mentuccia si possono seminare direttamente in piena terra (meglio se in un suolo sciolto, ma si adatta anche ad altri tipi di suolo) a fine primavera oppure in semenzaio durante l’inverno. Quando le piantine in semenzaio raggiungeranno l’altezza di 10 cm sono pronte per il trapianto nel periodo primaverile.

Può essere anche propagata per divisione di cespi, cioè prelevando e separando piccole porzioni di rizoma sotterraneo, provviste almeno di una gemma. Queste porzioni possono essere messe a dimora in vivaio in modo da ottenere piantine pronte ad essere trapiantate o trapiantate in piena terra e irrigate spesso nella prima settimana per farle attecchire, se la temperatura esterna lo consente (meglio primavera inoltrata per prevenire il rischio di gelate tardive), ombreggiando per qualche tempo le piantine per farle radicare al meglio.

La mentuccia in cucina

Tutta la pianta è commestibile e si consumano le foglie e le sommità fiorite che possono essere raccolte dalla primavera, all’estate inoltrata, all’autunno. Viene utilizzata per aromatizzare diversi piatti come funghi (tipico in Toscana), diverse zuppe e verdure come i carciofi alla romana. La sua tisana è una buonissima bevanda rilassante e rinfrescante dalle ottime proprietà digestive. In cosmesi l’infuso può essere aggiunto all’acqua del bagno o per tamponare la pelle del viso per un effetto tonico e stimolante. Inoltre, per il suo contenuto di olio essenziale, può essere utilizzata come repellente contro zanzare e mosche.

Ricetta della farinata di ceci con funghi porcini alla nepetella

Ho voluto fondere due tradizioni toscane: quella della cecina toscana o farinata di ceci, con il tipico utilizzo della mentuccia per insaporire i funghi porcini.

Ingredienti

  •  Funghi porcini freschi o congelati (chi non ha un amico che li va a raccogliere?)
  •  Foglie fresche o essiccate di mentuccia
  •  Farina di ceci
  •  Acqua
  •  Sale
ricetta nepetella, ceci e funghi porcini

ricetta farinata di ceci con nepetella (mentuccia) e funghi porcini. Foto e ricetta Emanuele Cavaiolo

Procedimento

  1. Per preparare la pastella, mettete la farina di ceci in una ciotola aggiungendo acqua poco alla volta, lavorando l’ impasto con una frusta, in modo tale da non formare grumi. Mettete acqua, fatela assorbire dalla farina girando e rimettete acqua, proseguendo fin quando avrete una pastella semi liquida che non deve però risultare appiccicosa. Girate fin quando non avrete disciolto eventuali grumi. Regolate di sale.
  2. Nel frattempo che la pastella si stabilizza per un attimo, a parte fate appassire qualche fungo porcino medio tagliato a pezzetti in un po’ d’olio, insieme a qualche foglia fresca o essiccata della nostra mentuccia (regolatevi a gusto), salate a piacere. Basta davvero un attimo a farli cuocere, regolatevi a piacere ma attenti a non stracuocerli facendoli diventare mollicci.
  3. Rigirate un altro po’ la pastella prima di incorporare i funghi cotti e aggiungete un altro po’ di foglioline di mentuccia se lo desiderate.
  4. Ungere una padella (meglio se naturalmente antiaderente) con un po’ d’olio, a fuoco medio, e quando l’olio sarà ben caldo mettere il composto formato in padella.
  5. Fate cuocere finché la farinata non si sarà asciugata bene in superficie: deve risultare ben dorata e staccarsi facilmente dal fondo della padella, magari aiutandovi con delle spatole, a quel punto potete girarla e fare cuocere anche dall’altro lato.
  6. Quando entrambi i lati saranno ben cotti e dorati, fatela raffreddare su un piatto o un tagliere, la farinata è pronta per essere gustata!

Ricordate di invitare ad assaggiare questa meraviglia a chi vi ha portato i funghi e chi vi ha aiutato a raccogliere la mentuccia, il tutto avrà un gusto migliore!

Emanuele Cavaiolo

 

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(a cura di Wateki Taliana Tobert)

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