Se osserviamo le erbe spontanee che crescono nel nostro terreno (anche in questo periodo estivo è bene farlo) possiamo capire molte cose e trarne un’analisi del terreno molto accurata. Lo sapevi che se cresce molta calendula nell’oliveto allora significa che il suolo è stato troppo spesso lasciato scoperto e che l’humus sta piano piano scomparendo dal suolo? Lo sapevi che se cresce tanto convolvolo nel tuo orto allora vuol dire che il suolo è molto compatto e ci potrebbe essere troppo azoto?

In questo articolo ti spiego come capire di cosa ha bisogno il tuo suolo, semplicemente osservando quello che cresce spontaneamente e senza spendere un centesimo. Vediamo subito come coltivare con successo e senza veleni il nostro orto, partendo dall’osservazione delle erbe.

Le piante bioindicatrici del suolo

Le piante spontanee, chiamate spesso erbacce (ma non lo sono, perché ci sono molto utili) non sono sempre le stesse ovunque nel campo, variano a seconda dello stato del suolo. Questo succede anche se nessuno ha seminato queste erbe. Come mai allora cresce questa erba piuttosto che un’altra? Come mai dopo aver fresato, vedremo spuntare nel nostro terreno una determinata erba che prima non c’era e ora cresce ovunque?

L’osservazione delle erbe in estate

Durante il periodo estivo è importante osservare le erbe spontanee che crescono sul nostro terreno, la tipologia del suolo infatti influenza le erbe che cresceranno in autunno. Ad esempio un suolo che si fessura, si spacca per via della siccità, farà crescere piante con radice a fittone, come la carota selvatica, tutte le cicorie o l’acetosa (rumex acetosa). Inoltre in un periodo di siccità, possiamo osservare le foglie delle nostre piante, l’intensità del colore delle foglie ci indica anche le risorse idriche disponibili nel primo metro di profondità: se le foglie sono di un verde intenso, questo indica più acqua nel primo metro.

Ogni erba cresce per un motivo

Ogni tipo di erba può crescere solo in particolari condizioni, solo con la giusta umidità, il terreno compatto oppure molto arieggiato, se ci sono molti sassi oppure no. Le condizioni fisiche e chimiche del suolo non sono mai uguali, cambiano anche a pochi metri di distanza. Infatti se osserviamo bene, possiamo notare come crescono piante spontanee diverse anche in campi confinanti. Per capire perché questo accade dobbiamo fare un passo indietro e ripercorrere la lunghissima e appassionante storia dell’evoluzione della flora terrestre.

Come sono nate le prime piante terrestri

Circa 400 milioni di anni fa la prima pianta terrestre fuoriuscì dall’acqua, almeno così dicono, io non c’ero. Queste piante, felci gigantesche, si sono dovute adattare e sopravvivere come possibile. È importante capire come le piante si sono evolute per capire il linguaggio del paesaggio. 

Per riprodursi le alghe sciamano direttamente nell’acqua e non appena le loro spore si incontrano nasce una nuova alga. Le piante terrestri non possono fare così perché là dove il polline maschile e femminile si incontrano non ci sono le condizioni ideali per la crescita di una giovane pianta. Ecco perché le piante terrestri hanno inventato il seme. Questa capsula permette al germe di rimanere in dormienza finché non arriva il momento giusto per germinare. 

Quindi, nel corso di milioni di anni, le piante terrestri hanno elaborato i meccanismi necessari alla creazione di un seme. Le piante morte si sono decomposte, creando suolo e migliorando man mano la fertilità. Le variazioni genetiche spontanee hanno permesso lo sviluppo dell’immensa diversità di piante che conosciamo oggi e ogni tipo di pianta è nata per crescere in condizioni particolari del suolo. Ad ogni nicchia ecologica le sue piante, ad ogni angoletto di terra nuda corrisponde una particolare specie.

analisi del terreno dalle erbe spontanee

è possibile fare l’analisi del terreno dalle erbe spontanee. Campo inerbito

Metodi per fare un’analisi del terreno

Il modo più comune di analizzare il suolo consiste nel prelevare una certa quantità di terra in più punti del terreno, mischiare insieme i campioni e spedire il tutto a un laboratorio di analisi chimica del terreno. Molto utile per chi è in grado di capire una analisi chimica, non sempre è una cosa facile da interpretare. 

Dobbiamo notare come, avendo mischiato più parti del terreno insieme, il laboratorio analizza un suolo che non esiste nella realtà. Le piante infatti non crescono nel terreno mischiato in questo modo. Una carenza oppure un eccesso di elementi nutritivi in un punto specifico del terreno potrebbe non essere notata da una analisi di questo tipo. 

Nel suolo, vari elementi influenzano la forma chimica degli elementi nutritivi. Le piante possono nutrirsi solo quando hanno la forma chimica giusta. Quindi quando si fa un’analisi del suolo presso un laboratorio si dovrebbero chiedere gli elementi nutritivi assimilabili e anche quelli non assimilabili. Spesso solo i primi (quelli assimilabili) appaiono nelle analisi, in molti allora comprano fertilizzanti pensando sia la soluzione. Invece lavorando il suolo con tecniche adatte, possiamo sbloccare la fertilità che non era assimilabile, e che quindi diventa disponibile per le piante. Fertilizzare a volte è inutile. Succede molto spesso così, specialmente quando il laboratorio che fa le analisi vende fertilizzanti.

Le analisi del terreno fatte in laboratorio sono molto precise ma anche costose e spesso per chi ha un orto non vale la pena spendere così tanto. Nel caso in cui notiamo una carenza nutritiva sulle foglie delle mie piante, se non riesco a risolvere diversamente, prelevo foglie e rami della pianta che è in sofferenza e mando in laboratorio per le analisi. Così so di preciso cosa manca a quella determinata pianta. Possiamo fare anche a meno del laboratorio, senza spendere nulla e senza essere super esperti.

Osserviamo semplicemente come si comportano le erbe selvatiche, ci indicano le condizioni del suolo. Le erbe sono un libro aperto davanti ai nostri occhi e non ci serve niente altro.  Vediamo come capire la lingua del paesaggio e delle erbe spontanee che troviamo. 

terreno coperto dal convolvolo

terreno coperto dal convolvolo a fiore bianco, Calystegia Sepium

Analisi del terreno guardando le piante

Esistono solo tre libri che descrivono precisamente l’integralità della flora europea e cosa ogni pianta indica sulla fertilità del suolo. L’autore di questa enciclopedia, Gerard Ducerf, è dottore botanico. Anche se non sono tradotti in italiano non importa, le belle e numerose foto a colori permettono di identificare facilmente le piante, possiamo usare traduttori automatici per aiutarci a tradurre le 3-4 frasi che ci interessano. Facile davvero. 

Anche senza questa enciclopedia si possono capire molte cose osservando la fisionomia delle piante spontanee. Una radice a fittone indica che il suolo è compatto, all’opposto un ciuffo di radici fini come dei capelli indica piuttosto un suolo molto arieggiato. Se le piante sembrano nanificate allora molto probabilmente il campo è stato troppo pascolato.

Indicazioni generali osservando le radici delle erbe:

  • radice a fittone: suolo molto compatto
  • ciuffo di radici fini: suolo molto arieggiato
  • piante nanificate: troppo pascolo nel campo

Vediamo qui di seguito alcuni esempi concreti. 

Cosa indica la calendula nell’oliveto

Calendula arvensis è un bellissimo fiore giallo o arancione. Le piace vivere nei campi ricchi di elementi nutritivi e di materia organica. Attenzione però: al sud e là dove cresce quasi come fosse una monocultura indica un suolo che troppo spesso viene lasciato nudo, scoperto, senza inerbimento. In questi casi indica una rapida perdita di humus.

  • Calendula arvensis: rapida perdita di humus, suolo scoperto
calendula arvensis

Calendula arvensis

Cosa indica la cicoria selvatica nell’orto

Madre di tutte le cicorie coltivate, questa bellissima pianta è un patrimonio genetico molto importante. Ama i terreni limosi e sabbiosi, il lungo fiume e terreni ricchi in azoto. 

Indica che il terreno è compatto e in eccesso di azoto. Il fosforo e il potassio sono poco assimilabili dalle piante.

  • Cicoria selvatica: indica un compattamento del suolo, eccesso di azoto
cicoria selvatica

cicoria selvatica

Cosa indica il grespino comune

Sonchus oletaceus è una pianta mellifera che ama i nostri orti, frutteti e vigneti. In Puglia abbellisce gli oliveti con il suo fiore giallo. Non confondere con Sonchus Arvensis, anche se entrambi amano i terreni umidi e anaerobici, il grespino comune (sonchus oletaceus) cresce quando c’è eccesso di azoto e potassio. In ogni caso, ogni volta cresce un tipo di grespino il terreno è compatto. 

Cosa indica il convolvolo

Qui parlo del convolvolo a fiore bianco, calystegia sepium. Se lo incontriamo nei nostri orti allora c’è un eccesso di materia organica che non si decompone, ma anche di nitrato di ammonio e di acqua. Purtroppo queste condizioni inducono spesso la trasformazione dell’alluminio e del ferro in una forma inquinante.  Non confondere con il convolvolo a fiore rosa, convolvulus arvensis.

fiore di convolvolo

fiore di convolvolo, calystegia sepium

Cosa indica la veronica comune nel frutteto

Veronica persica cresce quando il suolo è allo stesso momento ricco in elementi nutritivi di base (Potassio, Magnesio e Calcium) ma anche di azoto e in materia organica. La nostra amica Veronica ama i terreni compatti e leggermente anaerobiosi (privi di ossigeno). 

Se la vedete nei vostri campi allora probabilmente non serve più dare fertilizzanti ma piuttosto lavorare il suolo con attrezzi che ossigenano senza distruggere la struttura naturale del suolo. Non l’aratro quindi, magari un ripper, o una grelinette, a secondo del contesto.

Cosa indica la malva

Malva Sylvestris cresce nei terreni ricchi in elementi nutritivi. Alcuni di loro non saranno assimilabili dalle piante coltivate perché la malva indica anche un PH elevato e un suolo compatto. Il suolo è quindi ricco, c’è molta materia organica ma anche un profilo anaerobico.

fiore di malva

fiore di malva. Malva Sylvestris

Cosa indica la Mercorella Comune

Ben conosciuta degli ortolani, Mercurialis annua, o Mercola Comune, cresce là dove c’è erosione e mancanza di vegetazione. L’azoto e il potassio spariscono via con la pioggia. Questa pianta è un segnale molto forte dalla natura, una delle ultime difese del suolo. Se non si cambiano le pratiche agricole allora il terreno è a rischio di forme dì erosione molto grave. Purtroppo è molto comune vederla negli orti. Con un attrezzatura giusta si può lavorare il suolo e crescere il proprio orto con rispetto di tutte le forme di vita.

mercorella comune

mercorella comune (Mercurialis annua)

Acetosella nel mio terreno 

Quando cresce la Oxalis corniculata. l’acetosella, nei campi coltivati allora indica una perdita della fertilità e un rischio di erosione grave. Il suolo è troppo spesso nudo, bruciato dal sole. L’humus non c’è più. 

Euforbia nel suolo, cosa vuol dire?

L’euforbia calenzuola (Euphorbia helioscopia) si osserva nei vigneti e frutteti dove il suolo è bruciato dal sole o peggio, intossicato con prodotti velenosi. Farla sparire è facile, basta smettere di comprare veleni, fertilizzanti chimici e seminare un prato fiorito per proteggere il suolo. 

carota selvatica appena raccolta

carota selvatica appena raccolta (Daucus carota)

Perché cresce la carota selvatica 

Daucus carota, la carota selvatica, cresce nei terreni compatti, ma naturalmente ricchi di elementi nutritivi. Se cresce spontaneamente nel tuo orto allora devi cambiare la tua attrezzatura, potresti produrre di più. Prova ad arieggiare il suolo con una grelinette per l’orto o una forca vanga.

Con questi esempi hai la possibilità di capire il fabbisogno del tuo suolo per aiutarlo a rigenerarsi naturalmente. E possibile coltivare cibo sano in abbondanza senza alcun bisogno di prodotti chimici. La natura ci dà tutto quello che serve, basta a noi di rispettare l’ecosistema che ci ospita. Facile e interessante, si lavora con il corpo ma anche con la mente, diventa molto divertente stare nell’orto a occuparci del nostro suolo.

Emile Jacquet

Ndr: Emile Jacquet si sta impegnando a rigenerare il suolo in Africa con il progetto Fruiting the Desert. Puoi sostenere il suo lavoro, e quello di Abdoulaye, dalla pagina del progetto

Come valutare un buon terreno. Con Emile Jacquet (video)

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Libri
Guida all’analisi del terreno. Volume 1 (francese), di Gerard Ducerf
Che cosa raccontano le erbe infestanti, di Ehrenfried E. Pfeiffer

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