Il centocchio vi osserverà con cento occhi nelle vostre passeggiate alla ricerca di erbe, la stellina dei prati guiderà le vostre generose raccolte. In questo articolo imparerai a riconoscere il centocchio e a cucinarlo con due ricette tutte vegetali. 

Nomi del centocchio

Le specie più comuni e di maggiore interesse in Italia sono tre, utilizzate allo stesso modo e nella stessa misura: Stellaria media, Stellaria neglecta e Stellaria cupaniana. Il nome generico della pianta, Stellaria, si riferisce alla forma stellata dei fiori, mentre il nome della specie, media, cioè intermedia, si riferisce, probabilmente, alla taglia intermedia rispetto a quella di altre specie dello stesso genere. Il nome della specie neglecta, proviene, probabilmente, dal verbo latino neglego, cioè trascurare, non porre attenzione, quindi l’aggettivo latino neglecta sarebbe negletto, dimenticato, non considerato, trascurato, riferendosi al fatto che la specie, difficilmente distinguibile dall’affine Stellaria media, fu per lungo tempo trascurata.

Il nome della specie cupania, invece, è dedicata a Francesco Cupani (1657-1711), francescano di Palermo e uno dei primi studiosi della flora siciliana. Il nome volgare, morso di gallina o mordigallina, allude al fatto che le foglie e i semi della pianta sono molto appetiti da uccelli come galline, oche, anatre, piccioni e altri volatili.

Nomi dialettali del centocchio

Ha diversi nomi dialettali in tutta Italia, qui divisi per regione:

  • Campania: morviglina, morviglino, moscellina
  • Basilicata:  miggiardina
  • Friuli: centui, centuiss, centuviell, cintule, cintuviell, ciuntuviell, lissò
  • Emilia-Romagna: arbetta stella, centocchi, centone, erba dei galeini, erba pavareina, erba raneina, gllinella, grassagaleina, orecci d’ soregh, pavarina, zeintucc
  • Lombardia: boelli da gialina, centose, paarina, pavarascia, pavarazza, peverascia, peverazza, peverazzia, peverella, peverina
  • Veneto: erba oselina, pavarina, pavarino, zentidel, zentivel, zinzidel
  • Calabria: vudeju di gurpi, vudeju di muscu
  • Sicilia: erba di gaddini, mirichiddina, mursiddina minuri, oricchi di surci, puddicinara
  • Piemonte: canalina, erba canalina, cardlina, erba cardlina, erba dij canarin, erba pavarina, pavarascia, pavarino, pavarogna, pavaronia, paveronia, pavresu, pavrina, pavrun, penetauri pevronia, poriona, povrogna, purionna, puvrogna, puvronia
  • Sardegna: erba de puddas, erba di giaddina, erba puddina, erba pugionina, puddina
  • Marche: galinella
  • Liguria: anagallide, brutture, canta gaine, cardelina, erba canaina, erba ciaturuna, erba lugarina, pavejana, sancosto, 
  • Toscana: centocchio, centonchio, centonghio, centone, Budellina, cento vice, centovice, cintonchio, erba che fa cantar le galline, erba gallina, erba gallinella, erba paperina, erba piperina, gallinella, mordigallina, morso di gallina, morso di gallo, morsugallina, orecchio di topo, paperina, pizzagallina, pucinella, 
  • Abruzzo: cenducchia, cenduccia, galline grasse, menduccia, Scendorelli 
  • Puglia: beccagallina, morscellina 

Per non incorrere in errore fate riferimento sempre al nome scientifico, più specifico ed internazionale di quelli popolari. Ricordiamo che le piante hanno sempre un nome e un cognome (genere, in questo caso Stellaria, e specie, in questo caso sono tre di nostro interesse: media, neglecta e cupaniana).

Se conoscete altre denominazioni del centocchio, potete segnalare lasciando un commento in fondo all’articolo.

centocchio, erba spontanea

centocchio, erba spontanea

Centocchio nell’antichità

Nell’antichità e nel Medioevo il centocchio probabilmente non era conosciuto né menzionato, infatti non viene mai nominato nei testi, fino al XIX secolo quando Sebastian Kneipp, famoso fitoterapista bavarese, ne apprezza e ne vanta le proprietà calmanti delle irritazioni delle vie respiratorie. Da qui ne deriva anche la denominazione erba polmonaria.

“Questa erba si può chiamarla un’erba dei polmoni nel vero senso della parola, perché agisce come disciogliente ed eliminante del catarro o mucosità. Con questa erba si prepara un the, di cui si prende due volte al giorno una piccola tazza. Negli ingorghi polmonari l’efficacia di questo the è ancora più energetica aggiungendovi un terzo o un quarto di vino, anche un’aggiunta di coda cavallina o di piantaggine è ottime e opportuna”. Sebastian Kneipp, Codicillo al mio testamento per sani ed ammalati, Kempton

Come riconoscere il centocchio

Il centocchio si riconosce dai suoi fiorellini bianchi, caratteristici e a cinque petali, in realtà il fiore sembra averne dieci perché ognuno si divide in due. Quando in inverno non sono ancora presenti, potete aguzzare la vista nel verde dei prati per scorgere il suo portamento prostrato strisciante a terra e le sue innumerevoli foglioline ovali terminanti a punta.

Attenzione a non confondere il centocchio con l’anagallide dei campi (Anagallis arvensis), pianta non commestibile. Qui di seguito vediamo schematicamente le differenze in una foto. L’immagine ci fa capire subito come distinguere queste due piante molto simili.

Centocchio

  • fusto a sezione circolare
  • fiori bianchi
  • non presenta mai macchioline sulla pagina inferiore delle foglie

Anagalide dei campi

  • fusto a sezione quadrangolare
  • fiori arancioni o blu
  • a volte può presentare macchioline brune sulla pagina inferiore delle foglie
Differenze tra centocchio ed anagallide dei campi

Differenze tra centocchio ed anagallide dei campi

Caratteristiche del centocchio

Delle tre specie presenti in Italia, la specie media si trova in tutte le regioni, la neglecta in tutte le regioni tranne la Valle d’Aosta, mentre la cupaniana si può raccogliere nel Lazio, in Abruzzo, in tutte le regioni dell’Italia meridionale e in Sicilia. È molto comune negli incolti, aree antropizzate, margini di strade, coltivi e soprattutto nei terreni ricchi di composti azotati, dal livello del mare sino a 1600 metri circa. È una pianta erbacea, annuale o bienne, alta dai 10 ai 40 cm, con fusti gracili, prostrati e radicanti ai nodi che formano spesso un fitto intrico. Le foglie inferiori, intere, ovate a punta sono picciolate e opposte ai nodi, più grandi delle foglie superiori che si fanno progressivamente più piccole salendo lungo il fusto.

Il tempo di fioritura è primavera, autunno. I fiori sono formati da cinque petali bianchi, spatolati e profondamente bilobati (dando l’apparenza di avere 10 petali), generalmente sono più corti dei sepali nella specie media, mentre nelle specie neglecta e cupaniana i fiori sono solitamente più grandi con petali uguali o più lunghi dei sepali. Il frutto è una capsula ovoide, un po’ più lunga del calice. Ogni pianta può produrre in un anno circa 3000 semi bruni piccolissimi, ricercati dagli uccelli. I semi hanno un’alta capacità di germinazione e sono molto longevi, in caso di condizioni climatiche avverse, infatti, possono permanere nel terreno in uno stato di quiescenza fino ad 80 anni. 

Proprietà del centocchio

Il centocchio è ricco di tannini, saponine, ferro, calcio, potassio, selenio, magnesio, cromo, silicio, zolfo, zinco, manganese, cobalto e fosforo e vitamine A, C, D, E e del gruppo B, B1, B2, B3. Per la sua grande quantità di saponine, composti controversi tuttora oggetto di studio, se ne sconsiglia un uso in grandi quantità. Il contenuto di tali composti, secondo alcuni autori, è minore nei giovani getti e nelle parti apicali, quindi è consigliato raccogliere la pianta quando è più giovane. I semi sono ricchi di proteine e acidi grassi. Ha proprietà diuretiche, toniche, vulnerarie e lenitive, infatti sotto forma di unguento per uso topico, esterno, è ottimo per lenire i bruciori delle punture di insetti e anche le irritazioni e infezioni cutanee di altra natura. Viene utilizzato anche per contrastare la ritenzione idrica e contro la stitichezza.

fiore di centocchio

fiore di centocchio

Come si coltiva il centocchio

Di solito le foglie e i semi sono molto apprezzati dagli uccelli e provvedono loro alla propagazione della pianta. Vegeta in qualunque tipo di terreno sia umido che ben drenato, cresce molto bene in suoli fertili, ricchi di azoto e anche in suoli con pH alcalino. La pianta si riproduce molto facilmente per seme e tramite i fusti striscianti che a contatto con il suolo emettono, come succede per le fragole, radici avventizie che generano numerosi cloni, capaci di vita autonoma. I semi possono essere messi a dimora in piena terra o in vaso.

Il centocchio viene coltivato molto facilmente anche in vaso in una zona parzialmente ombreggiata, infatti non tollera il caldo afoso, anzi, teme i raggi diretti del sole. Posizionatelo in una zona riparata dal vento e, di inverno, possibilmente in un luogo ben riparato perché sopporta le temperature sotto lo zero. Per coltivarlo utilizzate un terreno sciolto, permeabile e drenante poiché la pianta è sensibile al marciume radicale e alla marcescenza degli steli striscianti se c’è un ristagno d’acqua. Mantenete il terreno sempre umido, soprattutto se coltivate il centocchio in vaso, con annaffiature frequenti e regolari, da effettuare al mattino presto o in tarda serata, facendo sempre attenzione a non bagnare le sue delicate foglioline. In breve tempo lo vedrete colonizzare ogni spazio formando un piccolo tappeto erboso verde con tanti fiori bianchi. Una via lattea di centocchio, grazie ai semi che matureranno e si auto semineranno.

Usare il centocchio in cucina

Il centocchio è buono crudo, si usa in cucina anche per fare degli ottimi pesti. Ricordate di raccogliere quest’erba quando è ancora giovane, sarà più tenera, più digeribile e con una quantità di saponine minore. È fenomenale crudo come insalatina invernale. Il centocchio ha un intenso sapore erbaceo e terroso, che ricorda gli spinaci e le bietoline fresche. Provate a proporla in succhi e frullati: è sbalorditivo. Viene utilizzato insieme ad altre verdure nella preparazione di zuppe e minestroni, oppure lessato e saltato in padella come gli spinaci. Se volete essiccarlo, raccogliete le foglie, i giovani getti e le parti apicali, facendole essiccare rapidamente. Procedete disponendo le parti della pianta in strato sottile affinché non si appiccichino tra loro e non anneriscano, in un luogo ombroso e ventilato o in essiccatore, conservando al riparo dalla luce e dall’umidità. Ricordate che da secco perde gran parte delle sue proprietà. Potete utilizzarlo per un’ottima tisana utile a liberare le vie aeree superiori intasate dai muchi.

Ricette con il centocchio

Queste due ricette (patate al centocchio e tartine al centocchio) sono molto semplici da preparare. Per le patate prezzemolate al centocchio basta sostituire il prezzemolo della ricetta tradizionale con il centocchio, mentre per i morsi di gallina, cioè le tartine al centocchio basta decorare le vostre tartine preferite con dei ciuffetti di centocchio. Per realizzare queste ricette avrete bisogno di foglie, giovani getti o parti apicali del centocchio, patate, pane e creme spalmabili a piacimento.

ricetta con il centocchio

Patate prezzemolate al centocchio. Ricetta e foto di Emanuele Cavaiolo

Ricetta delle patate prezzemolate al centocchio

Ingredienti

  • Foglie, giovani getti o parti apicali del centocchio
  • Patate
  • Acqua
  • Sale

Procedimento

  1. Immergere le patate in acqua ben salata, portando a bollore
  2. Quando le patate si lasceranno forare facilmente con una forchetta saranno pronte, scolatele, facendo attenzione a non ustionarvi e lasciatele raffreddare.
  3. Quando si saranno raffreddate spellatele e tagliatele a cubetti
  4. A parte tagliate finemente il centocchio, come fareste per il prezzemolo
  5. Mettete le patate in una ciotola e aggiungere il centocchio tritato, girando le patate per farle cospargere con la pianta, l’aggiunta di olio è opzionale
  6. Assaggiate e regolatevi a gusto. Personalmente carico la ricetta di centocchio, che ha un sapore terroso che si sposa perfettamente con le patate
  7. Semplicità e gusto rendono il piatto perfetto così com’è

Ricetta dei morsi di gallina, tartine al centocchio

tartine al centocchio

Morsi di gallina. Ricetta e foto di Emanuele Cavaiolo

Ingredienti

  • Foglie, giovani getti o parti apicali del centocchio
  • Pane, anche raffermo va benissimo
  • Olio
  • Crema spalmabile, patè o maionese vegetale a vostro piacimento

Procedimento

  • Ricavare delle piccole tartine quadrate dalla mollica di pane, rimuovendo la crosta. Fatele spesse al massimo un centimetro
  • Abbrustolire leggermente in padella con un filo d’olio, fino a doratura, solo un lato delle tartine
  • Quando saranno dorate, sul lato non tostato spalmate la vostra crema o paté preferito, io ho messo la mia maionese vegetale rosa all’Opuntia dillenii, che dà colore e un sapore acidulo che ricorda i lamponi
  • Completate le tartine piantando letteralmente dei ciuffi di centocchio sulla crema che li terrà attaccati. Le tartine sono pronte

Ora chiama i tuoi cari che è pronto, ma se qualcuno ti darà del pollo digli che i veri polli sono coloro che non hanno mai provato il centocchio!

Emanuele Cavaiolo (La Capra Selvatica)

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