La misticanza cotta è una delle ricette più semplici e usate per portare in tavola le erbe spontanee. In primavera si trovano tante erbe spontanee per questa ricetta. Si prepara scottando in poca acqua salata e per pochi minuti le varie erbe raccolte. Dopo averle scolate e strizzate per togliere l’acqua di cottura, si ripassano in padella o si condiscono direttamente. In padella si cuociono per qualche minuto con olio, aglio e peperoncino. Si possono anche condire a crudo usando gli insaporitori preferiti, un’accoppiata semplice e sempre gustosa sono olio e limone.

Ogni misticanza è diversa perché, raccogliendo le erbe selvatiche del momento, non si ripeterà mai la stessa ricetta. In questo articolo vediamo cinque erbe di primavera da utilizzare nella misticanza cotta.

misticanza di erbe spontanee

Misticanza di erbe spontanee appena raccolte

Costolina giuncolina (Hypochaeris radicata)

La costolina giuncolina o piattella si fa notare per le foglie turgide, croccanti e pelose, che formano rosette appiattite sul terreno. Si può consumare sia cruda che cotta, ma in questo caso ci concentriamo sul suo uso nelle misticanze. Va raccolta prima che vada a fiore perché è più buona. Meglio prelevare una parte delle foglie della rosetta senza tagliare l’intera pianta al colletto. In questo modo può continuare a fare fotosintesi e si rigenera velocemente, completando il suo ciclo vegetativo. In questo modo potremo avere altri raccolti, senza compromettere la sua sopravvivenza. Oltre ad essere gustosa e poco amara ha varie proprietà salutari e conserva una buona consistenza anche dopo la cottura. 

  • Per imparare a riconoscere le erbe spontanee ti segnaliamo il manuale Erbe spontanee, di W.Taliana Tobert, F.Della Giovampaola, F.Bellantoni, ed Gribaudo.

    libro erbe spontanee

    libro Erbe spontanee

Ortica (Urtica dioica)

L’ortica si fa notare per i suoi peli urticanti, dei quali non rimane traccia quando la cuciniamo. In realtà potremmo consumarla anche cruda, frullandola o pestandola per neutralizzarli. Si usano i germogli e le foglie giovani, che aggiungeremo alla misticanza cotta. Per l’alimentazione è una pianta eccezionale, dalle notevoli proprietà nutrizionali: è ricca di minerali e oligoelementi, vitamine, acidi organici e tante proteine (ne ha quante la soia e più della carne).

Altre informazioni sull’ortica in questo articolo: ortica, l’erba pungente dai mille usi

Piantaggine (Plantago lanceolata, Plantago major e Plantago media)

La piantaggine è un’erba molto diffusa ed è abbastanza probabile tornare a casa con un abbondante raccolto. Alle misticanze aggiunge un tocco speciale, visto che il suo sapore ricorda quello dei funghi champignon. Si riconosce abbastanza facilmente per le nervature delle foglie parallele al margine, che si percepiscono bene anche al tatto. Quando si staccano le foglie a mano, si sente uno schiocco deciso. Sono buone da mangiare anche le sue infiorescenze, quando la pannocchia è ancora compatta. Anch’esse hanno un inconfondibile profumo di funghi. 

Altre informazioni sulla piantaggine in questo articolo: piantaggine, l’erba che sa di fungo

piantaggine

Piantaggine, Plantago lanceolata

Tarassaco (Taraxacum officinale)

Il tarassaco è una pianta molto nota e utilizzata, ma per essere certi di identificarla bisogna verificare alcune caratteristiche, perché si può confondere con altre somiglianti. Le foglie sono riunite in rosette, hanno un colore verde scuro, sono polimorfe, sottili e senza peli. Se viene tagliato secerne un lattice bianco. Quando fiorisce è più semplice da riconoscere, per lo stelo unico per ciascun capolino di colore giallo e il soffione (pappo) che si sviluppa successivamente. Ma dopo la fioritura le foglie sono più dure, perciò cerchiamo di raccoglierlo prima. Sono molto conosciute le sue proprietà depurative. Aiuta il fegato, la milza e il pancreas.  

Altre informazioni sul tarassaco in questo articolo: tarassaco, l’erba amara da amare.

erbe spontanee. Il tarassaco

Erbe spontanee. Il tarassaco, Taraxacum officinale

Viola mammola (Viola odorata

La violetta ci regala una delle prime fioriture della stagione, è una delle piante che annunciano la primavera ed è facile notarla. Ma non è tanto noto che sia una pianta commestibile. I suoi fiori si possono mettere nelle insalate o cristallizzare e le foglie si consumano sia crude che cotte. Possiamo quindi aggiungerle alla nostra misticanza. Di violette ne esistono tante specie, difficili da distinguere, ma per fortuna tutte commestibili. Hanno foglie a forma di cuore, con il margine seghettato, di colore verde scuro. I fiori viola a cinque petali si riconoscono anche dal loro buon profumo. 

violetta

violetta, Viola odorata. Illustrazione di Giada Ungredda dal libro Erbe spontanee

Altre erbe da approfondire che puoi mettere nella tua misticanza

Francesca Della Giovampaola

Libro Erbe spontanee
Erbe spontanee,
di W.Taliana Tobert, F.Della Giovampaola, F.Bellantoni, ed Gribaudo

Come riconoscere erbe spontanee di primavera (video)

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Riconoscere erbe spontanee di primavera

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