Conosci la borragine? Borrago officinalis, meglio nota come “l’erba del coraggio”, è una fantastica erba spontanea che ti darà forza nelle scampagnate selvatiche e donerà tanto cibo alle api grazie ai suoi fiori blu. Vediamo in questo articolo le sue proprietà, come riconoscerla e cucinarla in una ricetta tutta vegetale.
Nomi della borragine
Il suo nome comune è borragine, mentre quello scientifico è Borago officinalis: il nome generico della pianta, cioè Borago, deriverebbe dal latino borra, stoffa di lana ruvida in riferimento alla ruvidezza delle foglie, o all’arabo abou, padre, e rash, sudore: padre del sudore, per via delle sue proprietà sudorifere. Apuleio lo fa derivare da una storpiatura di cor ago, proveniente a sua volta dal verso latino dicit borago: gaudia cordis ago, ovvero “disse la borragine: gioisco in cuor mio”.
Ha diversi nomi dialettali in tutta Italia, qui divisi per regione:
- Campania: vorraccia, vorragine, vorraina
- Friuli: buraze, malai
- Emilia-Romagna: boragna, borasa, borrasa, buraza, burazen, burazna, buresa, buresna, erba d’ la torta
- Lombardia: borai, borescena, borraina, borrana, burascena
- Veneto: borasene, boraso, borrasene
- Calabria: burraina, vurraina
- Sicilia: burraina, burrania, purraina, urania, vurraina
- Piemonte: boragia, burage, burai, burras
- Sardegna: burraccia, burrasca, burraxi, limba ‘e boe, limboina, limbuda, lingua rada, pizzacarrogu
- Liguria: borrana, bourai, burage, buraixa, buraxa, buraxu, burazena, burraise, burraxa
- Toscana: borragine, borrana, buglossa vera
- Abruzzo: burraggene, burraina, verraine
- Puglia: vurrani
Per non incorrere in errore fate riferimento sempre al nome scientifico, più specifico ed internazionale di quelli popolari. Ricordiamo che le piante hanno sempre un nome e un cognome (genere, in questo caso Borago, e specie, in questo caso officinalis). Se conoscete altre denominazioni della borragine, potete segnalare lasciando un commento in fondo all’articolo.

fiori di borragine: il meno comune bianco, blu e viola
Borragine nell’antichità
Questa pianta non è citata in testi storici, si pensa che sia stata introdotta nel Medioevo dall’Africa, o dal bacino occidentale del Mediterraneo, altre teorie fanno risalire la sua origine alla Siria. La monaca e filosofa naturalista Ildegarda di Bingen, nata nel 1098, ne esaltava le proprietà, ritenendola utile per risolvere problemi di udito e vista, applicandola più volte direttamente su orecchie e occhi. Alcuni autori pensano che il primo a descriverla e ad impiegarla a scopo curativo sia stato Sant’Alberto Magno nel XIII secolo. I celti la utilizzavano mischiandola al vino prima delle battaglie, per infondere forza e coraggio ai soldati. Anche i romani ne facevano largo uso, i suoi infusi allontanavano la malinconia, ristabilendo il buonumore. Nel medioevo veniva utilizzata anche per acuire la mente e la memoria, curare la depressione e per un’infinità di problematiche fisiche come attacchi di cuore, le febbri, i reumatismi o le affezioni bronchiali.
Curiosità sul nome della borragine
Secondo Plinio, la pianta si trova indicata anche nel seguente modo: ego borago (o borago ego) gaudia semper ago, che significa: io, borragine, porto sempre l’allegria, molto probabilmente in relazione alle virtù cordiali della pianta, peraltro confermate dallo stesso Plinio che la chiamò euphrosinum, cioè erba di allegria e gioia.
Oppure cor ago cor (cuore) e ago (agisco), per la sua capacità di sostenere il cuore scacciando la malinconia e la tristezza, mentre secondo l’origine etimologica celtica borrach (coraggio) ricorda il suo uso per infondere coraggio a coloro che partivano per le Crociate in Terra Santa. Il nome specifico, officinalis, indica le proprietà medicinali della pianta.
Come riconoscere la borragine
Riconoscere la borragine è molto semplice: se non per le sue foglie ovato-lanceolate vistosamente pelose e munite di nervature rilevate, la riconoscerete sicuramente dai suoi fiori a 5 petali, rosa non appena sbocciano, ma che poi, a fecondazione avvenuta da parte degli impollinatori, soprattutto api, cambiano colore per merito dei loro pigmenti antocianici diventando blu, per effetto della variazione del pH nel contenuto delle cellule. Esiste anche una varietà a fiori bianchi, provate a trovarla. I peli delle foglie della borragini sono molto tipici perché sono duri e grandi. Il colore della foglia è verde scuro, piacevole da guardare. Se prendiamo delle foglie e le rompiamo, odorandole, sentiremo un inconfondibile odore di cetriolo fresco. Per conoscere il periodo migliore di raccolta della borragine, puoi consultare gratuitamente il nostro calendario di raccolta.
- Può esserti utile: scarica il calendario di raccolta delle erbe
Caratteristiche della borragine
Originaria del bacino del Mediterraneo è comune in tutto il territorio italiano arrivando fino a 800 metri di quota, raramente fino a 1500, prediligendo i terreni concimati e gli ambienti ruderali umidi, sabbiosi o argillosi. È una pianta erbacea annuale, con fusti eretti, ramosi in alto, spesso venati di rosso, che può raggiungere i 70 cm di altezza. Tutta la pianta è caratterizzata dalla presenza di lunghe setole spinose, bianche, che la rendono ispida. Le foglie hanno lamina ovato-lanceolata, margine dentato, ondulato, e nervatura rilevata. Fiorisce già dall’inizio dell’inverno nelle regioni meridionali, dalla primavera in centro e nord Italia, fino a settembre, con fiori a 5 petali, riuniti in infiorescenze terminali, rosa appena sbocciano, che diventano blu ad impollinazione avvenuta.

rosetta basale di borragine
Proprietà della borragine
La borragine contiene molta mucillagine, resina, nitrato di potassio. Le sue proprietà medicinali variano secondo i periodi di vegetazione. Se si raccoglie giovane, in luoghi ombreggiati, ha proprietà emollienti per la molta mucillagine che contiene, raccolta in fiore è invece depurativa e sudorifera; raccolta quando il frutto matura, è diuretica, specialmente se vegeta in terreni secchi e ricchi di nitrato di potassio. Contiene anche alcaloidi pirrolizidinici, potenzialmente tossici per il fegato ma solo se consumati in grande quantità.
Parti utilizzate della pianta
- sommità fiorite
- steli
- foglie
Proprietà per la salute
- Antinfiammatorie
- Calmanti
- Depurative
- Depurative del sangue
- Diaforetiche
- Diuretiche
- Drenanti biliari
- Drenanti epatiche
- Emollienti
- Galattogoghe
- Lassative
- Rinfrescanti
- Sudorifere
- Toniche nervose
Cosa indica per il suolo la borragine
La borragine indica un terreno dove c’è stato un disboscamento, indica una buona materia organica e la presenza di nitrati nel suolo. Può indicare anche un ristagno idrico, può crescere in un suolo che trattiene troppa acqua ed è troppo umido per la maggior parte dell’anno. Questo eccesso di acqua impedisce il ciclo dell’azoto e le trasforma in nitrati potenzialmente pericolosi per il consumo umano (molto dipende dalla quantità di borragine che si assume). Il suolo dove cresce la borragine ha grande potenzialità, è naturalmente ricco di elementi nutritivi.
- Ti potrebbe interessare: erbe spontanee, cosa ci indicano nel suolo
Come si coltiva la borragine
Può crescere in qualsiasi tipo di suolo, l’importante è che le piante siano in pieno sole, in un intervallo di pH che va da 4.5 a 8.2. La pianta si riproduce molto facilmente per seme e la temperatura ottimale di germinazione è di 20 °C, alla quale i semi dovrebbero germinare entro i 5, 15 giorni. Vegeta in un intervallo di temperatura ottimale tra i 15 °C e i 22 °C. I semi vanno seminati direttamente a dimora in piena terra o in vaso. Si possono effettuare più semine a distanza di un mese, in modo da avere sempre a disposizione piante giovani con foglie tenere per il consumo. È molto utile annaffiare la pianta da maggio ad agosto in piena terra, mentre in vaso si anticipa ad aprile e si posticipa fino a ottobre, durante l’inverno non sono necessarie annaffiature, ma cercate di mantenere sempre il suolo umido, così facendo le foglie saranno più tenere.
- Ti potrebbe interessare: mentuccia o nepeta, caratteristiche e riconoscimento

ravioli alla borragine. Foto e ricetta di Emanuele Cavaiolo
Usare la borragine in cucina
Della borragine si utilizzano i fiori, le foglie, i fusti succosi e i semi (molto usati in cosmetica). Se la si vuole provare cruda è meglio raccogliere le foglie piccole, ancora tenere e non molto ispide, dal fresco sapore di cetriolo e i suoi fusti opportunamente spellati, che risultano un po’ viscidi. La borragine si può mangiare anche cotta, dopo una leggera scottata utile ad eliminare la peluria che ricopre foglie e gambi, come contorno dal sapore erbaceo e delicato che ricorda gli spinaci, e come per l’ortica, ha sentore di pesce ed alga, quasi marino. La cucina popolare regionale è ricca di ricette con la borragine che comprendono preparazioni con foglie e fiori. Ideale da sola o nelle zuppe o come elemento base per i ripieni, infatti nelle langhe sono molto ricercati gli agnolotti con la borragine, mentre le foglie più grandi possono essere utilizzate come involtini.
Molto comune in Germania l’utilizzo della borragine come verdura, in una specialità di Francoforte chiamata grüne Soße, cioè salsa verde, nelle regioni spagnole di Aragona e Navarra, a Creta e in Liguria, utilizzata nel ripieno di ravioli e dei tipici pansoti liguri. In Campania è tipica una zuppa di lenticchie e borragine, mentre si utilizza per insaporire i cetriolini in salamoia in Russia e in Polonia. Se volete essiccarla, raccogliete le foglie più tenere, prima delle fioritura, facendole essiccare rapidamente, in strato sottile affinché non si appiccichino tra loro e non anneriscano, in un luogo ombroso e ventilato o in essiccatore, conservando le foglie secche, o la polvere ottenuta tritando, al riparo dalla luce e dall’umidità.
Ravioli ripieni di ricotta di mandorle e borragine al pomodoro (giganti coraggiosi)
Ingredienti
- Foglie di borragine
- Farina
- Acqua
- Sale
- Olio
- Mandorle ammollate e spellate o già pelate
- Succo di limone
- Salsa di pomodoro o ancora meglio conserve di pomodoro fatto in casa
Procedimento
- Per la ricotta di mandorle seguite la ricetta di questo video.
- Per la sfoglia dei ravioli unite farina di grano tenero o semola all’acqua finché non ottenete un impasto liscio e facilmente lavorabile a mano
- Lavate bene le foglie foglie tenere di borragine e privatele della nervatura centrale
- Cuocete la borragine in abbondante olio a fuoco basso e fate appassire
- Preparate la sfoglia con il mattarello o con una macchinetta manuale per pasta
- Strizzare un po’ la borragine appassita ed unitela alla ricotta di mandorle, regolatevi a gusto se volete più ricotta o borragine nel ripieno, non c’è una regola
- Componete i ravioli aiutandovi con un coppapasta o con uno stampino per ravioli, io li ho fatti enormi!
- Cucinate a parte il sugo o salsa di pomodoro, io ho utilizzato un barattolo di datterini non ibridi locali, eccellente, fatta da me, che ho lanciato in padella con olio e cotto senza togliere le pellicine, volevo qualcosa di più rustico
- Portata a bollore acqua salata e inserite i ravioli piano senza farli attaccare tra di loro, quando saranno leggermente lucidi, dopo circa 5 minuti, sono pronti per essere mantecati con il sugo
Sono molto leggeri e gustosi, vanno via che è un amore, e se avanzano potete congelarli e consumarli quando la borragine non sarà più di stagione, ma ora che sono pronti, tu sei pronto ad affrontare a tavola i giganti coraggiosi?
Ricetta frittata di borragine
Ingredienti (per 4 persone)
- 250 g borragine
- 80 g ricotta
- 50 g Parmigiano grattugiato
- 6 uova
- q.b. sale
- q.b. olio EVO
Preparazione frittata di borragine
Staccate tutte le foglie della borragine, lavatele sotto acqua fredda e riponetele in uno scolapasta. Una volta sgocciolate, sbollentatele in acqua salata per circa 10 minuti, quindi scolatele, tagliatele grossolanamente e mettete da parte.
Sbattete le uova con il formaggio grattugiato, la ricotta e un pizzico di sale. A questo punto, versate la verdura cotta nel composto e mescolate ancora per qualche minuto.
Adesso trasferite il tutto in una padella antiaderente unta con un goccino di olio, coprite con un coperchio e lasciate cuocere a fiamma moderata per 4-5 minuti.
Appena la frittata inizierà a rapprendersi in superficie, capovolgetela e lasciatela dorate anche dall’altro lato. Una volta cotta, trasferitela su un piatto da portata.
A piacimento, guarnite la frittata di borragine con i suoi fiorellini, tagliatela a spicchi e gustatela calda o tiepida.
In alternativa, potete preparare la frittata di borragine anche al forno: basterà versare il composto in una pirofila leggermente unta di olio, oppure foderata di carta forno, e cuocere a 180 °C per 25 minuti.
La frittata di borragine si conserva in frigorifero, ben coperta con un foglio di pellicola trasparente, per 2 giorni al massimo.
Emanuele Cavaiolo (La Capra Selvatica)
Libro erbe spontanee
Erbe spontanee. Riconoscerle, raccoglierle e conservarle di W.Taliana Tobert, F.Della Giovampaola, F.Bellantoni, ed Gribaudo
Leggi anche
Erbe spontanee commestibili
Portulaca, coltivazione, caratteristiche e ricette
Nepeta: caratteristiche, riconoscimento e ricette
Video sulle erbe spontanee
Erbe spontanee: la borragine
Facciamo foraging, conosciamo tre erbe selvatiche
Erbe spontanee nell’orto, risorsa da raccogliere
Fiori da mangiare
Erbario
Scarica l’erbario in pdf (a cura di Wateki Taliana Tobert)
Calendario di raccolta delle erbe
Canale Youtube Bosco di Ogigia
Iscriviti al canale Youtube

Provincia di Taranto
Burrascina
Grazie Silvia!