Nell’orto e nel frutteto una buona produzione di compost è una pratica quasi imprescindibile. Permette di restituire humus al suolo coltivato e di recuperare tutti gli scarti vegetali prodotti in casa e fuori. Il risultato finale del processo di compostaggio è un terriccio fertile e facile da usare sia in giardino che nell’orto. Esistono grandi impianti di compostaggio, ma è possibile attivare questo processo di fermentazione e trasformazione di materie organiche anche in piccoli impianti domestici

Come fare il compost

Gli ingredienti base del compostaggio sono la materia organica, l’ossigeno e l’acqua. in pratica per fare il compost dobbiamo nutrire, far respirare e idratare una marea di macro e micro-organismi terricoli a cui è affidata la trasformazione degli scarti in terriccio fertile. Il processo richiede alcuni mesi (circa quattro mesi, ma i tempi possono variare) e un po’ di lavoro con la movimentazione della materia organica.


La compostiera

La scelta è vasta. Dalle compostiere appositamente progettate per il compostaggio domestico ad un semplice cumulo di materia a terra. Un buon compromesso sono le compostiere a forma cubica che è facile costruire da sé recuperando bancali di legno. Sono più efficienti anche di quelle in plastica perché permettono una maggiore circolazione di ossigeno.

Semenzaio con compost

Semenzaio con compost

Le fasi di lavoro del compost

Per avere il compost è necessario creare un mix equilibrato tra materiale secco e materiale umido, mescolare saltuariamente per ossigenare e mantenere il giusto grado di umidità. Dai materiali più svariati, dopo qualche mese avremo un materiale scuro, profumato e omogeneo, frutto del lavoro di una grande varietà di esseri viventi, dai lombrichi, ai funghi, ai batteri.

stratificazione in una compostiera

stratificazione in una compostiera

Perché fare il compost

Il compost è una materia preziosa che tutti possiamo produrre. I vantaggi nel fare il compost sono molteplici: trasformiamo un rifiuto in risorsa, risparmiamo soldi pubblici, combattiamo il cambiamento climatico e l’erosione del suolo, creiamo suoli sani per cibo sano.

Cosa serve per fare il compost

1) un contenitore grande almeno 1 metro cubo per raggiungere una massa critica che faccia attivare correttamente i processi
2) materiale umido
Scarti di cucina, sfalci d’erba, foglie fresche, ecc.
3) materiale secco
Fieno, paglia, erba secca, fazzoletti di carta, materiale legnoso di piccole dimensioni, segatura, foglie secche.
4) acqua
il compost ha bisogno di mantenere una umidità costante che favorisca le forme di vita. Se è troppo secco o troppo umido si ferma la decomposizione o si attivano processi di marcescenza. Il compost perciò va protetto dagli eccessi di sole e pioggia.
5) ossigeno
Serve per attivare la fase termofila, è il combustibile per i processi aerobici. Se manca ossigeno si attivano processi anaerobici non funzionali al corretto processo di compostaggio.

 

Compost maturo

Compost maturo pronto per l’uso in orto o giardino

Lista di materiali che possiamo compostare

  • Sfalci d’erba (materiale verde, umido)
  • Avanzi cibo (materiale verde, umido)
  • Piante verdi (materiale verde, umido)
  • Carta e fazzoletti facilmente degradabili (materiale secco)
  • Ramaglie potature (materiale secco)
  • Paglia, fieno secco (materiale secco)
  • Fondi di caffè, cenere, gusci tritati (materiale secco)

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Il modello del bosco, dove si crea il miglior humus

Bosco sul monte Amiata

Bosco sul monte Amiata. Nel bosco si crea il miglior humus

La miglior pacciamatura è quella del bosco, qui si crea un humus ricco e biodiverso, un terriccio fantastico che profuma, appunto, di bosco.  L’odore ci dice molto sul nostro compost: se sta venendo bene avvertiremo un profumo di bosco, è indizio che il nostro processo di compostaggio è andato a buon fine.

“Il bosco è, secondo la definizione del Vocabolario Treccani,  una associazione vegetale di alberi selvatici di alto fusto (e inoltre di arbusti, suffrutici ed erbe, che più propriamente costituiscono il «sottobosco») su una notevole estensione di terreno”.  Nel bosco avviene la massima esplosione energetica. Piante, animali, funghi, microrganismi qui si sviluppano, crescono, moltiplicano più che in ogni altro ecosistema. Osservando cosa avviene nel bosco possiamo organizzare il nostro terreno, capire come si forma l’humus e quindi ricrearlo creando il compost e coltivando per rispondere ai nostri bisogni, in modo da riprodurre, il più possibile, i processi che portano il suolo del bosco a sostenere tutta quella vita.

(Francesca Della Giovampaola)

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