Un buon momento per fare il sovescio è il periodo autunnale (idealmente entro fine ottobre, come sempre dipende dal clima). Questa pratica colturale ci aiuterà a fertilizzare il suolo e quando andremo a coltivare a inizio primavera troveremo delle aiuole fertili, con una buona struttura per accogliere le colture da raccolta.

Quando si parla di rigenerazione del suolo non si può ignorare la pratica del sovescio, è un tipo di coltura fortemente consigliata sia in orticoltura biologica che per chi gestisce piccoli orti familiari. Vediamo in quest’articolo cos’è il sovescio e cosa sono le colture di copertura (cover crops).

Cos’è il sovescio

Il sovescio è una coltura a perdere, che non è destinata alla raccolta, che ha lo scopo di proteggere e migliorare il suolo. Le piante usate per questa pratica sono soprattutto leguminose, graminacee e brassicacee che dopo esser state falciate o allettate al terreno, vengono incorporate nel suolo per migliorare struttura e fertilità. Il sovescio oltre ad avere un’importante funzione fertilizzante, protegge il terreno e tenendolo coperto (una pacciamatura viva) e consente di contenere le erbe spontanee.

Tipi di piante per il sovescio

Tra le piante da sovescio, le famiglie più usate sono leguminose (apportano azoto e sono le più usate), graminacee (apportano carbonio), brassicacee (ha una funzione nematodicida, di riduzione dei nematodi e di arieggiamento del suolo) o crucifere. In genere si prepara un mix che abbia leguminose, brassicacee e graminacee.

Leguminose

  • favino
  • fave
  • trifoglio
  • veccia
  • pisello
  • soia
  • fagiolo
  • erba medica

Graminacee

  • grano
  • avena
  • segale
  • orzo
  • sorgo

Brassicacee

  • senape bianca
  • colza
  • daikon

Altre piante

  • facelia
  • grano saraceno
area di sovescio

area destinata al sovescio al Bosco di Ogigia

Come il sovescio fertilizza il suolo

Vediamo il concetto base che rende il sovescio utile per il nostro suolo e qual è la sua azione fertilizzante: molte piante leguminose come l’erba medica, la soia, i fagiolini, piselli, hanno una straordinaria capacità di catturare l’azoto atmosferico e di rilasciarlo nel terreno. Quando una coltivazione di questo tipo viene incorporata nell’orto, un nuovo importante apporto di azoto diventa disponibile per le nostre piante. Quando alle piante leguminose vengono aggiunti anche dei cereali come avena, segale, frumento, etc., i resti delle coltivazioni forniscono non solo azoto ma anche importante materia organica carboniosa. Dunque il sovescio può essere considerato un vero e proprio ammendante, un concime, al pari del letame o del compost.

Vantaggi del sovescio

Il grande vantaggio del sovescio è che per apportare questi benefici all’orto non abbiamo bisogno di particolari lavorazioni, se non la semina e lo sfalcio e poi l’eventuale interramento della coltura. Uno svantaggio potrebbe essere che questa pratica colturale occupa uno spazio di una coltura da raccolta e il tempo che va dalla semina all’interramento può variare dalle sei settimane a una stagione completa a seconda della specie che selezioniamo. Di norma si attendono un paio di settimane dopo l’integrazione con il suolo nei primi cinque centimetri, questo per consentire ai microrganismi di decomporre la materia organica e rendere disponibile l’azoto per le piante. Quindi anche se siete abituati ad usare concimi come compost o letame, non dovreste ignorare l’idea di trarre vantaggio dall’azione fertilizzante delle piante leguminose o altre piante da sovescio.

Elenco di benefici del sovescio

Arrivati a questo punto è chiaro quanto sia importante fare un sovescio per i nostri suoli. Vediamo di elencare i benefici di queste cover crops

  • Riduzione dei costi di concimazione
  • Aumento della fertilità del suolo
  • Contenimento delle erbe spontanee
  • Diminuzione dell’erosione superficiale
  • Conservazione dell’umidità
  • Minor perdita di elementi nutritivi
  • Aggiunta di materia organica al suolo
  • Miglioramento della struttura del terreno
pianta di favino in crescita

pianta di favino da sovescio in crescita

Quando fare il sovescio

Le colture da sovescio si possono fare quasi durante tutto l’arco dell’anno, anche se le semine più comuni sono quelle all’inizio dell’autunno. Di norma si semina un sovescio nel mese di ottobre. Si può fare un sovescio anche quando l’inverno sta finendo oppure ad inizio primavera (sovescio estivo). Si può fare un sovescio in un’aiuola che vogliamo lasciare a riposo per un’intera stagione, oppure in una zona dell’orto che vogliamo rigenerare prima di seminare o trapiantare colture ad alto consumo di sostanze nutritive del suolo (alti consumatori). Il sovescio potrebbe anche avere utilità di “tappabuchi” nell’orto, infatti è sempre bene non tenere il suolo scoperto e praticando un sovescio possiamo rigenerare il terreno ed evitare che questo rimanga non protetto da piogge, dilavamento, esposizione eccessiva al sole. Il grano saraceno, ad esempio, è un ottimo sovescio che permette di aumentare l’attività biologica del suolo e allo stesso tempo contenere le erbe spontanee.

Sovescio nelle rotazioni

Nel progettare una rotazione colturale possiamo inserire anche il sovescio, questo tipo di coltura bilancia la fertilità del suolo che viene ridotta da colture cosiddette alte consumatrici (come ad esempio pomodori, melanzane, cavoli, peperoni, meloni, cocomeri etc.). È sicuramente una maniera economica e molto efficace di fornire azoto all’orto se paragonata all’uso del compost o del letame, soprattutto se questi elementi arrivano dall’esterno del nostro sistema e dobbiamo quindi acquistarli.

aiuola di sovescio appena interrata

aiuola di sovescio appena interrata

Sfalcio e interramento del sovescio

Di norma si integra il sovescio nel suolo dopo averlo trinciato, si può anche falciare e lasciare decomporre le piante lentamente sopra l’aiuola. In entrambi i casi il momento migliore per il taglio è subito prima della fioritura o all’inizio di questa, in questo momento infatti la pianta avrà immagazzinato il massimo di azoto da fornire al suolo. In questo stadio il sovescio è anche giovane e tenero, è facile da interrare e sarà più agevole la decomposizione. Al Bosco di Ogigia abbiamo sperimentato due tipi di interramento: dopo aver falciato una parte del sovescio a mano, con un falcetto, siamo passati con un motocoltivatore e la fresa posizionata all’altezza massima. Una veloce passata superficiale con la fresa ha consentito di svolgere in pochi minuti un interramento del sovescio nei primi cinque centimetri di suolo. Usando la fresa è molto importante che la velocità sia impostata al minimo per evitare di polverizzare troppo il suolo. Un altro metodo di integrazione con il suolo è lo sfalcio e la coperture dell’aiuola. Abbiamo usato una barra falciante per tagliare il sovescio alla base e lasciarlo sull’aiuola. Successivamente abbiamo coperto con un telo per favorire la decomposizione. Nel giro di circa due settimane il nostro suolo era pronto per le lavorazioni e le successive colture.

Le fasi di interramento e falcio sono mostrate in questo video.

Batteri che aiutano a fissare l’azoto

Le leguminose non fissano in automatico l’azoto nel terreno, come spesso accade in natura si lavora in sinergia. Ecco che in questo fantastico processo naturale intervengono i batteri del genere “Rhizobium” e altri microrganismi azotofissatori che formano dei noduli sulle radici delle piante per permettere lo scambio con l’azoto. C’è la possibilità remota che questi batteri non siano nel nostro suolo, è possibile infatti inoculare il terreno se necessario. Questi batteri creano la propria dimora proprio nelle radici delle piante ospiti e sono ben visibili perché formano dei noduli bianchi all’apice delle radici del sovescio (vedi foto radici favino).

Non è possibile stabilire quali siano i sovesci migliori perché le esigenze di fertilità del suolo cambiano in ogni azienda agricola, in ogni campo. Dal libro Agricoltura organica e rigenerativa, di Matteo Mancini

batteri azoto fissatori

dettaglio dei noduli delle radici di una pianta da sovescio (batteri azotofissatori)

Leguminose nell’agricoltura sintropica

Principi e tecniche dell’agricoltura sintropica (vedi studi e pratiche di Ernst Götsch) fanno un largo uso di piante leguminose (fave, favino, piselli, etc.) sia per arricchire il suolo che per stimolare la crescita delle piante. Per semplificare possiamo dire che si effettua una pratica simile a quella del sovescio ma con delle varianti: le leguminose vengono usate come piante di supporto su cui intervenire con azioni di disturbo mirate. Si effettuano sfalci e capitozzature prima della fioritura per far in modo che la pianta possa rilasciare molti essudati radicali in grado di stimolare la crescita delle piante limitrofe, la materia organica tagliata viene lasciata al suolo.

Le pratiche di disturbo sulle leguminose in agricoltura sintropica

  • prima capitozzatura quando la pianta inizia a crescere
  • sfioritura, si tolgono tutti i fiori in aprile
  • sfalcio a fine ciclo

Sovescio del Bosco di Ogigia

Al Bosco di Ogigia, grazie all’aiuto di Matteo Cereda di Orto da Coltivare, e con il supporto di Carlo Cappelletti a fine settembre 2021 abbiamo seminato un sovescio misto. Abbiamo prima preparato il terreno con una fresa, facendo una lavorazione molto superficiale e poi abbiamo livellato con un rastrello e seminato il mix di sovescio.

“Con un mix di semi possiamo svolgere più funzioni e avere più benefici per il suolo: coprire il terreno, apportare azoto, lavorarlo meccanicamente con le radici e anche allontanare i nematodi. Al Bosco di Ogigia abbiamo scelto un mix di semi per coprire queste funzioni: abbiamo usato trifoglio, lupino, daikon, avena, veccia e favino. Di norma si mettono almeno tre semi diversi per un buon mix di sovescio”. Matteo Cereda.

Successivamente, a marzo del 2022 insieme a Carlo Cappelletti abbiamo proceduto all’interramento e all’integrazione nel suolo delle colture testando due diverse tecniche: la fresatura e il semplice sfalcio. Abbiamo poi coperto il terreno con un telo in attesa del momento giusto per i trapianti.

“L’importante, quando facciamo questi lavori con fresa e motocoltivatore e lavoriamo la terra, è salvaguardare i sentieri. Il sentiero mette in contatto le aiuole. Le micorrize nascono e crescono sotto i nostri sentieri, quindi prendiamocene cura come della striscia coltivata”. Carlo Cappelletti

Abbiamo documentato i lavori nell’orto tramite una serie di video che trovate qui sotto.

  1. Preparazione e semina (video)
  2. Interramento e integrazione nel suolo (video)

Qui trovate anche un approfondimento sul tema del sovescio estivo: cos’è e come fare il sovescio estivo (video)

Filippo Bellantoni

Interramento sovescio al Bosco di Ogigia (video)

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Guida
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Libri
La Cura della Terra, di F.Della Giovampaola,
ed Mondadori 
Agricoltura organica e rigenerativa, di Matteo Mancini.
Ed. Terra Nuova
Coltivare bio con successo, di Jean-Martin Fortier. Ed. Terra Nuova
Il mio orto biologico, di Francesco Beldì, Enrico Accorsi. Ed. Terra Nuova

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