Le gelate, ovvero le temperature che scendono sotto allo zero, sono un problema nell’orto soprattutto se non ci siamo preparati in tempo, già da novembre e dicembre possono verificarsi. Alcuni ortaggi sopportano bene la colonnina sotto allo zero, per altri il freddo è letale o crea importanti danni alla pianta. Per proteggerci e limitare i danni ci sono diverse strategie da seguire. Sono strategie strutturali o protezioni da mettere in campo al momento. Vediamo nell’articolo entrambe le possibilità.

Tunnel e serre contro il freddo 

Contro il freddo la prima cosa che viene in mente è una serra. Si tratta di una struttura trasparente che fa passare la luce e trattiene il calore all’interno. Dentro ad una serra c’è sempre qualche grado in più che all’esterno, così le piante che ne sono coperte in genere evitano le gelate. Una serra può essere anche riscaldata, in questo caso abbiamo la possibilità di proteggere e coltivare piante non adatte al periodo o alla latitudine.

Esistono tanti tipi di serre. Ci sono quelle molto grandi per uso prevalentemente professionale, ci sono serre piccole che vengono utilizzate per i semenzai, per anticipare la produzione di qualche verdura estiva o per ricoverare piante in vaso sensibili al freddo.

insalate colpite dalle gelate di dicembre

insalate colpite dalle gelate di dicembre

Una serra può essere auto-costruita o acquistata, già pronta in tutte le sue componenti. Ci sono diversi sistemi fai da te, il più semplice è la costruzione dei tunnel. In un orto domestico un tunnel può essere sistemato in pochi minuti per proteggere un’aiuola.  

Le coltivazioni su un letto stretto e lungo si prestano bene a queste coperture estemporanee. Per montarle sono necessari degli archetti e un telo di protezione, che può essere in plastica trasparente, in tessuto non tessuto o può trattarsi di un telo anti insetto dalla trama abbastanza fitta da costituire anche un riparo dai venti freddi.

Gli archetti possono essere acquistati già pronti o realizzati in materiali vari, anche di recupero. Si possono fare con dei tubi per l’acqua semirigidi, piegando i tondini di ferro per uso edilizio o utilizzando rami flessibili. 

pacciamatura di foglie nell'orto

pacciamatura di foglie nell’orto

Pacciamatura, il cappotto dell’orto

La pacciamatura, ovvero la copertura della terra e della base delle piante con un materiale vegetale è molto efficace contro il freddo. È un sistema  ancora poco utilizzato, ma si tratta di una vera e propria coperta che protegge il suolo dal freddo e, quindi, impedisce che il gelo raggiunga le radici. La pacciamatura può salvaguardare anche la parte aerea della pianta,  pensiamo al grumolo bianco dei finocchi, sensibile al gelo, che può essere facilmente riparato con foglie, paglia o fieno. 

Proteggere gli ortaggi dai venti freddi

Da gelo ci si protegge anche con metodi più strutturali che vanno programmati per tempo. Le siepi o le alberature fatte crescere sui lati di ingresso dei venti freddi possono mitigare la condizione climatica di un campo. Anche i muri e muretti a secco aiutano a difendersi dai venti freddi, inoltre hanno la capacità di accumulare il calore del sole e di restituirlo nelle ore notturne. 

Persino la consociazione tra ortaggi diversi può aiutare a difendere alcuni dal freddo grazie alla presenza degli altri. Per esempio i cavoli che crescono belli grossi possono difendere le insalate fatte crescere in mezzo a loro. 

Gelate di dicembre: la posizione dell’orto 

Fondamentale è la scelta della posizione in cui far crescere l’orto, che condiziona la quantità di ore di luce disponibili. Vanno preferite le esposizioni a sud o sud est o sud ovest. La scelta della posizione potrebbe non essere possibile perché lo spazio dell’orto è già stabilito. In tal caso sarà comunque importante essere consapevoli delle ore di luce disponibili, di eventuali zone d’ombra, delle caratteristiche climatiche del luogo.

finocchi colpiti dalle gelate

finocchi colpiti dalle gelate

Il suolo fertile aiuta contro il gelo

Anche la condizione del suolo predispone più o meno al pericolo delle gelate. Una terra ricca di humus e di materia organica è meno soggetta a subire l’effetto delle temperature rigide. Un suolo molto argilloso e poco fertile è più esposto alle escursioni termiche. Non a caso una terra ricca di argilla viene definita terra fredda.

Conoscere il clima della zona

Per prevenire i danni delle gelate la cosa più importante è essere consapevoli del clima del proprio territorio. Il clima è un punto di riferimento più stabile rispetto all’andamento delle singole stagioni. Al netto del cambiamento climatico, che sta modificando i punti di riferimento, conoscere la storia climatica del nostro territorio è fondamentale per evitare errori.

Possono verificarsi diversi anni consecutivi senza gelate importanti, ma se in passato queste si sono verificate è molto probabile che accadano di nuovo e in modo imprevedibile. Quindi l’eventualità andrà sempre tenuta presente.

Conoscere l’andamento generale del clima non basta, bisogna approfondire anche il microclima specifico del luogo in cui ci troviamo. Nel caso del Bosco di Ogigia, per esempio, non è sufficiente conoscere le medie e gli estremi climatici del comune di Montepulciano. Serve anche sapere che il campo si trova in un fondovalle, è soggetto a nebbia e umidità e che l’aria fredda ristagna più facilmente. 

Scelta degli ortaggi da coltivare

Anche decidere di coltivare ortaggi poco adatti alle temperature locali espone al rischio gelate. Una stagione più fortunata può permetterci di coltivare piante sensibili al gelo, ma se ci troviamo in una zona non idonea ad una pianta dobbiamo essere pronti a vederla rovinare o morire per il freddo. 

Gli ortaggi possono adattarsi al clima in cui vengono cresciuti attraverso la selezione dei semi. Per questo è importante, quando possibile, produrre i propri semi, così che provengano da piante con una esperienza nel nostro clima. Le piante hanno una memoria che si trasmettono generazione dopo generazione. A volte scegliamo piantine interessanti senza considerare il loro adattamento climatico. Ben vengano le sperimentazioni, ma è utile non puntare troppo su una pianta di cui non conosciamo ancora le esigenze climatiche. 

Periodi critici per le gelate (dicembre-marzo e aprile)

Le gelate più pericolose sono quelle che si verificano anticipatamente e tardivamente. Le gelate di dicembre o di novembre, oppure quelle a marzo, quando alcune piante sono in fase di fioritura. Le piante, per difendersi dal freddo, vanno in una specie di letargo. In autunno recuperano tutte le sostanze utili dalle foglie, le accumulano nelle parti permanenti e poi si interrompono quasi completamente le loro attività. Se una gelata arriva prima che questo processo si sia completato, subiranno un danno. Il danno sarà grave anche se le gelate si verificano quando le piante hanno ripreso la loro attività. Particolarmente pericolose sono le gelate che arrivano con le piante in fase di fioritura. Attenzione quindi alle gelate di dicembre e a quelle di marzo-aprile (a me è capitato anche ad aprile!)

Questo processo di accumulo delle sostanze di riserva e fase dormiente riguarda anche gli ortaggi perenni. Gli asparagi, per esempio, seguono un ritmo molto simile agli alberi. In autunno fanno ingiallire e morire le loro foglie, accumulando zuccheri nelle radici (le cosiddette zampe). In primavera riparte l’attività ed emergono i turioni.

In questo articolo puoi approfondire come affrontare le gelate tardive 

Francesca Della Giovampaola

Come difendere le piante dal gelo (video)

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