I carciofi sono una pianta perenne che può rimanere nello stesso campo per molto tempo. In estate, con il gran caldo, la pianta si riposa e sembra scomparire. Ma appena le giornate cominciano ad accorciarsi ecco spuntare le foglie tenere dei carciofi per un nuovo ciclo che porterà alla produzione dei gustosi fiori di cui ci nutriamo. 

L’autunno è un periodo cruciale nella carciofaia. Si possono mettere a terra le piantine seminate in primavera, trasferire i carducci, ovvero i polloni spuntati alla base dei vecchi carciofi, e concimare la terra.

Riproduzione delle piante di carciofo

Ci sono diversi metodi per propagare i carciofi. Si possono riprodurre da seme o acquistando le piantine già pronte. In genere si seminano in primavera, ma lo si può fare anche a inizio autunno, sempre se le condizioni climatiche lo permettano. Il carciofo infatti preferisce un clima marittimo e può marcire se d’inverno il terreno è freddo e soggetto a ristagni d’acqua. Una volta che la piantina sarà abbastanza grande la si trasferisce nel campo, ma è possibile anche seminare direttamente a terra. Difficilmente queste piante di carciofo produrranno fiori nel primo anno.

Se si lascia completare la fioritura a qualche pianta di carciofo si possono produrre i propri semi. Il fiore del carciofo è grande e di un intenso colore viola o blu-viola che attira numerosi insetti. Quindi, oltre a produrre semi, si ottiene il vantaggio di godere della bellezza della fioritura di questa pianta. In seguito semineremo solo i semi provenienti dai fiori migliori. Se è il primo anno che coltivate i carciofi potete chiedere i carducci a un amico o un vicino coltivatore, oppure potete anche acquistare i semi.

La scarducciatura

I carciofi si riproducono anche attraverso i carducci, polloni che si sviluppano dalla vecchia radice. Per trasferirli in una posizione più comoda, lontano dalla pianta madre, vanno estratti dalla terra avendo cura di lasciare attaccato una parte del rizoma, da cui svilupperà il proprio apparato radicale. 

Tutte queste operazioni: semina, trapianto o trasferimento, possono essere effettuate sia in primavera che in autunno, nei mesi di settembre ed ottobre. Visto che i carciofi non amano il gelo in autunno lo si potrà fare solo nelle zone in cui non sono previste gelate forti e prolungate. Esistono varietà di carciofo che sono più resistenti alle basse temperature rispetto ad altre, per cui bisogna informarsi sulle varietà più adatte alla zona di coltivazione. Tuttavia le gelate danneggiano in genere la parte aerea della pianta, mentre le radici sopravvivono.

Coltivazione dei carciofi

Carducci, carciofi pronti al trapianto

Preparazione del suolo e concimazione

I carciofi hanno bisogno di un terreno ben drenato e ricco di materia organica. Se il suolo tende al ristagno si possono creare dei bancali leggermente rialzati. Per aggiungere materia organica e nutrire il suolo con compost, letame maturo e lombricompost sono la migliore strategia. Vanno integrati nel suolo nei primi centimetri.

Quando la carciofaia è già piantata questi materiali organici possono essere aggiunti in superficie, eventualmente favorendo il loro internamento con una zappa o un areatore stellare frangizolle,  ma senza scendere in profondità per non disturbare le radici. Ricordiamo che la materia organica ha sempre bisogno di ossigeno per rilasciare i suoi nutrienti, ovvero per far continuare a lavorare i microrganismi. Per proteggere il compost e gli altri materiali dagli agenti atmosferici si può usare della pacciamatura, meglio se naturale, fatta di fieno, paglia, foglie secche e altri materiali vegetali. La pacciamatura è consigliata nei mesi invernali anche per proteggere le radici dal freddo. 

Nell’aggiungere questi fertilizzanti non bisogna esagerare, per non creare scompensi nel suolo. Quando i nutrienti non sono equilibrati e la pianta non li assorbe in modo corretto ci accorgiamo che qualcosa non va dalla presenza di parassiti.

Gli afidi, che spesso colpiscono le piante di carciofo, sono espressione di un eccesso di azoto. In pratica la pianta produce troppi zuccheri semplici che attraggono gli insetti. Un suolo equilibrato è un presupposto essenziale per delle piante sanePer approfondire  questo argomento vai all’articolo di Emile Jacquet parassiti e malattie dell’orto, cosa ci indicano.

Sul trapianto dei carciofi puoi anche guardare questo video dal canale del Bosco di Ogigia.

carciofi del Bosco di Ogigia

carciofi del Bosco di Ogigia

Strategie alternative per i carciofi

Non sempre è necessario aggiungere nutrimento al suolo. Possiamo decidere di usare tecniche di coltivazione che non prevedono questo tipo di interventi. I metodi di agricoltura naturale ispirati a Masanobu Fukuoka e praticati da tanti agricoltori escludono l’uso di fertilizzanti e si affidano alla capacità di rigenerazione che ha il suolo, quando si trova in buone condizioni, ovvero è ricco di vita e di materia organica per nutrire gli organismi che lo abitano.

Per i carciofi, che sono una coltura perenne, che non ha bisogno di essere piantata ogni anno, un suolo in buone condizioni può rappresentare l’unico requisito necessario per assicurare la continuità dei raccolti. Il compito dell’ortolano in questo caso può limitarsi al taglio delle erbe spontanee, da lasciare a terra a coprire e nitrire il suolo e ad un aiuto alla propagazione attraverso il trasferimento di nuovi getti.

Francesca Della Giovampaola

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Semi
Semi di carciofo imperiale star

Letture consigliate
La cura della Terra,
di Francesca Della Giovampaola. Mondadori
Come fare… l’orto biologico, di Sara Petrucci ed. Simone
Manuale per salvare i semi dell’orto e la biodiversità, di Michel e Jude Fanton. Ed. Il filo verde di Arianna

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Video sui carciofi
Trapianto dei carciofi nell’orto

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