La salvaguardia dell’ambiente e la produzione di cibo sembrano andare sempre meno d’accordo. Soprattutto le grandi coltivazioni di tipo industriale sono dipendenti dall’utilizzo di sostanze chimiche di sintesi (fertilizzanti e pesticidi), che danneggiano la natura e innescano un circolo vizioso. Più se ne utilizzano, più si degradano gli ecosistemi, più se ne resta dipendenti. Per uscire da questa spirale negativa è necessario rinunciare alle sostanze che avvelenano le matrici ambientali (suolo, acqua e aria) e procedere gradualmente nel ripristino degli equilibri ecosistemici.

Quando si parla delle produzioni di frutta, questo significa difendere le piante dai possibili attacchi degli insetti capaci di distruggere interi raccolti senza spargere veleni. Le trappole per insetti fai da te sono una valida alternativa per difendere la nostra frutta. Vediamo nell’articolo come usarle per limitare alcuni degli insetti più temuti: tra cui la mosca dell’olivo, la mosca dell’albero di noce e la carpocapsa.

Mosca e altri insetti della frutta più dannosi

Le conseguenze sulla salute dell’uso di pesticidi 

Usare pesticidi (fitofarmaci secondo una più moderna definizione che mi convince poco) è un comportamento suicida. Le sostanze di sintesi, prodotte industrialmente per uccidere le diverse forme di vita che danneggiano in vario modo le colture da reddito, presentano troppe controindicazioni. Sono nocive per l’ambiente, perché ne alterano gli equilibri e diffondono inquinanti che si accumulano nel tempo e si diffondono in modo incontrollato, e sono pericolose per l’uomo. Ciò che nuoce alla vita di un insetto, in genere nuoce anche alla vita degli animali più grandi e dell’uomo stesso.

Esistono innumerevoli studi che hanno confermato tali pericoli, ma si preferisce continuare a fare finta di niente sugli effetti negativi per la salute degli uomini causati dagli alimenti contaminati e da un ambiente inquinato a causa delle pratiche agricole. C’è chi ritiene che per sfamare la popolazione mondiale non vi siano alternative alla chimica in agricoltura. Per fortuna le alternative ci sono. Non esisterà mai una bacchetta magica contro i nemici delle nostre coltivazioni, ma una convivenza è possibile, anche senza l’uso di veleni.

Come battere gli insetti nocivi senza usare pesticidi

La moderna agricoltura è abituata ad usare un rimedio chimico per ogni problema, ma questa mentalità sta riducendo drasticamente la biodiversità e impoverendo i suoli. Quando usiamo veleni contro un parassita, uccidiamo anche altri organismi, a partire proprio dagli antagonisti naturali degli insetti dannosi. In attesa di ripristinare gli equilibri distrutti possiamo mettere in campo altri rimedi che blocchino o limitino solo gli organismi nocivi, possibilmente senza danni collaterali.

La prima lotta è la biodiversità

L’equilibrio tra le forme di vita è la chiave della bellezza del Pianeta Terra. La biodiversità che si è evoluta nel mondo è incredibile, ma la cosa che meraviglia di più sono le connessioni che legano i viventi. Un perfetto ciclo chiuso di morte e nascita degli organismi fa funzionare tutti gli ecosistemi della terra. L’equilibrio è sempre precario, ma la riduzione della complessità, dovuta all’estinzione o alla riduzione di moltissime specie, lo sta mettendo ulteriormente a rischio. Ogni insetto ha il suo o i suoi antagonisti, ogni fungo può trovare condizioni favorevoli o no, ogni pianta si è evoluta instaurando alleanze per prosperare.

L’agricoltura tende da sempre a semplificare i sistemi per produrre ciò di cui l’uomo ha bisogno, ma negli ultimi cento anni le modifiche si sono spinte oltre. Monocolture sempre più estese e solitarie hanno sottratto alle piante che coltiviamo i compagni di viaggio, ovvero i microrganismi del suolo, gli insetti utili, i predatori degli insetti nocivi, la presenza degli animali, le radici di altre piante, le reti delle micorrize. Tutto ciò è stato sostituito da rimedi chimici: concimi chimici, insetticidi chimici, fungicidi. E queste sostanze non hanno fatto che peggiorare le cose, rendendo sempre più dipendenti le nostre colture da altri interventi esterni. Aiutando la biodiversità ad espandersi di nuovo e a ricreare le sue reti di mutuo aiuto possiamo invertire la tendenza.

Nell’orto questo si traduce nell’inserimento di elementi che favoriscano questo ritorno: una siepe mista che dia riparo e nutrimento a insetti e altri animali, una copertura di erbe vive negli spazi non coltivati, uno o più punti d’acqua che possano attrarre anfibi e altri animali per creare ecosistemi acquatici e microclimi diversi, alcuni alberi di diverse altezze per creare punti d’ombra e ospitare uccelli che si nutrono di insetti, aiuole fiorite per attrarre insetti predatori.  

trappola per l'insetto della frutta

trappola per la mosca della frutta applicata ad un melo

Le alternative ai pesticidi

In un ambiente naturale in buone condizioni qualsiasi invasione anomala (di parassiti, infestanti, patologie varie) verrà presto compensata e l’equilibrio ripristinato. Per tali problemi si possono perdere anche più raccolti consecutivi, ma prima o poi l’ecosistema ritrova un equilibrio. Quando si ha a che fare con la produzione di cibo, per la sussistenza o a fini economici, però non ci possiamo permettere di rimanere senza raccolto. Per fortuna esistono tanti sistemi efficaci che consentono di far fronte alla maggior parte delle avversità, a patto di conoscere i componenti del nostro sistema e giocare d’anticipo. La prevenzione in agricoltura, come in medicina, è fondamentale.

Rimozione meccanica dei parassiti, trappole ai feromoni, trappole per insetti con esche alimentari o cromotropiche, reti antinsetto, fertilizzazioni e trattamenti di rinforzo per via fogliare, inserimento di organismi e microrganismi amici e per ultimo l’utilizzo di insetticidi naturali sono frecce al nostro arco per proteggere i raccolti stagione dopo stagione. Affinché funzionino bisogna conoscere le esigenze delle piante coltivate, i nemici da contrastare e le ricette dei rimedi; inoltre servono controlli quotidiani per poterci accorgere subito quando qualcosa non funziona. Vediamo più nello specifico alcuni di questi rimedi. 

Eliminazione meccanica

Molti degli insetti dannosi nell’orto possono essere individuati e rimossi manualmente, mentre si trovano nello stadio di uova o di larve. Ad esempio la temuta cavolaia, una farfalla bianca che ci allieta con il suo volo e che allo stadio larvale divora le foglie dei cavoli, depone le uova nella pagina inferiore delle foglie che ne costituiranno il nutrimento. Notando il volo delle farfalle sarà facile capire quando è il momento di iniziare i controlli; le uova sono giallo-arancioni e vengono deposte in gruppo, si vedono abbastanza bene e si rimuovono senza difficoltà. Quando si va a caccia di uova, bisogna conoscere anche le caratteristiche delle covate degli insetti amici, per non rischiare di rimuovere anche quelle.

Le coccinelle depongono covate simili alle cavolaie, ma il colore delle uova tende più all’arancione. Bisogna imparare e distinguerle, per non uccidere le coccinelle che nell’orto e frutteto sono molto utili. Se le uova di cavolaia si sono già schiuse lo notiamo dai primi danni sulle foglie, facili da individuare. In questo caso si provvede e rimuovere i bruchi, operazione un po’ più complessa, anche perché come strategia di difesa, quando li andiamo a prendere, i bruchi hanno quella di arrotolarsi e lasciarsi cadere, finendo o a terra o nelle ascelle delle foglie dove è più difficile catturarli. Qualcuno si salverà, probabilmente, ma i danni saranno contenuti.

Un altro insetto che è possibile individuare e rimuovere è l’ifantria americana, un lepidottero le cui larve possono danneggiare le foglie di numerosi alberi, anche da frutto. Se controlliamo visivamente i nostri alberi possiamo individuare e rimuovere i nidi tagliando la parte della pianta infestata.

trappola per la mosca

applicazione di una trappola per la mosca del noce (l’esca è la stessa per la mosca dell’olivo)

Trappole per insetti e altri nemici dell’orto e del frutteto

Utilizzando trappole per insetti di vario tipo possiamo decimare le popolazioni di tanti nemici dell’orto e del frutteto. Anche qui la prevenzione è importante, le trappole saranno tanto più efficaci quanto saremo bravi a contenere gli insetti nella fase dell’espansione demografica. In molti casi le trappole non servono alla cattura massale degli individui, ma a eliminare i primi colonizzatori della stagione. Per vespe e calabroni, dannosi per alcuni frutti e per gli apiari, ad esempio, è fondamentale disporre le trappole al risveglio delle prime regine. In questo modo si limita il numero delle famiglie e i problemi connessi in modo molto più efficace. 

Trappole per insetti con esche alimentari, cromotropiche e ai feromoni

Come convincere gli insetti che cerchiamo di catturare ad avvicinarsi e ad entrare nelle bottiglie e negli altri contenitori che abbiamo predisposto? In alcuni casi lo facciamo imitando gli odori degli alimenti di cui sono in cerca, in altri i feromoni che emanano i potenziali partner per l’accoppiamento, anche il colore della trappola è molto importante. Gli insetti sanno individuare alcuni colori che ricordano loro la frutta, li vedono da lontano e si avvicinano. In genere le esche alimentari sono composte da pochi ingredienti che imitano il frutto che gli insetti stanno cercando. Le esche devono essere preparate in modo da essere selettive, non attrarre, cioè, anche insetti amici come gli impollinatori.

la mosca dell'olivo si posa su una oliva

mosca dell’olivo

Catturare la mosca dell’olivo

Per catturare la mosca dell’olivo, per esempio, si comincia da giugno, le olive sono ancora piccole, ma la prima generazione della mosca si attiva in questo periodo. Ci occorrono: un contenitore in cui la mosca riesca ad entrare, ma non uscire, un tappo di colore attrattivo e un liquido odoroso. Per la mosca olearia è il pesce in decomposizione ad offrire l’aroma attrattivo. In circa mezzo litro di acqua si mette del pesce crudo (vanno bene degli scarti). La trappola può essere fatta con una bottiglia di plastica o un barattolo di vetro da 1 kg riciclati, da appendere sull’albero da difendere. Il contenitore si aggancia alla pianta attraverso un tappo speciale (il Tap Trap) di colore giallo, capace di attrarre per il colore e di trattenere intorno alla trappola le molecole odorose grazie alla sua forma a campana. I tappi per trasformare i contenitori in trappole sono utilizzabili per molte stagioni.

Le prime mosche catturate contribuiranno all’efficacia della trappola restando a macerare al suo interno. Dopo 10-15 giorni si aggiunge dell’ammoniaca non profumata per conservare la sua efficacia e si ripete l’operazione una volta al mese senza gettare mai le mosche morte che si trovano dentro alla bottiglia. La stessa ricetta può essere utilizzata per la cattura di altre specie di mosche che danneggiano altri frutti come le noci.

Esca per catturare le mosche 

  • Mezzo litro di acqua in bottiglia o vaso
  • Scarti di pesce crudo
  • Ammoniaca non profumata (da aggiungere quando l’acqua evapora)
  • Usare Tap Trap o Vaso Trap per appendere all’albero

La carpocapsa (Cydia pomonella) è un lepidottero le cui larve si nutrono delle pomacee. Interi raccolti di mele e pere possono essere distrutti se si presenta in modo massiccio. Può colpire anche cotogno, sorbo, nespolo, noce, kaki. Può essere catturata con trappole fai da te che utilizzano come esca vino, zucchero, cannella e chiodi garofano. Una ricetta piacevole anche per l’uomo, capace di attrarre la distruttiva farfallina. 

preparazione esca per carpocapsa

preparazione esca per carpocapsa

Esca per catturare la carpocapsa

  • 1 litro di vino (anche andato a male)
  • 6 o 7 cucchiai di zucchero
  • 15 chiodi di garofano
  • 1 bastoncino di cannella
  • usare Tap Trap o Vaso Trap per appendere all’albero

Dopo 15 giorni di infusione il composto viene diluito aggiungendo altri 3 litri di acqua e distribuito almeno 8 bottiglie o barattoli, da appendere ai rami degli alberi minacciati. 

Per tutte le trappole è importante l’esposizione a sud del contenitore e mantenere la visibilità a distanza per l’effetto cromotropico (attrazione degli insetti attraverso il colore)

Le reti antinsetto 

Le reti antinsetto sono utili sia nell’orto che nel frutteto. Impediscono fisicamente agli insetti di raggiungere i frutti, prevenendo molti danni. Per applicare questo metodo occorre che gli alberi da frutto siano di limitate dimensioni e dalle forme regolari, così da rendere possibile la protezione di tutta la chioma. Nell’orto i teli si usano formando dei tunnel chiusi, ma ben traspiranti, che fermano gli insetti, ma non la pioggia e l’aria. Tali coperture possono fornire al contempo una mitigazione dagli eventi meteorologici critici come la grandine e il forte vento. Da ricordare che i teli vanno gestiti in modo da non impedire l’attività di impollinazione, quando necessario. 

Lotta biologica con insetti e altri predatori 

Tante aggressioni agli alberi da frutto (e agli ortaggi) vengono risolti inserendo nell’ambiente organismi antagonisti di quelli dannosi. Molto utilizzato è il bacillus thuringiensis, un batterio che danneggia le larve dei ditteri, impedendone lo sviluppo. Tra gli insetti contro i quali può essere usato ci sono le larve di falena defogliatrice, di tortrici, di ifantria e di tignola. Popolari sono le coccinelle, che si nutrono di altri insetti come afidi e cocciniglie, limitando le infestazioni.  

Francesca Della Giovampaola

Come fare le trappole per gli insetti della frutta (video)

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