Avere frutta sana senza usare pesticidi è possibile. Vediamo in questo articolo diversi rimedi semplici da applicare. Quando i frutticini sugli alberi cominciano ad ingrossarsi, puntuali arrivano anche gli insetti che vogliono usarli come culla e dispensa per far crescere la nuova generazione. Qualche frutto bacato è un giusto tributo da pagare per la prosperità degli ecosistemi naturali, ma cosa fare quando l’aggressione è tale da non lasciare scampo quasi a nessun frutto? Ci sono diversi interventi che si possono fare per salvaguardare la frutta sugli alberi fino alla maturazione senza intervenire con sostanze chimiche velenose, che tante conseguenze hanno sulla salute di tutti gli esseri viventi. 

Salvare la frutta e altri raccolti dagli insetti

Per raccogliere abbondante frutta matura e non bacata bisogna agire d’anticipo (entro la fine della primavera), oppure si è fortunati da vivere in un ambiente in cui le forme viventi convivono in un buon equilibrio che permette di non avere grandi infestazioni di parassiti. Anche un ecosistema equilibrato è un obiettivo raggiungibile nel tempo con l’impegno, ma se le condizioni di partenza non sono buone serviranno diversi anni. Per assicurarci un raccolto possiamo sostituirci, in un certo senso, agli elementi ancora mancanti dell’ecosistema, contenendo le specie che si cibano delle parti vegetali che ci interessano. 

Non ci è possibile eliminare tutti gli organismi che, dal punto di vista umano, sono dannosi.  E non sarebbe auspicabile perché, così facendo andremmo ad indebolire ancora di più la rete della vita, allontanandoci ancora di più da un ambiente sano. Possiamo però, ridurre il carico degli insetti dannosi con diversi sistemi selettivi. Per farlo è importante gestire il problema durante il corso dell’anno. Non è facile risolvere il problema intervenendo solo all’ultimo momento, quando la frutta è già sugli alberi e sta maturando. Ma anche a questo punto ci sono interventi molto efficaci da mettere in pratica. 

frutta bacata, cosa fare?

frutta bacata, cosa fare?

Tre metodi per liberarci degli insetti dannosi

Possiamo raggruppare i possibili rimedi in tre categorie:

  1. sistemi di cattura massale per eliminare più individui possibili
  2. sistemi di cattura e dissuasione selettiva che limitino le possibilità di riproduzione degli insetti 
  3. inserimento nell’ambiente di antagonisti o organismi patogeni che portino alla morte degli insetti 

La cattura massale

Per catturare più individui possibili e ridurre, quindi, il carico degli insetti presenti nel corso dei mesi si possono usare delle trappole. Possono essere alimentari o basate sull’attrazione sessuale. 

Le esche alimentari mimano la presenza di cibo, che porta gli insetti a rimanere intrappolati senza più possibilità di liberarsi. Per esempio, contro la carpocapsa (Cydia pomonella), una farfallina che può fare danni su quasi tutti gli alberi da frutto, si usano bottiglie riempite di vino aromatizzato, appese agli alberi con tappi a forma di cappuccio di colore giallo. 

Come preparare le trappole per la carpocapsa 

L’esca si prepara con un ricetta che ricorda il vin brulè. Ingredienti:

  • 1 litro di vino
  • 15 chiodi di garofano
  • mezza stecca di cannella
  • 7 cucchiai di zucchero
la trappola per la carpocapsa

la trappola per la carpocapsa applicata ad un melo

Nel vino si lasciano macerare gli ingredienti secchi per 15 giorni oppure si fanno bollire insieme per pochi minuti. Il liquido aromatico viene diluito con tre litri d’acqua e poi inserito in bottiglie di plastica riciclata. Se ne mette mezzo litro per ciascuna bottiglia da un litro e mezzo a cui si applica un tappo giallo (io uso quelli di tap trap) a forma di cappuccio che preserva dalla pioggia e concentra l’odore. Le farfalle adulte saranno attratte da colore e aroma, che ricorda la frutta ed entreranno nel collo della bottiglia da cui non sono più in grado di uscire. Il liquido si sostituisce una volta al mese.

mela bacata dalla Carpocapsa

mela bacata dalla Carpocapsa

Cattura e dissuasione attraverso gli ormoni

La cattura degli insetti adulti può essere fatta anche con trappole che usano ormoni come esca. In genere queste trappole a feromoni attraggono solo individui maschi. La loro cattura assicura una riduzione delle femmine fecondate, che non deporranno uova sui frutti. Queste trappole sono usate anche per il monitoraggio, in modo da poter intervenire eventualmente con altri sistemi quando si registra la presenza dell’insetto dannoso. Alcuni prodotti non catturano gli insetti ma creano confusione sessuale, impedendo l’incontro tra maschio e femmina. Sono disponibili feromoni specifici per tantissimi degli insetti potenzialmente dannosi in agricoltura. 

farfalla carpocapsa

farfalla carpocapsa. Cydia pomonella

Eliminazione con antagonisti o patogeni

La natura sa contenere da sola una specie, se questa si diffonde troppo e crea danni. Gli insetti in particolare sono quasi sempre, a loro volta, preda di altri insetti o animali. È accaduto tante volte che infestazioni di insetti esotici siano state contenute grazie all’introduzione dell’antagonista principale. In alcuni casi si trovano in vendita pacchetti di insetti vivi da liberare, una pratica particolarmente efficace se ci si muove in ambienti protetti come le serre, ma applicata anche contro ampie infestazioni come quella del cinipide galligeno del castagno (Dryocosmus kuriphilus) che è stata contenuta grazie all’introduzione del suo parassitoide Torymus sinesis.

Contro le aggressioni alla frutta si possono usare anche dei virus o batteri patogeni per l’insetto da combattere. In questo caso si salva la frutta facendo morire l’insetto. Un esempio è granulovirus della carpocapsa che distribuito sull’albero da difendere provoca la morte di Cydia pomonella.  

Difendi il frutteto. Rimedi per la mosca della frutta (video)

https://youtube.com/live/GYDsLq6bNQA

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