Accanto all’orto, in giardino, nel frutteto si possono coltivare tanti piccoli frutti. I piccoli frutti come lamponi, more, ribes, mirtilli sono ricchi di nutrienti, ma difficili da conservare e trasportare. Se riusciamo a farli crescere nel nostro terreno li avremo a disposizione freschi e pieni di proprietà. Coltivarli non è difficile, ma in alcuni casi si tratta di piante più adatte a climi di montagna e terreni acidi, perciò servirà valutare quali specie sia effettivamente possibile coltivare e con quali accorgimenti.
Perché coltivare i piccoli frutti
I piccoli frutti possono completare uno spazio verde, aggiungendo bellezza, un buon raccolto, maggiore biodiversità e biomassa. Si tratta di cespugli, arbusti e alberi di piccole dimensioni ed è, quindi, più semplice trovare uno spazio per loro. Queste piante possono arricchire e migliorare le altre coltivazioni offrendo il loro contributo alla cooperazione tra vegetali e fioriture per gli insetti impollinatori.
E poi offrono interessanti raccolti, che possono dare grandi soddisfazioni. Questi frutti sono pieni di vitamine, antiossidanti, minerali, fibre e hanno un basso contenuto calorico. Sono anche difficili da trovare freschi e quando compiono lunghi viaggi perdono una parte delle loro proprietà. Avere la possibilità di mangiarli appena raccolti è un regalo che possiamo farci. Inoltre si prestano ad essere trasformati in confetture, succhi, composte, liquori con cui arricchire la dispensa.

coltivare piccoli frutti, mirtillo, ribes e goji
Cosa si intende per piccoli frutti
Piccoli frutti, come dice il nome, sono tutti quei frutti dalle dimensioni limitate. Alcuni di loro derivano da arbusti che crescono naturalmente nel sottobosco, soprattutto di montagna (i frutti di bosco). Ma nella categoria rientrano anche frutti di alberi e di piante erbacee, tipici di ambienti anche molto diversi. I più coltivati sono piante spontanee del territorio italiano, a volte si tratta di cultivar che hanno subito una selezione oppure di piante esotiche arrivate di recente, ma che si sono adattate bene a clima e territorio italiani.
Elenco di piccoli frutti
- Gelso (nero, rosso, bianco)
- Ribes (bianco, rosso, rosa e giallo)
- Uva spina (bianca, rossa, verde)
- Amarena, visciola e marasca
- Fragola di bosco
- Lampone
- Mirtillo (rosso e nero)
- Corbezzolo
- Corniolo
- Goji (giallo e rosso)
- Mora (con spine e senza spine)
La lista non è esaustiva, esistono ancora molte altre piante che producono frutti, bacche o falsi frutti buoni da mangiare freschi o trasformati. In questo articolo vediamo come coltivare alcune delle specie più apprezzate e diffuse.
Come coltivare il ribes
Caratteristiche: si tratta di un arbusto che raggiunge uno o due metri di altezza. Essendo tipico del centro-nord Europa gradisce il freddo. Ne esistono tante varietà che producono bacche di diversi colori: rosso, rosa, giallo bianco. Si alleva a cespuglio, lasciando un metro lungo la fila e 3 m tra le file. Impiega 4-5 anni ad entrare in produzione.
Terreno e cure: preferisce i terreni con un leggero grado di acidità, ma si adatta ad altre condizioni. Il maggior nemico sono i ristagni idrici. Il calcio aiuta la consistenza dei frutti e il potassio il loro colore.
Raccolta e di potatura: la raccolta è scalare e si prelevano dalla pianta i piccoli grappoli di bacche. Fruttifica prevalentemente sui rami di un anno, quindi va potato abbondantemente per rinnovare la vegetazione.

Coltivare piccoli frutti
Come coltivare l’uva spina
Caratteristiche: è un arbusto con esigenze e tecniche di coltivazione molto simili al ribes, si adatta a diversi terreni e climi, non è una pianta che ama il caldo, ma dobbiamo garantirle almeno una mezza giornata di sole. Le sue bacche sono solitarie e non in grappoli come quelle del ribes e possono presentare tre colorazioni: rosso, verde e bianco. Raggiunge un metro di altezza e oltre. Emette le foglie a primavera, ma in estate con il caldo blocca presto la fase della vegetazione.
Terreno e cure: gradisce un terreno fertile, quindi ricco di materia organica e ben drenato. Evitare che le radici subiscano ristagni d’acqua. Per garantirle il giusto grado di umidità, bisogna intervenire con una abbondante pacciamatura. Per questa di può usare anche corteccia di pino. Dove le piogge sono scarse si interviene con irrigazioni regolari ed abbondanti.
Raccolta e di potatura: le bacche vanno raccolte a piena maturazione, perché diventano più dolci. Si raccolgono tra giugno e agosto e si consumano fresche o nella preparazione di confetture. La potatura si effettua in inverno nella fase di riposo vegetativo eliminando i rami vecchi, quelli deboli e liberando il centro nel caso ci sia un affollamento, per far circolare l’aria e prevenire malattie fungine. Con i rametti tagliati si possono preparare talee.
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uva spina, gustoso piccolo frutto
Come coltivare il mirtillo
Caratteristiche: il mirtillo è un cespuglio che può raggiungere due metri e mezzo di altezza, che ha un apparato radicale superficiale. Per crescere bene ha bisogno di freddo, quindi si coltiva prevalentemente al nord e ad alta quota fino ai 1000 metri. In estate sopporta anche le alte temperature, l’importante è che non subisca ristagni d’acqua.
Il mirtillo che coltiviamo appartiene ad una specie diversa da quella che cresce spontanea in Europa. Quello che mettiamo di solito in orto o in giardino è il mirtillo gigante americano (Vaccinium corymbosum), una pianta esigente che non si adatta a tutti i climi e terreni. Ha bisogno di fresco, tanta materia organica e suolo con acidità tra 4,5 e 5,5. Esiste anche il mirtillo siberiano (Lonicera caerulea var. Kamtschaticache), che in realtà appartiene ad un altro genere, che cresce bene anche in terreni non acidi.
Terreno e cure: se non disponiamo di un terreno idoneo, ovvero acido e privo di calcare, è possibile coltivare il mirtillo in vaso o in trincee riempite con terriccio specifico per piante acidofile. Per favorire l’acidità, si può aggiungere una pacciamatura fatta con cortecce di conifere, foglie di quercia e aghi di pino. Per rendere più acido il terreno si usano anche fondi di caffè e zolfo in polvere. La pacciamatura serve anche a contenere le piante spontanee e l’evaporazione dell’acqua. Per mantenere sempre un terreno ricco, periodicamente si possono aggiungere compost, vermicompost o letame maturo.
Il terreno deve rimanere umido, quindi può essere utile un impianto di irrigazione a goccia. Attenzione a non usare acqua ricca di calcare. Se la nostra acqua ha questa caratteristica si può usare una raccolta di acqua piovana. Non zappettare intorno ai mirtilli perché si potrebbero danneggiare le radici. Coltivando più varietà si favorisce lo sviluppo di frutti di dimensioni più grandi.
Raccolta e di potatura: la maturazione delle bacche è graduale e il periodo dipende dalla varietà (da maggio ad agosto). Dopo il terzo anno si fanno delle potature per accorciare e diradare i rami e sostituire i rami più vecchi. Le bacche crescono sui rami di un anno.

piantine di piccoli frutti pronti al trapianto
Come coltivare il goji
Caratteristiche: è una pianta esotica di origine asiatica, che si è adattata bene a clima e terreni italiani. Si coltivano due specie: il Lycium barbarum e il Lycium chinense. Entrambe appartengono alla famiglia delle solanacee, perciò amano l’esposizione soleggiata. Ha un andamento rampicante che può essere sfruttato per la creazione di siepi a spalliera produttive, che possono raggiungere i tre metri di altezza.
Terreno e cure: crescono bene in un terreno a pH neutro e ben drenante, ricco di sostanza organica. Non ha grandi esigenze idriche, ma annaffiarlo sarà necessario nel primo anno dopo il trapianto e nelle estati secche per migliorare la produzione delle bacche. Per mantenere il terreno umido e fresco pacciamare e, se non si dispone di un terreno molto fertile, aggiungere nuovo compost o lombricompost. La pianta resiste bene al freddo e alle gelate.
Raccolta e di potatura: le bacche maturano gradualmente, quindi si avranno frutti freschi per un lungo periodo, tra fine estate e inizio autunno. Le fioriture vanno da giugno a settembre, i fiori sono piccoli di color lavanda o porpora tenue. La potatura, che si fa a fine inverno, deve essere abbondante e serve a contenere le dimensioni e stimolare la crescita di nuovi rami visto che la fruttificazione si ha sui germogli dell’anno stesso di formazione, inseriti sui rami di un anno. Si può effettuare una potatura anche in autunno. È possibile moltiplicare i goji per talea. Le bacche sono ricche di antiossidanti e si conservano bene essiccate.

bacche di goji
Come coltivare il corniolo
Caratteristiche: il corniolo, Cornus mas, è un piccolo albero, che arriva ad un massimo di 8 metri di altezza. Cresce spontaneo nei nostri boschi e può essere coltivato anche in orto o giardino. Produce drupe rosse, dette corniole, di 2 cm di lunghezza, con un nocciolo interno. Fa una vistosa fioritura gialla a fine inverno, una delle prime dell’anno. É una pianta freatofita, ovvero capace di prelevare acqua in profondità. Prospera dove ci sono vene d’acqua a 3/7 metri di profondità.
Terreno e cure: si adatta a climi e suoli diversi e sta bene sia in pieno sole che in mezz’ombra. Le irrigazioni servono alle piante che non sono nate da seme, nei primi anni dopo il trapianto. La pacciamatura è sempre utilissima per mantenere fresco il suolo e contenere le erbe spontanee alla base, inoltre la materia organica decomposta arricchisce il suolo e nutre la pianta.
Raccolta e di potatura: le corniole si raccolgono da agosto ad ottobre e si prestano alla preparazione di tanti trasformati. Si possono mangiare quando diventano rosse, ma a completa maturazione sono più dolci e di un colore nerastro. Si tratta di un alberello che possiamo anche non potare e lasciare alla sua forma naturale. Se si trova in giardino e in zone frequentate, vanno rimossi i rami secchi e pericolanti. Produce polloni alla base che vanno rimossi per mantenere ordine, ma possono essere usati per produrre nuove piantine per talea.
Come coltivare piccoli frutti (video)

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