La mosca dell’olivo (Bactrocera oleae) è una avversità molto temuta dai produttori di olio e olive da tavola. Si tratta di un insetto capace di danneggiare un intero oliveto grazie alla sua capacità riproduttiva che può arrivare anche a sei generazioni in un anno. Una volta che l’uovo si schiude e la larva comincia a nutrirsi dell’oliva, questa ne viene irrimediabilmente danneggiata e non sarà più buona per il consumo umano. Per combatterla vengono utilizzate varie formulazioni di insetticidi, ma la diffusione di questi veleni ha un pesante impatto sull’ambiente. Esistono, per fortuna, altre strategie efficaci da utilizzare senza ricorrere a pericolosi veleni. 

Cosa è la mosca dell’olivo

Bactrocera oleae è il nome scientifico di questo dittero, conosciuto anche come mosca olearia. Si tratta di un insetto di piccole dimensioni, lungo 4 o 5 millimetri, con occhi verdi- bluastri e una piccola macchia scura sulla punta delle ali. Il suo ciclo riproduttivo dura circa 20 giorni e ha bisogno di un clima adatto, ovvero di temperature comprese tra i 20 °C e i 30 °C e un certo grado di umidità. Le estati calde e secche, con temperature sopra i 30 – 32°C ne limitano la diffusione senza bisogno del nostro intervento, ma difficilmente queste condizioni si mantengono fino all’inizio dell’autunno, quando la mosca si attiva e moltiplica rapidamente. Per questo è importante lavorare in prevenzione, facendo sì che ci siano poche mosche in giro quando le condizioni sono buone per la deposizione delle uova. 

danni della mosca dell'olivo

danni alle olivi causati dalla mosca dell’olivo

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Cosa provoca la mosca dell’olivo

L’uovo può essere deposto dentro la drupa dell’olivo da quando questa raggiunge la dimensione di un cece. L’ovideposizione è già un primo danno, perché il piccolo varco creato dalla mosca permette l’ingresso di altri patogeni. Se l’uovo è fecondato dopo tre giorni iniziano i veri guai perché la larva che ne fuoriesce inizia a divorare la polpa creando delle gallerie. A questo punto l’oliva è perduta. Si possono formare anche muffe e marciumi e il suo sapore diventa pessimo. Se un olivo viene ampiamente colpito dalla mosca non potranno essere raccolte le olive di tutto l’albero, perché in fase di raccolta non sarebbe possibile distinguere le buone dalle cattive. La presenza della mosca dell’olivo conferisce un cattivo sapore e peggiora le caratteristiche dell’olio (l’olio ottenuto da olive bacate è più acido e si possono sentire anche le muffe), per questo i danni economici derivanti dalla sua presenza sono grandissimi.

Quando inizia il periodo della mosca dell’olivo

Dopo che la larva ha attraversato tre stadi di crescita all’interno dell’oliva si trasforma in pupa per potersi trasformare in insetto adulto. Durante l’estate la pupa resta all’interno dell’oliva e l’insetto adulto fuoriesce direttamente da questa. Quando le temperature scendono questo comportamento cambia. La larva si lascia cadere a terra dove avviene l’impupamento. Il rifugio invernale delle mosche è quindi la terra, o direttamente nel suolo o all’interno delle olive cadute. A primavera avanzata si ha il primo picco di presenza della mosca per il risveglio delle generazioni svernanti. Successivamente il clima può frenare lo sviluppo delle successive generazioni, ma a inizio autunno arriva l’attacco più importante, quando le olive sono più recettive e in giro ci sono le nuove generazioni in cerca di drupe in cui deporre le uova. Quindi il periodo di contrasto alla mosca dura tutto l’anno. È importante attivarsi in primavera per ridurre subito gli esemplari della mosca e attuare strategie invernali per eliminare dal terreno le pupe svernanti.

Strategie contro la mosca dell’olivo

  1. Prenditi cura del suolo
  2. Monitoraggio con trappole
  3. Cattura massale con trappole
  4. Trattamenti preventivi
  5. Biodiversità e pascolamento

Tutte le strategie contro la mosca dovrebbero puntare a tenere basso il numero degli esemplari e a impedire in qualche modo che la riproduzione vada a buon fine. Mentre sono da evitare i sistemi di intervento con insetticidi che, inevitabilmente, vanno a colpire altre specie e avvelenano l’intera catena alimentare. Gli insetticidi, soprattutto quelli di sintesi, lasciano residui nell’ambiente e provocano danni agli ecosistemi. Inoltre li ritroviamo nell’olio e nelle olive che portiamo in tavola, rendendo pericoloso un alimento alleato della salute. Gli esemplari adulti possono essere invece catturati con trappole specifiche e favorendo la presenza di predatori naturali. Le olive possono essere difese con trattamenti non impattanti sull’ecosistema e con buone tecniche di potatura. Inoltre vale sempre la regola che in un suolo sano prosperano piante più sane. 

Suolo sano e potature corrette

La forza delle piante deriva dalla fertilità del suolo che le ospita. Gli oliveti più sani sono quelli dove prospera la biodiversità e sono presenti diverse specie oltre all’olivo. Il suolo dovrebbe rimanere sempre coperto d’erba e falciato solo in momenti specifici dell’anno, lasciando a terra i residui verdi perché possano servire da nutrimento per la biologia che vive nel suolo. Utile anche un corretto pascolamento degli animali che rilasciano escrementi e possono anche cibarsi delle mosche a terra come vedremo più avanti. 

Potare bene le piante è altrettanto utile perchè le corrette operazioni di potatura sono essenziali per mantenere in buona salute un olivo. Inoltre una chioma non troppo fitta consente la circolazione dell’aria e contrasta l’umidità che favorisce la mosca. Infine un olivo ben potato consente di raccogliere tutti i frutti e di non lasciare sull’albero olive a disposizione dell’ultima generazione di mosca dell’anno.  

Monitoraggio

Conoscere il livello di infestazione dell’oliveto è importante per calibrare gli interventi e sapere quando intervenire. Si possono usare trappole di monitoraggio da controllare spesso per calcolare, in base al numero di mosche catturate, il livello di infestazione. Queste trappole devono attirare in qualche modo la mosca dell’olivo emanando odori interessanti. Ci sono due tipologie di esche che si possono utilizzare: ad attrattiva alimentare e ad attrattiva ormonale. Entrambe queste tipologie di trappole devono essere anche cromotropiche, ovvero presentare una particolare gradazione di giallo attraente per questi insetti. Le prime possono essere create anche con sistemi fai da te. Mentre le trappole a feromoni si acquistano già pronte. Entrambe vanno distribuite nell’oliveto dalla primavera (indicativamente da maggio) e ci forniscono informazioni preziose.

Cattura massale della Bactrocera oleae

Gli stessi odori attraenti possono essere usati per la cattura massale. Quando vediamo che la mosca è presente, dobbiamo da subito far scendere il numero degli esemplari. Quindi in genere ci si attiva nel mese di giugno. Ogni mosca può deporre circa 250 uova, perciò ogni esemplare eliminato salva molte olive. Le trappole devono essere selettive, ovvero catturare il più possibile esclusivamente individui della specie bersaglio. Come esca alimentare possiamo usare qualcosa di proteico, gradito alle femmine che ne hanno bisogno per lo sviluppo delle uova. Perfetti sono gli scarti di pesce (li possiamo facilmente e gratuitamente reperire in qualsiasi pescheria) che inseriti nell’acqua emanano un odore forte. Un comodo sistema fai da te prevede di utilizzare bottiglie di plastica riempite per un terzo di esca attrattiva e corredate di qualcosa di giallo.

I tappi gialli di Tap Trap sono stati studiati per ottimizzare questo tipo di trappole fai da te. Applicati alla bottiglia svolgono tre funzioni: consentono di agganciare facilmente la bottiglia all’albero, sono della gradazione di giallo più attraente per la mosca e hanno una forma a cappuccio che concentra l’odore intorno al punto di ingresso della bottiglia, da cui una volta entrate le mosche non riescono più ad uscire. Dopo un paio di settimane le trappole vanno rabboccate con ammoniaca per pulizie non profumata. Questo odore, insieme a quello delle mosche già catturate e in putrefazione, renderà sempre più forte il potere attrattivo della trappola. L’ammoniaca andrà nuovamente aggiunta ogni volta che l’evaporazione ne riduce il livello. Per una efficace cattura massale è necessario mettere una bottiglia trappola ogni due olivi, mentre lungo il perimetro dell’oliveto meglio sistemare una bottiglia per ogni pianta. Si appendono ad altezza uomo, su rami soleggiati e non vanno nascoste nella chioma. Le trappole vanno mantenute attive fino all’autunno inoltrato per catturare anche le ultime generazioni svernanti.  

Come fare una trappola per la mosca dell’olivo

  • Bottiglie di plastica
  • Tappi gialli (nella foto in basso gli originali Tap Trap)
  • Acqua per riempire un terzo della bottiglia (½ litro nella bottiglia da 1 litro e mezzo)
  • Scarti di pesce (in alternativa dei legumi)
  • Ammoniaca non profumata, la stessa che si usa per le pulizie

Questa trappola è valida anche la mosca della frutta. Per le trappole consigliamo sempre i tappi gialli Tap Trap.

trappola della mosca dell'olivo

trappola della mosca dell’olivo, con i tappi gialli Tap Trap

Trattamenti preventivi

Questi trattamenti hanno lo scopo di non permettere alle mosche di effettuare punture efficaci sulle olive e quindi impediscono l’avvio del processo di riproduzione nella polpa dell’oliva. 

Le piante possono essere irrorate di polveri di roccia che vanno a formare una patina anche sulle drupe, che rende irriconoscibile l’oliva alle mosche. Si possono irrorare polveri di caolino, zeolite o bentonite. Le polveri hanno anche il potere di difendere la pianta dal sole, ma vengono facilmente dilavate con la pioggia e quindi è necessario ripetere l’operazione dopo ogni acquazzone. 

Anche il rame consente una difesa dalla mosca. Non danneggia direttamente l’insetto, ma elimina alcuni batteri che si trovano sulla superficie dell’oliva e aiutano lo sviluppo della larva. Riducendo la presenza batterica le larve si indeboliscono e muoiono. La mortalità non sarà totale, ma si riduce notevolmente la presenza dell’insetto. Il rame è un microelemento utile alle piante, ma solo in piccole quantità, trattandosi di un metallo pesante va usato in basse concentrazioni. 

Tra i trattamenti preventivi includo anche la raccolta anticipata. Raccogliendo presto le olive oltre ad un olio più ricco di polifenoli si ha il vantaggio di limitare il periodo di azione della mosca.

mosca dell'olivo

mosca dell’olivo

Biodiversità e pascolamento 

Le mosche sono cibo per animali e altri insetti, quindi il loro numero viene contenuto innanzitutto dalla presenza di tante forme di vita. Bordure di specie diverse o l’inserimento di alberi da frutto tra gli olivi (per esempio mandorli, ciliegi e carrubi come vediamo nelle coltivazioni tradizionali pugliesi) favoriscono la biodiversità anche tra i predatori della mosca nei suoi diversi stadi di sviluppo. Una pianta spontanea apprezzata che dovremmo aiutare a crescere nell’oliveto (evitando di tagliarla quando è presente) è l’inula viscosa (Dittrichia viscosa) dalla bella fioritura gialla. Ha la funzione di permettere il completamento di una catena di predazione che va a colpire le larve di Bactrocera oleae attraverso Eupelmus urozonus, un insetto parassitoide che depone le sue uova all’interno delle larve della mosca dell’olivo causandone la morte.

Far pascolare in autunno e inverno animali insettivori come le galline negli oliveti è un’attività strategica. Con il loro razzolamento possono scovare e cibarsi di larve e pupe a terra e quindi ridurre il numero di quelle che si attiveranno a primavera. Durante tutta la stagione della mosca un ruolo importante ce l’hanno gli uccelli insettivori come l’upupa, il fringuello, la capinera, lo scricciolo, il cardellino e altri. È importante non lasciare a terra le olive che contengono mosche, in questo ci possono aiutare animali domestici come le pecore o selvatici come i ricci e i topi. Anche maiali e cinghiali possono raccogliere olive a terra, ma con le loro attività di scavo possono causare danni alle radici delle piante.

Francesca Della Giovampaola

Mosca dell’olivo. Cosa fare? (video)

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