Cinghiali nell’orto, cosa fare? Sempre più spesso ascolto storie di orti distrutti dall’arrivo di animali selvatici. Ma le devastazioni non riguardano solo gli orti. Intere piantagioni di alberi da frutto possono venir distrutte da caprioli e altri animali che amano rosicchiare la corteccia fresca. Per non parlare dei campi coltivati a cereali o legumi, cancellati in una notte dall’ingresso di un branco di cinghiali. Il problema è serio e coinvolge sia agricoltori di professione che coltivatori per il consumo familiare. Quali sono le cause  di questo fenomeno sempre più diffuso? E come possiamo difenderci? In questo articolo ci concentriamo in particolare sulla presenza e i danni provocati dai cinghiali, sempre più presenti in quasi tutte le parti d’Italia e sui sistemi di difesa tra cui gli efficienti recinti elettrici.

Perché dobbiamo difenderci dai cinghiali 

I cinghiali sono mammiferi della famiglia dei suidi. Hanno un corpo massiccio e potente. I maiali domestici derivano dai cinghiali, il processo di domesticazione risale all’epoca preistorica. I due animali appartengono alla specie Sus scrofa e sono possibili incroci tra loro. I cinghiali presenti oggi nella nostra penisola sono diversi da quelli di qualche secolo fa, sono più grandi, prolifici e confidenti e questi cambiamenti sono stati causati dai comportamenti dell’uomo. 

Sono animali onnivori, la loro dieta è molto varia e prevalentemente vegetale. Mangiano ghiande, frutti, tuberi, radici e funghi, che integrano con invertebrati (lombrichi, lumache, insetti), anfibi, rettili, piccoli roditori e persino carcasse. Per trovare cibo sono soliti scavare, per questo il loro arrivo in un terreno coltivato può essere devastante. Anche quando non trovano attraenti le piante coltivate, l’attività di scavo fatta con il grifo (il muso) da un branco di cinghiali può distruggere ettari di campi coltivati. Questo devastante lavorio ha anche dei risvolti positivi perché favorisce l’aerazione del terreno e la dispersione dei semi. Una delle colture più danneggiate è quella del mais. Possono visitare il campo subito dopo la semina oppure buttare a terra le pannocchie per far mangiare i cuccioli. 

cinghiale nell'orto

cinghiale nell’orto ripreso da una fototrappola

Vita sociale dei cinghiali

Le femmine vivono in gruppo con i loro cuccioli guidate da una scrofa anziana, i giovani maschi si riuniscono in piccoli gruppi, mentre gli individui solitari sono in genere i maschi di almeno tre anni d’età. La presenza della scrofa anziana è molto importante perché con i suoi ormoni regola la riproduzione delle altre femmine, che vanno in calore nello stesso periodo. Se la capobranco viene uccisa, salta la sincronizzazione dell’estro e le giovani cinghialesse anticipano il periodo riproduttivo, così si hanno un maggior numero di cucciolate durante l’annata.

Perché i cinghiali sono tanto diffusi

Il cinghiale è incluso nella lista delle 100 specie esotiche invadenti più dannose del mondo, ma i nostri nonni contadini non avevano memoria di danni gravi portati questi animali alle colture. La loro eccessiva diffusione risale agli anni ‘70-’80 del secolo scorso quando vennero reintrodotti per consentirne la caccia. I nuovi esemplari, che arrivavano da allevamenti dell’Est europeo e avevano una taglia più grande e maggiore prolificità di quelli precedentemente presenti, hanno portato alla sostituzione degli esemplari autoctoni. 

La caccia, inoltre, favorisce l’arrivo di cinghiali in ambienti antropizzati. Gli animali minacciati dai cacciatori e stanati dai cani si allontanano dai loro habitat preferiti (boschi) e vagando entrano persino in città. Le fughe tumultuose quando si sentono braccati portano anche al danneggiamento dei recinti posti a tutela dei campi. 

danni da cinghiale nell'orto

danni da cinghiale nell’orto

Recinzione elettrica contro i cinghiali

Il modo migliore per difendere i raccolti dai cinghiali sono le recinzioni. Le più veloci ed economiche sono quelle elettriche. Si stendono fili elettrificati lungo il perimetro del campo sostenuti da paletti che possono essere di diverso materiale. Una batteria fornisce l’energia ed elettrifica i fili della recinzione e in caso di contatto con l’animale questo riceve una scarica non dannosa per la sua salute visto il basso amperaggio, ma abbastanza dolorosa da farlo allontanare. 

Per queste recinzioni è importante prevedere uno scarico a terra, che si realizza piantando nel terreno tre pali di ferro zincato, distanti tre metri l’uno dall’altro e collegati da un filo elettrico. La terra dove sono conficcati i paletti va mantenuta umida, per un migliore funzionamento dello scarico a terra. 

filo elettrico nell'orto anti cinghiale

filo elettrico nell’orto anti cinghiale

Le batterie che trasmettono elettricità ai fili, possono essere alimentate anche da pannelli solari e quindi l’impianto può rimanere attivo a lungo senza la presenza dell’uomo. La manutenzione del recinto è, comunque, importante perché i fili non devono entrare in contatto con l’erba o altre parti vegetali. Se ci sono questi contatti si ha una dispersione lungo la linea e una riduzione di potenziale. Per ora la recinzione elettrica è lo strumento che si è rivelato più efficace per tenere lontano il cinghiale dal mio orto.

Nel Bosco di Ogigia ho collocato un impianto della Gemi Elettronica, specializzata in recinti elettrici. Qui trovi altre informazioni sui materiali utilizzati. 

elettrificatore recinto anti-cinghiale GEMI

elettrificatore recinto anti-cinghiale GEMI

Altre strategia per allontanare i cinghiali 

Per tenere lontani i cinghiali dalle nostre zone coltivate si possono attivare molte altre strategie, che risultano solitamente efficaci solo per un certo periodo. Gli animali sono intelligenti e quando si accorgono che il pericolo non è reale, possono decidere di entrare comunque dove non vorremmo. 

Tra le strategie più efficaci ci sono gli altoparlanti che diffondono suoni disturbanti, come colpi di fucile e grida di altri cinghiali spaventati o feriti. Ma anche una radio accesa con voci umane può funzionare. 

Un’altra importante categoria di dissuasori è costituita dagli odori. Si possono lasciare materiali imbevuti di odori sgradevoli lungo il perimetro da difendere. Uno dei più usati è quello di creolina, un disinfettante. Gli odori funzionano come disabituanti, fanno allontanare gli animali che dovrebbero rinunciare a tornare. Per mantenere l’efficacia vanno rinnovati spesso. 

Possiamo anche provare ad allontanare i cinghiali con esche sgradevoli. Il peperoncino molto piccante, per esempio, non è gradito a questi animali. Potremmo mettere del peperoncino all’interno di bocconi attraenti. Una volta in bocca il bruciore provato scoraggerà i cinghiali a cercare cibo nella stessa zona.

Altri metodi per allontanare

  • suoni che disturbano, radio accese o suoni di caccia e grida di altri cinghiali
  • odori forti e sgradevoli (creolina)
  • esche sgradevoli (peperoncino piccante)

Danni da cinghiali, alcune testimonianze 

Nel Bosco di Ogigia il problema dei cinghiali non si era mai presentato in dieci anni. In alcuni casi avevo accertato delle visite notturne da parte di questi suini selvatici, ma non avevano mai provocato veramente danni. Nell’estate del 2024 però, un individuo, probabilmente un maschio solitario, ha iniziato a fare frequenti scorribande nel mio orto costringendomi ad intervenire in tutta fretta per salvare il salvabile. Condividendo la mia esperienza ho raccolto molte testimonianze che raccontano di quanto il problema sia sentito, un po’ ovunque, costringendo tanti coltivatori ad abbandonare questa attività oppure a intervenire con vari sistemi di protezione e dissuasione. Ecco alcune testimonianze raccolte sotto ad alcuni dei video realizzati.

Vivo in Appennino tra le province di AL e GE: qui i cinghiali si sono moltiplicati enormemente perché i cacciatori li foraggiano d’inverno (anche i daini ed i caprioli) …poi è arrivata la peste suina ed ora se ne vedono di meno. Tutto questo è iniziato qualche decina di anni fa con la creazione di una riserva di caccia in questa zona e relativo ripopolamento di cinghiali, daini, caprioli. (Bernardo)

Problema serio veramente. Conoscerete tutti i cinghiali a Roma, immagino. Troppi veramente e, oltre i danni all’agricoltura già ampiamente esposti, quello della sicurezza in una città con milioni di abitanti, non è da meno. (Massimiliano)

Anche da me in Umbria è così! Non solo l’orto, ma per scavare mi buttano giù muri a secco centenari. Sembra che sia passato il trattore. Noi abbiamo anche i tartufi e si mangiano anche quelli. Io ho dovuto recintare dei pezzi e ci metto le cose che piacciono a loro, perché oltre ai cinghiali ho anche l’istrice. (Marina)

Io abito in Molise, siamo letteralmente assaliti dai cinghiali, se prendono di mira un terreno non si salva nulla, mangiano tutto. L’anno scorso mi hanno rotto addirittura un albero di pesche… Quest’anno abbiamo recintato, ci vuole una buona recinzione, perché sennò passano lo stesso. (Angelica)

Qui in Sardegna vengono direttamente sulle spiagge a fregarci le borse in mezzo alla gente. (Grimm)

Come comportarsi in presenza di cinghiali 

Quando si scopre di avere dei cinghiali come vicini di casa non bisogna dare loro da mangiare. Farlo li renderebbe ancora più confidenti con l’uomo e li spingerebbe ad espandersi sempre di più in zone abitate. 

Va evitato di lasciare alimenti alla loro portata, anche i cassonetti traboccanti di rifiuti causano il loro avvicinamento. Devono cavarsela con ciò che la natura offre. In questo modo si attua l’autogestione del numero degli individui. Se le risorse sembrano infinite la riproduzione ne è incoraggiata. 

Non vanno provocati. Si tratta di animali che sfuggono al contatto diretto con noi, ma se spaventati possono diventare pericolosi. I loro corpi massicci e pesanti costituiscono un pericolo a prescindere dalla loro volontà di farci male. Non bisogna mai tentare di avvicinare i cuccioli, anche se sono belli da vedere, perché si potrebbe scatenare un’azione di difesa da parte della madre.

Francesca Della Giovampaola

Stop cinghiali. Recinto elettrico per l’orto (video)

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Alcune fonti
Studio della Provincia di Sondrio sul cinghiale (pdf)
Parco nazionale del Gran Sasso. Scheda cinghiale
Parco nazionale d’Abruzzo. Scheda cinghiale

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