La giuggiola, o giuggiolo, appartiene a quella categoria di frutti cosiddetti poveri, recentemente anche colpevolmente dimenticati, che invece poveri non lo sono in quanto ricchi di vitamine ed altre sostanze benefiche. il frutto è simile all’oliva, anche nelle dimensioni, ha un colore cha varia dal verde al giallo fino al rosso intenso. Il sapore della giuggiola è dolce acidulo simile a quello della mela. Quando è ben maturo il gusto si fa decisamente più dolce tanto da essere paragonato a quello del dattero. Infatti la pianta è detta anche dattero cinese. La maturazione avviene in autunno.

L’albero di giuggiola

L’albero sembra sia originario dell’africa settentrionale e della Siria; poi si è diffuso in India e Cina dove ha trovato il suo clima più adatto. In Italia non è chiaro se sia stato portato dai romani o dai veneziani. Appartiene alla famiglia delle rhamnaceae (noto anche come zizzolo o anche dattero cinese). Può avere la forma di arbusto o alberello. Usato anche come pianta ornamentale per parchi e giardini. Le sue radici profonde non gli fanno temere la siccità. Resiste a temperature invernali fino a meno dieci gradi, a differenza di altre piante della stessa specie che risultano molto sensibili al freddo. Non necessita di trattamenti, essendo difficilmente attaccato da parassiti. In alcune zone è considerata una pianta fortunata, gli antichi romani la accostavano al concetto di silenzio, la giuggiola fu usata per adornare i templi dedicati alla dea Prudenza. e in antichità abbiamo diverse testimonianze da testi storici che citano le bevande ricavate dalla fermentazione delle giuggiole (Rodoto, Alicarnasso, 484 a.C. – Thurii, circa 425 a.C.). Delle giuggiole ne parla anche Omero, pare che nell’antica Grecia si ricavasse una bevanda alcolica prodotto da questi frutti.

Dove si trovano le Giuggiole

L’albero di giuggiole ha una antica tradizione in Italia, come è facile intuire viste le tante citazioni antiche, sia da parte dei romani che dall’antica grecia. Nel nostro paese questo albero, e i suoi rispettivi frutti, hanno i nomi più vari: zizzola, zizoea e zizoa (Liguria), scesola (Puglia),  zinzulu (Calabria), giuggiolo, giuggiola (Toscana e Lazio).

>Scopri i prodotti Ego Power Plus

La coltivazione del giuggiolo da sempre è stata praticata in tutta Italia, con particolare predilezione nelle zone del sud e del centro, viste anche le caratteristiche della pianta che ama un clima mediterraneo caldo e terreni poveri. Purtroppo col tempo le coltivazioni del giuggiolo sono diminuite, rimanendo solo in qualche frutteto familiare, o food forest dove si cercano di recuperare specie antiche come al Bosco di Ogigia.

giuggiole sull'albero

frutti dell’albero di giuggiole

La pianta di giuggiolo al Bosco di Ogigia

Al Bosco di Ogigia ne abbiamo piantato uno circa tre anni fa. Lo acquistammo in un vivaio specializzato nella vendita di alberi antichi e rari. Era una semplice frustina. Inizialmente ha avuto notevoli difficolta e sembrava destinato a non sopravvivere. Nell’ultimo anno però è cresciuto molto, recuperando il tempo perduto. Ha preso la forma di alberello, anche se ancora molto piccolo, con rami contorti e il fogliame folto di un verde intenso. Ora che è totalmente spoglio mette in mostra le spine. Spero che quest’anno cresca ancora e forse potrò assaggiare qualche giuggiola.

Albero di giuggiolo

Giovane albero di giuggiolo al Bosco di Ogigia, primavera

Di giuggiole ne ho mangiate fin da ragazzo (ndr racconto di Vasco), anche se di piante in quell’epoca non ne ho mai viste e tuttora sono molto rare nella nostra zona. Nel corso di quelle fiere annuali che hanno un’origine anche ultra centenaria, diffuse in diversi nostri paesi e che raccolgono sempre folle di partecipanti, si trovavano in vendita giuggiole a volontà. Erano raccolte in mazzi formati da piccoli rametti con foglie e frutti. Avevano veramente un bell’aspetto: simili a mazzi di fiori. Erano acquistati principalmente nel periodo autunnale dai ragazzi e anche da adulti. Venivano consumate durante il passeggio tra i banchi della fiera.

giuggiole essiccate

giuggiole essiccate

I frutti di giuggiola

Le giuggiole possono essere conservate in più modi: essiccate, sotto spirito, o trasformate in confettura. Il frutto ha un nocciolo interno, si mangiano come molti altri frutti, con tutta la buccia.
Esistono circa 80 varietà di giuggiole e possono anche essere molto diverse. Di norma le più piccole hanno un sapore più dolce. Hanno una concentrazione di zucchero molto alta rispetto a uva o altre verdure. Le giuggiole hanno una importante concentrazione di vitamina C, ben 20 volte superiore a quella di un agrume.

Il periodo di raccolta

Le giuggiole si raccolgono da agosto, settembre sino ad inizio autunno. I frutti maturi sono di un color rosso, marrone scuro. Dalla fine della primavera i frutti passano da un color verde sino al rosso-marrone della maturazione (vedi foto in basso giuggiola in maturazione). Indicativamente una pianta in piena produzione può produrre anche diversi chili di giuggiole in una stagione (dai 30 ai 40 chili).

Cos’è il brodo di giuggiole

Sin dall’antichità questi frutti sono stati usati per creare degli infusi, o liquori a base di frutta autunnale. Oltre alle giuggiole si usavano mele cotogne, uva, melagrane. Con l’aggiunta di limone e zucchero si ricavava così una fermentazione per avere infine un favoloso infuso idroalcolico a base di frutta.

Dopo gli usi nell’epoca classica (greci e romani) fu la famiglia Gonzaga intorno al 1500 a recuperare queste tradizioni, elaborando un delizioso liquore proprio a base di giuggiole. Quello che poi veniva chiamato brodo di giuggiole, la bevanda che si accostava perfettamente con dolci e biscotti secchi, molto utilizzato in quel periodo. La popolarità e la fama di questa bevanda si diffuse molto rapidamente e nel tempo fu coniato il termine “andare in brodo di giuggiole” per indicare un particolare momento di estasi.

Per approfondire: origini del brodo di giuggiole

Ricetta brodo di giuggiole

Qui troverete una delle ricette per la produzione del proverbiale brodo di giuggiole.

  1. Mettere in infusione alcolica giuggiole ben mature, insieme a mele cotogne, uva, melagrane, scorze di limone e zucchero.
  2. Aggiungere altre qualità di frutta autunnale a piacimento.
  3. Lasciare maturare l’infuso per circa due mesi.
  4. Filtrare il liquore ottenuto.

Il liquore si può conservare a lungo. Ecco il nostro brodo di giuggiole!

Che gusto ha la giuggiola

Il sapore della giuggiola è molto particolare, si potrebbe avvicinare a quello di una mela ma direi che è molto più intenso e dolce. Il frutto ha una certa consistenza, direi decisa e quasi croccante. Rispetto alla mela i frutti sono più piccoli e molto più dolci. Possiamo dire che mangiare una giuggiola è come assaporare un cioccolatino dolce offerto dalla natura.

giuggiole in maturazione

giuggiole del Bosco di Ogigia quasi mature

Come si possono mangiare le giuggiole

Il modo forse più soddisfacente per mangiare le giuggiole è gustarle fresche, appena colte dall’albero, in genere questo momento è la fine dell’estate. In questo modo manterranno tutte le loro proprietà salutari e resterà intatto anche il sapore dolce. Come abbiamo visto è possibile essiccarle al sole raccogliendo i frutti a fine estate avremo il tempo di predisporre i nostri essiccatoi naturali.

Quali sono i benefici delle giuggiole?

Le giuggiole sono ricche di zuccheri, e fonte di vitamina A, C e del gruppo B. Contengono minerali di ferro, calcio, fosforo e magnesio, e la polpa racchiude acidi triterpenici e saponosidi.

Sono usate per preparare rimedi emollienti, antisettici, antinfiammatori e antispastici, e per il buon funzionamento di fegato e apparati gastrointestinali, respiratori e cardiovascolari. La polpa viene usata tradizionalmente per ricavarne una pasta cicatrizzante e lenitiva.

Le giuggiole essiccate vengono mangiate per trattare stanchezza, stress, inappetenza e diarrea. Si usano anche per preparare collutori, o pastiglie analgesiche, antisettiche ed espettoranti, utilizzate contro affezioni della bocca, faringiti, bronchiti, tosse e mal di gola. Gli infusi, con azione sedativa e calmante, sono un rimedio per ansia o insonnia.

Ricette con le giuggiole

Marmellata di giuggiole

Ingredienti
Giuggiole (mature)
Zucchero
1 Limone

Preparazione
Pulite le giuggiole, togliete il nocciolo e mettetele in pentola con acqua e zucchero. Aggiungeteci anche una buccia di limone tagliata a dadini e il suo succo. Passata mezz’ora sul fuoco, frullate il tutto fino a ottenere una purea. Dopodiché, riportate tutto sul fuoco per un’altra mezz’ora.

Risotto alle giuggiole

Ingredienti
Riso
Cipolla
Giuggiole
Zucca
Formaggio (a piacere)

Preparazione
In una padella fate un soffritto con la cipolla, a cui aggiungete zucca tagliata a dadini per farla insaporire. Fate tostare il riso, unitelo al soffritto, e poi ricoprite tutto con del brodo vegetale. Una volta cotto, aggiungete formaggio e giuggiole tagliate a pezzettini.

Zàleti alle giuggiole

Ingredienti (per 10 persone)
120 g di giuggiole mature tritate grossolanamente
60 ml di grappa o di rum
150 g di farina di grano
150 g di farina di mais
Scorza grattugiata di 1/2 limone
Sale
1 cucchiaino di lievito in polvere
3 tuorli d’uovo
150 g di zucchero semolato
130 g di burro, fuso e raffreddato

Preparazione

Immergete i pezzi di giuggiola nella grappa per almeno un paio di ore o, meglio ancora, per tutta la notte.

In una ciotola mescolate farina bianca, farina gialla di mais, scorza di limone, il sale e il lievito. In un’altra, sbattete i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto giallo e spumoso, o comunque fino a quando lo zucchero si sarà sciolto completamente. Fondete il burro e unitelo al mix di farine, poi unite tutto al composto di uova. Mescolate e poi aggiungete le giuggiole sgocciolate.

Sagomate dei biscotti come preferite, per poi distribuirli su un vassoio con carta da forno. Cuocete in forno preriscaldato a 180°C per 13-15 minuti, o fino a quando i biscotti sembrano dorati.

Vasco Della Giovampaola

Leggi anche
Come far crescere una food forest
I sette livelli della food forest
Mirto, piccolo albero degli dei
Il corbezzolo
Melograno
Susine e sorbe
Marmellata di susine. Come farla
Susino selvatico. Mascina di Montepulciano
Nespolo germanico
Pianta di visciolo

Guida gratuita Food Forest
Scarica la guida gratuita su come scegliere gli alberi (a cura di Stefano Soldati)

Iscriviti ai corsi
Il suolo è vita
Food Forest

Gruppo Telegram
Unisciti al gruppo Telegram

Youtube
Canale Bosco di Ogigia

Iscriviti alla newsletter e ottieni le ricette per il suolo