Cos’è l’agricoltura organica rigenerativa e perché può aiutarci a coltivare il nostro suolo per produrre cibo sano? Industriale, biologica, biodinamica, sinergica, naturale, rigenerativa. Nel mondo esistono tanti modi di fare agricoltura. Forse proprio perché, come in tutte le cose, non esiste mai un metodo universale e standardizzato: ne esistono tanti, ognuno con limiti e potenzialità, e il segreto sta nell’applicare quelli più giusti al momento giusto e che più si adattano ad ognuno di noi.

Uno dei tanti modi di fare agricoltura è infatti l’agricoltura organica rigenerativa. Cerchiamo di capire cosa si intende, da dove nasce e quali sono le sue tecniche.

Cosa si intende per agricoltura rigenerativa?

Questa tipologia di agricoltura viene chiamata “organica” perché strettamente connessa alla vita, da intendere come la vita dei microrganismi che popolano il suolo. E viene anche chiamata “rigenerativa”, perché si basa su tecniche che permettono al suolo di rigenerarsi in continuazione, al contrario delle tecniche industriali che tipicamente lo sfruttano fino a impoverirlo.

L’agricoltura organica rigenerativa, detta AOR, si fonda su una sintesi fra tradizioni antiche e conoscenze moderne derivate da diverse culture, e applica un ventaglio di approcci diversi in modo da essere personalizzabile per ogni contesto.

E la rigenerazione del suolo è il punto di partenza, lo scopo più ampio è quello di rigenerare gli ecosistemi, la biodiversità, i saperi, le relazioni umane che ruotano intorno al modello agricolo, così da rigenerare la società tutta.

Chi promuove in Italia l’agricoltura organica rigenerativa?

Deafal ONG è il principale promotore in Italia per l’AOR. Nasce nel 1998, come un’organizzazione di cooperazione internazionale che, passando attraverso l’agricoltura, punta allo sviluppo rurale, sociale, economico ed umano, alla tutela ambientale, e alla sicurezza e sovranità alimentare di piccoli produttori agricoli e categorie più vulnerabili in vari Paesi del mondo, in particolare in Africa, Asia e Sud America.

Dal 2010 è l’associazione che promuove l’AOR in tutta Italia. Ad oggi ha formato più di 4500 agricoltori secondo questo metodo, e ha seguito in campo circa 200 aziende agricole.

Origini dell’agricoltura organica rigenerativa

L’espressione “agricoltura rigenerativa” compare per la prima volta in letteratura nel 1979, nel libro “Ho-Ping: Food for Everyone” di Medard Gabel. Da allora, si diffonde prima nelle aziende agricole degli Stati Uniti, e poi in altri Paesi nel corso degli anni 2000.

Non è un metodo che è nato con dei principi scritti nero su bianco e poi trasferito nei campi. Anzi, il processo è stato al contrario. È nato da solo, dai campi, dall’accumulo di esperienze fatte da tanti agricoltori nel mondo nel corso di anni. La stessa Deafal, agli inizi, applicava quei metodi senza nemmeno avere l’intenzione di dar loro un nome e una struttura.

Fino a che, nei primi anni 2000, a Cuba avviene l’incontro fra Deafal e Jairo Restrepo Rivera, un agronomo colombiano che stava diffondendo l’AOR in Sud America. Da lì è scattata l’intuizione di portare questo tipo di agricoltura anche in Italia.

Nel 2010 l’associazione organizza il primo tour di formazione e divulgazione in giro per il Paese. A partire dal 2013 vengono organizzati i primi corsi e, nel 2018, viene registrato il logo “Agricoltura Organica Rigenerativa”, e viene redatta la carta dei principi e dei valori dell’AOR.

Jairo Restrepo Rivera

Jairo Restrepo Rivera, agronomo colombiano

Principi e valori dell’agricoltura organica rigenerativa

L’AOR nasce come una risposta innovativa e sostenibile alle sfide ambientali e all’agricoltura industriale che le ha generate.

Non esiste, ad oggi, una definizione universalmente accettata di AOR. Ma, come si è detto, anche dietro la richiesta di aziende che volevano comunicare questo loro modo di fare agricoltura, nel 2018 Deafal ha messo nero su bianco una carta dei principi e dei valori sui quali si fonda l’AOR, articolata in quattro punti:

1.Rigenerare il suolo

Implementare pratiche che aumentino la fertilità dei suoli, quantificabile dall’aumento di carbonio organico, dalla maggiore dotazione e disponibilità di elementi minerali e dall’aumentata diversità microbiologica. In terreni di collina e di montagna, scegliere sistemi e tecniche che limitino l’erosione del terreno. Adottare pratiche scientifiche, innovative e sperimentali che valorizzino le specificità e le culture locali, traendo spunto dalle tradizioni dei territori.

2.Rigenerare gli ecosistemi e la biodiversità

Operare diminuendo le contaminazioni ambientali da sostanze chimiche di sintesi valorizzando gli scarti aziendali del territorio attraverso l’autoproduzione dei mezzi tecnici, rivalutando le risorse genetiche locali, gestendo in maniera efficiente le acque e le risorse agro-silvo-pastorali. Garantire alle piante cure colturali e trattamenti che favoriscano la loro salute nel tempo e il loro costante equilibrio fisiologico.

3.Rigenerare le relazioni tra gli esseri viventi

Agire nella cura e nel rispetto della dignità delle persone e degli animali. Favorire rapporti di lavoro e di scambio basati sulla tutela dei diritti e sulla trasparenza.

4.Rigenerare i saperi

Promuovere la conoscenza come bene collettivo in continua trasformazione ed evoluzione, da acquisire e trasmettere in una dimensione di apertura e interazione con gli altri.

agricoltura rigenerativa

un suolo ben rigenerato, ricco di vita

Tecniche e strategie per rigenerare il suolo

Le principali tecniche dell’AOR sono pensate per essere facilmente applicabili, ma allo stesso tempo efficaci. Tecniche che permettono di contenere i costi, se non addirittura diminuirli, ma allo stesso tempo efficienti. Soprattutto, tecniche che sa sole non fanno miracoli, ma che devono essere intese come una parte di un approccio più complesso, che tiene di conto degli aspetti sociali, economici, ambientali e agronomici di un’azienda.

Fra le tecniche agricole in senso stretto, sicuramente alla base c’è una valutazione della qualità del suolo: geologia, pedologia, morfologia, clima, altitudine, esposizione, tessitura, compattamento, microfauna, capacità di infiltrazione d’acqua.

Questi dati vengono incrociati con analisi chimico-fisiche, e anche con quelli della cromatografia circolare su carta. Una tecnica di analisi qualitativa per immagini, ideata nei primi del ‘900 dal botanico Mikhail Tsvet e poi ripresa dal botanico Ehrenfried Pfeiffer, collaboratore di Rudolf Steiner. Serve a monitorare il processo di rigenerazione del suolo, la disponibilità di elementi naturali, il livello di degradazione della sostanza organica.

Un altro metodo basilare dell’AOR è l’autoproduzione dei mezzi tecnici. L’AOR ha una visione circolare di un’azienda agricola, in cui nulla è considerato scarto. Perciò cose come resti di potatura, residui di trasformazione, o deiezioni di animali, sono tutti riciclati per ottenere concimi e ammendanti, microrganismi da inoculare nel suolo per combattere i patogeni, o biostimolanti per le piante.

L’AOR tiene di conto anche dell’allevamento di animali. Per renderlo funzionale e non impattante, usa un metodo di pascolamento razionale: il pascolo viene diviso in piccole parcelle, dove gli animali pascolano ad alta densità ma per breve tempo in ogni parcella, e non tornano nella stessa parcella finché il manto erboso non si è rigenerato.

Per la gestione e l’uso efficiente di acqua, si utilizza il metodo delle “keyline”, o “curve di livello”. Una volta studiato il reticolo idrografico, si realizza una rete di mini-infrastrutture per creare nuove linee di deflusso per l’acqua, in modo da tale di distribuirla in modo uniforme, là dove serve, riducendo erosione e ristagni.

Le colture di copertura sono invece il principale mezzo per mantenere la fertilità del suolo. Si utilizza quindi il sovescio, vengono scelte le specie miglioratrici più adatte al contesto di quella particolare azienda, si studia un piano di semina. Questo riduce l’erosione, aumenta azoto e sostanza organica, controlla le specie infestanti, perciò riduce i costi di concimazione, e permette di evitare il ricorso a pesticidi o fertilizzanti sintetici.

Fra gli strumenti non prettamente agricoli, forse quello fondamentale è la creazione di reti. La costruzione di relazioni fra produttori, produttori e cittadini, e fra altri attori locali, con l’ottica di creare scambi e filiere corte, come avviene, per esempio, in una CSA (Comunità a Supporto dell’Agricoltura).

agricoltura organica rigenerativa

agricoltura organica rigenerativa

La campagna “Difendi l’agricoltura organica rigenerativa” di Deafal

Negli ultimi anni, grandi aziende dell’agroindustria come Danone, Nestlè, Pepsico, McCain, Cargill, Knorr e Walmart hanno lanciato investimenti milionari in progetti di agricoltura rigenerativa. Ultimo sulla lista il caso di Bayer, che ad ottobre 2023 ha iniziato a promuovere un suo particolare programma di AOR.

Le cose che lasciano perplesse associazioni, aziende e varie altre realtà che, come si è detto, promuovono da anni questo tipo di agricoltura, sono principalmente due. Uno, il fatto che Bayer ha fatto propria la carta dei principi e dei valori elaborata da Deafal senza nemmeno citare l’associazione. Due, anche se parla di agricoltura rigenerativa, nei fatti prevede di ricorrere a gene editing, sementi personalizzate, nuove molecole di fungicidi e tecniche di breeding, applicazione di pesticidi tramite intelligenza artificiale. Tutte cose che con l’autentica agricoltura rigenerativa non hanno niente a che vedere.

campagna di Deafal difendi l'agricoltura organica rigenerativa

campagna di Deafal difendi l’agricoltura organica rigenerativa

L’impressione, insomma, è che aziende come Bayer stiano facendo semplicemente propaganda. In altre parole, puntano a portare avanti e far evolvere il loro modello industriale, e per far questo presentano progetti mascherati da sostenibili per attirare investimenti.

Per contrastare tutto questo, Deafal ha lanciato la campagna “#DifendiLaRigenerativa”, che ha già raccolto più di 100 adesioni fra aziende agricole e associazioni, fra cui “Bosco di Ogigia”. L’obbiettivo della campagna è quello di costruire insieme un tavolo di lavoro per portare la vera agricoltura rigenerativa tra i temi dell’opinione pubblica e delle istituzioni.

In parallelo, sta nascendo anche L’Associazione nazionale produttori per l’agricoltura organica e rigenerativa (Produttori Aor), che intende riunire tutte quelle aziende che lavorano secondo questo metodo. Lo scopo che si prefigge è quello di promuovere le tecniche di agricoltura e allevamento rigenerativi, condividere e divulgare le conoscenze con aziende e tecnici, tutelarne gli interessi nelle sedi politiche ed istituzionali e formare persone e consumatori sui benefici legati al consumo di cibi rigenerativi.

Enrico Becchi

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Fonti
Canale Youtube Jairo Restrepo Rivera
Agricoltura organica rigenerativa, Deafal AOR

Libri
La Cura della Terra, di F.Della Giovampaola
ed Mondadori 
Agricoltura organica e rigenerativa, di Matteo Mancini. 
Ed. Terra Nuova
Coltivare bio con successodi Jean-Martin Fortier. Ed. Terra Nuova
Il mio orto biologicodi Francesco Beldì, Enrico AccorsiEd. Terra Nuova

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