Oggi si sentono nominare tanti tipi di agricoltura: intensiva, estensiva, industriale, sostenibile, ecologica, biologica, biodinamica e molte altre.
Quando si parla di un’agricoltura che sappia conciliare la produzione con la salute di uomo e ambiente, solitamente si usa il termine “sostenibile”. Ma esiste un termine molto più generale, che racchiude dentro di sé tutti i principi che, poi, vengono applicati dalle singole tecniche agricole: l’agroecologia.
Scopriamo cosa si intende con questo termine, la sua storia e i valori dell’agroecologia.

la cura del suolo è alla base dei principi di agroecologia
Cosa si intende per agroecologia?
Non esiste una definizione universalmente condivisa di “agroecologia”. In buona sostanza possiamo dire che consiste nell’applicare i principi dell’ecologia a tutto il sistema agroalimentare.
L’agroecologia, quindi, non è semplicemente un metodo per fare agricoltura. È un intero paradigma che collega agricoltura, ecologia, economia, sociologia e politica – perché ci sono tutti questi aspetti da considerare quando si analizza il sistema agroalimentare (vedi ad esempio il caso delle CSA). In sostanza, parte sì dall’agricoltura, ma utilizza un approccio olistico, perciò tiene conto dei legami che esistono fra l’attività agricola e i tanti ambiti della vita comunitaria.
Si può dire, insomma, che l’agroecologia consiste nel modo generale di intendere un’agricoltura che sia sostenibile sotto tutti i punti di vista. Biologico, biodinamico, rigenerativo e tanti altri metodi sono semplicemente i diversi approcci specifici, tecnici, in cui può essere declinata.
Agroecologia è quindi un termine-ombrello che racchiude dentro di sé tutti i metodi sostenibili di attività agricola. E, come spesso accade, è un termine moderno per indicare un approccio antico, ma dimenticato col tempo: fare agricoltura in modo sano per noi, per gli altri esseri viventi e per l’ambiente nel suo complesso, partendo dalla consapevolezze che tutto è collegato e che, quindi, si può raggiungere questo obbiettivo soltanto tenendo conto dei suoi legami con tutti gli altri aspetti del vivere.
Agroecologia (fare agricoltura in modo sano) comprende diversi tipi di agricoltura rispettosi della terra come:
- rigenerativo
- biologico
- biodinamico
- sinergico
Storia dell’agroecologia
Come si è detto, si tratta in realtà di un approccio antico, nato in modo empirico, per osservazioni e esperimenti. Come, del resto, tutti i tipi di agricoltura che rientrano sotto il termine “agroecologia”.
Come approccio moderno, invece, che integra dentro di sé anche tutte le conoscenze scientifiche acquisite nel corso di secoli, compare nella letteratura accademica per la prima volta negli anni 30 del Novecento.
Nei decenni successivi nascono tutte le altre agricolture che condividono il paradigma agro-ecologico (a eccezione della biodinamica, già formulata negli anni 20).

cos’è l’agroecologia? Non un metodo di coltivazione ma un approccio
Principi dell’agroecologia
Visto che si tratta di un approccio che abbraccia agricoltura, società, economia e politica, i suoi principi si espandono a tutte queste sfere.
Principi ambientali
- Integra le conoscenze tradizionali con le conoscenze moderne.
- Utilizza accorgimenti che intendono mantenere la salute del suolo e permettere la sua naturale rigenerazione.
- Sostituisce l’impiego di fertilizzanti e fitofarmaci sintetici con un approccio integrato che mescola cura del suolo, varietà genetica delle colture, tecniche come il sovescio e le consociazioni, e sostanze di origine naturale.
- Valorizza la varietà stagionale dei prodotti e quella genetica, sia da coltivazione che da allevamento, privilegiando le varietà tipiche di ogni territorio e rifiutando l’utilizzo di OGM.
- Alleva gli animali nel rispetto del loro benessere e secondo una sinergia fra allevamento e coltivazione, come ad esempio il pascolo razionale.
- Costruisce l’azienda agricola come un ciclo chiuso, che ricicla i suoi rifiuti e si autosostiene. E che si mantiene in equilibrio con l’ambiente circostante (approccio in permacultura).
- Personalizza le tecniche a seconda del contesto ambientale, sociale, economico e politico.
- Gestisce in modo efficiente l’utilizzo delle risorse rinnovabili dell’azienda, prime fra tutte l’acqua e il suolo.

agroecologia, principi ambientali, sociali ed economici
- Produce cibo veramente sano, privo di qualsiasi contaminante, per offrire alle persone una dieta altrettanto sana.
- Crea consapevolezza nelle persone su temi sia agroecologici che prettamente alimentari, per far capire quanto le scelte alimentari di ognuno possano creare un circolo virtuoso per salute personale, collettiva e ambientale.
- Promuove il cibo come un diritto universale e l’accesso equo alla terra e alle risorse primarie.
- Punta a creare reti fra produttori, un legame diretto fra produttori e consumatori e un’alleanza fra il mondo agricolo e quello della ricerca.
- Costruisce reti alimentari alternative alla grande distribuzione, come il caso delle Comunità di supporto all’agricoltura.
- Valorizza i piccoli produttori e le comunità locali del cibo.
- Ricrea, mantiene e promuove il legame spirituale con la terra.
Principi economici
- Favorisce le filiere corte rispetto a quelle globali.
- Restituisce dignità economica al lavoro agricolo.
- Poiché i suoi approcci richiedono più manodopera, aumenta i posti di lavoro nel settore, abbassa la concentrazione demografica nelle città, ravviva le comunità locali e riduce la meccanizzazione.
- Punta a diversificare le fonti di reddito degli agricoltori, giocando sul fatto che l’azienda agricola ha molte potenzialità per fornire importanti servizi al territorio e alla comunità.
Principi politici
- Intende raggiungere la sovranità e la sicurezza alimentare di ogni Paese.
- Promuove l’autoproduzione e l’autosufficienza dei territori e delle comunità locali dal punto di vista alimentare, energetico e di tutte le risorse primarie in generale, nonché il loro controllo sui semi, sulla terra e sulle risorse stesse.
- Incoraggia l’utilizzo di sistemi decisionali partecipati, in cui dialogano fra loro politica, ricerca, agricoltori e comunità.
Che differenza c’è fra ecosistema e agroecosistema?
Un agroecosistema è essenzialmente un ecosistema creato dall’uomo, piuttosto che nato in maniera spontanea. Come suggerisce il nome, sono appunto gli ambienti agricoli ed essere degli agroecosistemi e quindi lo sono i campi coltivati, i pascoli, i frutteti, i vigneti e gli oliveti.
Se un agroecosistema è gestito in modo agroecologico, diventa davvero molto simile a un ecosistema. Alcune differenze, comunque, rimangono:
- Lo scopo dell’agroecosistema è la produzione alimentare, quello dell’ecosistema è la sopravvivenza delle specie che lo abitano.
- In un ecosistema tutto avviene spontaneamente, nell’agroecosistema c’è molto intervento umano.
- Le specie presenti di animali e piante, i loro cicli e la loro successione in un agroecosistema sono stabiliti dall’uomo.
- Risorse come l’acqua, il cibo per gli animali o il fertilizzante per la terra sono rese disponibili dall’attenzione umana.
Tipi di agroecologia
In tutti questi principi si riconoscono molti di quelli tipici delle singole tecniche agricole. Tutti i tipi di agricoltura sostenibile, infatti, derivano da questi principi e ogni tipologia li declina nel suo modo specifico, soprattutto per quel che riguarda le tecniche da applicare in campo e gli approcci di progettazione (vedi la permacultura).
Fra le tipologie più diffuse abbiamo quindi:
- Agricoltura biodinamica
- Agricoltura biologica
- Agricoltura organica rigenerativa
- Permacultura
- Agricoltura naturale
- Agricoltura sinergica
- Agricoltura sintropica
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Cos’è l’agricoltura biodinamica
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Libri consigliati
Conoscere l’agroecologia, a cura di Silvia Pérez-Vitoria e Eduardo Sevilla Guzman, ed. Hermatena
Guide gratuite
Come rigenerare il suolo
Introduzione alla permacultura
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