Riportare la produzione di cibo vicina alle persone può significare tanto per la sostenibilità delle nostre vite. Forse sarà difficile farlo nei centri cittadini, dove le costruzioni occupano la maggior parte dello spazio. Le periferie, i piccoli borghi, i quartieri meno cementificati, possono diventare il cuore di un cambiamento possibile e necessario, soprattutto in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo. Il co-ideatore della permacultura David Holmgren ne ha parlato nel suo libro RetroSuburbia, un manuale di 592 pagine scritto su misura per i sobborghi australiani in cui spiega come adattare case, giardini, comunità e se stessi per essere più resilienti in un futuro incerto. RetroSuburbia è del 2018 (purtroppo manca la traduzione in italiano) e ipotizza soluzioni per reagire ad una grave recessione, un libro decisamente attuale.

Le soluzioni alle crisi di Holmgren

Il co-fondatore della permacultura si è collegato in diretta per la maratona Autosufficienza Live 2022, organizzata da Macrolibrarsi. Nel suo intervento Holmgren ha offerto il suo contributo per superare le crisi che ci attanagliano. La permacultura è nata negli anni ‘70 in risposta ad una serie di criticità già presenti che adesso hanno raggiunto un livello tale di gravità da non potere essere più ignorate: il picco del petrolio, il mutamento climatico, la distruzione degli ecosistemi, la desertificazione, l’aumento della popolazione mondiale, l’inquinamento. Ecco alcuni estratti del suo intervento.

David Holmgren e la permacultura

David Holmgren ad autosufficienza 2022, di Macrolibrarsi

Adattarsi all’epoca dell’incertezza 

“Credo che vivere con l’incertezza sia oggi una condizione psicologica comune, ovunque ci troviamo nel mondo, e questo fa parte del processo che ci porta all’applicazione dei principi ed etiche della permacultura in tantissimi contesti, ognuno diverso dall’altro. A me piace presentare e spiegare la permacultura come un sistema di progettazione per la gestione del territorio. Non soltanto come l’ultima moda nell’orticoltura o nell’agricoltura biologica. Mentre le strategie e le tecniche messe in atto cambiano a seconda del luogo, ci sono delle etiche e dei principi di progettazione che sono alla base di tutte queste strategie e tecniche”. 

“La progettazione in permacultura può essere applicata in diversi campi della vita e del lavoro. Il fiore della Permacultura è un modo di illustrare come i campi della permacultura si possano applicare in diverse aree della vita. Il campo della custodia della terra e della natura, le pratiche agricole e di allevamento, sono campi in cui noi impariamo a mettere in atto una relazione produttiva di reciprocità con la natura che possiamo attuare nelle altre parti del fiore. A livello della singola famiglia o gruppo di abitazioni semplifichiamo parlando di tre dimensioni: l’ambiente costruito, quello biologico e quello comportamentale”. 

Scarica introduzione alla permacultura (pdf)

L’economia non monetaria

“Con il Covid 19 è stata messa in luce l’importanza dell’economia non monetaria a livello delle singole case e famiglie, come un sistema di supporto nel momento in cui l’economia monetaria viene a mancare. L’economia monetaria è inefficiente, inadatta a provvedere ai bisogni, ai quali possiamo provvedere a livello di singola casa. Abbiamo visto che spostarsi, fare pendolarismo ogni giorno per questioni di lavoro, di intrattenimento o di studio, è in realtà non necessario per molte persone. Vivere in case con spazi multigenerazionali è il modo in cui la maggior parte delle persone sul pianeta sopravvive e vive nel benessere, in tempi difficili, questo lo abbiamo dimostrato con la pandemia”. 

Le città in transizione

“Il movimento di transizione fondato da Rob Hopkins nasce dalla permacultura. In risposta al pericolo del cambiamento climatico, alla scarsità delle risorse energetiche, al picco del petrolio e all’ingiustizia energetica ed economica, il movimento di transizione ha trasferito i principi della permacultura all’interno di zone urbane e periurbane. Concentrandosi sull’aspetto umano, sulla permacultura sociale o personale, utilizzando spazi costruiti e strutture organiche per ottenere risultati dal punto di vista sociale”. 

“Negli ultimi 10 anni emerge l’idea di RetroSuburbia, che parte dagli insegnamenti della permacultura e delle città in transizione per renderli applicabili al livello domestico, perché le famiglie e le singole case si possano organizzare per avere più resilienza davanti alle sfide di questo mondo. Una casa va organizzata come se fosse un singolo elemento su cui si possono costruire delle comunità, delle società più resilienti”. 

Periferie da trasformare

La permacultura ha origine australiane e le soluzioni suggerite dai fondatori vengono spesso pensate analizzando quel contesto. Le periferie di cui parla David Holmgren sono diverse da quelle italiane, ma gli spunti progettuali proposti, anche stavolta, possono essere applicati nel nostro Paese.

“La maggior parte degli edifici, in cui ci troveremo ad affrontare situazioni radicalmente diverse da quelle in cui furono costruiti, andranno adattati per un mondo differente. Una ristrutturazione di questi spazi si può basare su pratica ed esperienza e meno su regolamenti edilizi e ricerca teorica. Si può basare su un ciclo continuo di apprendimento. Abbiamo degli elementi che si ripetono e sono delle risposte valide di progettazione alle sfide che affrontiamo per poter creare una dimensione abitativa più armonica”.

casa di David Holmgren

La casa di David Holmgren, autosufficiente, con più fonti energetiche e creata con materiali di bioedilizia

Come modificare la nostra casa 

”La costruzione di una serra solare sul lato esposto a sud della casa è una delle soluzioni migliori per poter creare dello spazio dentro/fuori della casa, per coltivare del cibo, per fare dei semenzai. Questa è una delle più iconiche soluzioni di applicazione moderna della permacultura, che si può adattare a diverse regioni del mondo. Nei climi caldi vivere di più all’aria aperta è una delle soluzioni che può creare comunità, migliorare la connessione con la natura, ridurre la dipendenza dei giovani dai media e dall’informatica e calmierare il senso di affollamento”.

“Anche senza mettere in conto i benefici che dà l’aria aperta rispetto alla produzione di vitamina D, abbiamo visto come nell’epoca del covid stare all’aperto è più sicuro e più sano. Cucinare con la legna ci connette con la nostra ancestrale relazione con il fuoco e può essere fatto senza rilasciare emissioni, ad alta efficienza e senza fumo. Una stufa fatta con un barile riciclato è più veloce da costruire di una rocket stove ed è quasi altrettanto efficiente utilizzando pezzettini di legno. La situazione geopolitica attuale ci ricorda che bisogna essere autosufficienti come comunità, in casa e a livello regionale, dal punto di vista energetico e alimentare”.

Alcuni spunti per produrre cibo in città

“In uno spazio tra i 100 e i 1000 metri quadrati il rapporto tra suolo, acqua e luce solare sarà più equilibrato e il lavoro viene ottimizzato. Gli orti urbani sono meno produttivi di una coltivazione in zone più periferiche. La presenza di animali domestici in agricoltura periurbana offre opportunità di costruire un rapporto empatico con la natura per i bambini e dà servizi rinnovabili, fertilizzante e cibo ricco di proteine. Un sistema ben progettato può permettere un allevamento rispettoso del benessere animale, che evita cattivi odori e le attenzioni di roditori o altri animali indesiderati. Gli alberi da frutto sono elementi importanti in un sistema alimentare di periferia che dobbiamo imparare a gestire bene. Sarà importante contenerne l’espansione, anche a livello radicale, per impedire che le radici si espandano e vadano a danneggiare altre proprietà”.

L’aspetto sociale e comportamentale in permacultura

“Il campo comportamentale include ogni aspetto legato alla socialità e allo sviluppo personale. Il lavoro, la finanza, la crescita dei figli, l’educazione dei ragazzi, le abitudini alimentari, i metodi per prendere decisioni, l’invecchiamento e la disabilità. In molte famiglie ci sono poche persone perché possano essere coperte tutte le capacità necessarie per andare verso l’autosufficienza. In una casa dove abitano più persone è più facile raggiungere tale obiettivo. Ci sono tante possibilità per avere delle famiglie estese: acquisti di proprietà in comune, affitti, ospitare volontari e creare comunità“.

Come prepararsi al collasso del capitalismo

Bill Mollison, co-fondatore della permacultura e autore del Manuale di Permacultura, aveva di sicuro anticipato i tempi, già negli anni ’70 aveva stilato una serie di linee guida per una transizione in periodo di crisi. Mollison aveva preparato questo elenco pratico e puntuale: 8 fantastici consigli che ci potrebbero aiutare a vivere meglio. Riportiamo questo elenco, per riflettere sulla strada da intraprendere e, pian piano, affrancarsi dalle logiche che ci hanno portati dentro alle crisi ambientali, economiche e sociali.

“La nostra creatività è il limite del sistema”

Gli 8 consigli di Bill Mollison

  1. Impara a piantare, non solo un orto, ma studia anche come coltivare colture di base (mais, yucca, ecc. ) e alberi (da frutto, nativi, legnosi)
  2. Crea un legame con qualche terra, sia la tua o quella di un parente, un progetto, un giardino comunitario. Partecipa con le persone che vivono lì, vai a poco a poco alla ricerca di modi per trascorrere più tempo in campagna che in città, imparando a piantare, costruire, trattare i rifiuti organici; osserva e guarisci nella natura
  3. Sviluppa delle abilità pratiche (cucina, falegnameria, riparazione di macchine, lavorazione alimentare, cucito, ecc.) e insegna queste abilità a bambini, amici, vicini
  4. Cerca un gruppo di sostegno reciproco, dove le persone si occupino l’uno dell’altro, realizzino prodotti per le necessità di base collettivamente, come preparati per l’igiene naturale, rimedi naturali, alimenti conservati e fermentati
  5. Semplifica la tua vita ora, liberando spazio e tempo. Scopri tutto quello che puoi fare senza soldi: camminare, fare esercizi, arti del corpo, socializzare, giardinaggio e artigianato
  6. Liberati dalla logica di consumare sempre di più. Scegli prodotti che durino per lungo tempo, di qualità e fatti da piccoli produttori. Pratica l’economia del dono e dello scambio
  7. Scambia, immagazzina, moltiplica e diffondi semi creoli (nativi, non geneticamente modificati, prodotti dall’agricoltura popolare e familiare)
  8. Riconosci che la vita sarà molto migliore dopo! Siamo solo in transizione.

Francesca Della Giovampaola

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Permacultura e cura del nostro corpo
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Altre fonti
Retrosuburbia di D.Holmgren (inglese)

Ebook gratuito
Introduzione alla permacultura. Guida gratuita (ebook)

Libri
Permacultura. Come progettare. di D.Holmgren. ed. il filo di Arianna
Altre letture consigliate sulla permacultura
Introduzione alla Permacultura, di Mollison, Slay
Manuale di Permacultura di Bill Mollison
Permacultura integrale. Di Saviana Parodi,
ed Terra Nuova

Orto
Come fare l’orto, promemoria dei lavori
Orto sinergico, guida pratica

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