Si può essere indipendenti energeticamente? Si può vivere senza bollette? La guerra in Ucraina, il cambiamento climatico, la scarsità di risorse, l’aumento del costo dei carburanti ci costringono a fare delle scelte e l’autosufficienza energetica e le energie rinnovabili sono sempre più ricercate.

La progettazione in permacultura, che insegna proprio a progettare per i disastri, ci esorta a risparmiare e raccogliere energia e ci spinge a rendere le nostre case autonome, sia per l’acqua che per le fonti energetiche. Alessandro Ronca, fondatore del PeR (parco dell’Energia Rinnovabile in Umbria), da oltre 15 anni lavora per l’autosufficienza energetica e idrica. Abbiamo  fatto una preziosa  chiacchierata con lui, che su questi temi ha recentemente pubblicato un libro intitolato proprio “Vivere senza bollette”.

Intervista ad Alessandro Ronca

Alessandro, raccontaci del tuo lavoro per sperimentare l’autosufficienza energetica.
“Sono 15 anni che porto avanti il PeR, Parco dell’Energia rinnovabile in Umbria, un centro didattico scientifico che è nato come sperimentazione egoistica, per capire se quello che scrivevano sui libri era effettivamente fattibile. Poi è arrivata la volontà di condividere questa esperienza. Ci siamo accorti di quanto è importante fare rete, mettendo sempre in discussione le proprie competenze si può solo migliorare e qui al PeR si lavora sempre per migliorare”.

L’energia più conveniente ed efficace è quella non consumata

Come rispondere alle crisi energetiche

Viste le crisi energetiche e l’aumento vertiginoso dei costi di gas e altri carburanti, cosa consigli per risparmiare?
“È molto più facile risparmiare energia che produrla. È questo uno degli elementi di base su cui bisogna lavorare prima di tutto. Spesso per ridurre i consumi basta analizzarli e prendere consapevolezza. Prima di intervenire è fondamentale fare un controllo di tutte le apparecchiature che si hanno in casa, è necessario conoscere il loro reale consumo. Il non consumo è in assoluto la strategia vincente e quindi consiglio di partire proprio da qui”.

Alessandro Ronca

Alessandro Ronca

Prima di tutto consigli di installare un misuratore di consumi. Cos’è?
“Il misuratore di consumi, o wattmetro, è uno strumento che ci consente da subito di capire quanto consumiamo. È un servizio che dovrebbe offrire anche il contatore, ma purtroppo è stato messo lontano dagli occhi e dal cuore, non lo controlliamo perché in genere si trova in una zona impervia della casa. Questa distanza del contatore e la difficoltà di lettura ci portano a non essere realmente consapevoli di quanto consumiamo. Quindi prima di mettere un impianto fotovoltaico, pensate a risparmiare. Il solo wattmetro, installato in casa, porta a una diminuzione che varia dal 10 al 15% dei consumi. Questo avviene semplicemente perché si diventa consapevoli di quanto consumiamo. Con pochi euro di spesa otterremo facilmente un sensibile risparmio. Dando una occhiata al misuratore dei consumi prima di uscire di casa ci renderemo anche conto se ci siamo dimenticati di spegnere qualcosa. È molto importante che il misuratore di consumi lo installiamo da soli, per capire cosa stiamo facendo, per aumentare la nostra consapevolezza”.

Quale è l’elettrodomestico che ci gioca brutti scherzi sui consumi?
“Il frigorifero è il nemico numero uno della nostra energia, perché viene gestito male. Viene messo nella stanza più calda della casa, spesso lavora per fornire la stessa temperatura che c’è fuori. In sostanza lo mettiamo al caldo per farci fare il freddo. È chiaro che sia un prodotto costruito con la mentalità dell’epoca del petrolio. Purtroppo tutti i nostri strumenti si sono sviluppati intorno alle fonti fossili. Anche per questo oggi è molto pesante e faticoso trovare la strada per passare ad un sistema alternativo”.

Alessandro ricorda quanto sia importante consumare il cibo autoprodotto e fresco, per evitare gli sprechi di energia.
“Quanto più efficace è la produzione e il consumo diretto, tante meno risorse ci vorranno per conservare cibo. Purtroppo abbiamo perso due terzi delle varietà agricole che l’uomo aveva selezionato negli anni in funzione della consumabilità e del basso numero di energie per produrle”.

Ndr: Per la conservazione dei cibi possiamo utilizzare sistemi che non prevedono il consumo di energia, come l’essiccazione al sole o la fermentazione.

Vivere senza bollette. È possibile?

Come possiamo liberarci definitivamente dalle bollette?
“È un processo graduale, bisogna procedere per micro obiettivi. Un passo alla volta. Il prezzo della libertà è difficile da quantificare, ma quando ci si riesce si cammina a dieci centimetri di altezza da terra”.

La fiducia cieca ed esclusiva in un processo tecnologico futuro e futuribile che ci salverà è una idea da abbandonare, mentre vanno recuperate la competenza e la conoscenza concreta, a misura di uomo e di pianeta

Dunque non esiste la ricetta per tutti?
“Non esiste una ricetta per tutti, ma tante possibili soluzioni. Ciascuno di noi ha un modo di vivere, una famiglia, uno stile completamente diverso, quindi non c’è una ricetta valida per tutti, ma ci sono tanti ingredienti energetici che ci consentono di liberarci dal sistema. La strategia della mono-soluzione è una strategia da fonte fossile e non è vincente. Quindi bisogna trovare soluzioni differenti e multiple. Legalmente è possibile vivere senza gas, senza attacco all’Enel. Io vivo anche senza allaccio all’acqua. Vivo esclusivamente raccogliendo acqua piovana. Ci si arriva gradualmente e se si coinvolge tutta la famiglia. La quantità di batterie che servono è proporzionale a come usiamo l’energia in maniera parsimoniosa e attenta”.

Per l’energia vale il concetto del buon Padre di famiglia. Siamo abituati a pagare, ma andando in autosufficienza, questa soluzione non funziona più. Noi stabiliremo un certo budget energetico che riusciamo a produrre, e in base a questo budget energetico ci calibriamo. Oppure alcune volte abbiamo un surplus che possiamo usare

PeR Parco energie rinnovabili

PeR, Parco energie rinnovabili si trova in Umbria, nel Comune di Guardea e nella provincia di Terni

Le energie del futuro

Cosa ne pensi del futuro? Quali energie saranno più usate?
“Il futuro è molto incerto. Ci siamo resi conto improvvisamente della necessità di renderci autonomi. In realtà già negli anni ’70 si parlava di fonti alternative ma si è preferito il petrolio. Quelle che citiamo sono tutte tecnologie che hanno già 40 anni di anzianità e che avremmo dovuto inserire nella nostra quotidianità molto tempo fa. È chiaro che ora abbiamo l’acqua alla gola e dobbiamo fare in fretta, avremmo dovuto agire molto tempo prima”.

Tu sei un convinto divulgatore del fare. Oltre a metterci le mani, dobbiamo anche metterci cervello.
“Inventare è mischiare cervello e materiali. Più cervello usi e meno materiali ti servono. Questo secondo me è il dogma della sostenibilità in assoluto. Sembrano cose scontate, ma è proprio così, perché fare con più ciò che puoi fare con meno? Oggi si tende alla ridondanza, complichiamo i processi, aggiungiamo centraline per pochi punti percentuali di efficienza, rendiamo tutto più difficile. All’inizio ero molto attratto dalla tecnologia, oggi guardo al PeR con occhi diversi, forse ho un approccio molto più olistico. Mi rendo conto che tutte quelle scelte che avevo fatto legate a un principio leonardiano, hanno ottenuto risultati migliori di quelle fatte seguendo principi newtoniani, “.

Occorre porre limiti a confini allo sviluppo, in modo che sia proporzionato alle risorse disponibili e rigenerabili.

“Dobbiamo porre dei confini. Abbiamo già superato i confini in tantissimi ambiti, quindi quello che dobbiamo fare è mettere un freno. Chi se ne frega di avere una risoluzione a 8K, fermiamoci. Consolidiamo quello che abbiamo. Del cellulare, per esempio, conosciamo solo il 5% delle funzioni, a cosa ci serve acquistare modelli sempre più complessi?”

In passato sono stato un super sprecone, per questo oggi mi sento un karateka dell’efficienza energetica

Acqua e purificazione del pozzo

L’acqua è un elemento fondamentale. Come ci garantiamo acqua potabile?
“Il PeR nasce in un luogo senza fonti d’acqua potabile. Volevamo riuscire ad essere autosufficienti anche in queste condizioni. Abbiamo progettato e realizzato un complesso sistema di recupero e depurazione delle acque piovane unito a una riduzione drastica dei nostri consumi. In sintesi riesco a vivere usando l’acqua che recupero dalle piogge, modulando molto bene i consumi di tutta la famiglia”.

Cosa suggerisci a chi vuole purificare un’acqua che potrebbe essere contaminata?
“Spesso e volentieri i pozzi sono un’ottima soluzione per essere autosufficienti, ma sono purtroppo contaminati da un’agricoltura che non è proprio amica dell’ambiente. Si può fare davvero molto grazie alla tecnologia di purificazione delle acque. Se sei circondato da ettari di bosco puoi star sicuro che non hai contaminazioni, come nel caso del PeR. Se invece il pozzo raccoglie sostanze non pulite, si può trattare l’acqua a seconda dell’uso che ne facciamo. Per l’uso umano l’unica soluzione per eliminare sostanze chimiche è quello di installare delle membrane osmotiche, ma consiglio di farlo esclusivamente per l’acqua di uso alimentare”.

Il cellulare solare

Esiste il cellulare solare, vero?
“Sì, è vero. Vi faccio vedere questa chicca: un cellulare di vecchia generazione: il cellulare solare. Questo era il massimo della tecnologia solare legata al cellulare. Non ha avuto il successo che meritava perché poi sono arrivati gli smartphone. Ma è ancora funzionante e io lo uso come telefono di emergenza. Purtroppo oggi è introvabile”.

Produrre energia, anche se rinnovabile, costa sempre di più che risparmiarla

un cellulare solare

Alessandro mostra il suo cellulare solare

Il fotovoltaico

Il fotovoltaico è la soluzione? Cosa ne pensi a chi lo critica per l’inefficienza?
“Non è vero che i moduli fotovoltaici durano solo 20 anni. Questa è solo una bugia. Al PeR ho dei moduli fotovoltaici che hanno 38 anni. Funzionano al 65% della loro capacità. Ma sono passati 38 anni, ditemi qual è una tecnologia che ha 38 anni e che oggi funziona ancora bene. Certo, ci vuole manutenzione e anche un po’ d’amore. In ogni caso questo calo dell’efficienza dei pannelli fotovoltaici è sopperito dall’aumento dell’efficienza della tecnologia stessa che siamo abituati ad usare in casa”.

Faremo prima o poi i conti con la natura?
“Come dice Stefano Mancuso la natura ci può semplicemente togliere di torno, noi dopo 300.000 anni che stiamo su questo pianeta siamo già a rischio estinzione, mentre la media di sopravvivenza delle specie sul pianeta è di 2.5 milioni di anni. Il problema è che non abbiamo mai spinto così pesantemente il limite dell’equilibrio della natura. La stiamo mettendo a dura prova con l’aumento di concentrazione di gas serra, l’aumento della temperatura del Pianeta e questo potrebbe essere un passaggio critico”.

Vivere senza bollette. Con Alessandro Ronca (video)

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Filippo BellantoniFrancesca Della Giovampaola

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Libri
Vivere senza bollette, di Alessandro Ronca. Ed. Terra Nuova

Parco Energia Rinnovabile
PeR (il Parco dell’Energia Rinnovabile)

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