Chi ben comincia è a metà dell’opera e questo vale anche quando dobbiamo trapiantare i pomodori. Questa operazione è quasi obbligatoria per coltivare pomodori in Italia, in quanto, per il nostro clima, i pomodori vengono quasi sempre fatti partire in serra attraverso un semenzaio. Quando le temperature notturne raggiungono o superano stabilmente i 15° C possiamo trasferirli a terra nell’orto. Nell’articolo vediamo tre operazioni fondamentali per effettuare un trapianto di successo.
Consiglio 1. Fare il bagnetto prima del trapianto dei pomodori
Le piante di pomodoro vanno trasferite a terra quando sono bene sviluppate, ma le radici non devono avere ancora riempito tutto il vaso e iniziato a svilupparsi in circolo (spiralizzazione delle radici). Prima di metterle a terra bagnamo molto bene il pane di terra che le accompagnerà nella nuova dimora. In questo modo le radici subiranno un minore stress da trapianto, perché avranno a disposizione l’umidità necessaria prima che le radici inizino a svilupparsi a terra. Inoltre con il panetto di terra bagnato dovrebbe essere anche più semplice l’estrazione della zolla dal vasetto.
Immergiamo quindi tutto il vasetto di pomodoro in un secchio d’acqua o meglio con una soluzione fertilizzante, aspettiamo qualche secondo, che le bolle terminino di uscire dal vasetto. Il panetto di terra deve essere ben inzuppato.
Il bagnetto si può fare con semplice acqua o con acqua arricchita di sostanze nutritive di pronto assorbimento. Non mi riferisco all’aggiunta di concimi chimici, ma all’utilizzo di compost o fermentati di erbe per fornire un fertilizzante completamente naturale attraverso l’acqua di irrigazione.
Con il compost si prepara in pochi giorni il tè di compost, da aggiungere all’acqua per il bagnetto. Si possono anche preparare macerati con diverse erbe spontanee o macerati con foglie di pomodoro, che contengono proprio le sostanze di cui hanno più bisogno le nostre piantine.
- Per approfondire: tre macerati per l’orto da provare (video)

la delicata fase dei trapianti
Ricetta del compost tea
Servono un contenitore per l’acqua e un sacco in cui trattenere il compost, l’equivalente della bustina per il tè. Si possono usare un sacco di juta, una busta in tessuto o vecchi calzini per piccole quantità.
Ingredienti:
- 200 g di compost per ogni litro d’acqua
- Acqua senza cloro
Lasciare in macerazione il sacco con il compost in acqua per circa una settimana, ossigenando di tanto in tanto. Si ossigena mescolando bene l’acqua almeno una volta al giorno o inserendo nel contenitore un ossigenatore automatico. Alla fine si estrae la busta con il compost, che può essere distribuito a terra, e si usa il tè diluito.
- Per approfondire puoi leggere: macerati naturali per curare le piante
Consiglio 2. Interrare anche una parte del fusto del pomodoro
I pomodori hanno la capacità di emettere nuove radici anche dal fusto. Si tratta, infatti, di una pianta capace di espandersi strisciando e radicandosi a terra man mano che avanza. Possiamo sfruttare questa caratteristica per avere piante con radici più profonde e numerose interrando oltre il colletto la giovane pianta. In genere le piante vanno messe a terra in modo che la il colletto resti sul piano di campagna, ma il pomodoro fa eccezione. Se necessario togliamo le foglie più basse della pianta per evitare che stiano a contatto con la terra.

trapianto di pomodori
Consiglio 3. Fertilizzare e pacciamare il suolo
I pomodori sono abbastanza esigenti e per fornire loro tutti i nutrienti è utile aggiungere abbondante compost, letame maturo o vermicompost nell’aiuola di coltivazione. Si può usare un po’ di compost anche direttamente nella terra intorno alle radici quando questa è molto bagnata e si rischia l’effetto vaso di terracotta. Un materiale soffice e ricco di materia organica mischiato alla terra bagnata ne limita il compattamento. Appena fatto il trapianto poi si versa un po’ d’acqua alla base della nuova piantina per far aderire meglio la terra alle radici.
Aggiungere una abbondante pacciamatura sotto i pomodori fin dal trapianto dà tanti vantaggi. Si evita il riscaldamento delle radici (o il loro raffreddamento in caso di un ritorno tardivo delle basse temperature), si riduce l’evaporazione d’acqua e si limita la crescita delle piante spontanee. Quando queste emergeranno dalla copertura si possono facilmente estrarre o tagliare. La pacciamatura andrebbe tenuta distante qualche centimetro da fusto per evitare che questo resti bagnato.
- Per altri consigli sulla coltivazione dei pomodori poi leggere: coltivare pomodori in estate, 7 trucchi per avere frutti sani
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La Cura della Terra, di F.Della Giovampaola, ed Mondadori
Fare il compost, di Ludovic Martin, Pascal Martin, Eric Predine – Terranuova edizioni
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