Le piante possono essere curate con le piante, possiamo fare tantissimi decotti, infusi e macerati naturali.

Il mondo vegetale fornisce una immensa quantità di principi attivi e che siamo abituati ad utilizzare per la nostra salute e la nostra alimentazione, ma che possiamo sfruttare anche per nutrire, difendere e rafforzare le piante coltivate. Ortica, equiseto, menta, foglie di pomodoro, tanaceto, tabacco, rosmarino, aglio, cipolla, assenzio, consolida e molte altre piante possono essere trasformate in rimedi naturali per combattere parassiti, malattie fungine e vari altri problemi delle piante. I preparati possono avere anche un funzione preventiva e rafforzativa per consentire alle piante di mantenersi in salute e difendersi da sole dalle aggressioni.  Vediamo in questo articolo alcuni preparati che possiamo usare nell’orto o nel giardino.

Come trasformare le erbe in rimedi e macerati naturali

Per estrarre le proprietà che ci interessano dalle piante si usa in genere l’acqua (fredda, calda o bollente) che diventa anche il modo più facile per distribuire sulle foglie o sulla terra l’estratto ricavato, spesso dopo una opportuna diluizione.  Ci sono quattro modalità base per estrarre i nutrienti che ci interessano: la fermentazione, la macerazione, la preparazione di un decotto o di un infuso. Vediamo le differenze e come preparare ciascun estratto. Per tutte le ricette è consigliato usare acqua piovana, priva di cloro. Nel caso che si disponga solo di acqua trattata con cloro è necessario lasciarla per uno o due giorni in un contenitore aperto così da dare il tempo a questo elemento di evaporare. 

L’estrazione per fermentazione

Questo metodo consiste nel lasciare in acqua per diversi giorni (fino a 15) le parti vegetali, mescolando di tanto in tanto per fare entrare aria e favorire il processo di fermentazione. Per una corretta fermentazione occorrono temperature comprese tra i 15 e i 25 gradi. Si noteranno delle bollicine, prodotte dal processo di fermentazione. Il preparato va filtrato e diluito per poter essere distribuito. Si può conservare per alcune settimane in contenitore chiuso, in luogo fresco e al riparo dalla luce. Un famoso fermentato si fa con l’ortica, che si lascia in acqua per 15 giorni quando la si vuole usare come fertilizzante. Il cattivo odore tipico dei fermentati può essere limitato aggiungendo delle foglie di salvia dopo una settimana dall’avvio del processo.

La macerazione

Molto simile, ma più breve della fermentazione è la macerazione. In questo caso le parti vegetali devono restare in acqua solo per 24 ore a temperatura ambiente. Il macerato si usa subito dopo il filtraggio, se lo si lascia più a lungo inizierà il processo di fermentazione. 

Il decotto 

Per il decotto, come per l’infuso ci serve acqua calda. Per il decotto le pianta sminuzzata viene fatta bollire in acqua per 30 minuti. Prima della cottura è utile lasciarla in macerazione per 24 ore. Durante la bollitura si lascia coperta la pentola per evitare che evapori il liquido. Il coperchio resta sulle pentola fino quando io decotto non si è raffreddato. Va usato entro 48 ore per evitare che perda le sue proprietà. 

L’infuso

L’infuso è più leggero del decotto e si prepara in poco tempo. Anche in questo caso si sminuzzano le parti vegetali e si mettono in una pentola con acqua. Non serve una giornata di ammollo, si accende subito la fiamma e si aspetta che l’acqua abbia raggiunto la temperatura di ebollizione per spegnere il fornello. Appena freddo l’infuso è pronto per essere usato, anche per lui vale la regola di usarlo il prima possibile. 

Dosaggio dei preparati per le piante

Per tutti i rimedi citati sopra (fermentati, macerati, decotti e infusi) si può seguire un dosaggio standard per la loro preparazione. Per ogni chilo di vegetale ci servono 10 litri di acqua. Quindi se si vuole solo un litro di rimedio ci dobbiamo procurare 100 grammi di erbe.  Il peso si riferisce alle piante fresche. Se si usano piante essiccate ne bastano 100 o 200 grammi per 10 litri d’acqua.

Dosaggio standard rapporto 1:10

  • 1 chilo di vegetale
  • 10 litri di acqua

Un po’ più complessa da ricordare è la diluizione dei preparati da fare in acqua al momento della distribuzione.   

In linea generale per annaffiare con un fermentato si mettono 2 litri di estratto in dieci litri di acqua. Se lo si utilizza nebulizzato sulle foglie la diluizione è al 10% (un litro di preparato in 10 litri d’acqua). Il decotto può essere utilizzato per innaffiare o nebulizzare anche senza diluizione, ma attenzione alle piante sensibili. L’infuso va diluito al 10%, ovvero si mette un litro di infuso su 10 litri di acqua prima di essere usato come insetticida sulle piante. Il macerato si usa con uno spray non diluito contro le malattie fungine. Queste dosi sono generali, bisogna tenere conto delle caratteristiche sia della pianta curativa che di quella ricevente e del risultato ottenuto con l’estrazione, che sarà sempre un po’ diverso. Il consiglio è di sperimentare e osservare.

Ora vediamo qualche esempio di estratti da usare nell’orto.

Consolida maggiore per preparati

Consolida maggiore, Symphytum officinale

Fermentato di consolida maggiore (Symphytum officinale)

La consolida è una pianta molto utile nell’orto, cresce facilmente, produce tanta materia organica, che può essere utilizzata come pacciamatura. Possiamo anche farla fermentare in acqua per ottenere un fertilizzante ricco di potassio. Si tagliano le foglie di consolida, si mettono in un recipiente con l’acqua e si copre, senza chiudere ermeticamente. La consolida fermentata sprigiona un pessimo odore, perciò è meglio scegliere un posto in cui non possa dare troppo fastidio. Mescolare tutti i giorni e dopo due settimane filtrare. 

Si usa per prevenire gli attacchi della dorifora (un coleottero che si nutre prevalentemente di piante della famiglia delle solanacee, soprattutto patate) e come fertilizzante per le solanacee e i cetrioli, sempre diluito.  

Macerato di ortica

Uno dei macerati più conosciuti nell’orto è il macerato di ortica (Urtica dioica), può esserci utile sia come fertilizzante che come insetticida naturale. Tutto dipende dai tempi di macerazione. Il periodo ideale per preparare il macerato di ortica è maggio, anche se l’ortica può esser raccolta in ogni periodo dell’anno.

Decotto e macerato di Equiseto

Anche l’equiseto, la cosiddetta coda cavallina ci può esser molto utile per le nostre piante. Previene malattie fungine e rafforza le difese immunitarie delle piante, aiutandone anche lo sviluppo quando queste sono in crescita (grazie al silicio e altri elementi).

Siero di latte nell’orto

Il siero di latte è un liquido fantastico e facilmente reperibile. Si può usare ad esempio l’acqua della mozzarella. Si può anche autoprodurre mescolando il succo di mezzo limone in due litri di latte, dopo qualche ora si ottiene una specie di formaggio e l’acquolina (il nostro siero di latte). Il formaggio è buonissimo, aggiungi un po’ di sale e di pepe e poi fallo riposare uno o due giorni.

Il siero di latte contiene i batteri dell’acido lattico i quali sono organismi probiotici. Questi fantastici batteri sono sempre benefici, sia in condizioni aerobici che anaerobici. Per questo possiamo usare il siero di latte per migliorare l’effetto fertilizzante di tanti preparati e macerati. Il siero di latte partecipa e favorisce la creazione del ciclo biochimico della materia organica del suolo, disintossicando sostanze chimiche pericolose e migliorando la salute delle piante. Quei microrganismi amichevoli aiutano a inibire i funghi e l’attacco batterico alle radici e alle foglie delle piante. In pratica si può diluire nell’acqua dell’innaffiatura (ne serve poco: 1 litro di siero per 100 litri di acqua, ma si può anche mettere più siero), oppure spruzzare sulle foglie delle piante durante il tramonto, in questo orario quando non fa troppo caldo e non rischiamo di seccare i microrganismi vivi del nostro preparato.

siero di latte

siero di latte

I batteri dell’acido lattico partecipano allo sviluppo del sistema immunitario delle piante e del suolo. Si può usare per l’orto, aiuole di fiori, alberi da frutto, la vite, insomma per tutte le piante.  Spesso uno scarto della produzione di formaggio si trova facilmente a costo zero, come abbiamo visto si può anche fare in casa.  Un preparato da usare e abusare senza vergogna.

Biofertilizzante fogliare autoprodotto

Per proteggere le foglie delle nostre piante possiamo usare un biofertilizzante con lievito di birra e pasta madre. Ecco la ricetta di un fertilizzante fogliare che nutrirà le piante inoculando una serie di microrganismi benefici.

Dentro a un bidone con chiusura ermetica facciamo fermentare insieme (ricetta di Emile Jacquet):

Materiale necessario

  • 40 kg di letame fresco, qualsiasi
  • 2 kg di zucchero
  • 200 gr di lievito di birra fresco
  • Un po’ di pasta madre
  • 3 litri di latte
  • 2 kg di cenere
  • Dell’acqua senza cloro
  • 1 Bottiglia d’acqua.
  • 1 Tubo per annaffiatura di circa 1 metro, che possa entrare nella bottiglia d’acqua.
  • 1 bidone di 150L con parete opache e un tappo ermetico.
  •  1 Raccordo passa parete
  • 1 Secchio di plastica da 20 litri.

Procedura

  1. Riempire ¾ del secchio di plastica con dell’acqua senza cloro tiepida. Diluire dentro lo zucchero e mescolare con la mano per assicurarsi che l’acqua non sia troppa calda. Aggiungere il lievito di birra ed attendere che faccia delle bolle. Aggiungere un po’ di letame e mescolare.
  2. Mettere tutto il letame nel bidone e riempirlo a metà di acqua senza cloro. Mescolare bene
  3. Aggiungere la cenere. Mescolare
  4. Aggiungere il latte e la pasta madre. Mescolare
  5. Aggiungere il contenuto del secchio.

A questo punto chiudete il bidone ermeticamente. Dopo 40 giorni il preparato è pronto. Filtrare il liquido e diluirlo 1 a 10 con acqua senza cloro e applicare con pompa a spalla, irrorando direttamente sulle foglie.

Francesca mentre irrora preparati naturali anti afidi

Francesca del Bosco di Ogigia mentre irrora preparati naturali contro afidi e altri insetti

Infuso o decotto di tanaceto (Tanacetum vulgare)

Il tanaceto è una pianta ricca di oli essenziali dalla tipica infiorescenza costituita da capolini di colore giallo che profumano di canfora. Contiene anche una sostanza chiamata tujone, tossica, che lo rende efficace contro molti insetti. Può essere usato come repellente o curativo contro il ragnetto rosso e giallo, la mosca bianca, l’altica, la carpocapsa, i bruchi, la dorifora, la nottua, la cavolaia, gli afidi. Non va distribuito sulle piante quando il sole è alto (questo vale per tutti i trattamenti) e bisogna evitare di raccogliere gli ortaggi nella settimana successiva all’irrorazione perché il tanaceto ha una tossicità anche per l’uomo. Per le piante non è fitotossico, quindi si può ripetere il trattamento più volte. 

L’infuso si prepara tagliando foglie e fiori e mettendole in una pentola di acciaio inox con acqua fredda, che poi portiamo ad ebollizione. Raggiunta la temperatura si spegne il fuoco e si lascia raffreddare con il coperchio. Alla fine si filtra e si usa in diluizione al 10% entro due giorni. Il decotto si ottiene lasciando bollire sul fuoco l’acqua per 20-30 minuti.

Francesca Della Giovampaola ed Emile Jacquet

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Libri
Strategie anti-parassiti per il giardino
, di Joahann Gis, ed Il Castello
Curare gli alberi da frutto senza chimica, di Francesco Beldì, ed Terranuova

Libro del Bosco di Ogigia
La Cura della Terra, di F.Della Giovampaola, ed Mondadori (Amazon)
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La cura della terra. Il libro del Bosco di Ogigia

La cura della terra. Il libro del Bosco di Ogigia, edizioni Mondadori

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