Dopo Ferragosto, con le temperature che cominciano gradualmente a diminuire e le giornate ancora abbastanza lunghe, è il momento di preparare l’orto per le coltivazioni autunnali e invernali. Agosto rappresenta infatti un periodo di passaggio importante: mentre continuiamo a raccogliere gli ortaggi estivi, dobbiamo pensare alle colture che ci accompagneranno nei mesi più freddi. Vediamo, fase per fase, cosa fare per avviare le nuove coltivazioni. 

La rotazione delle colture

Prima di pensare a semine e trapianti, bisogna preparare le aiuole e decidere quali destinare alle diverse colture. In alcuni casi avremo già programmato in precedenza la successione degli ortaggi; se non lo abbiamo fatto, questo è il momento giusto per pensarci. Alternare correttamente le colture, tenendo conto della famiglia botanica di appartenenza e delle diverse esigenze delle piante, aiuta a mantenere il terreno fertile, a limitare problemi legati a malattie e parassiti e, più in generale, a ottenere un orto sano e produttivo.

Se non abbiamo uno schema ben organizzato delle successioni delle colture, teniamo un diario di ciò che coltiviamo e della posizione occupata dai diversi ortaggi. Questi appunti sono la traccia per decidere le coltivazioni successive. Bisogna tenere conto della famiglia botanica di appartenenza degli ortaggi, di quando va inserita nell’orto, di quanto tempo impiega per la maturazione e di quando potrà lasciare spazio alla successiva.

Non è necessario aspettare sempre che una coltura abbia concluso completamente il proprio ciclo prima di avviare quella seguente. Con un po’ di esperienza possiamo organizzare le successioni senza mai lasciare mai l’aiuola vuota. Se gli spazi lo consentono, per esempio, possiamo seminare o trapiantare la nuova coltura mentre quella precedente è ancora presente. Man mano che le vecchie piante vengono rimosse, la nuova coltura cresce e occupa gradualmente lo spazio lasciato libero. Questa organizzazione può diventare ancora più articolata e coinvolgere anche più di due colture, creando una successione continua nell’uso dell’aiuola.

Talvolta, però, è utile liberare completamente l’aiuola dalle colture presenti, in modo da poter effettuare una lavorazione di base.

colture autunnali

colture autunnali-invernali: cavoli

La preparazione del suolo

A ogni cambio di coltura preferisco fare un passaggio con la grelinette (bioforca o broad fork) per muovere il suolo. A volte questa operazione risulta quasi superflua, perché il terreno si è mantenuto particolarmente soffice, ma, quando possibile, trovo comunque utile ripeterla. La grelinette permette infatti di arieggiare e decompattare il terreno senza rivoltarlo e senza sconvolgerne la stratificazione.

Dopo questo passaggio diventa anche molto più semplice rimuovere le erbe spontanee eventualmente cresciute in abbondanza. Il terreno smosso consente di estrarle facilmente insieme alle radici, rallentandone così la ricrescita. Non si tratta di effettuare un diserbo completo e sistematico: l’obiettivo è creare uno spazio sufficientemente libero per dare alle nuove colture un vantaggio nella fase iniziale della crescita.

A questo punto distribuisco sulla superficie del terreno del compost, generalmente autoprodotto. In alternativa, o in aggiunta, si può utilizzare del vermicompost. Questa può essere anche l’occasione per apportare polveri di roccia o altri ammendanti, se ne abbiamo previsto l’impiego in base alle caratteristiche e alle necessità del nostro suolo.

Terminati questi lavori, l’aiuola è praticamente pronta per accogliere le nuove colture. Un altro passaggio importante è la pacciamatura. In alcuni casi preferisco stenderla prima e poi aprire al suo interno gli spazi necessari per semine e trapianti. In altri, soprattutto quando si semina direttamente nell’aiuola, può essere più conveniente procedere prima con la semina e aggiungere la pacciamatura in modo graduale: inizialmente uno strato leggero, che non ostacoli l’emergenza delle giovani piantine, per poi aumentarlo quando queste saranno sufficientemente sviluppate.

preparazione terreno

preparazione terreno

Gli ortaggi da piantare in autunno

La scelta degli ortaggi da coltivare in autunno dipende naturalmente dai propri gusti, mentre le quantità andranno valutate in base alle esigenze della famiglia e allo spazio disponibile nell’orto.

In questo periodo dell’anno trapianto numerosi finocchi che, con le dovute cure e una buona protezione dal freddo, mi accompagnano fino all’inverno inoltrato.

Insieme ai finocchi trapianto delle insalate, mettendo una fila di insalate tra due file di finocchi. Queste due culture crescono bene insieme aiutandosi. 

Dedico molto spazio anche ai cavoli. Ne esistono moltissime varietà, caratterizzate da tempi di maturazione e resistenza al freddo differenti. Scegliendole con attenzione, posso iniziare a raccogliere i primi cavoli già in autunno e continuare per tutto l’inverno, arrivando con le varietà più resistenti e a ciclo lungo fino all’inizio della primavera.

Le principali semine del periodo sono: rucola, rape, cime di rapa, spinaci, bietole, lattughe, cicorie, carote, prezzemolo e ravanelli.

Meglio semine o trapianti?

Quando dobbiamo avviare le colture autunnali possiamo scegliere tra la semina diretta nell’orto e il trapianto di piantine già sviluppate. Entrambe le soluzioni hanno vantaggi e svantaggi.

La semina diretta in campo offre il grande vantaggio di permettere alla pianta di svilupparsi fin dall’inizio nel luogo in cui completerà il proprio ciclo. Le radici crescono direttamente nel terreno senza essere successivamente disturbate dal trapianto e la giovane pianta non deve affrontare lo stress e il possibile rallentamento della crescita legati a questa operazione.

Per ottenere buoni risultati, però, bisogna preparare un letto di semina sufficientemente soffice e regolare, che favorisca la germinazione e permetta alle giovani radici di svilupparsi senza difficoltà. Soprattutto, in questo periodo dell’anno è fondamentale essere molto costanti con l’irrigazione. Siamo ancora in estate, le temperature possono essere elevate e le piogge scarse o del tutto assenti: durante la germinazione il terreno deve quindi rimanere umido, evitando che si asciughi proprio mentre il seme sta germinando o la plantula muove i primi passi.

L’alternativa è il trapianto, che consente di mettere a dimora piante già sviluppate. Le piantine possono essere autoprodotte in semenzaio, ma anche in questo caso è necessaria grande attenzione all’irrigazione, persino maggiore rispetto alla semina in pieno campo perché la piccola quantità di substrato contenuta negli alveoli si asciuga infatti molto rapidamente durante le giornate calde.

Una soluzione più semplice è acquistare piantine già pronte in vivaio, avendo cura di scegliere un buon vivaista. Nei primi giorni dopo il trapianto servirà comunque una irrigazione costante. 

trapianti di cavoli

trapianti di cavoli

Le cure necessarie dopo semine e trapianti 

Con l’avvicinarsi dell’autunno dobbiamo cambiare gradualmente il modo in cui ci prendiamo cura dell’orto. Nelle prime settimane le condizioni sono ancora tipicamente estive e dobbiamo preoccuparci soprattutto del caldo, della mancanza d’acqua, degli insetti e della crescita delle erbe spontanee. Con il procedere della stagione, invece, le temperature scendono, aumentano le piogge e l’umidità e diventano più importanti il controllo dei ristagni, la presenza delle lumache e, avvicinandosi all’inverno, la protezione delle colture dal freddo e dalle prime gelate.

È importante che alle piantine appena trapiantate non manchi mai l’acqua. Conviene quindi predisporre un sistema di irrigazione, anche se prevediamo che, con l’arrivo dell’autunno e delle piogge, sarà necessario utilizzarlo sempre meno.

Al momento del trapianto il pane di terra deve essere ben bagnato e, nei primi giorni, bisogna fare in modo che il terreno intorno alle radici rimanga sufficientemente umido. Se necessario, possiamo intervenire anche manualmente con un annaffiatoio, bagnando in modo mirato le singole piante alla base.

Per contenere la crescita delle erbe spontanee possiamo ricorrere alla pacciamatura, senza però rinunciare a qualche controllo periodico. In questo periodo dell’anno sono infatti ancora molto attive alcune piante spontanee, come il convolvolo, capaci di crescere rapidamente e di entrare in competizione con le giovani piantine. Un controllo a vista e qualche intervento manuale saranno sufficienti a evitare che prendano il sopravvento.

Un altro problema da tenere sotto controllo sono le lumache. Con l’arrivo delle prime piogge e l’aumento dell’umidità possono tornare particolarmente attive e rappresentare un pericolo per le giovani piantine, che possono essere divorate anche in una sola notte. Esistono diversi sistemi e barriere meccaniche per limitarne l’accesso alle colture e trappole per catturarle. 

Per approfondire questo argomento vi rimando al nostro articolo dedicato alla difesa dell’orto dalle lumache.

Contro il caldo potrebbe essere necessario un ombreggiante nei primi giorni dopo il trapianto. Le piante autunnali sono ancora più sensibili al caldo di quelle estive che abbiamo protetto fino a questo momento.

Se arrivano le piogge vanno controllati i ristagni idrici. Gli ortaggi sono molto sensibili a questo problema.

Se si sono fatte semine dirette ricordiamo di diradare. Anche se dispiace eliminare piantine già spuntate, il raccolto sarà migliore con il giusto spazio per la crescita. Le plantule eliminate possono comunque finire in un’insalata.

In particolare sulle Brassicaceae, tra fine estate e inizio autunno possono essere ancora molto attivi cavolaie, altiche e altri fitofagi. Una rete anti insetto può essere molto utile sulle giovani piante.

Prepararsi alle prime gelate. Le colture più sensibili possono essere protette con tessuto non tessuto, piccoli tunnel o altre coperture, da predisporre prima che arrivi il freddo vero. Dopo il caldo sofferto in estate tendiamo a trascurarlo, ma il freddo in autunno può arrivare in maniera repentina. Predisponiamo l’orto in modo da essere pronti a difendere le piante sensibili.

Francesca Della Giovampaola

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