La capitozzatura degli alberi è una maledizione. Si effettua soprattutto tra febbraio a marzo, nel periodo delle potature. E più cerchiamo di liberarcene, più la pratica si diffonde e danneggia in modo irreparabile il patrimonio arboreo nazionale. Per rimarginare certe ferite e tornare a godere di viali alberati, parchi e giardini con alberi dalle chiome belle e naturali ci vorranno secoli. Perché una pratica tanto nefasta e dannosa, riconosciuta tale dagli esperti, continua ad essere praticata e non si riesce a fermarla?

Cosa si intende per capitozzatura degli alberi

La capitozzatura è un taglio drastico della chioma di un albero, che può essere rimossa anche integralmente. I tagli a capitozzo sono effettuati su branche o rami di grosse dimensioni e lasciano, perciò, grandi ferite aperte. In alcuni casi vengono rimosse interamente le branche lasciando solo il tronco, dal quale la pianta emetterà frettolosamente nuovi succhioni per ricomporre la chioma con cui effettua la fotosintesi e altri scambi vitali con l’ambiente. Tali tagli modificano irreversibilmente la struttura e la fisiologia della pianta, con conseguenze negative sulla stabilità e la sopravvivenza nel lungo periodo. Esistono situazioni in cui questi tagli sono funzionali a specifici utilizzi, ma vanno effettuati in modo da preservare la salute dell’albero.

Capitozzature in città. Puoi inviare le tue foto a [email protected]

Quando capitozzare (febbraio-marzo)

La capitozzatura come tecnica di allevamento viene applicata per far mantenere agli alberi una forma obbligata. Può essere necessaria quando gli spazi sono ristretti o si vuole raggiungere un risultato particolare. In questi casi gli interventi seguono regole che permettono alla pianta di preservare le sue riserve e di non essere esposta a malattie. Ogni albero reagisce in modo diverso a questo trattamento e non tutti possono sopportarlo. La capitozzatura a testa di salice era diffusa in campagna per alcune specie come i gelsi e i salici. I succhioni dei gelsi erano tagliati ogni anno per nutrire i bachi da seta con le loro foglie, i tralci nuovi dei salici, venivano usati per lavori di intreccio o legature. In questi casi la pianta deve ricevere l’impostazione desiderata nei primi anni di sviluppo. La capitozzatura può essere necessaria quando la pianta è già malata, o ha subito gravi danni a causa di gelate. Si tratta di interventi su singoli esemplari che hanno questi problemi.

potatura a testa di salice

potatura a testa di salice

A chi conviene capitozzare?

Si continua a capitozzare per diverse ragioni. Si va dalla poca competenza di chi effettua i tagli, all’altrettanto scarsa conoscenza in materia di chi li commissiona. A forza di potare male le chiome degli alberi abbiamo perso la capacità di riconoscere un albero integro, da uno mutilato. Ci siamo abituati alla bruttezza e convinti che, se gli esperti usano questa tecnica, ci deve essere una buona ragione. Non mancano gli interessi economici che girano intorno a tutte le fasi di lavoro. Far crescere alberi, piantarli, potarli, usare il legno residuo muove un bel flusso di denaro. In particolare per le alberature stradali le amministrazioni pubbliche hanno la necessità di intervenire su migliaia di esemplari. Le potature vengono date in appalto a costi più bassi possibile. Le ditte si impegnano ad effettuare il lavoro, ma lo fanno con personale poco qualificato e la necessità di risparmiare al massimo sulle ore/lavoro. Il risultato sono tagli a casaccio, che non tengono minimamente conto che si sta intervenendo su un essere vivente. Risparmiare sulle potature non conviene, come vedremo interventi del genere fanno lievitare i costi per tutta la collettività.

alberi appena capitozzati

alberi appena capitozzati nel mese di febbraio

Perché capitozzare fa così male agli alberi (12 motivi)

Il cambiamento climatico, l’inquinamento, l’erosione delle risorse naturali ci assediano e gli alberi sono una delle soluzioni più efficaci e semplici da mettere in atto per affrontare i problemi cruciali della nostra epoca. Piantare alberi è diventata un’attività molto popolare. Tante persone decidono di investire tempo e denaro per portarla avanti. Sono nate anche numerose aziende private che raccolgono fondi in vari modi al fine di ripiantare alberi ovunque sia possibile. L’altra faccia della medaglia dell’attuale società, invece, ci mostra una continua distruzione delle foreste del pianeta. In questo scenario gli alberi cittadini hanno un ruolo importantissimo e le capitozzature rischiano di rendere vani tutti questi sforzi. Ecco un elenco di ragioni per far sparire per sempre tale pratica.

I tagli sono ferite

Gli alberi non sono pezzi di legno, ma esseri viventi. La corteccia serve per proteggerli, un po’ come fa la nostra pelle. Quando tagliamo i suoi rami l’albero si attiva per cicatrizzare la ferita aperta. Se è molto grande, come accade con la capitozzatura, non riesce a chiuderla e si fanno strade vari patogeni. Soprattutto i funghi arrivano subito per la loro peculiare attività di decomposizione della lignina. I grandi tagli favoriscono molte malattie delle piante, che portano a una maggiore fragilità e alla loro morte anticipata. Inoltre privando la corteccia della protezione dei raggi solari, l’albero subisce un eccessivo riscaldamento dei vasi floematici più superficiali, danneggiandoli. 

capitozzature pesanti

Altra galleria degli orrori. Puoi inviare foto a [email protected]

Le branche non ricrescono

La pianta capitozzata perde l’architettura naturale e con essa l’elasticità e la capacità di resistere a agenti atmosferici avversi, come il forte vento. Tra tronco, branche e rami esiste un preciso rapporto nelle dimensioni, che fornisce armonia alla pianta. Tale armonia possiamo facilmente percepirla come un fattore estetico, ma ha anche funzioni fondamentali nella fisiologia della pianta. Una volta rimosse branche troppo grandi si perde tale equilibrio e non è recuperabile, in quanto non si potrà riformare una branca come quella eliminata.  

Si consumano le riserve energetiche

Anche gli alberi, come noi, mettono da parte riserve di cibo per i momenti di magra. Quando li priviamo di tutti i rami, sottraiamo loro riserve e li costringiamo a consumare quelle rimaste per ricreare la struttura su cui far crescere le foglie per la fotosintesi. In tal modo facciamo esaurire le riserve energetiche degli alberi e, se ripeteremo spesso i tagli, la pianta esaurirà la sua capacità di reazione. 

Perdita delle difese immunitarie

Le riserve energetiche hanno tante funzioni, tra cui l’attivazione dei meccanismi di difesa contro malattie e parassiti. Consumando le riserve per produrre chioma, la pianta non riesce più ad auto-curarsi efficacemente e diventa più suscettibile a qualsiasi tipo di attacco. Abbiamo creato un malato cronico. 

Si danneggiano le radici

Tra chioma e radici esiste un equilibrio, in quanto sono le foglie a fare la fotosintesi che invia gli zuccheri all’apparato sotterraneo. Se togliamo rami moriranno proporzionalmente anche le radici private del nutrimento e questo contribuisce a rendere l’albero meno stabile e meno capace di procurarsi acqua e minerali. Con le sue radici un albero non nutre solo se stesso, verrà impoverita l’intera vitalità del suolo, con perdita di fertilità. Le radici aiutano anche l’acqua a penetrare nel sottosuolo e a ricaricare le falde. Alberi senza chioma trattengono meno acqua e si accrescono i danni in caso di nubifragi

Aumentano i rischi di crolli

I germogli che si sviluppano dopo una capitozzatura risultano uniti debolmente alla branca genitrice, causando nel tempo problemi di stabilità. Gli alberi diventano più fragili e pericolosi, quindi aumenta il numero degli incidenti con rami o alberi interi che cadono a terra. Inoltre le branche capitozzate si disseccano con maggiore frequenza. La capitozzatura non può essere giustificata da ragioni di sicurezza, perché i rischi aumentano e non diminuiscono con tali tagli.

Si perde l’effetto climatico

Piantiamo alberi in ambiente urbano proprio per mitigare l’effetto isola di calore che si crea dove ci sono molte superfici edificate. In città fa più caldo che in campagna e con l’innalzamento globale delle temperature, la presenza di alberi fa la differenza tra un luogo vivibile e uno non più ospitale per gli uomini. Dopo una capitozzatura, alla ripresa vegetativa, invece di una chioma ombreggiante ci troviamo tanti succhioni disordinati che non hanno la stessa capacità di utilizzare l’energia solare per la traspirazione e la fotosintesi. Abbiamo perduto  efficacia nell’abbassare la temperature dell’aria. Un vero peccato perché sotto agli alberi le temperature sono più basse di parecchi gradi. Con la presenza di alberi sani si spreca meno energia elettrica, limitando la necessità dei condizionatori d’aria.

Mai più alberi secolari

Gli alberi mutilati dalle capitozzature non riusciranno a raggiungere età venerande. Perciò sarà sempre più raro  in futuro incontrare alberi secolari, maestosi e monumentali. A discapito anche della bellezza paesaggistica. E quando cambieremo finalmente direzione, dovrà trascorrere qualche secolo per riavere ciò che abbiamo distrutto oggi.

Perdiamo benefici per la nostra salute

La bellezza degli alberi fa bene anche alla salute. Esistono studi scientifici che dimostrano come, trovarsi nelle vicinanze di alberi, accorci la durata delle degenze. Altro effetto benefico verificato in presenza di alberi è la riduzione della criminalità. Ma i tagli sbagliati ci sottraggono questa bellezza e i suoi benefici diretti sulla nostra esistenza. 

Aumentano i costi in potature e manutenzione

E veniamo all’aumento dei costi. Abbiamo già visto alcune voci, come il maggior consumo di energia elettrica per compensare il mancato effetto refrigerante delle chiome ben sviluppate. Si perdono anche altri servizi eco sistemici che hanno un valore economico, come la mitigazione dei fenomeni atmosferici. Aggiungiamo il costo delle piantagioni di nuovi alberi, le potature più frequenti e gli interventi in emergenza per rami o trochi caduti a terra, per non parlare dei potenziali danni a persone e cose e dei costi delle cure per gli alberi malati o per gli abbattimenti. Maltrattare gli alberi costa caro

Mancato stoccaggio di CO2 

Sia nei rami che nelle radici gli alberi accumulano una grande quantità di CO2. Riducendo la massa della pianta si rinuncia anche a questo beneficio. Con i nuovi succhioni riparte il processo, ma il legno totale è minore nella pianta capitozzata. Va messa in conto anche la produzione di anidride carbonica e di inquinanti per l’utilizzo di macchinari e furgoni per il, taglio e il trasporto del legno. Nuove eventuali piantagioni per sostituire le piante comporteranno un ulteriore consumo di combustibili fossili. 

Perdita di ecosistemi e biodiversità 

Ogni albero è un ecosistema. Una chioma stabile e armoniosa dà riparo e nutrimento ad animali e ad altre specie vegetali. I danni all’albero si ripercuotono sulla biodiversità che gli vive intorno. Gli uccelli, per esempio, non trovano più condizioni idonee per sistemare i loro nidi. Anche nel sottosuolo la biodiversità si assottiglia, perché l’albero riduce la quantità di nutrienti da distribuire ai micro e macrorganismi che abitano nella terra.

L’elenco potrebbe proseguire ancora. Nonostante questo gli alberi capitozzati sono sempre di più. Facciamo qualcosa prima che sia troppo tardi.

potatura ciliegio

capitozzatura di un ciliegio

Capitozzatura di un ciliegio

Purtroppo c’è chi crede che questo nella foto sia un intervento di potatura. Questo povero albero (vedi foto dal gruppo Telegram Bosco di Ogigia) è un ciliegio. Non credo possa sopravvivere ancora a lungo. Era una pianta maestosa, con una grande chioma, ma le sono stati tagliati tutti i rami. Si tratta di una capitozzatura, un intervento insensato che priva per sempre l’albero della sua struttura e lo fa ammalare. Tra gli alberi da frutto il ciliegio è uno dei più delicati, sono sconsigliate anche potature leggere se non strettamente necessarie. Se vedete un albero così non è stato potato è stato eliminato. Davvero un peccato. 

Perché capitozzare un albero è dannoso (video)

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