La potatura della vite si effettua per gran parte nel mese di gennaio, sia nelle grandi aziende vitivinicole che nelle piccole, altrettanto può fare chiunque abbia qualcuna di queste piante nel proprio terreno. La tecnica ormai prevalente, in particolare nei grandi vigneti, è quella del cordone speronato.

Cordone speronato, come potare la vite

Questa deve essere applicata fin dalla prima potatura cioè quando la vite produce in primo tralcio sufficientemente lungo. Il tralcio viene disteso sopra il filo di sostegno e legato in più punti. Di seguito i tralci delle altre viti verranno sistemati allo stesso modo e nella stessa direzione. La lunghezza del tralcio sarà pari alla distanza esistente tra una pianta e l’altra in modo che lungo il filare possa apparire un unico cordone.

classica potatura della vite. Cordone speronato

Corretta potatura della vite a cordone speronato (foto e indicazioni di Pietro Isolan)

Ogni tralcio ha delle gemme, distanti circa dieci centimetri l’una e dall’altra, che chiamiamo occhi da dove, in primavera, crescono i nuovi tralci che produrranno l’uva. L’anno successivo il cordone si sarà ingrossato e, in corrispondenza di ogni occhio iniziale, avremo il tralcio dal quale abbiamo vendemmiato l’uva. La nuova potatura consisterà semplicemente nel tagliare questi tralci sopra il 2° o al massimo il 3° occhio. Si formeranno così gli speroni sopra il cordone. Teniamo conto che solo le gemme che crescono nei tralci dell’ultimo anno sono in grado di produrre il frutto. Negli anni successivi gli speroni, sovrapponendosi, formeranno i cosiddetti candelabri i quali, con il trascorrere degli anni, si ingrosseranno. Assumendo, come il cordone stesso, la consistenza del tronco della vite. Le legature devono essere controllate e sostituite quando vediamo che stringono troppo il cordone.

potatura della vite

corretta potatura della vite (foto e indicazioni Pietro Isolan)

Potatura della vite per tornare a uno sperone

In questa foto è ben visibile un caso particolare della potatura della vite: qui dobbiamo tornare con una vite ad uno sperone solo, dove ne erano stati lasciati due. Questo, come detto, è un caso particolare, ci può essere infatti anche l’eccezione in cui si lasciano due speroni. Ad esempio quando abbiamo molto spazio vicino alla nostra pianta. Nella foto i tagli consigliati dal potatore esperto Pietro Isolan (docente del corso di Orto da Coltivare Potatura Facile), nel caso si voglia tornare a uno sperone.

Potatura vite, indicazioni per fare il cordone speronato

Il cordone speronato. Indicazioni di taglio nel caso si voglia tornare a uno sperone nella potatura della vita

Potatura della vite. Metodo tradizionale

Il metodo di potatura che era applicato nella nostra zona (Valdichiana) e che ho visto sempre fare da mio padre e anche dal nonno e che è stato, nella viticoltura moderna, quasi totalmente soppiantato da quello sopra descritto, non era poi molto dissimile da questo. La differenza principale sta nel fatto che qui il tralcio da stendere sul filo viene rinnovato ogni anno ed è scelto tra quelli cresciuti nelle prime gemme di quello dell’anno precedente che chiamiamo capi. In questo sistema il tralcio non è semplicemente disteso, ma viene avvolto intorno al filo e fissato con una sola legatura in cima. Cosa non possibile con l’altro metodo perché il filo verrebbe quasi totalmente incorporato dentro il legno durante la crescita. Questa tecnica ha sostanzialmente tre varianti:

  1. Si avvolgono al filo due tralci uno a destra l’altro a sinistra.
    In questo modo la vite è sfruttata al massimo ed è necessario che sia ben vigorosa. Avremo un prodotto abbondante a discapito della qualità.
  2.  Si avvolge al filo un tralcio da un lato; dall’altro si lascia solo uno sperone con due o tre gemme, noi lo chiamiamo “razzolo”. In questo modo la vite è sfruttata in maniera ridotta.
  3. Lasciamo solo un tralcio da fissare da un lato al filo. In questo modo avremo un prodotto più scarso ma di alta qualità.

Potatura della vite: pregi e difetti dei due metodi

Vantaggi del cordone Speronato

Il cordone speronato consente di mantenere la produzione dell’uva ben distesa sullo stesso piano. Ideale per la raccolta meccanica ed è favorita anche la maturazione. Il difetto consiste nel rapido invecchiamento del cordone che, pertanto, dovremo sostituire con un nuovo tralcio. Utilizzeremo quello cresciuto più vicino al tronco della vite. Inoltre nelle nuove vigne la distanza tra le piante ed anche tra i filari è ridotta. Si può parlare di coltivazione intensiva. La durata della vigna nel suo complesso è notevolmente accorciata.

Metodo tradizionale della potatura della vite

Nel vecchio sistema le vigne si facevano durare molto a lungo. Esistevano vigne vecchissime, alcune ce ne sono ancora, dove il numero delle piante, a causa di varie malattie, si era quasi dimezzato in confronto a quello iniziale. Inoltre le viti molto vecchie producono meno. Con poche piante, scarsamente produttive, in molto spazio si otteneva un vino ottimo. Il sistema di sostituire i tralci ogni anno aveva come conseguenza l’innalzamento graduale del tronco della vite che si portava nettamente al disopra del filo rendendo complicata la piegatura del tralcio. Alcune piante qualche anno generano un tralcio nella parte vecchia molto al disotto della cima, in questo caso il potatore taglia il tronco poco sopra il tralcio e questo verrà utilizzato per la produzione dell’anno.

Il potatore in queste vecchie vigne trova le piante nelle condizioni più varie: quali alte, quali basse, alcune vicine altre lontane l’una dall’altra. Deve pertanto studiare la potatura più adatta ad ognuna. Con questo metodo la legatura, che si effettua in un altro periodo, assume più importanza della potatura stessa. infatti durante la piegatura per ancorarlo al filo il tralcio spesso si spezza. In questo caso non resta che tagliare sotto il punto di rottura ed in produzione andranno solo le gemme rimaste sul mozzicone. Il potatore, dove è possibile, lascia un secondo capo che sarà la riserva in caso di rottura del primo. Il periodo migliore per la legatura è nel mese di marzo quando la vite comincia la lacrimare. È questa la condizione in cui i tralci sono più flessibili e meno soggetti alla rottura.

La potatura delle pergole e la vite maritata

Sulle pergole, generalmente usate per coltivare uva da tavola, la potatura si rifà al metodo del cordone speronato. Sarebbe complicato andare in alto a rinnovare i tralci ogni anno.
La vite maritata era un sistema molto usato anni addietro nelle nostre campagne. L’accoppiata della vite ad un albero si faceva con l’acero campestre, da noi chiamato testucchio. Se avete nel vostro orto una pianta, anche da frutto, potete mettervi accanto una barbatella di vite. Tenete la distanza di almeno 50 centimetri badando comunque di non metterla a ridosso delle più grosse radici dell’albero. La vite crescerà aggrappandosi alla pianta: potete anche aiutarla con qualche legatura. Dovete regolarla con la potatura. Lascerete un solo tralcio fino all’altezza dei rami. Quello diverrà il tronco della vite. Poi orienterete i nuovi tralci tra i rami dove ci sono più spazi per far crescere l’uva. Potete formare delle catene intrecciando tralci tra loro portandole verso basso, fuori dai rami, dove potranno prendere più aria e sole. Per le potature annuali procedere con lo stesso sistema dei filari. Taglierete i tralci che hanno prodotto sostituendoli con i nuovi cresciuti durante l’anno. Con questo matrimonio, se ci sarà un buon accordo, potete avere sia l’uva che i frutti dell’albero.

vite maritata

una pergola naturale. Vite maritata con melo cotogno

Il taglio sul tralcio deve essere obliquo per evitare il ristagno dell’acqua che favorisce l’azione dei funghi. È necessario disinfettare di frequente gli attrezzi da taglio per evitare di diffondere le malattie tra le piante.

Vasco Della Giovampaola

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Potatura della vite con Pietro Isolan (video)

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