Quando le giornate sono più corte, gli alberi vanno a riposo e nell’orto restano solo gli ortaggi invernali, non è ancora il momento di fermarci. Infatti è proprio adesso che possiamo mettere in atto quegli interventi che ci permetteranno di avere a primavera un suolo pronto per le nuove coltivazioni. La terra fertile a primavera è figlia delle cure che avremo avuto in autunno. 

Il suolo è un organismo vivente 

Dobbiamo pensare al suolo come ad un organismo vivente, che ha bisogno delle stesse cure di cui abbiamo bisogno noi animali. Quindi in inverno deve difendersi dal gelo, dalla pioggia, dal vento e da altre avversità atmosferiche e mentre lo fa ne approfitta per ritemprarsi. Mentre riposa il suolo, come noi, non è inerte. Ben protetto e al calduccio progetta e si organizza per la bella stagione che verrà. Sotto terra anche in inverno l’attività ferve e sarà proprio questo lavorio calmo invernale a permettere lo sprint di primavera.

tieni il suolo coperto

tieni il suolo coperto

Pacciamare il suolo. Prima strategia

Basta osservare gli ambienti naturali, non gestiti dall’uomo, per notare come il suolo resti sempre protetto da materia vegetale, viva o morta. Ciò che fa la natura è molto diverso dalla nostra abitudine di lavorare la terra in autunno per poi lasciarla scoperta per mesi. Anche se siamo abituati a vedere la terra nuda, tanto che, ormai, ci appare come una condizione inevitabile per i suoli coltivati, possiamo decidere di praticare una agricoltura più affine alla condizione naturale. Tenendo la terra coperta avremo un suolo migliore per più ragioni. La prima è che, con una copertura vegetale, evitiamo l’erosione, la dispersione di materia fertile a causa del ruscellamento dell’acqua in superficie. La seconda è che la materia organica lasciata in superficie decomponendosi lascia nutrienti disponibili per le piante che arriveranno. I benefici non finiscono qui, pensiamo al maggiore assorbimento di acqua da parte del suolo (la materia organica in superficie funziona come una spugna che prima assorbe e poi rilascia acqua gradualmente) e quindi alla ricarica delle falde acquifere, alla vitalità dei macro e microrganismi del suolo che preserviamo, alla protezione dal freddo che forniamo alle radici delle piante presenti. 

Materiali di copertura del suolo

Fieno, foglie, paglia, residui vari di coltivazioni, residui di lavorazioni alimentari, cippato, lana. Tutti questi materiali sono buoni per proteggere e nutrire la terra del nostro orto, frutteto o giardino. 

semi di favino

semi di favino

Seminare una coltura di copertura. Seconda strategia

Possiamo optare anche per una copertura viva attraverso una coltura di copertura (cover crops), che potremo tagliare a primavera ed eventualmente integrare al suolo con la tecnica del sovescio. In pratica seminiamo la terra in autunno con una coltura che rimuoveremo a inizio primavera per passare alla coltivazione che ci interessa. Le piante che lasceremo crescere in inverno proteggeranno, nutriranno e lavoreranno il suolo con le loro foglie e radici. In particolare ci sono utili le piante leguminose che ospitano batteri azotofissatori. L’azoto, da loro accumulato, sarà a disposizione delle piante che semineremo nella primavera successiva. Piante con radici fittonanti, come il daikon, spaccheranno il suolo al posto delle nostre forche. Le graminacee, con le loro radici fascicolate, daranno struttura alla terra e eviteranno fenomeni erosivi. Tutte le radici, con i loro essudati, nutrono i microrganismi.

compost

compost

Preparare il compost: terza strategia

Dentro ad un cumulo di compost non fa mai troppo freddo. Perciò, anche in inverno, prepariamo il nostro compostaggio, approfittando degli scarti colturali di fine estate e delle foglie cadute, oltre ai consueti scarti di cucina. L’attività sarà favorita dalla maggiore umidità, facendo attenzione a non far raggiungere il compost da troppa pioggia. A primavera avremo la nostra materia scura, profumata e soffice da spargere sui letti di coltivazione. 

Compost di letame

Per chi ha a disposizione un buon letame, cioè proveniente da animali che non abbiamo subito sistematici trattamenti con antibiotici o non siano stati nutriti con foraggi pieni di pesticidi, questo è il momento di farlo maturare. Prima di spargerlo sulla terra, infatti, il letame deve subire un processo di trasformazione di almeno sei mesi, altrimenti risulta un trattamento troppo forte per molte piante.

 

spot di fertilità

spot di fertilità, poco prima della copertura

Piccolo punto compost sotto terra 

Se avete un mini-orto e pochi rifiuti da compostare potete interrare a poca profondità un po’ di materiale degradabile in modo da creare un piccolo spot di fertilità. Coprite bene i rifiuti per evitare che gli animali vadano a prelevarli. Segnalate con un bastoncino il vostro piccolo cumulo e a primavera potrete piantare vicino al mini compost in modo che le piante, con le loro radici, possano attingere ai nutrienti lì accumulati. Questo sistema funziona se il suolo è già abbastanza vivo e ricco di organismi pronti a digerire il pasto che stiamo fornendo. 

Humus di foglie e di cippato

Foglie e legno triturati possono essere lasciati a decomporsi anche in cumuli. Le foglie si trasformano in humus di bosco, basta avere pazienza. Il risultato è buono dopo circa un anno. Il cippato avrà bisogno di essere aggredito dai funghi per trasformarsi e dopo qualche mese è ottimo da usare soprattutto sotto ad alberi e arbusti. 

Coprire il suolo inerbito con teli o cartoni: quarta strategia

Se il suolo presenta una bella copertura di erba naturale e vogliamo far sì che sia pronto ad essere coltivato senza fatica in primavera, possiamo coprirlo con materiali che non lascino passare la luce, come cartone o teli in plastica. Le piante vive, senza luce, inizieranno a morire diventando cibo per gli organismi del suolo. Se l’erba è alta la tagliamo e la lasciamo sul posto prima di coprire. Quando scopriremo il suolo, lo troveremo diserbato e soffice per la lavorazione fatta dai lombrichi e dagli altri abitanti che avranno prosperato anche grazie alla protezione del tetto che gli abbiamo messo sulla loro testa.

moltiplicatore di microrganismi

moltiplicatore di microrganismi, fasi di preparazione

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Moltiplicare i microrganismi: quinta strategia

Alcune ricette utili a rigenerare il suolo possono essere preparate proprio in questa stagione, per essere utilizzate al risveglio di primavera. La moltiplicazione dei microrganismi ha bisogno di determinate temperature, quindi ci serviranno probabilmente locali riparati. Il moltiplicatore di microrganismi del suolo (tekukana) fatto con foglie di bosco è un esempio. Per questa ricetta servono foglie umide già aggredite da batteri e funghi, che si trovano più facilmente in autunno. Si miscelano con crusca, impastando con acqua e zucchero e, volendo, un po’ di farina di legumi (nel corso Il suolo è vita è spiegato tutto il procedimento). Il tutto si fa fermentare per un mese dentro ad un contenitore a chiusura ermetica. L’importante è conservare il bidone in un locale dove le temperature non scendano sotto i 15 gradi. Una volta pronto il fermentato si conserva anche per anni e si utilizza, in vari modi, per apportare microbiologia al terreno.

Francesca Della Giovampaola

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