Difficile raccontare la vita di Emilia Hazelip senza averla conosciuta direttamente, ci proviamo lo stesso grazie alle tante citazioni e ricordi del suo lavoro. Emilia Hazelip è stata un’agronoma spagnola inventrice dell’agricoltura sinergica e permanente. Si è occupata attivamente anche di permacultura. Insieme al giapponese Masanobu Fukuoka, a Bill Mollison e David Holmgren ha messo le basi della cosiddetta agricoltura naturale. Ha insegnato il suo metodo sinergico, ispirato all’agricoltura naturale di Fukuoka e ai metodi del francese Marc Bonfils, in tutta Europa; viaggiando tra Italia, Francia, Svizzera e Spagna.

Chi era Emilia Hazelip

Emilia è nata a Barcellona il 18 luglio del 1937, nella sua vita si è dedicata alla cura della terra e allo sviluppo del metodo dell’orto sinergico. È scomparsa improvvisamente nel 2003 a 65 anni, lasciando i suoi allievi sotto shock, nel pieno della sua attività da coltivatrice e divulgatrice.

Emilia si descriveva così (fonte Scuola dell’Agricoltura Sinergica): “sono un’agricoltrice che vive in Francia e che ha avuto una formazione in agricoltura biologica in California, agli inizi degli anni ’60. Tutti i lavori che facevo mi ricordavano la terra bruciata e maltrattata che avevo visto in Castiglia quando ero piccola. Mi sono interessata al lavoro di Fukuoka nel 1978, quando ho letto il suo libro La rivoluzione del filo di paglia. Il suo lavoro era la prova viva che la mia intuizione era valida: voglio dire che la lavorazione della terra non è necessaria”.

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La personalità radiosa e positiva di Emilia, viene descritta molto bene dal libro Agricoltura sinergica. Nella prefazione di Marilia Zappalà, che nell’estate del 2002 ha frequentato uno dei suoi ultimi corsi in Italia: “Emilia Hazelip era una donna bellissima. Capelli brizzolati le illuminavano il viso con una luce di metallo morbido. Pelle bruna dal sole, braccia muscolose e forti, ma femminili e delicatissime nel toccare le giovani piantine. Mani a contatto continuo con la terra”.

Emilia Hazelip

Emilia Hazelip, agronoma spagnola. Ideatrice del metodo dell’orto sinergico. Foto: wikipedia

“Aveva braccia muscolose e mani forti, ma femminili e delicatissime”, da Agricoltura sinergica, di Emilia Hazelip

Emilia Hazelip e la permacultura

In una visione più complessa dell’agricoltura che voleva mostrare al mondo, Emilia abbracciava la permacultura, un sistema di progettazione dove nulla va sprecato, si utilizzano solo fonti di energia rinnovabile e anche l’acqua sporca viene depurata tramite le piante e riciclata, cosi come il letame, animale e umano, che può essere trasformato in biogas. Non esistono rifiuti perché ogni cosa si decompone e si trasforma in humus. La cura del suolo è un’etica da seguire come un faro. Emilia vedeva nella permacultura qualcosa di estremamente originale. Secondo lei questo stava nel fatto che “nel momento stesso in cui si realizza un progetto nella pratica, si impara a pensare globalmente, a intuire le connessioni. E così avvertiamo una pace profonda, mentre permettiamo al cervello di funzionare con i suoi emisferi complementari in armonia creativa, manifestandosi qui e ora. Per stare bene con noi stessi abbiamo bisogno di sentire che anche il Pianeta sta bene. Sebbene culturalmente abbiamo perso lo stato di grazia, come esseri umani possiamo riconquistarlo attraverso l’ecologia“, un benessere da ritrovare attraverso la connessione con la Terra.

nell'orto sinergico si pacciama con la paglia

Nell’orto sinergico si usa la pacciamatura con paglia, o altro materiale organico

Una vita per l’orto sinergico

Sebbene abbia sposato a pieno etiche e principi della permacultura, Emilia Hazelip ha sviluppato un suo personale metodo di coltivazione: l’orto sinergico. Un metodo che negli anni ha subito anche critiche. Si basa sulla sinergia tra le piante, aromatiche e ortive, e uno spesso strato di pacciamatura di paglia e altri materiali organici (vedi orto sinergico con segatura). Il metodo sinergico prevede di controllare le erbe spontanee attraverso la pacciamatura, e di arricchire il suolo attraverso la sinergia tra le radici delle piante.

Nei primi corsi di permacultura in Italia, nelle lezioni dedicate alla “cura della Terra”, è stato spesso insegnato il metodo sinergico per fare l’orto. Da qui probabilmente la confusione che fanno in molti in Italia, confondendo il sistema di progettazione della permacultura (applicabile quindi ad altri ambiti oltre all’orto) con la tecnica di coltivazione dell’orto sinergico.

“Emilia amava descrivere il grande brulichio di vita presente nel terreno, l’attività instancabile e preziosa delle diverse specie di lombrichi e microrganismi” da Agricoltura sinergica, di Emilia Hazelip

La libera scuola di agricoltura sinergica

In Italia nel 2003, dopo la morte di Emilia, un gruppo di insegnanti facilitatori ha fondato la Scuola di Agricoltura Sinergica Emilia Hazelip, La scuola ha dato luogo in questi anni a molti orti sinergici, creando un vasto movimento di interesse su questo metodo di coltivazione.

Filippo Bellantoni

Altri articoli sull’orto sinergico
1. L’orto sinergico in dieci passaggi
2. Orto Sinergico: dall’irrigazione alla semina
3. La filosofia dell’orto sinergico

Libri e fonti
Agricoltura sinergica, di Emilia Hazelip. ed. Terra Nuova
L’agricoltura del non fare, di Masanobu Fukuoka, ed Terra Nuova
Libera scuola agricoltura sinergica

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