L’agricoltura biodinamica ha compiuto 100 anni. In un secolo ha rigenerato suoli in tutto il mondo e fatto nascere il movimento del biologico, eppure ancora c’è chi la considera una bufala. In questo articolo cerchiamo di conoscerla meglio e di capire perché la sua applicazione provochi ancora accese discussioni.

Bisogna vendemmiare o mietere il grano? Meglio farlo in Luna calante. Bisogna tagliare legna da ardere o seminare piante da frutto e da foglia? Meglio farlo in Luna crescente.

Pratiche come queste fanno parte della saggezza contadina probabilmente da migliaia di anni. Specialmente nell’ultimo secolo sono finite in disuso, sostituite da tutte le tecniche figlie della scienza.

Ma esiste un tipo di agricoltura che non solo le riscopre, ma ne dimostra anche l’efficacia, a maggior ragione alla luce dei tanti danni causati dal metodo industriale: è l’agricoltura biodinamica. Scopriamo quando e perché è nata e come si applica sul campo. 

Cosa si intende per agricoltura biodinamica?

Nella parola stessa si nascondono i principi di questo tipo di agricoltura: “bio”, dal greco “βίος”, cioè “vita, che vive, vivente”; e “dinamica”, derivato dal greco “δύναμις”, cioè “forza”. Quindi “forza della vita”, da intendere appunto come “dinamiche della vita”. Perché la biodinamica tiene di conto di davvero tutte le variabili che descrivono e possono influenzare gli essere viventi, e quindi anche le attività agricole che li coinvolgono.

Alla base c’è infatti una visione olistica della realtà. Tutto quanto è collegato da legami più o meno evidenti e quantificabili, perciò ogni variazione ha un effetto su tutto e su tutti, e le dinamiche di ogni parte possono essere comprese davvero solo se si considerano le sue relazioni con tutte le altre parti.

Applicando questa filosofia all’attività agricola, ecco che nasce la biodinamica. Un tipo di agricoltura che concepisce un’azienda agricola come un vero e proprio organismo vivente, in cui ogni sua parte agisce in sintonia e sinergia con le altre, si autosostiene ed è in continua relazione con tutto quello che lo circonda. Il che significa, fra le tante cose, che considera anche le relazioni che intercorrono fra tutti gli esseri viventi coinvolti nei processi agricoli (uomo compreso) e i cicli astronomici di Terra, Luna, Sole, pianeti e stelle.

preparato 500 corno letame

preparato 500, corno letame

Origini della biodinamica

Come si è accennato, le conoscenze che oggi passano sotto il nome di “biodinamica” sono in parte saggezza popolare antica di secoli o millenni, esattamente come nel caso del biologico e di altri tipi di agricoltura. Il movimento moderno, comunque, è stato un precursore davvero lungimirante del biologico. 

Negli anni 20 del Novecento, infatti, in Germania, alcuni agricoltori cominciano già a notare alcuni effetti collaterali del nascente modello agricolo industriale. Così, nel 1924, organizzano un primo grande raduno di coltivatori in cui invitano Rudolf Steiner a condividere con loro le sue teorie. A quel tempo, Steiner è già un affermato filosofo, padre della antroposofia, della medicina antroposofica e della pedagogia Waldorf. E proprio in seguito all’incontro fra le conoscenze agricole e quelle derivate dall’antroposofia vengono gettate le basi della futura biodinamica. 

Da quel momento, seguono altri convegni, e partono le prime sperimentazioni in campo. Nei decenni successivi il movimento biodinamico si diffonde nel Nord Europa, per poi allargarsi al resto del mondo dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Rudolf Steiner

Rudolf Steiner, padre della biodinamica

Chi promuove e chi certifica il biodinamico

Nel mondo la biodinamica è promossa dalla “Federazione Biodinamica Demeter International”, nata nel 2020, che riunisce tutte le associazioni biodinamiche del mondo.

In Italia è promossa dalla “Associazione per l’Agricoltura Biodinamica”, che ha cominciato a radicarsi nel Paese negli anni 30 ed è nata ufficialmente a Milano nel 1947. Ha sedi sparse in molte Regioni e organizza corsi, convegni e varie iniziative culturali. 

Demeter” è invece l’associazione che si occupa di certificare i prodotti biodinamici. Il marchio nasce già nel 1928, la sezione italiana viene fondata a Parma nel 1986.

Ad oggi si contano circa 500 aziende in Italia certificate biodinamiche. 

Principi dell’agricoltura biodinamica

Il principio fondamentale è che, esattamente come il corpo di un essere vivente, anche l’azienda agricola è un organismo unico, dove i suoi organi sono il suolo, le coltivazioni, gli animali, gli agricoltori stessi, la flora spontanea, i microrganismi. Un organismo che è in salute se ogni suo organo è in salute. Che può essere perfettamente autosufficiente, a ciclo chiuso, a patto di essere consapevoli che ogni suo organo è profondamente interdipendente.  E che comunque resta in relazione con tutto ciò che lo circonda, dalle immediate vicinanze fino alle profondità dei fenomeni astronomici. 

La salute del suolo è il punto di partenza di tutto questo. Passa direttamente dall’humus, quel complesso di sostanze ricche di nutrienti che sono il frutto della trasformazione dei residui organici da parte dei microrganismi del terreno. Curare l’humus significa curare la fertilità del suolo, la attività vitale, la stabilità, la resistenza all’erosione. E anche la salute delle coltivazioni, perché un suolo sano è capace di reagire da solo alle avversità. 

La qualità dei prodotti è il punto di arrivo. Qualità intesa come piante e animali che siano sani, con tutte le loro qualità innate sviluppate al massimo grado e come alimenti davvero salutari per uomini e altri animali che se ne nutrono. 

In mezzo a tutto questo, ci sono anche i principi comuni a molti altri approcci agroecologici, fondati sul benessere dell’ambiente e dell’uomo. 

Tecniche distintive

Si segue uno schema di rotazione agricola che tiene di conto della parte della pianta che si intende sviluppare, o che è più pronunciata nella pianta stessa. In generale, uno schema del tipo “piante da frutto – piante da fiore – piante da foglia – piante da radice”. 

I famosi preparati biodinamici servono per migliorare varie caratteristiche del suolo o delle colture, o per rafforzare la loro resistenza a malattie. Sono prodotti a partire da sostanze come letame, corna bovine, quarzo, ortica, corteccia di quercia, o fiori come tarassaco, achillea, camomilla o valeriana. Sono 9 in totale, di cui 3 “da spruzzo” e 6 “da compost”: i primi vengono irrorati sul terreno, i secondi vengono aggiunti ai cumuli per il compostaggio.

La pasta per tronchi è un preparato pensato in modo specifico per gli alberi da frutto. Spalmata o irrorata sulla pianta, serve per difendere l’albero da parassiti, o per rimarginare ferite nella corteccia. 

L’analisi per immagini consiste invece in un’analisi morfologica qualitativa del terreno, da ripetere periodicamente per monitorarne lo stato di salute. Tre sono i metodi utilizzati, cioè la cristallizzazione sensibile, la dinamolisi capillare e la cromatografia. Sulla cromatografia trovi questa lezione gratuita nel nostro corso il suolo è vita.

Si basano sul presupposto che le forme create da sostanze inorganiche in seguito a un processo di cristallizzazione dipendono dalle qualità di quelle organiche mescolate con esse. Analizzandole, quindi, si ricavano informazioni sulla qualità di quelle sostanze organiche.

Infine, il calendario delle semine. Le varie attività agricole vengono svolte sulla base di moti astronomici, in particolare quelli della Luna. Si tiene conto di apogeo e perigeo, Luna ascendente o discendente, crescente o calante, o del suo transito nelle costellazioni. Per esempio, in Luna crescente è favorita la semina di cereali, fiori, ortaggi da frutto e da foglia (eccetto quelli che vanno in semenza), il taglio di legna da ardere, innesti a spacco, raccolta di erbe medicinali; in Luna calante è favorita la semina o trapianto di ortaggi da radice, innesto a gemma, vendemmia o mietitura. 

calendario delle semine in biodinamica, alla luna si da fondamentale importanza

calendario delle semine in biodinamica, alla luna si da fondamentale importanza

Qual è la differenza fra biologico e biodinamico?

Una differenza sta sicuramente nelle tecniche appena descritte: il biologico, tipicamente, non utilizza i preparati, la pasta per tronchi, l’analisi per immagini e il calendario delle semine.

Il biodinamico, d’altra parte, non fa uso nemmeno dei pesticidi naturali ammessi nel biologico come rame, zolfo e piretro, se non in casi di emergenza, perché hanno comunque un certo grado di nocività nei confronti dei microrganismi del suolo. In certi casi, non usa neanche stallatico o pollina per concimare, perché possono creare problemi di salinità nell’acqua.

Un’altra differenza può consistere nei prodotti: con tutti questi accorgimenti, se già quelli biologici sono salutati, quelli biodinamici possono esserlo ancora di più, in termini di maggior contenuto di vitamine, sali minerali, antiossidanti, principi nutritivi.

In generale, si può dire che il biodinamico è sicuramente anche biologico, mentre il viceversa è possibile ma non è necessariamente vero.

dinamizzatore biodinamico

dinamizzatore per la produzione di preparati biodinamici

Funziona davvero la biodinamica?

Secondo gran parte della comunità scientifica, e anche secondo gran parte di quella agricola e pubblica, la biodinamica non funziona veramente. Anzi, le sue tecniche vengono addirittura etichettate come “stregoneria”. Eppure, gli svantaggi che sta provocando il modello industriale sono ormai sotto gli occhi di molti. Svantaggi che non esistevano nei secoli o millenni andati in cui queste tecniche apparentemente “magiche” venivano applicate.

Fra l’altro, in tempi recentissimi, non mancano gli studi che confermano la loro efficacia. Per esempio, quello la ricerca dell’istituto svizzero FiBL: la qualità del suolo biodinamico è migliore anche di quello biologico per pH, formazione di humus, presenza di calcio, stabilità degli aggregati, biomassa microbica. Oppure, quello dell’istituto francese INRAE: gli indicatori organici di biologico e biodinamico migliorano del 70% rispetto all’industriale, e quelli del biodinamico migliorano del 43% rispetto al biologico. 

A dirla proprio tutta, poi, teorie sviluppate nell’ultimo secolo come quelle di relatività, meccanica quantistica e sistemi complessi sarebbero perfettamente capaci di spiegare tutta la cosiddetta “stregoneria” delle tecniche biodinamiche. 

Forse il vero problema è che gran parte della scienza moderna è figlia di una visione del mondo antropocentrica, riduzionistica, meccanicistica e materialistica; o, più semplicemente, è una scienza al servizio di interessi economici. In ogni caso, ha una visione estremamente limitata della realtà – e infatti il modello agricolo industriale ce ne dimostra tutti gli svantaggi.

Forse un giorno dei numeri più precisi daranno ragione dei metodi biodinamici. Nel frattempo, una parte della loro verità si nasconde in quella che forse è una citazione di J. W. von Goethe, ma di certo è la regola d’oro di ogni verità: “È vero ciò che funziona”.

Enrico Becchi

 

Agricoltura biodinamica, incontro con l’agricoltore Mimmo Genovesi

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Libri sulla biodinamica
Orto familiare biodinamico, di Davide Rizzi. Ed Terra Nuova
Corso di agricoltura, di Rudolf Steiner. Ed Antroposofica Milano
L’insopportabile efficacia dell’agricoltura biodinamica. Ed Terra Nuova

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Agricoltura biodinamica, incontro con Mimmo Genovesi
Clima, il ruolo del suolo

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