Riuscire a produrre in proprio le piantine di ortaggi da trapiantare nell’orto è molto importante per la qualità della produzione, l’autosufficienza  e la conservazione delle varietà orticole. Si tratta di un lavoro impegnativo che richiede molta attenzione e spazi adatti. In particolare, nella maggior parte delle zone in Italia, serve un luogo riparato e, eventualmente, riscaldato per far sviluppare le piante originarie dei climi caldi. 

Tra febbraio e marzo il semenzaio entra in piena attività, anche per anticipare i tempi di alcune colture. La semina e il periodo iniziale di crescita di una piantina sono delicati, il rischio di commettere errori è alto. Nell’articolo vediamo cinque errori da evitare al momento della semina e dello sviluppo del germoglio. 

Primo errore: seminare in un suolo freddo

La temperatura della terra è più importante della temperatura dell’aria per far germinare un seme, quindi è importante garantire la giusta temperatura al substrato di crescita. Ogni seme ha una temperatura minima di germinazione e non si muove fino a quando questa non viene raggiunta. Nel caso che si semini a terra potrebbe essere necessario scoprire il suolo dalla pacciamatura nei giorni precedenti quando c’è il sole, per permettere che la terra si scaldi ai suoi raggi. Se invece la semina avviene in semenzaio possiamo proteggere i vasetti dal freddo posandoli sopra ad uno strato isolante. Se sono poggiati a terra potremmo mettere del fieno o della paglia sul suolo per isolarli dalle temperature fredde della terra. Si possono anche creare dei letti di semina riscaldati. Con materiali naturali possiamo crearli usando letame in fermentazione, si possono anche acquistare tappeti riscaldati a corrente elettrica. 

Un tempo i contadini abbassavano i pantaloni e si sedevano sulla terra per valutare se avesse raggiunto la giusta temperatura! 

Semine in semenzaio

Semine in semenzaio

Secondo errore: seminare in un substrato troppo grossolano

Quando si ha a che fare con piccoli semi questi devono essere interrati in un suolo dalla grana sottile o addirittura in superficie. In questo modo si evita che gli aggregati troppo pesanti impediscano al germoglio di uscire fuori e raggiungere la luce. Bisogna dare attenzione a questo particolare sia quando si va a seminare a terra che in semenzaio. Semi più grandi, come quelli di zucche o meloni, producono germogli abbastanza grandi da farsi strada anche su un terreno più grossolano, ma quelli di carote, pomodori o insalate varie sono più delicati.

Mix di terriccio per semine

Mix di terriccio per semine. Compost matura, vermiculite e terra setacciata

Terzo errore: seminare troppo in profondità

La regola generale dice che i semi vanno seminati ad una profondità pari al doppio o al triplo del loro diametro. Ricordiamoci che è meglio seminare più in superficie che troppo in profondità, perché c’è il rischio che il germoglio non riesca a raggiungere la superficie. Nelle prime fasi di vita il germoglio riesce a crescere in base alle riserve di nutrienti contenute nel seme. Più il seme è piccolo e meno strada riuscirà a fare. Si può seminare più in profondità quando il terreno è sabbioso e, quindi, pone poca resistenza al germoglio. Seminare più in profondità aiuta dove il clima è asciutto e quindi si fa fatica a mantenere l’idratazione del seme, ma si potrà fare solo con i semi grandi. 

Quarto errore: far asciugare il seme già idratato

Il momento più delicato per il futuro della piantina si ha nel momento in cui il seme si è già gonfiato o ha iniziato a germinare. In questa fase la terra deve rimanere sempre umida. Se si asciuga completamente il suo destino è segnato. Quando inseriamo un seme nella terra questo inizia a reidratarsi. Al suo interno avviene una trasformazione e aumenta di volume fino a che escono germogli e radichette. Questo processo è molto delicato ed è la ragione per cui  per avere successo con un semenzaio bisogna avere la possibilità di idratare la terra con costanza

seminare in serra riscaldata

seminare in serra riscaldata

Quinto errore: annaffiare con un getto forte 

Idratare sì, ma in maniera dolce. Non si può andare ad annaffiare un seme appena piantato con un getto d’acqua troppo forte. In semenzaio è preferibile usare un nebulizzatore, invece di un annaffiatoio. Anche la pioggia troppo forte può fare danni in questa fase e, quindi,  anche in caso di semina in campo, può essere utile proteggere la superficie della terra con qualcosa che rompa le gocce di pioggia prima che tocchino terra. Per esempio si può utilizzare una pacciamatura di steli d’erba o rametti fini, che lascino passare la luce, ma riducano la forza dell’acqua, oppure creare un tunnel di copertura con tessuto non tessuto La copertura va rimossa quando le nuove piante si sono consolidate bene a terra.

Ricapitolando ecco i 5 errori da non fare per le nostre semine in semenzaio

1. Seminare in suolo freddo
2. Seminare in substrato troppo grossolano
3. Seminare troppo in profondità
4. Far asciugare il seme già idratato
5. Annaffiare con getto troppo forte

Francesca Della Giovampaola

Semine di marzo in semenzaio (video)

YouTube player


Leggi anche
Cosa seminare a febbraio nell’orto
Orto a marzo, mese di semine e trapianti
Come coltivare asparagi. Fare una nuova asparagiaia
La coltivazione dei carciofi
Lavori nell’orto di febbraio

Muschio nell’orto o in giardino: cosa indica e cosa fare?
Cinque libri per conoscere e coltivare la natura
Vermicompost, come farlo

Letture consigliate
Conoscere le piante di Luca Conte – Edizioni l’informatore agrario
Conoscere l’agricoltura biodinamica di Michele Lorenzetti – Libreria Editrice Fiorentina
Microrganismi Effettivi (Em) in Agricoltura di Vanni Ficola – Terra Nuova
Erbe spontanee. Riconoscerle, raccoglierle e conservarledi W.Taliana Tobert, F.Della Giovampaola, F.Bellantonied Gribaudo
La cura della Terra, di Francesca Della Giovampaola – Mondadori

Guida gratuita
Scarica la guida con le ricette per il suolo
Guida gratuita alla rigenerazione del suolo

Corso il suolo è vita
Video corso il suolo è vita

Gruppo Telegram
Unisciti al gruppo Telegram