La batata, conosciuta anche come patata dolce o patata americana (Ipomoea batatas), è una pianta affascinante e generosa che può regalarci raccolti molto soddisfacenti anche in Italia. Nonostante il nome ricordi la classica patata, in realtà si tratta di una specie completamente diversa: appartiene alla famiglia delle convolvulacee e quello che raccogliamo non è un tubero, ma una radice ingrossata.
La batata è originaria delle regioni tropicali dell’America centrale e meridionale, ama il caldo e l’umidità, ma con qualche accorgimento possiamo coltivarla con successo sia nell’orto che in vaso sul balcone.
Come si riproduce la batata
In Italia la patata dolce raramente fiorisce e i semi sono difficili da far germinare. Per questo la propagazione avviene partendo direttamente dalla radice. A inizio marzo possiamo prendere una batata sana e sistemarla in un contenitore con terriccio leggermente umido, mantenendola in un luogo protetto, con temperature che non scendono mai sotto ai 12°C. Dopo qualche settimana inizieranno a comparire i germogli.
Quando i germogli saranno abbastanza sviluppati possiamo staccarli delicatamente e:
- metterli in acqua per far sviluppare le radici
- oppure trapiantarli nei vasetti mantenendo il terriccio umido
Da una sola batata possiamo ottenere anche una dozzina di nuove piantine che poi andremo a trapiantare quando fa più caldo, tra aprile e maggio.

batata germogliata
Quando trapiantare la patata dolce
La batata teme il freddo. Prima di metterla a dimora bisogna aspettare temperature stabili e abbastanza elevate. Generalmente:
- nel Nord Italia conviene aspettare fine aprile o maggio
- le temperature dovrebbero restare sopra i 15 °C
- per uno sviluppo ottimale sono preferibili almeno 18 °C
Prima del trapianto è utile fare un “bagnetto” alla zolla, così la pianta non soffrirà la mancanza d’acqua nei primi giorni.

riprodurre la batata dai germogli
Terreno ideale e concimazione
La patata dolce si adatta abbastanza bene a diversi tipi di suolo, anche argillosi, ma produce radici migliori nei terreni soffici e sabbiosi. Nel nostro orto abbiamo preparato un’aiuola:
- liberandola dalle erbe spontanee
- aggiungendo compost maturo
- utilizzando la pacciamatura per conservare umidità e limitare le infestanti
La pacciamatura è utile anche per controllare la radicazione dei tralci. La batata, infatti, tende a coprire naturalmente il terreno con i suoi lunghi tralci e a cercare di creare nuove radici toccando il suolo. Troppe radici secondarie disperdono le energie della pianta e si ottengono batate più piccole.
Per quanto riguarda la fertilizzazione, meglio evitare eccessi di azoto. Un concime troppo ricco stimolerebbe soprattutto lo sviluppo delle foglie, a discapito delle radici che invece vogliamo ottenere grandi e carnose.

trapianti delle batate
Distanze tra le piante
La batata cresce molto e occupa parecchio spazio. Indicativamente possiamo lasciare:
- circa 30-40 cm tra le piante
- 70-80 cm tra le file
Se la pianta si trova bene svilupperà lunghi tralci che tenderanno ad allargarsi in tutta l’aiuola. Possiamo fornirle anche dei supporti per la crescita in verticale, come il convolvolo infatti può arrampicarsi.
Irrigazione e cure colturali
Nel primo periodo dopo il trapianto è importante annaffiare regolarmente. Successivamente, se il terreno è ben pacciamato, la pianta riesce spesso a gestire autonomamente l’umidità del suolo. Se, però, la stagione è siccitosa va annaffiata, si tratta di una pianta abituata al clima tropicale con piogge frequenti. Una volta ben avviata, la batata è una coltura rustica e generalmente poco soggetta a malattie.
Problemi e parassiti
Uno dei vantaggi della batata è che ha pochi nemici nel nostro clima. Essendo una pianta originaria di altri continenti, molti parassiti locali non la attaccano facilmente. I principali problemi possono arrivare da:
- topi
- arvicole
Le radici dolci piacciono molto anche a loro!
Raccolta della patata dolce
La raccolta avviene in autunno tra settembre e ottobre, quando vediamo che la parte aerea della pianta inizia a seccarsi. Bisogna scavare con attenzione:
- cercando di non ferire le radici
- usando gli attrezzi da una distanza di sicurezza
Anche piccoli danni possono compromettere la conservazione delle batate. La soddisfazione del raccolto però è enorme. Alcune radici possono raggiungere dimensioni davvero sorprendenti!
Come conservare le batate
La conservazione è un po’ più delicata rispetto alla patata comune. Le batate possono conservarsi per circa sei mesi se tenute:
- nella segatura
- nella cenere
- in un luogo asciutto e non troppo freddo
È importante conservarne qualcuna fino all’inizio delle primavera, da far germinare per ottenere nuove piantine.
Come usare la patata dolce in cucina
La batata è molto versatile:
- si può mangiare cruda o cotta
- si presta a tutte le ricette che usiamo per le patate
- si può utilizzare per fare dolci dolci
- può essere grattugiata cruda nelle insalate
- si può trasformare in farina per il pane
Esistono diverse varietà con polpa:
- bianca
- gialla
- rosa o aranciata
- viola
Anche le foglie sono commestibili e si possono consumare cotte in modo simile a come usiamo spinaci e bietole.

batata, ortaggio
Coltivare la batata in vaso
Chi non ha un orto può comunque sperimentare la coltivazione della patata dolce in vaso. Serve però:
- un contenitore abbastanza grande per far sviluppare le radici
- terriccio soffice e fertile
- fondo drenante
- esposizione soleggiata
Per far sviluppare i tralci a piacimento, si possono fornire dei supporti in cui farli arrampicare.

raccolto di batate
Una coltivazione che vale la pena provare
La patata dolce americana è una pianta produttiva, bella da vedere e capace di regalare raccolti abbondanti anche con poche cure. Inoltre:
- si conserva a lungo
- è nutriente
- arricchisce la dispensa autunnale e invernale
- permette di sperimentare qualcosa di diverso nell’orto
Se avete un po’ di spazio nell’orto o anche solo un grande vaso sul balcone, vale davvero la pena provare a coltivarla.
Come coltivare la batata (video)

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Libri
Ortaggi insoliti, di Matteo Cereda e Sara Petrucci, Ed. Terra Nuova
Manuale per Salvare i Semi dell’Orto e la Biodiversità, di Michel e Jude Fanton, Ed. Macro
La Cura della Terra, di F.Della Giovampaola, ed Mondadori
Orticoltura biologica da reddito, di Alessio Capezzuoli, ed Terra Nuova
Agricoltura organica e rigenerativa, di Matteo Mancini. Ed. Terra Nuova
Coltivare bio con successo, di Jean-Martin Fortier. Ed. Terra Nuova
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