Da novembre fino all’inizio della primavera si possono mettere a terra i bulbi dello scalogno, un ortaggio che poi raccoglieremo a luglio, pieno di sapore e sostanze buone per la salute. Lo scalogno (Allium ascalonicum) appartiene alla famiglia delle Amaryllidaceae, è una pianta bulbosa perennante, che ogni primavera fa uscire nuove foglie. Non produce invece fiori, e quindi semi, in quanto la pianta è stata a lungo selezionata. Noi lo raccogliamo nel periodo in cui il bulbo va a riposo, ovvero in estate. Da ciascun bulbo seminato spunteranno più piantine e di conseguenza si estrarranno altrettanti nuovi bulbi. In genere se ne raccolgono dai 4 ai 6 per ciascun bulbo seminato, ma il loro numero è variabile e dipende dalle condizioni di crescita e dalla varietà. 

Quando seminare 

Lo scalogno può essere messo a dimora a partire dall’autunno (ottobre – novembre) e fino all’inizio della primavera. Nella seconda metà di gennaio, superato il periodo più buio dell’anno, possiamo metterlo a terra in modo simile a come si fa con l’aglio. Resiste alle gelate non prolungate fino a -5°C. Le sue temperature ideali di crescita vanno comunque dai 12 ai 18°. Se fa troppo caldo (sopra i 28°) si blocca la crescita, per questo è bene metterlo a dimora presto, in modo che riesca a svilupparsi bene prima degli eccessi del caldo estivo. Naturalmente queste indicazioni generali vanno rapportate alle condizioni climatiche del proprio orto. Dove il clima invernale è rigido, con lunghi periodi sotto zero, bisogna aspettare la primavera. Come tutte le piante con uno sviluppo sotterraneo viene consigliata la semina con la luna calante. Gennaio o febbraio sono indicativamente buoni momenti per seminare lo scalogno.

A quale distanze seminare

I bulbi di scalogno si interrano con la punta verso l’alto, come si fa con gli spicchi d’aglio e i bulbilli di cipolla. Si mettono a una profondità di circa 2 cm, mantenendo una distanza di circa 15 – 20 sulla fila e 25-30 cm tra le file.

Dal basso spunteranno le radici e probabilmente vedremo la punta dello scalogno emergere di nuovo dopo un po’, spinta da queste. Possiamo lasciarlo così, non ci sono problemi se il bulbo emerge un po’, perché la parte che deve rimanere interrata sono le radici. 

coltivare lo scalogno

coltivare lo scalogno

Come prendersi cura dello scalogno 

Si tratta di una pianta molto rustica, che ha bisogno principalmente di essere difesa dall’esuberanza delle piante spontanee che potrebbero farle ombra. Quindi ricordiamo periodicamente di tagliarle o sradicarle, ma facendo attenzione a non disturbare il nostro scalogno. Una buona pacciamatura aiuta a contenere le erbe

Lo scalogno ama un’esposizione a pieno sole, ma può tollerare un po’ d’ombra. Non va messo a dimora dove sono stati coltivati di recente aglio, cipolle o porri. Vanno lasciati almeno cinque anni tra una coltivazione e l’altra di queste piante nella stessa porzione di orto. Se la terra non è già bella fertile, aggiungere un po’ di compost. 

Non ama i ristagni idrici, che possono provocare marciumi. Non ha bisogno di irrigazione, almeno nelle prime fasi, visto che inizia la sua crescita in autunno o primavera. Potrebbe averne bisogno, per sviluppare meglio i bulbi, solo in caso di primavere asciutte. Similmente a come si fa per la cipolla non irrighiamo due settimane prima della raccolta, per favorire la conservazione. 

preparazione del terreno per la semina dello scalogno

preparazione del terreno per la semina dello scalogno

Raccolta e conservazione dello scalogno 

Si raccoglie quando le foglie cominciano a appassire e ingiallire, un po’ prima se lo si vuole consumare fresco. Sarà pronto tra fine giugno e luglio. Se raccogliamo un po’ prima possiamo utilizzare anche le foglie, da aggiungere, per esempio, finemente tritate alle insalate. Da ogni postarella estrarremo più bulbi separati, che vanno fatti asciugare prima di metterli via. Per questa fase non vanno lasciati al sole, ma sistemati in un luogo ombreggiato, asciutto e ventilato. Con lo scalogno si possono fare anche delle trecce, come si fa con aglio e cipolla, molto belle da vedere e comode da riporre. Per conservarlo serve un posto buio e fresco, ma che non sia il frigorifero. 

Differenza tra la cipolla, aglio e scalogno

Questi tre ortaggi aromatici, aglio, cipolla e scalogno, si assomigliano molto, sia nel metodo di coltivazione, sia negli utilizzi che ne possiamo fare. Lo scalogno ha una forma più stretta della cipolla ed è più piccolo. Ogni bulbo contiene più sezioni, in modo simile all’aglio, ma non si tratta di veri spicchi da dividere. Il sapore ricorda quello la cipolla, ma è più delicato e aromatico e può sostituirla in ogni ricetta. Per chi fa fatica a digerire la cipolla, lo scalogno da cotto è una buona alternativa, perché più digeribile. Può essere usato anche come alternativa all’aglio.

bulbi di scalogno

bulbi di scalogno

Proprietà nutritive dello scalogno 

Ha proprietà molto simili a cipolla e aglio, tutte molto positive per la salute. Contiene polifenoli che combattono i radicali liberi e quindi l’invecchiamento. Possiede poi betacarotene, precursore della vitamina A, vitamina C, potassio, magnesio e altri minerali. Favorisce la diuresi e, grazie all’inulina, migliora il microbiota intestinale. Stimola la secrezione biliare aiutando il fegato a eliminare le scorie. Inoltre ha qualità disinfettanti, antimicrobiche e antinfiammatorie. Contiene composti che possono contribuire a ridurre il colesterolo cattivo (LDL) e a migliorare la circolazione sanguigna. 

Francesca Della Giovampaola

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