Il muschio, o meglio i muschi, perché ne esistono circa 15.000 specie in tutto il mondo, di cui 1.130 vivono in Italia, sono piante molto semplici e primitive, che appartengono al gruppo delle briofite. Possono crescere su diversi substrati come tronchi degli alberi, ceppi, rocce e pietre, muri e tetti esposti a nord o poco soleggiati e anche sul suolo, soprattutto se umido, vicino a ruscelli, laghi o zone paludose. Possiamo incontrarli anche nell’orto e, in genere, vengono considerati, a torto, un problema da eliminare. In questo articolo approfondiamo le loro caratteristiche, cosa ci indicano e verifichiamo se sia il caso di rimuoverli o meno dalle zone che vogliamo coltivare.

muschio sul suolo
Funzioni ecologiche dei muschi
Come tutti gli esseri viventi, i muschi non sono inutili o dannosi. Hanno un ruolo negli ecosistemi che abitano e svolgono molte funzioni essenziali che possiamo riassumere in questo elenco.
Aiutano a trattenere l’acqua. Sono come delle spugne che assorbono l’acqua piovana e l’umidità atmosferica. Sono molto efficaci nel ridurre il ruscellamento e quindi prevengono l’erosione. Mantengono umido il suolo a beneficio anche di altri esseri viventi, rilasciando l’acqua lentamente cambiano il microclima e favoriscono la sua discesa in profondità.
Stabilizzano il terreno in zone ripide. Dove non riescono a crescere alberi o piante più evolute, i muschi sono efficaci per consolidare il terreno e impedire che frani o venga dilavato dalla pioggia.
Contribuiscono alla formazione del terreno. I muschi sono piante pioniere che riescono a colonizzare anche rocce o terreni poveri. Sono tra i più antichi genitori del suolo coltivabile. Favoriscono la disgregazione delle rocce e contemporaneamente trattengono la polvere e la materia organica che vi si posa. La loro stessa decomposizione va a formare il suolo. Alcuni muschi collaborano con i batteri per fissare l’azoto atmosferico, rendendolo disponibile nel suolo.

muschio in giardino
Offrono habitat a tanti organismi. I tappeti di muschio danno rifugio a insetti, piccoli invertebrati e microrganismi e quindi contribuiscono alla biodiversità. Il muschio è ospitale per numerosi anfibi come tritoni, salamandre, rane e rospi. I muschi rientrano anche tra i materiali fondamentali per la costruzione dei nidi di alcuni uccelli.
Sono indicatori di ambienti poco inquinati. I muschi sono particolarmente sensibili all’inquinamento e alle variazioni delle condizioni ambientali, quindi la loro presenza, abbondanza o assenza ci dà indicazioni sulla qualità dell’aria e dell’ambiente che stiamo esaminando. Veder sparire i muschi da un terreno non è necessariamente una buona notizia. Alcuni muschi sono anche in grado di catturare sostanze inquinanti. Possono trattenere metalli pesanti e quindi analizzandoli abbiamo informazioni sul livello di inquinamento.
Sequestrano carbonio. Come altri vegetali sono formati da carbonio che trattengono nella loro struttura o trasferiscono al suolo. Alcuni muschi, come quelli del genere Sphagnum, formano le torbiere che immagazzinano grandi quantità di carbonio nel terreno, contribuendo alla regolazione del clima.
Offrono indicazioni sulle caratteristiche del suolo. Se riusciamo a riconoscere le specie che abbiamo di fronte possiamo avere informazioni sul suolo che le ospita. Ciascun muschio infatti ha sue specifiche esigenze, alle quali è possibile risalire. Per esempio, attraverso un sito di catalogazione di muschi sapremo se la nostra specie ama substrati acidi o alcalini. Non sono molti ad essere in grado di riconoscere i muschi, ma potrebbe essere una divertente sfida riuscire a individuare le specie che troviamo sul nostro terreno.
Il muschio è bello da vedere. Sappiamo quale fascino aggiunga al bosco una abbondante presenza di muschi, ma anche in giardino il muschio può avere un’importante funzione estetica. Se lo troviamo nel prato potremmo apprezzarne i colori e la particolare struttura invece di pensare ad eliminarlo per avere una copertura erbacea completamente omogenea.
In quali condizioni crescono i muschi?
I muschi hanno bisogno di umidità e di acqua liquida, necessaria nella fase riproduttiva. La fecondazione, infatti, avviene grazie all’acqua che permette l’incontro degli organi sessuali maschili con quelli femminili. I muschi si riproducono tramite spore. Ma esistono anche muschi perfettamente a loro agio in zone asciutte con piovosità solo periodica, e sono capaci di colonizzare là dove piante più evolute non riescono ancora a crescere. Possiamo quindi trovare muschi anche in zone aride e semiaride, su rocce esposte al sole, muri, tetti e cortecce in ambienti secchi. Anche i muschi che sopravvivono a periodi di siccità disidratandosi, avranno bisogno di acqua nella fase riproduttiva.
Evitano, in genere, la luce diretta e, quindi, molti dei loro habitat preferiti non si adattano agli ortaggi che coltiviamo. Hanno, poi, bisogno di ancorarsi ad un substrato, che non usano per nutrirsi. Sono piante autotrofe, ovvero capaci di produrre il proprio cibo attraverso la fotosintesi clorofilliana, ma assorbono i sali minerali attraverso le parti aeree, non dalle radici, dal momento che i loro tessuti non sono vascolarizzati. I minerali li prelevano dall’acqua, dall’umidità e dai residui organici che si posano sui loro tessuti.
- Ti potrebbe interessare: cosa sono i licheni (video)
I muschi sono dannosi per le coltivazioni?
Se incontriamo muschio nell’orto il nostro primo pensiero non dovrà andare a come fare per eliminarlo, ma dovremo capire perché si è formato. Dopo un’accurata osservazione potremmo decidere che quel luogo è più adatto ai muschi che alle piante coltivate alimentari. Il muschio a terra di solito è indicatore di suolo molto umido, poco drenato, compatto, poco soleggiato, talvolta acido. Se decidiamo di usare un terreno occupato dal muschio dovremo cambiare le condizioni che lo hanno favorito e non semplicemente rimuoverlo. Comunque va ricordato che sono le condizioni ambientali a rendere difficile la coltivazione e non i muschi ad essere dannosi.
Se troviamo muschio sugli alberi non c’è da preoccuparsi perché non è un parassita e non sottrae alla pianta nutrienti. Anzi la sua presenza può avere una funzione positiva per la corteccia, proteggendola nei periodi molto piovosi e da organismi aggressivi.

muschio su un tronco di un albero
Come eliminare il muschio dall’orto
La prima azione possibile sarà quella di aumentare l’insolazione del terreno. Se sono gli alberi a fare tanta ombra si possono tagliare o si può diradare la loro chioma. Questo ultimo intervento deve avvenire senza fare capitozzature, che comprometterebbero il futuro della pianta. Poi si può intervenire sul suolo arieggiandolo, magari usando una grelinette, aggiungendo compost maturo e pacciamatura. Sono sconsigliati tutti gli interventi con diserbanti e altre sostanze riconosciute come nemiche del muschio. Il loro effetto tossico non si ferma al muschio e andrà a modificare l’equilibrio del suolo.

muschio nell’orto
Ma prima di fare questi interventi pensiamoci bene, perché i vantaggi di avere delle zone coperte di muschio potrebbero essere maggiori degli svantaggi e preservare questa spugna naturale sarà quasi sempre la scelta più giusta. Il muschio nei pressi dell’orto infatti trattiene acqua, protegge il terreno, arricchisce il suolo e favorisce animali utili. Non è necessariamente un problema, anzi è un nostro alleato a cui riconoscere diversi meriti. Ricordiamo sempre uno dei principi cardine delle permacultura “lavora con e non contro la natura”, che in questo caso si può trasformare in “lavora con il muschio e non contro di esso”.
Leggi anche
Cinque libri per conoscere e coltivare la natura
Rigenera il tuo orto: 3 macerati autunnali che aiutano il suolo
Vermicompost, come farlo
Come usare i fondi di caffè nell’orto
Letture consigliate
Licheni e Muschi. Guida All’identificazione di 290 Specie, Ricca editore
Erbe spontanee. Riconoscerle, raccoglierle e conservarle di W.Taliana Tobert, F.Della Giovampaola, F.Bellantoni, ed Gribaudo
La cura della Terra, di Francesca Della Giovampaola – Mondadori
Vivere in sintropia di Dayana Andrade e Felipe Pasini – Terra Nuova
Suolo e salute di Albert Howard – Ciampi Editore Roma
Conoscere le piante di Luca Conte – Edizioni l’informatore agrario
Conoscere l’agricoltura biodinamica di Michele Lorenzetti – Libreria Editrice Fiorentina
Guida gratuita
Scarica la guida con le ricette per il suolo
Guida gratuita alla rigenerazione del suolo
Corso il suolo è vita
Video corso il suolo è vita
Gruppo Telegram
Unisciti al gruppo Telegram
Scrivi un commento