La Vespa velutina (o calabrone esiatico) è una delle peggiori minacce per le api (Apis mellifera). Da quando è arrivato accidentalmente in Europa questo calabrone, originario del Sud-est asiatico, sta facendo strage di alveari. Si tratta di un insetto carnivoro particolarmente aggressivo per le nostre api. Trattandosi di un animale che arriva da lontano, le api non hanno ancora elaborato una strategia per difendersi. Quando i suoi esemplari si appostano fuori dagli alveari per catturare le api in volo, queste, spaventate, smettono di alzarsi in volo e di andare a procurare nettare e polline, portando la famiglia alla morte. Se le api si azzardano ad uscire, invece, al rientro vengono catturate e uccise in volo.
In Italia le prime vespe velutine sono state scoperte nella Liguria di ponente nel 2012, arrivate dalla Francia. Oltre a danneggiare la produzione di miele, sconvolgono gli ecosistemi che invadono, perché predano anche numerosi insetti impollinatori selvatici.
Le api, insetti minacciati
La vespa velutina non è l’unica minaccia per le api, che affrontano da qualche decennio una crisi dopo l’altra. Prodotti chimici nocivi usati in l’agricoltura come gli insetticidi neonicotinoidi, parassiti come la Varroa, cambiamenti climatici, che modificano i cicli delle stagioni e, di conseguenza, i periodi di fioritura, sono alcune delle avversità che devono affrontare gli apicoltori a cui, in molte zone d’Italia, si è aggiunto questo pericoloso predatore.
Chi avvista un nido di vespa velutina è tenuto a segnalarlo perché venga distrutto al più presto. Contenere il loro numero è fondamentale per limitare i danni. Quando attaccano un apiario, infatti, possono annientarlo, portando alla morte tutte le api.
Tutte queste crisi derivano, direttamente o indirettamente, dalle azioni degli uomini. Anche alcune pratiche usate in apicoltura, come il nomadismo e la selezione genetica spinta, contribuiscono a peggiorare la situazione critica per la sopravvivenza degli alveari.

vespa velutina, o calabrone asiatico
Riconoscere la vespa velutina
La vespa velutina è un calabrone un po’ più piccolo di Vespa crabro, il calabrone europeo, ma la sua aggressività lo rende più pericoloso. Ha le zampe di colore giallo chiaro, il torace quasi completamente nero con un banda giallo arancione. Durante la caccia di fronte all’alveare tiene la testa rivolta verso l’esterno, mentre il nostro calabrone guarda l’ingresso dell’arnia. In questo modo cattura le api di rientro all’alveare impacciate per il carico di nettare e polline.
Le proteine di cui va a caccia, predando le api, servono per allevare le sue larve. Crea nidi di notevoli dimensioni sugli alberi, che in estate rimangono nascosti tra le fronde. Si vedono bene in inverno, quando le piante sono spoglie. In questo periodo i nidi sono vuoti, ma individuarli significa capire in quali territori la vespa è arrivata e le direzioni di espansione.
La vespa regina feconda, per superare l’inverno, cerca riparo in anfratti o cumuli di materiali, e a primavera si sveglia per creare il nido in cui allevare le prime vespe operaie. Intervenire in questa prima fase del ciclo riproduttivo è cruciale per limitare i danni. Catturare le regine prima che avviino la nuova colonia o individuare i primi nidi provvisori permette di evitare la formazione delle grandi colonie difficili da raggiungere. Ogni regina catturata in tempo ci mette in salvo da migliaia di insetti predatori.

cattura di una vespa velutina
La cattura attraverso le trappole
Le regine di vespa velutina si possono catturare mediante apposite trappole, molto facili da preparare e distribuire. Si possono appendere in ambienti diversi, sia in campagna, che vicino alle abitazioni, ovunque questi insetti possano trovare habitat interessanti. La cattura precoce delle regine (a partire da febbraio/marzo) è l’arma migliore e più economica contro i danni da velutina. Si realizza con una bottiglia di plastica per l’acqua minerale o un barattolo di vetro, un tappo cromotropico e un’esca alimentare. Più avanti, quando avranno già iniziato a riprodursi, si possono preparare trappole diverse per la cattura degli esemplari che si avvicinano agli alveari.
Come preparare le trappole per la vespa velutina
Per trappole molto efficaci e selettive, che non attraggono api, si usa la birra. Questa esca alimentare attira anche altre specie di calabroni, per questo è consigliato, al momento della sostituzione dell’esca, di controllare a quale specie appartengano gli insetti finiti in trappola, per avere un quadro dei predatori che hanno colonizzato la zona. Se abbiamo catturato esemplari di Vespa orientalis (vespa orientale) e di Vespa crabro (calabrone) avremo comunque effettuato una difesa per api e altri predatori.
L’obiettivo non è certo quello di sterminare questi insetti che fanno parte dei nostri ecosistemi, ma di contenerne il numero in ambienti antropizzati e a difesa delle attività umane come l’apicoltura.
Si prende una bottiglia di plastica vuota o un barattolo di miele da 1 kg e si riempiono per circa un quarto di birra chiara (la più economica in commercio funzionerà benissimo). Invece del tappo originale si applica all’imboccatura un cappuccio cromotropico, ovvero di un colore giallo appositamente scelto perché alla vista dell’insetto appaia come un frutto di cui cibarsi.
Tap Trap produce tappi progettati per questo scopo, che si applicano alle bottiglie o ai barattoli. La forma a cappuccio permette di trattenere e concentrare l’aroma di birra per rendere più efficace e duratura l’esca, proteggendola anche da eventuali piogge. Inoltre sono provvisti di un anello per agganciarlo facilmente a qualsiasi supporto.
- Qui trovi altre informazioni sui tappi trappola Tap Trap

nido di vespa velutina
Trappola proteica per catturare la vespa velutina
Dalla stagione calda, quando i calabroni sono in piena fase riproduttiva, gli alveari diventano per loro il luogo perfetto per cacce abbondanti. In questo periodo la birra è meno attraente, ma possiamo utilizzare esche proteiche per attrarle e catturarle. Dopo anni di sperimentazioni Tap Trap ha elaborato, per gli apicoltori professionisti, un sistema di cattura molto efficace. Si utilizza Sfera trap ricoprendone la superficie di colla e esca alimentare. La sfera gialla va posizionata dietro, sopra o al lato delle arnie (non davanti, per evitare che delle api possano finirci contro per errore).
Procedimento per preparare e installare la trappola proteica:
- Montare Sfera trap senza la luce a led
- Coprire tutta la sfera con una pellicola trasparente (si può usare film da imballaggio)
- Appendere la sfera ad un supporto con sotto un vassoio di raccolta (si possono usare cassette di plastica che fanno da base per un piccolo arco fatto con un tubo di plastica al quale viene legata la sfera per lasciarla libera su tutti i lati)
- Spruzzare sulla trappola della colla spray su cui rimarranno appiccicati gli insetti.
- Spalmare sulla superficie l’esca alimentare. Consigliato del paté per gatti al gusto di salmone.
Questo sistema permette di catturare molte delle vespe a caccia intorno all’alveare, ma va fatta grande attenzione al luogo di installazione della sfera e al periodo. Per altri dettagli su questo sistema di cattura si può approfondire leggendo: trappola per vespe: in apiario si usa il proteico.

vespe velutine a caccia di api. Credit foto: LIFE stop vespa
Diffusione della vespa velutina in Italia
Dopo il primo insediamento in Liguria la Vespa velutina ha proseguito la sua avanzata interessando anche parte di Piemonte, Toscana, Emilia Romagna e Veneto. Monitoraggi attenti e progetti di contenimento sono attivi per seguire i suoi movimenti e limitarne la diffusione, portati avanti proprio in difesa delle api. Le iniziative dei singoli, non solo apicoltori, possono dare un contributo importante per frenare la crescita demografica di questo insetto alieno, che minaccia la biodiversità.
Qui trovi una mappa aggiornata della diffusione in Europa di Vespa velutina
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