Non è comune ospitare un apiario nell’orto, ma potrebbe diventare una buona abitudine. Le api sono ottime sentinelle della qualità dell’ambiente, contribuiscono al successo delle coltivazioni e possono darci miele, propoli e altri prodotti utili. Mi sono decisa ad ospitare una famiglia di api al Bosco di Ogigia e questo mi permetterà di fare esperienza con loro e di approfondire le conoscenze che occorrono per prendersene cura.

Vediamo in questo articolo quali benefici apportano le api ai nostri orti, frutteti e giardini.

Le api impollinano ortaggi e alberi da frutto

Le api sono le impollinatrici per eccellenza. Con il loro lavoro di raccolta di nettare e polline e il loro movimento continuo di fiore in fiore favoriscono l’impollinazione di numerosissime specie vegetali. Le api non sono l’unico insetto impollinatore, ma il loro ruolo è fondamentale e tanto più prezioso in un’epoca in cui la presenza di insetti si è drasticamente ridotta in tutto il mondo. Del loro lavoro beneficiano gli alberi da frutto, ma anche gli ortaggi che hanno bisogno dell’impollinazione per far sviluppare i frutti. Con la loro presenza aumentano i raccolti.

Conservazione della biodiversità

Attraverso l’impollinazione contribuiscono alla riproduzione delle piante e quindi alla biodiversità presente in un dato territorio. Impollinare significa anche far circolare le informazioni genetiche e quindi favorire la differenziazione all’interno delle specie e l’evoluzione delle piante. Tutto questo aiuta le piante a reagire ai cambiamenti ambientali.  Ai vegetali sono strettamente connessi gli altri regni dei viventi, perciò favorire la riproduzione delle piante influisce sull’equilibrio e al buon funzionamento di moltissimi ecosistemi. Ricordiamo che in natura tutto è connesso. 

Api indicatrici ambientali

Dove le api vivono bene e prosperano l’ecosistema è in buone condizioni. Le api sono, infatti, bioindicatrici di un ambiente sano. Sono sensibili alla presenza di inquinanti, sia chimici che elettromagnetici, e ai cambiamenti climatici e  hanno bisogno della presenza di prati e alberi in fiore di tante specie diverse. Vivono bene lontano dalle monocolture. 

la prima visita alle api del Bosco di Ogigia

la prima visita di Francesca alle api del Bosco di Ogigia

Come accogliere le api nell’orto

Le api sono animali che alleviamo, ma che restano selvatici. Hanno bisogno delle nostre cure, ma non abbiamo il controllo sulle loro vite. Sono indipendenti e potremo lasciarle da sole per tanti giorni, non hanno bisogno di lavori quotidiani. Mentre visitarle periodicamente, senza interferire, è importante per controllare che la vita dell’alveare si stia svolgendo regolarmente. Se abbiamo spazio e condizioni idonee, non è difficile accoglierle nell’orto. Uno dei principali dubbi che si possono avere riguarda il rischio di punture. In genere le nostre api (Apis mellifera ligustica) sono miti e non verranno a cercarci nell’orto mentre stiamo lavorando allo scopo di attaccarci.

Per la loro e la nostra tranquillità potremmo mettere dei teli di protezione alti almeno 2 metri intorno all’apiario alla giusta distanza per permetterne comodamente il decollo e l’atterraggio. I teli proteggono le api, perché ci ricordano di non disturbarle, e noi stessi perché non potranno assalirci, nel caso che una situazione di stress ne modifichi il comportamento. Dietro ai teli non completamente coprenti potremo stare ad osservarle senza quasi essere notati, con la certezza di non essere punti. Ho usato questo sistema per inserire le api nel Bosco di Ogigia, creando un’area protetta con teli ombreggianti (vedi foto qui sotto).

rete di protezione intorno ad un arnia del Bosco di Ogigia

rete di protezione intorno ad un arnia del Bosco di Ogigia

Inserire una rete di protezione diventa obbligatorio se non si possono rispettare le distanze di legge dai confini. La legge infatti stabilisce che “gli apiari devono essere collocati a non meno di venti metri da strade di pubblico transito e a non meno di dieci metri dai confini di proprietà, edifici di civile abitazione e opifici nei quali una o più persone svolgono la propria attività, anche se temporaneamente”. Queste distanze non vanno rispettate se sono presenti barriere sufficienti a impedire il passaggio delle api.

Per il resto è consigliato mettere le arnie in una zona dove sia presente della vegetazione che ombreggi l’alveare, almeno parzialmente. Questo in estate aiuta le api a mantenere la giusta temperatura dentro all’arnia. L’ingresso dell’arnia deve essere rivolto a sud o sud-est.

Consigli per posizionare l’arnia

  • scegliere zone ombreggiate o parzialmente ombreggiate
  • indirizzare l’ingresso dell’arnia verso sud, sud-est
  • l’arnia deve essere a non meno di 20 metri da strade e 10 metri dai confini
  • puoi usare teli di protezione intorno all’apiario

Attrezzatura base per gestire un alveare

Per la gestione delle api servono alcune spese. Innanzitutto dobbiamo procurarci le loro casette, le arnie. Ne servirebbero almeno due o tre per cominciare. Le arnie vanno completate con telaini e fogli cerei. Poi serve una buona tuta integrale o giacca anti-ape che ci difenda dalle punture, soprattutto la testa, fino alle spalle. Gli apicoltori esperti spesso non usano guanti, ma per i principianti è bene che anche le mani siano ben coperte.

Un altro strumento fondamentale è l’affumicatore, che va usato durante le ispezioni agli alveari. Anche se non è bello andare ad infastidire questi fantastici insetti con del fumo, è necessario allontanarle e calmarle quando apriamo l’arnia e estraiamo i telaini. Serve poi una leva per staccare i telaini dall’arnia in fase di ispezione, le api infatti chiudono ogni fessura con la propoli e ad ogni controllo andiamo a de-sigillare l’arnia. È utile anche una pinza per sollevarli. Gli esperti ne fanno a meno, tenendo i telaini saldamente con le mani, ma finché non si ha una certa confidenza con le operazioni queste semplificano le estrazioni dei telaini. Ci serviranno, infine, i materiali necessari per i trattamenti a difesa della loro salute, primi tra tutti quelli per contenere le infezioni dell’acaro Varroa destructor.

Puoi visualizzare i kit per iniziare il tuo allevamento proposti dallo shop specializzato Ughetto Apicoltura da cui ci siamo riforniti.

attrezzature api: affumicatore, tuta, guanti e pinze

alcune attrezzature base: affumicatore, tuta, guanti e pinze

Di cosa hanno bisogno le api

I nostri orti e frutteti possono essere ambienti ideali per la vita delle api a patto di non usare veleni e trattamenti sulle piante che possano danneggiarle. Particolarmente nocivi sono gli insetticidi neonicotinoidi, che nel nostro orto biologico o naturale non dovrebbero essere comunque mai utilizzati.  Qualche albero da frutto, tanti ortaggi e piante aromatiche, una siepe mista e degli spazi di libera crescita per le erbe spontanee sono il miglior modo per accoglierle. Le api volano per chilometri e possono procurarsi il cibo anche a notevole distanza dall’apiario. Ma se siamo circondati da monocolture il nostro spazio dovrà cercare di compensare la scarsità che incontreranno fuori. 

Le campagne sono diventate talvolta luoghi meno accoglienti per le api delle città. Si sta, infatti, diffondendo la presenza di apiari negli ambienti urbani, dove è più difficile incontrare pesticidi, ma si trova maggiore biodiversità per la presenza di parchi pubblici, giardini privati e  piante fiorite su balconi e terrazzi.

Le api hanno, poi, estremo bisogno di idratarsi. Per semplificare loro la vita facciamo in modo che abbiano sempre acqua a disposizione a poca distanza dalla loro casa, ma non troppo vicino all’alveare. Va bene anche acqua stagnante, perché ricca di minerali. Tenere qualcosa di galleggiante sull’acqua le aiuta a non annegare.

Api nell'orto

Api nell’orto, ispezione di un telaino

Iscrizione all’anagrafe apistica

Che si possegga una sola famiglia di api oppure cento, che si sia hobbisti o si allevino api per professione è necessario registrare ogni nuovo apiario all’anagrafe apistica. Si tratta di un’operazione gratuita e semplice che permette un monitoraggio completo delle popolazioni di api allevate presenti in Italia. La registrazione può essere effettuata in proprio anche attraverso appositi siti internet (vetinfo.it), oppure ci si può avvalere dell’aiuto di associazioni di categoria. Al termine della procedura si riceve un codice apistico di identificazione che andrà esposto vicino dell’apiario. 

Il compito dell’apicoltore

Se si decide di adottare qualche famiglia di api si compie un’azione positiva nei confronti delle api e di tutto l’ambiente che la loro presenza andrà a influenzare. Ci assumiamo una  responsabilità e dobbiamo essere disposti a farlo con scrupolo e dedizione. Non vanno adottate famiglie di api solo con l’intento di beneficiare dei loro prodotti: miele, polline, cera e  propoli. Dovremmo farlo innanzitutto per contribuire a preservare una specie minacciata da tante avversità, in gran parte provocate dall’intervento dell’uomo, essendo disposti a rinunciare a un po’ di raccolto o di profitto per il loro bene.

L’apicoltura viene svolta, in molti casi, come se si trattasse di una qualsiasi altra attività industriale. Un’industria che massimizza il profitto, ma che ha poca lungimiranza perché certe pratiche rischiano di compromettere sempre di più la salute e la sopravvivenza della specie che si alleva. I tanti cambiamenti intervenuti nelle condizioni ambientali ci chiedono più che mai di lasciare alle api la possibilità di adattarsi ed evolvere insieme al resto dell’ecosistema, mettendo da parte i metodi di allevamento che stravolgono il patrimonio genetico delle varie popolazioni di Apis mellifera e indeboliscono l’intera specie. 

Francesca Della Giovampaola

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Info materiali apicoltura
Ughetto Apicoltura

Libri sulle api
La Vita delle Api, di Thomas D. Seeley, Montaonda edizioni
Il Piacere delle Api, di Paolo Fontana, ed. Wba Project
Apicoltura Tecnica e Pratica, di Alessandro Pistoia, Edizioni l’Informatore Agrario
Elogio delle Erbacce, di Richard Mabey, ed. Ponte alle Grazie

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