I GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) sono davvero un’ottima strategia per procurarsi prodotti di qualità, sostenibili e anche etici, specialmente se parliamo di cibo. Sono una via di mezzo fra l’autoproduzione e il classico acquisto al supermercato, perché permettono di comprare il cibo direttamente dai produttori, avendo la possibilità di selezionare attentamente quelli che usano un approccio gradito, e risparmiare grazie agli acquisti collettivi.

Ma che cosa sono i GAS? Come se ne costruisce uno? E come funziona?

Cos’è un GAS

Un GAS è formato da un gruppo di persone che si organizzano per trovare dei produttori, per lo più di generi alimentari ma non solo, e fare i propri acquisti collettivamente direttamente da loro, senza passare da supermercati, mercati o punti vendita.

Lo scopo principale è quello di avere accesso a prodotti che, specialmente nel caso del cibo, siano di ottima qualità. E questo non solo dal punto di vista del gusto, ma anche considerando i metodi di produzione, il loro impatto sull’ambiente e il rispetto della dignità dei lavoratori coinvolti. Tutto questo è garantito dal fatto di conoscere personalmente il produttore e i metodi che utilizza.

L’aggettivo “solidale” è usato per diverse ragioni. Perché l’acquisto è solidale nei confronti delle persone che lo compongono, visto che dà loro la possibilità di procurarsi dei prodotti sani e a un prezzo accessibile. È solidale nei confronti dell’ambiente e anche nei confronti dei produttori, spesso piccoli e locali, per garantire che il loro lavoro sia equamente retribuito.

Storia dei GAS

I GAS nascono in seguito ai grandi movimenti internazionali che, a partire dagli anni ’60, iniziano ad opporsi agli effetti collaterali della globalizzazione dei mercati e dell’industrializzazione dell’agricoltura. Per l’appunto, gli effetti sull’ambiente, sulla qualità del cibo, sull’indipendenza alimentare dei Paesi e sulla vita dei contadini e degli artigiani. 

Le prime forme di GAS nascono contemporaneamente in vari Paesi del mondo. Però si pensa che il primo gruppo formale, strutturato, con scopi e metodi dichiarati, sia nato in Italia nel 1994, a Fidenza, in Provincia di Parma. 

Ad oggi, numeri precisi non se ne conoscono, ma si stima che esistano diverse migliaia di GAS solamente in Italia. Secondo il Rapporto sul Consumo Responsabile, pubblicato nel 2020 dall’Osservatorio Internazionale per la Coesione e l’Inclusione Sociale, in Italia il 12.3% della popolazione fa i sui acquisti tramite GAS, il che significa circa 7 milioni di persone.

Gas, gruppo supporto agricoltura

Gas, gruppo supporto agricoltura

Come si crea un GAS

Creare un GAS è molto semplice. Basta che un gruppo, anche di pochissime persone, decida di iniziare a organizzarsi per trovare i produttori, inviare loro gli ordini e gestire tutta la logistica.

In alternativa, si può anche decidere di aderire a un GAS già esistente. Per trovarne uno nella propria zona si può usare il passaparola, fare una semplice ricerca su internet o consultare dei portali dedicati come E-Circles o Economiasolidale.net

In ogni caso, il processo non è complicato. Per il semplice motivo che i GAS, per lo più, sono dei gruppi informali, nati in modo spontaneo. Non c’è bisogno di istituire associazioni, cooperative o simili per crearne uno. 

Come funziona un GAS

I membri del GAS individuano dei produttori, li contattano e propongono loro di entrare a far parte del GAS. Se un produttore non è già conosciuto da qualcuno, si propone anche di incontrarlo per conoscerlo. A quel punto, se il produttore è in linea con i principi del GAS e se è disponibile a farne parte, la collaborazione comincia. E almeno un membro del gruppo diventa il suo referente, cioè il tramite fra GAS e produttore. 

Da quel momento in poi, con una periodicità che cerca sempre di essere un punto di incontro fra le necessità del GAS e quelle del produttore, quest’ultimo invia al GAS un listino con l’elenco dei prodotti disponibili, con annessi i loro prezzi. Di volta in volta, i membri del gruppo interessati piazzano i loro ordini; quando tutti sono pronti, il listino viene rimandato al produttore.

Nel momento che l’ordine è pronto, il produttore comunica giorno e ora della consegna, che può essere o a domicilio, oppure in un luogo selezionato dal GAS (in modo che sia sempre lo stesso per tutti gli ordini effettuati). In questo ultimo caso, le persone interessate vanno a ritirare i prodotti.

Tutta la comunicazione che serve può essere gestita tramite gruppi o community su social network, tramite email o tramite software sviluppati appositamente. Per i listini degli ordini si usano file condivisi. E per i pagamenti, a seconda delle preferenze di membri del GAS e produttori, si usano contanti, bonifici o servizi di pagamento digitale.

Vantaggi e svantaggi dei GAS

Senza dubbio, i GAS possono avere i loro svantaggi:

  • Impegno organizzativo per gestire ordini, pagamenti, consegne e ritiri
  • Prezzi dei prodotti non sempre più bassi rispetto a quelli dei canali di acquisto più comuni
  • Offerta e disponibilità dei prodotti più limitata rispetto alla grande distribuzione
  • Alcuni produttori prevedono quantità minime da ordinare
  • Tempi di attesa per la consegna e per il rinnovo degli ordini
  • Utilizzo di internet e dei suoi dispositivi non alla portata di tutti

Però i vantaggi sono importanti:

  • Qualità dei prodotti
  • Possibilità di scegliere autonomamente prodotti, produttori e metodi in linea con i valori del GAS
  • In alcuni casi, prezzi più bassi rispetto ai canali di acquisto comuni
  • Basso impatto ambientale (perché si riducono trasporti, imballaggi, ecc.)
  • Riduzione dello spreco alimentare
  • Valorizzazione di prodotti, produttori ed economia del territorio
  • Si creano rapporti umani fra i membri del gruppo e i produttori
  • Possibilità di dar vita ad attività collettive parallele a quelle del GAS

Enrico Becchi

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