Coltivare lupini è facile, basta un po’ di terra e dei semi e fanno tutto, o quasi, da soli. Si può decidere di coltivare questo legume per diverse ragioni: semplicemente per la bellezza della pianta, oppure per mangiare i suoi semi, ma anche per migliorare la terra dell’orto o autoprodurre un nutrimento per piante o animali. Il lupino bianco (Lupinus albus) è quello più utilizzato a scopo alimentare in Italia ed Europa. Nei giardini si usano specie di lupino diverse, ma anche il Lupinus albus si presta molto bene come pianta ornamentale.

Come si riconoscono i lupini

Il lupino è una pianta erbacea che cresce in altezza con fusto eretto e radice fittonante. Le foglie hanno una forma palmato digitale e sono formate da 5-9 segmenti. Le infiorescenze sono a racemo e di colore bianco-violaceo. La pianta produce più infiorescenze durante la stagione, dopo la prima fioritura lo stelo continua  a crescere e si forma la seconda infiorescenza più in alto a cui può seguire anche una terza. Se la pianta si trova a crescere in condizioni favorevoli le infiorescenze sono anche più numerose e possono svilupparsi lateralmente. Arrivata al completo accrescimento la pianta porta a maturazione i frutti e si secca. I baccelli (i suoi frutti, detti legumi in botanica) diventano più piccoli salendo verso l’alto. Si aprono spontaneamente quando la maturazione è completa (frutto deiscente), perciò non bisogna ritardare la raccolta altrimenti i semi verranno dispersi a terra. Ogni baccello contiene dai tre ai sei lupini.

lupini maturi pronti per essere sgranati

lupini maturi pronti per essere sgranati

Perché i lupini fanno bene al suolo

I lupini, come le altre piante della famiglia delle leguminose o fabacee, hanno la caratteristica di entrare in simbiosi con batteri azoto fissatori (Rhizobium), perciò producono da soli il fabbisogno di azoto trasformando quello presente in atmosfera. In questo modo mettono a disposizione nel suolo anche per altre piante una parte dell’azoto fissato, svolgendo la funzione di un concime. Anche le loro radici, profonde e fittonanti, migliorano le caratteristiche del suolo, andando a romperlo in profondità. In questo modo riescono a recuperare anche suoli in cui sia presente una suola di lavorazione sotto la superficie. I suoli argillosi, con ristagni idrici, però non sono adatti alla loro coltivazione perché il lupino è soggetto a marciumi.
I lupini sono una coltura adatta da far ruotare tra le aiuole dell’orto per migliorare la terra prima di un nuovo ciclo. I lupini possono essere usati anche come sovescio, tagliandoli in primavera a inizio fioritura e lasciandoli a terra, in superficie o leggermente interrati. 

Quando piantare i lupini

I lupini si seminano prevalentemente in autunno (ottobre e novembre), in questo periodo si crea già una bella piantina, che poi si svilupperà in altezza a primavera. Si tratta di una pianta sensibile al freddo, perciò nelle zone a clima rigido, con gelate frequenti, i lupini si possono seminare solo in primavera quando finisce il periodo critico per il freddo. Questa pianta cresce fino a 1000 metri di altitudine e può sopportare temperature fino a circa -5°C. Eventuali gelate vengono sopportate meglio dalla pianta se è bene sviluppata, perciò è consigliato non posticipare troppo la semina. Il ciclo di crescita è piuttosto lungo. A maggio o giugno fioriscono e i semi sono pronti per la raccolta a fine giugno o luglio. In caso di semina primaverile saranno pronti in agosto o settembre. 

Sui lupini scriveva Columella, scrittore latino, autore del primo trattato di scienza della coltivazione vissuto nel I secolo d.C.:

Solo fra tutti i legumi non ha bisogno di riposare nel granaio e appena raccolto si può seminare, sia in settembre avanti l’equinozio, sia a cominciare dai primi giorni di ottobre, anche in campi mal lavorati. Comunque si semini, sopporta la negligenza del colono senza danno. Però ha bisogno del tepore dell’autunno, per poter subito prendere forza, perché, se non acquista vigore prima dell’inverno, viene danneggiato dal freddo. 

(da L’arte dell’agricoltura, di Columella, traduzione di Rosa Calzecchi Onesti) 

I lupini preferiscono un suolo sabbioso

I lupini non sono piante esigenti, si adattano a suoli poveri, ma crescono bene dove la terra non è compatta, in suoli sabbiosi o con una buona percentuale di sabbia. Inoltre non gradiscono i ristagni d’acqua che possono causare marciumi alle radici, tuttavia con i loro fittoni contribuiscono a rompere la crosta del terreno. Inoltre preferiscono suoli acidi o subacidi, con pH tra 5,0 e 6,5. Quando si trovano in suoli alcalini lo manifestano con un ingiallimento delle foglie.

seminare i lupini

seminare i lupini

Distanze per la semina dei lupini

Le distanze indicative per la loro coltivazione sono di almeno 40 cm tra le file e circa 25 cm lungo la fila. Essendo piante che crescono molto in altezza, vanno disposte in modo che non si facciano ombra a vicenda. Le piante di lupino possono superare il metro di altezza. Il loro sviluppo è verticale, in genere senza ramificazioni. Formano più facilmente delle ramificazioni che sono ben distanziati e ricevono molto sole.

Di quali cure hanno bisogno i lupini

Dopo la semina hanno bisogno di poche cure. Crescendo molto in altezza non temono la competizione delle piante spontanee. Tollerano bene anche la scarsità d’acqua, perciò non si interviene con le irrigazioni se non in condizioni di siccità estrema.

semi di lupini

semi di lupini

Usi dei lupini

Il lupino si usa per l’alimentazione umana. Un tempo i lupini erano uno degli snack più diffusi. Si vendevano salati e potevano essere consumati come cibo da passeggio. Ora sono meno popolari, ma restano preziosi per la quantità di proteine che contengono. Contengono anche alcaloidi tossici e per essere consumati devono subire un lungo trattamento. I lupini sono un alimento prezioso per gli animali. Possono rientrare nei mangimi per bovini, ovini, caprini e suini. Possono essere utilizzati anche per pollame e conigli in piccole quantità.

I lupini macinati si usano anche come fertilizzante per le piante di agrumi e altre piante acidofile.

preparazione dei lupini

preparazione dei lupini. Guarda anche il video

Come preparare i lupini da mangiare 

Per eliminare gli alcaloidi contenuti nei semi dei lupini serve un lungo trattamento. Il vari passaggi porteranno i lupini a perdere completamente il loro sapore amaro. Per preparare i lupini salati, per prima cosa si devono tenere in ammollo per 24 ore, dopo questo primo passaggio avranno acquisito un colore più giallo e raddoppiato il volume. Si passa alla cottura: si mettono in acqua fredda e la si porta ad ebollizione, proseguendo la cottura per circa 30 minuti. Ma non sono ancora pronti, dovranno restare in ammollo in acqua per un’altra settimana circa, avendo cura di cambiare il liquido almeno due volte al giorno. Quando il sapore amaro se ne sarà andato li terremo ancora in ammollo aggiungendo questa volta del sale per dare loro sapore

Preparazione dei lupini (video)

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