Coltivare fave (Vicia faba) è facile ed è possibile avviare una piccola coltivazione di questi legumi anche se si dispone di pochi metri di giardino, perché le loro piantine verdi sono anche belle da vedere. Non dovrebbero mai mancare nell’orto invernale perché, oltre ad essere buone da mangiare, apportano diversi benefici alla terra. In Toscana vengono popolarmente chiamate baccelli, quando ci si riferisce a quelle fresche che vengono mangiate estraendo i semi immaturi, appunto, dal baccello verde che le contiene. In questo articolo vediamo come seminarle e prendercene cura. 

Quando seminare le fave?

Il periodo migliore per la semina delle fave è l’autunno, da ottobre fino a novembre/dicembre. In questo modo hanno il tempo di svilupparsi prima del periodo freddo e in primavera sono pronte a partire e il raccolto è anticipato. Dove fa molto freddo e d’inverno ci sono gelate intense e prolungate non sopravvivrebbero, perciò si semina e febbraio/marzo. In questo caso il raccolto è ritardato.

seminare fave

seminare fave

Quali semi scegliere?

È abbastanza semplice riprodurre i propri semi per coltivare le fave. Si fanno andare a completa maturazione i baccelli di un certo numero di piante in buone condizioni di salute e si prelevano le fave quando si sono completamente asciugate sulla pianta. 

Se si acquistano semi meglio scegliere quelli non conciati, ovvero quelli che non sono stati trattati con prodotti chimici per proteggerli da funghi, insetti e malattie varie. Le sostanze con cui sono trattati i semi, infatti, interagiscono con gli organismi del suolo, possono uccidere anche quelli buoni e interagire negativamente con i batteri azotofissatori che vivono in simbiosi con le loro radici. Esistono anche conce biologiche che, vanno ad arricchire la vita microbiologica del suolo.

 

seme di fava

seme di fava

 

Le fave portano azoto nell’orto?

Come le altre piante della famiglia delle leguminose, creano nelle radici una simbiosi con i batteri azotofissatori (Rhizobium). Questi batteri sono in grado di prelevare l’azoto atmosferico  e trasformarlo in modo che sia utilizzabile dalle piante. Gran parte di questa sostanza sarà consumata dalla pianta stessa per portare a maturazione i semi. Se lasciamo a terra i resti delle piante, o almeno le loro radici, il suolo alla fine della coltivazione potrà risultare più ricco di azoto. Ma per approfittare al meglio della capacità che hanno le fave di apportare una concimazione importante vanno usate come sovescio, senza attendere il raccolto. Le fave seminate in autunno andranno, quindi, tagliate a primavera, all’inizio della fioritura e interrate nei primi centimetri. Dopo la decomposizione della vegetazione si avrà l’effetto di un apporto di letame maturo.

Coltivare fave aiuta comunque a migliorare il terreno. Infatti le fave restano nell’orto tutto l’inverno, lo proteggono, offrono nutrimento ai microrganismi che ci vivono e lo mantengono soffice con il lavoro delle radici. Sono ottime da utilizzare nella rotazione con ortaggi più esigenti come pomodori o cavoli.

Elenco dei benefici della coltivazione delle fave

  • Sono un cibo nutriente che si presta a tanti utilizzi
  • Sono facili da coltivare e si adattano a terreni diversi
  • Arricchiscono il terreno di azoto, ne migliorano la struttura
  • Sono una buona coltura da sovescio
  • Resistono al freddo e tengono attivo l’orto in inverno
  • Ideali per la rotazione colturale
fave fresche

fave fresche

Cure colturali per le fave

Le fave sono una coltura rustica, bassa consumatrice e resistente, ma per un raccolto sano e abbondante serve comunque un suolo ricco e senza ristagni idrici. Quindi una lavorazione è consigliata se non si dispone già di una terra rigenerata. Si può procedere muovendo la terra senza girarla per eliminare compattamenti o suola di lavorazione. Se possibile aggiungiamo del compost. Lo consigliava già Columella, scrittore latino, autore del primo trattato di scienza della coltivazione scritto tra il 60 e il 65 d.C.

Per la fava è bene preparare un campo fertilissimo o ben concimato e si può mettere anche in un terreno rimasto a riposo, che sia situato in una valle e che riceva umidità dai terreni soprastanti…
(da L’arte dell’agricoltura, di Columella, traduzione di Rosa Calzecchi Onesti) 

Nel caso che la terra al momento della semina fosse troppo bagnata e argillosa di può facilitare l’interramento aggiungendo nella buca  o nel solco del compost abbastanza asciutto. 

Intorno alle fave è utile un controllo delle erbe spontanee per evitare che queste entrino in competizione per il sole. Si può effettuare tagliando le erbe, invece che estraendole con le radici per mantenere il suolo coperto e nutrito e si può, persino, seminare un sovescio intorno alle fave, da tagliare all’inizio della primavera.

A che distanza seminare le fave?

Le fave si possono seminare in file o a postarelle (piccole buche). Va lasciata una certa distanza tra le piante affinché non si facciano ombra. Tra le file si lasciano dai 50 ai 70 cm e lungo la fila 10-20 cm (dipende dalla varietà). Si possono seminare più fitte prevedendo una percentuale di mancata germinazione per poi eventualmente tagliare le piante in eccesso. Se seminiamo in buchette si mettono due o tre fave ciascuna. 

A che profondità seminare le fave?

Anche per questo aspetto si può interpellare Columella. 

…Dobbiamo per prima cosa gettare i semi, poi romperemo la terra in modo da farveli penetrare, poi lavoreremo di nuovo il campo, formando le porche e finalmente passeremo l’erpice, perché il seme sia coperto da un più abbondante strato di terra. È molto utile infatti che le radici dei semi, appena germinati, siano molto fonde.

(da L’arte dell’agricoltura, di Columella, traduzione di Rosa Calzecchi Onesti) 

Nel nostro orto possiamo seminare le fave a circa 5 centimetri di profondità.

Francesca Della Giovampaola


Legumi nell’orto. Fave, piselli e lupini. Come coltivarli (video)

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Letture consigliate
L’arte dell’agricoltura, Columella
, Einaudi
La cura della Terra, di Francesca Della Giovampaola. Mondadori
L’orto ecologico,
 di Pietro Isolan, ed. LSWR
Orticoltura Biologica da Reddito, di Alessio Capezzuoli , Ed. Terra Nuova
Agricoltura organica e rigenerativa, di Matteo Mancini. Ed. Terra Nuova
Coltivare bio con successodi Jean-Martin Fortier. Ed. Terra Nuova
Erbe spontanee. Riconoscerle, raccoglierle e conservarle di W.Taliana Tobert, F.Della Giovampaola, F.Bellantoni, ed Gribaudo

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